| La Commissione prosegue l'esame delle abbinate proposte di
legge.
Gustavo SELVA, Presidente, ricorda che nella
scorsa seduta la Commissione ha deliberato di accantonare gli
articoli aggiuntivi 1.01 e 1.02; si deve quindi ora procedere
all'esame degli altri emendamenti riferiti all'articolo 1 a
cominciare dall'emendamento 1.1.
Vincenzo NESPOLI, (gruppo alleanza nazionale),
relatore, esprime parere contrario sull'emendamento 1.1 che
rischia di rendere impossibile il ricorso all'aspettativa a
tempo parziale.
Adriana VIGNERI (gruppo progressisti-federativo) pur
ritenendo positivo l'intento perseguito dall'emendamento 1.1
che è volto ad ampliare il ricorso all'aspettativa, invita il
presentatore a ritirarlo poiché ritiene che la sua
approvazione determinerebbe il problema di disciplinare le
diverse forme di aspettativa a tempo parziale.
Antonio SODA (gruppo progressisti-federativo) ritira il
suo emendamento 1.1.
Adriana VIGNERI (gruppo progressisti-federativo) ritira
il suo emendamento 1.2.
La Commissione approva l'articolo 1 del testo base.
Vincenzo NESPOLI (gruppo alleanza nazionale),
relatore, esprime parere contrario sull'emendamento 2.6
che contiene una nuova formulazione dell'articolo 2 volta ad
estendere il diritto all'aspettativa ad una serie di soggetti
non considerati dal testo base. Ritiene infatti che tale
emendamento estenda in maniera eccessiva i benefici previsti
dal provvedimento.
Antonio SODA (gruppo progressisti-federativo) osserva
come l'opinione del deputato Nespoli muova dalla convinzione
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che occorra contenere i benefici recati dal provvedimento
senza tener conto che già oggi la normativa in vigore consente
a tutti i consiglieri comunali di essere collocati in
aspettativa. La normativa in vigore ha tra l'altro ben
funzionato poiché pochi consiglieri comunali hanno scelto di
ricorrere all'aspettativa e questo dimostra che non si è
abusato dell'istituto. Occorre affrontare il problema del
costo della democrazia a meno che non si intenda ridurre
l'esercizio delle funzioni pubbliche ad una questione
finanziaria anziché ricercare un punto di equilibrio tra le
necessità del tesoro e le esigenze di chi è titolare di
cariche pubbliche. Ricorda infine come in molte città il
comune deleghi alle circoscrizioni numerose competenze e la
gestione di rilevanti servizi.
Il Sottosegretario Corrado SCIVOLETTO osserva come
sussista un contrasto tra l'articolo 1 e la limitazione di
carattere demografico contenuta in alcune parti dell'articolo
2.
Gustavo SELVA, Presidente, ritiene che l'articolo
1 contenga una affermazione di principio che viene poi
specificata dall'articolo 2 e che non sussista quindi il
contrasto prospettato.
Roberto RONCHI (gruppo lega nord) ritiene che gli
articoli 1 e 2 tendano a contemperare esigenze diverse e
ricorda come all'articolo 2 siano riferiti numerosi
emendamenti presentati da diversi gruppi. Osserva quindi come
sia necessario che nel prevedere la concessione
dell'aspettativa si tenga conto della dimensione demografica
dei comuni e chiede inoltre al relatore di introdurre la
facoltà di scegliere tra aspettativa a tempo pieno e
aspettativa a tempo parziale. Ritiene peraltro opportuno
procedere ad una riscrittura dell'articolo 2 al fine di meglio
disciplinare il diritto alla aspettativa.
Elsa Giuseppina SIGNORINO (gruppo
progressisti-federativo) osserva come la ratio
dell'emendamento 2.6 sia quella di disciplinare il diritto
all'aspettativa in relazione alle attività svolta dagli enti
locali. Si tratta peraltro di un criterio opinabile in quanto
l'attuale assetto dei comuni risulta così frammentato che i
sindaci dei piccoli comuni si trovano ad essere impegnati in
modo analogo ai sindaci dei comuni di grandi dimensioni.
