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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126620
SMC0216-0002
Bollettino Giunte e Commissioni n. 216 del 26 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-216)
(suddiviso in 152 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.3 dello stampato)
                              Pag. 3
 
                     COMMISSIONI RIUNITE
           I (Affari costituzionali) e IV (Difesa)
 
 
IN SEDE REFERENTE
C3098. LAVCOMM
C3098.
Esame del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 7 settembre 1995, n. 375, recante disposizioni per la graduale sostituzione del personale delle Forze armate impiegato in attività di controllo sul territorio nazionale, nonché per l'adeguamento di strutture e funzioni connesse alla lotta contro la criminalità organizzata (3098). (Parere della V Commissione).
(Esame e rinvio).
Giuseppe PERICU. Carlo Amedeo GIOVANARDI, relatore per la IV Commissione. Il sottosegretario Stefano SILVESTRI. Giovanni MASTRANGELO. Guido Baldo BALDI. Martino DORIGO. Sergio MATTARELLA. Gustavo SELVA, presidente. Pag. 6
Martedì 26 settembre 1995. - Presidenza del Presidente della I Commissione, Gustavo SELVA. - Interviene il Sottosegretario di Stato per la difesa Stefano Silvestri.
ZZSMC ZZRES ZZSMC260995 ZZSMC950926 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC216 ZZ12 ZZD ZZCR ZZC1 ZZC4 ZZRE ZZHH ZZII ZZFF
     Le Commissioni iniziano l'esame del provvedimento.
 
     Giuseppe PERICU (gruppo progressisti-federativo),
  relatore per la I Commissione,  ricorda come il
  provvedimento riproduca, con alcune modifiche, precedenti
  decreti-legge non convertiti nei termini costituzionali.  Con
  riferimento all'articolo 1, ritiene apprezzabile la volontà
  del Governo di procedere ad una graduale diminuzione delle
  Forze armate impegnate in funzione di controllo del
  territorio.  Sottolinea inoltre come l'avvicendamento delle
  Forze armate con le Forze di Polizia dovrà essere effettuato
  tenendo conto del personale delle Forze armate effettivamente
  impiegato negli specifici servizi di vigilanza e di controllo
  del territorio e quindi non in modo casuale.  Osserva inoltre
  come l'articolo 2, al comma 1, preveda un diverso assetto
  della direzione del Nucleo centrale per i servizi antidroga
  realizzando un coordinamento tra le diverse componenti delle
  Forze di polizia che appare senz'altro condivisibile.  I commi
  2 e 3 dell'articolo 2 recano inoltre disposizioni in materia
  di carriera del personale dell'Arma dei carabinieri e della
  Guardia di finanza.  Si dichiara infine favorevole alla
  conversione in legge del provvedimento, riservandosi di
  valutare gli emendamenti che venissero eventualmente
  presentati.
 
     Carlo Amedeo GIOVANARDI,  relatore per la IV
  Commissione,  si associa alle valutazioni del relatore per
  la I Commissione,
 
                               Pag. 4
 
  chiedendo però al Governo chiarimenti circa tempi e modalità
  della sostituzione dei reparti militari attualmente impiegati
  in Sicilia, su cui il provvedimento non si esprime.  E' altresì
  favorevole circa il criterio di rotazione, che giudica
  convincente e opportuno, alla direzione del Nucleo centrale
  per i servizi antidroga.  Auspica quindi che le Commissioni
  riunite vogliano esprimersi favorevolmente nei tempi più
  solleciti.
 
     Il sottosegretario Stefano SILVESTRI, pur riservandosi
  di intervenire nel prosieguo dell'esame, rileva che il
  provvedimento è senz'altro più preciso circa le modalità di
  ritiro dei reparti impegnati nelle altre regioni del Paese
  perché per quelle zone sono stati individuati meccanismi
  convincenti di sostituzione.  Per quanto riguarda invece la
  Sicilia, le indicazioni che provengono dal territorio sono
  contrastanti, ed occorre pertanto ancora trovare l'equilibrio
  più efficace tra i vari fattori per definire la forma più
  idonea di sostituzione dei militari impiegati.
 
     Giovanni MASTRANGELO (gruppo alleanza nazionale)
  osserva che quella del provvedimento in esame è una storia
  infinita, dato che si prorogano di continuo dei termini senza
  sapere se potranno essere rispettati.  Il Governo, ogni volta,
  reitera le proprie assicurazioni al Parlamento circa
  l'esattezza del termine per il ritiro dei reparti militari, ed
  ogni volta tali assicurazioni si rivelano fittizie.
     In particolare, stigmatizza la posizione di chi, come ad
  esempio il sottosegretario Cardia, ha affermato che senza la
  disponibilità di ulteriori risorse finanziarie non si può
  avere la sostituzione dei militari con le forze dell'ordine.
  Infatti si potrebbe attingere da tutti quei carabinieri ed
  agenti che sono attualmente adibiti a servizi diversi da
  quelli istituzionali, come ad esempio servizi di scorta, che
  servono a poco e spesso costituiscono soltanto l'ostentazione
  di uno  status,  o quelli di traduzione dei detenuti, che
  impiegano ben 7 mila carabinieri.  Compiti, questi ultimi, da
  affidare invece alla polizia penitenziaria. Né si può
  obiettare che occorre indire nuovi concorsi, perché si può
  utilmente attingere dalle graduatorie dei concorsi già
  espletati.
     In sostanza, occorre risolvere il problema in modo
  definitivo.  Per far questo, occorre assumere un atteggiamento
  realistico: a tale fine preannuncia la presentazione di un
  emendamento inteso a differire il termine previsto dal decreto
  per il ritiro dei militari dal 31 dicembre 1995 al 31 dicembre
  1996.
     Quanto poi all'articolo 2 del provvedimento, è favorevole
  sul criterio della rotazione tra l'Arma dei carabinieri, la
  Polizia e la Guardia di finanza per la direzione del Nucleo
  centrale per i servizi antidroga, criterio che sancisce una
  sorta di  par condicio  tra le diverse forze.
     E' infine contrario all'introduzione nel provvedimento
  delle disposizioni concernenti il riordino delle carriere dei
  militari, che sarebbe stato meglio disciplinare in un
  provvedimento apposito.  Essendo comunque favorevole in linea
  di principio alle norme in questione, e ferme restando le
  perplessità enunciate, dichiara l'orientamento favorevole del
  suo gruppo sul complesso del provvedimento.
 
     Guido Baldo BALDI (gruppo lega nord) ribadisce
  preliminarmente le critiche, più volte reiterate durante
  l'esame del precedente provvedimento, in particolare dal suo
  gruppo, circa il continuo ricorso a provvedimenti-tampone,
  invece di affrontare la questione in modo organico e
  risolutivo.  Nel provvedimento in esame si è pervenuti ad una
  soluzione per quanto riguarda il ritiro dei militari dalla
  Calabria e dalla provincia di Napoli, ma non dalla Sicilia.
  Pertanto esprime l'insoddisfazione del suo gruppo al riguardo,
  riservandosi di esprimere un giudizio complessivo in sede di
  dichiarazione di voto.
     Preannuncia altresì emendamenti all'articolo 3, affinché
  la quota della copertura finanziaria, pari a 176 miliardi,
  attualmente appostata sul bilancio della difesa, sia invece
  ripartita tra tutti i Ministeri interessati, dato che il fine
  del provvedimento è la tutela dell'ordine pubblico,
 
                               Pag. 5
 
  che non è un compito specifico delle Forze armate.
 
     Martino DORIGO (gruppo misto) sottolinea in primo luogo
  la singolare contraddizione, che si rileva in Italia rispetto
  a tutti i principali Paesi occidentali, tra la continua
  richiesta di incremento degli organici delle Forze dell'ordine
  e la loro effettiva dimensione, che supera complessivamente le
  300 mila unità.  Condivide poi la validità delle argomentazioni
  favorevoli al recupero delle molte unità impiegate in compiti
  di istituto.  Al riguardo il problema non è tanto quello delle
  scorte (che, contrariamente a quanto sosteneva il collega
  Mastrangelo, talvolta sono veramente utili, anche se in certi
  casi sono concesse a titolo di  status),  quanto quello
  della traduzione dei detenuti, che già da tempo avrebbe dovuto
  essere svolta dalla polizia penitenziaria, o quello
  dell'assegnazione di militari di leva ad attività diverse,
  quali mense, circoli ricreativi e sportivi, ecc.  Occorre
  dunque che il Governo non eluda ulteriormente le risposte che
  il Parlamento attende da tempo.
     Per quanto poi riguarda la rotazione tra le diverse Forze
  dell'ordine alla direzione del Nucleo centrale per i servizi
  antidroga, pur favorevole in linea di principio, ritiene
  erroneo prevedere un obbligo di legge così rigido.  Meglio
  sarebbe lasciare una certa discrezionalità, ancorata a
  valutazioni di merito, così da avere sempre la garanzia che la
  scelta sia quella ottimale.  Il Parlamento dovrebbe dunque
  dettare un indirizzo, non sancire un obbligo.
     Quanto infine al problema del riordino delle carriere, di
  cui all'articolo 2, ricorda di aver già manifestato più volte,
  in sede di esame del decreto legislativo esaminato tempo
  addietro proprio dalle Commissioni riunite I e IV,
  l'incongruità dell'atteggiamento del Governo che, provvedendo
  in modo sempre episodico e frammentario, determina il fenomeno
  degli "scavalchi".  In quelle precedenti occasioni il
  Parlamento dette il suo assenso sul provvedimento del Governo
  accompagnandolo alla richiesta che si provvedesse in modo
  organico ed ultimativo.  Così non è stato, nonostante le Forze
  armate versino in una grave situazione di frustrazione.  Invita
  pertanto il Governo a rimediare con decisione.
 
     Sergio MATTARELLA (gruppo PPI), nell'esprimere il
  consenso del suo gruppo sul provvedimento, sottolinea come
  assai opportunamente l'articolo 1 non preveda più l'impiego
  delle Forze armate in Puglia.  Con riferimento all'articolo 1,
  comma 1, osserva come si tratti di una norma da condividere
  tanto più che appare in qualche modo superflua posto che il
  vertice della direzione centrale dei servizi antidroga è
  disciplinato da oltre 4 anni e mezzo in conformità a quanto
  previsto dal decreto-legge in esame.
 
     Gustavo SELVA,  presidente,  nessun altro chiedendo
  di parlare, rinvia ad altra seduta il seguito dell'esame.
 
     La seduta termina alle 19,55.
 
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