Ritiene pertanto necessario disciplinare il diritto a fruire
dell'aspettativa in ragione delle funzioni esercitate senza
tuttavia intendere queste ultime in termini meramente
quantitativi e per questo ha presentato, insieme al deputato
Vigneri il subemendamento 0.2.6.1 che estende tra l'altro il
diritto all'aspettativa a tutti i sindaci e a tutti i
presidenti dei consigli comunali. Chiede in particolare al
relatore di togliere il riferimento alle dotazioni di
personale per quanto attiene ai presidenti dei consorzi degli
enti locali e questo perché altrimenti si rischia di premiare
l'inefficienza posto che i consorzi ben gestiti tendono a
diminuire il personale. Ritiene inoltre che tutti i
consiglieri comunali che svolgono funzioni di governo debbano
fruire del diritto in questione e che la possibilità di fruire
della aspettativa vada in ogni caso riconosciuta ai
consiglieri comunali dei comuni con più di 200.000 abitanti.
Considera in conclusione necessario verificare l'attuale
assetto delle autonomie al fine di garantirne un più
efficiente funzionamento.
Il Sottosegretario Corrado SCIVOLETTO si rimette alla
Commissione per quanto riguarda l'emendamento 2.6.
Vincenzo NESPOLI (gruppo alleanza nazionale),
relatore, ritiene che la Commissione stia migliorando
notevolmente la legge n. 816 del 1985 ponendo rimedio alla
difficoltà che attualmente incontrano i sindaci e gli
assessori. Per quanto riguarda la possibilità di fruire
dell'aspettativa riconosciuta dalla normativa in vigore a
tutti i consiglieri comunali, ritiene necessario verificare
quanto questi ultimi hanno in effetti goduto di tale beneficio
considerato che non è prevista l'attribuzione di alcuna
indennità di carica e risulta quindi nei fatti impossibile per
i lavoratori dipendenti godere dell'aspettativa. Ritiene
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inoltre che l'aspettativa a tempo pieno e quella a
tempo parziale vadano riconosciute esclusivamente per lo
svolgimento di funzioni realmente impegnative che richiede una
notevole quantità di tempo. Osserva quindi come volendo
eliminare tutti i riferimenti agli aspetti qualitativi si
dovrebbe conseguentemente rivedere anche la graduazione
dell'indennità. Ritiene in conclusione che l'attività
legislativa della Commissione debba tener presenti le
condizioni economiche del Paese, l'atteggiamento dell'opinione
pubblica e la possibilità che il provvedimento provochi un
dibattito, anche fazioso, sui privilegi erogati dal Parlamento
agli amministratori locali e ribadisce il suo parere contrario
sull'emendamento 2.6.
Adriana VIGNERI (gruppo progressisti-federativo)
illustra il suo subemendamento 0.2.6.1 che ritiene possa
costituire una migliore base di discussione per la Commissione
ed invita il relatore a considerarlo favorevolmente.
Vincenzo NESPOLI, (gruppo alleanza nazionale),
relatore, ritiene che il subemendamento 0.2.6.1 sia
effettivamente migliorativo dell'emendamento 2.6 anche se
sottolinea l'opportunità di determinare una soglia per
l'applicazione dell'aspettativa a tempo pieno considerato che
questa comporta il raddoppio dell'indennità di carica. Per
questo motivo ritiene inoltre necessaria una diversa
indicazione dei soggetti aventi diritto all'aspettativa a
tempo pieno rispetto a quella contenuta nel subemendamento
0.2.6.1. Osserva in proposito come il subemendamento in
questione, da un lato, ometta di considerare i consiglieri
provinciali e, dall'altro, vada molto oltre quanto previsto
dalla proposta di legge n. 1259 di cui la Commissione ha
concluso l'esame in sede referente poiché estende il diritto
all'aspettativa a tutti i presidenti dei consigli comunali.
Ritiene in conclusione necessario riformulare il
subemendamento 0.2.6.1 rendendolo più restrittivo.
Adriana VIGNERI (gruppo progressisti-federativo)
condivide le preoccupazioni del deputato Nespoli derivanti dal
fatto che il collocamento in aspettativa a tempo pieno
comporta l'attribuzione di una indennità di carica. Ritiene
tuttavia necessario una valutazione autonoma delle funzioni
degli amministratori locali e del tempo necessario a
svolgerle. Concorda infine con il relatore sull'opportunità di
considerare i consiglieri provinciali.
Gustavo SELVA, Presidente, ritiene che la
Commissione debba elaborare la norma in questione con grande
equilibrio e chiede al relatore di accantonare per il momento
l'emendamento 2.6.
Giampaolo NUVOLI (gruppo forza Italia) concorda con le
osservazioni del deputato Vigneri anche se porrebbe l'accento
più sulle funzioni esercitate che sulla classe demografica
degli enti locali. Sottolinea inoltre la necessità di evitare
odiose discriminazioni nei confronti dei sindaci dei piccoli
comuni.
Vincenzo NESPOLI (gruppo alleanza nazionale),
relatore, osserva come sia necessario tener conto di
tutte le conseguenze derivanti dalla scelta di privilegiare la
funzionalità a prescindere dalla classe demografica dei
comuni.
Valter BIELLI (gruppo misto) ritiene che il relatore
debba esprimersi sulla questione posta dal deputato Signorino
che ha sottolineato la necessità di privilegiare le funzioni
svolte rispetto alle dimensioni dei comuni. Per parte sua
ritiene che il vero problema non sia vietare al sindaco di
chiedere il collocamento in aspettativa ma interrogarsi
sull'opportunità che esistano comuni con meno di 100 abitanti.
Ritiene inoltre che la Commissione debba assicurare ai sindaci
la possibilità di svolgere le proprie funzioni e che dovranno
poi essere gli elettori dei singoli comuni a valutare la
fondatezza delle richieste di collocamento in aspettativa
avanzate dai sindaci. In tal modo verrebbero valorizzate le
autonomie
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locali e si favorirebbe inoltre la formazione di una
nuova classe dirigente evitando che solo i ceti abbienti
esprimano gli amministratori locali.
Gustavo SELVA, presidente, ritiene che il
problema si ponga essenzialmente per chi una volta collocato
in aspettativa ha diritto a fruire di una indennità, poiché in
caso contrario, a meno che non si tratti di persone abbienti,
nessuno dovrebbe avere interesse a ricorrere
all'aspettativa.
Vincenzo NESPOLI, (gruppo alleanza nazionale),
relatore, nel concordare con il Presidente, osserva come
il problema del collocamento in aspettativa vada affrontato
con moderazione, senza stravolgere la legge n. 816 del 1985 e
tenendo infine presente che l'opinione pubblica si interesserà
ai profili economici del provvedimento.
Adriana VIGNERI, (gruppo progressisti-federativo), si
dichiara disponibile a modificare il suo subemendamento
0.2.6.1, ed osserva come la disciplina del collocamento in
aspettativa costituisca un passaggio fondamentale per poi
determinare il livello delle indennità di carica. Osserva
altresì che se non si risolve il punto in discussione non è
possibile passare all'esame dei successivi emendamenti
riferiti all'articolo 2 che qualora fosse approvato il
subemendamento 0.2.6.1 dovrebbero essere riferiti a
quest'ultimo.
Vincenzo NESPOLI, (gruppo alleanza nazionale),
relatore, nel concordare con il deputato Vigneri propone
di sospendere l'esame del provvedimento al fine di riformulare
il subemendamento 0.2.6.1.
Gustavo SELVA, presidente, non essendovi
obiezioni alla proposta del deputato Nespoli, sospende
brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 17,40, è ripresa alle
18,10.
Vincenzo NESPOLI (gruppo alleanza nazionale),
relatore, presenta un nuovo testo dell'articolo 2
(pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna) che
propone sia assunto dalla Commissione come base, in
sostituzione di quello precedente, cui riferire eventuali
nuovi emendamenti.
La Commissione assume quindi il nuovo testo dell'articolo
2 presentanto dal relatore come base per il seguito
dell'esame.
Gustavo SELVA, Presidente, propone, concordando
la Commissione, di fissare per domani alle ore 16.00 il
termine per la presentazione di emendamenti al nuovo testo
dell'articolo 2 oggi adottato dalla Commissione. Rinvia quindi
a domani il seguito dell'esame del provvedimento.
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