| La Commissione prosegue l'esame del provvedimento.
Paolo BAMPO, presidente, ricorda che l'esame è
iniziato nella seduta del 19 settembre scorso.
Guido Baldo BALDI (gruppo lega nord) sottolinea che la
sua esperienza e i dati di cui è in possesso dimostrano la
drammatica situazione in cui versano le Forze armate,
ridondanti nei gradi più elevati e al contempo carenti a
livello di ufficiali inferiori,
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e specialmente di capitani. Si chiede pertanto se il
provvedimento in esame preveda una razionalizzazione degli
organici in linea col nuovo modello nazionale di difesa, tale
cioè da rendere lo strumento militare all'altezza dei suoi
nuovi compiti, anche mediante una sensibile riduzione dei
gradi più alti. Si chiede altresì se il Governo intenda
effettivamente risolvere l'anomalia del ruolo degli ufficiali
ad esaurimento. In sostanza, chiede al Governo se intenda
varare una riforma effettiva, ovvero se si dovrà perpetuare
l'attuale anarchia. Invita pertanto la Difesa a fornire alla
Commissione la pianta organica delle Forze armate (inclusi i
carabinieri) per ciascun grado, quale sarà configurata dal
nuovo modello di difesa.
Roberto Luigi LAVAGNINI (gruppo forza Italia),
riferendosi in particolare all'illustrazione del relatore,
sottolinea che i problemi principali all'esame sono due: il
recepimento all'interno del decreto del contenuto della
proposta di legge Bampo, pendente presso questa Commissione, e
la previsione di una promozione per anzianità ai militari in
aspettativa che svolgano il mandato parlamentare.
Per quanto riguarda il primo aspetto, esorta la
Commissione a non ripetere lo stesso errore compiuto in sede
di riordino delle carriere. Infatti le rivendicazioni hanno un
carattere essenzialmente economico e retributivo. Tanto più
che la rincorsa all'incremento di grado ha prodotto confusione
normativa e demotivazione tra gli ufficiali anziani. A suo
avviso la soluzione dovrebbe consistere proprio in un adeguato
riconoscimento economico, accompagnato da graduali aumenti di
grado, tali da non sguarnire i livelli intermedi.
Quanto al secondo aspetto, i militari eletti in Parlamento
sono gli unici dipendenti della pubblica amministrazione che,
al termine del mandato, non vedono riconosciuta la loro
anzianità, e persino sono sottoposti ad una sorta di giudizio
circa l'"esercizio generale della carica" da parte della loro
amministrazione di appartenenza. Si tratta a suo avviso di
eliminare la disparità esistente tra dipendenti dello Stato,
nonché di impedire interpretazioni abnormi da parte delle
amministrazioni interessate.
Con le due precisazioni effettuate, che potranno
concretarsi in appositi emendamenti, annuncia l'orientamento
favorevole del suo gruppo sul provvedimento in esame.
Giovanni MASTRANGELO (gruppo alleanza nazionale) si
sofferma in primo luogo sul problema dei militari che
espletano il mandato parlamentare, che sono privati della
possibilità di ottenere promozioni per anzianità, e sono
persino sottoposti a valutazioni da parte della struttura. Al
riguardo è all'esame del Senato una proposta volta a sancire
il divieto di rientro in servizio ed al contempo lo
scivolamento all'ultimo grado del rispettivo corpo di
appartenenza. Si tratta infatti di evitare che il parlamentare
si trovi ad essere condizionato, durante l'assolvimento del
mandato, da ipoteche future, tali da restringere la sua
libertà di espressione.
Esorta quindi la Commissione ad affrontare in termini
risolutivi la questione del riordino delle carriere, anche per
tentare di risolvere la grave turbativa creatasi nelle Forze
armate a causa dell'attuale indisponibilità di fondi per
pagare gli straordinari, che sono sufficienti per gli
ufficiali di grado più elevato ma non per gli ufficiali
inferiori al grado di tenente colonnello.
Concorda poi con il collega Lavagnini sul fatto che
l'aspirazione alla promozione poggia su motivazioni di
carattere prevalentemente economico. La Commissione deve
impegnarsi in tal senso, come pure per assicurare alle Forze
armate proporzioni razionali tra i vari gradi, in relazione
alle rispettive funzioni.
In definitiva, occorre puntare, sia pure con la dovuta
gradualità, sulla creazione di un ruolo unico, che consenta il
conseguimento di una maggiore efficienza, sulla base di
adeguati riconoscimenti economici più che sul conferimento di
ulteriori stellette.
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Paolo BAMPO, presidente, ritiene realistico
puntare non tanto sul conseguimento di un ruolo unico quanto
su una seria semplificazione delle carriere.
Roberto Luigi LAVAGNINI (gruppo forza Italia) precisa
di essere ben conscio che le rivendicazioni, pur poggiando
prevalentemente su ragioni di natura economica, abbiano anche
altre motivazioni di ordine professionale, tanto è vero che
molte categorie - ritenendosi prive di sbocchi - prendono in
esame l'eventualità di transitare ad altre amministrazioni
pubbliche.
Martino DORIGO (gruppo misto) si dichiara
preliminarmente favorevole ad emendare il decreto
introducendovi il contenuto della proposta di legge presentata
dal Presidente. Occorre infatti evitare che il Parlamento
adotti due pesi e due misure, dato che i provvedimenti
concernenti gli ufficiali del ruolo normale sono sempre stati
puntualmente approvati, a differenza di quelli predisposti per
le altre categorie. Eppure da molto tempo egli stesso, insieme
con altri colleghi, ha avuto occasione di delineare la
situazione che si è andata creando, e nella quale, ad esempio,
si registra che migliaia di marescialli delle tre Forze armate
siano stati scavalcati dai sergenti maggiori, a differenza di
quanto avviene oggi per carabinieri e finanzieri, le cui
amministrazioni - tenendo conto di tali critiche - hanno già
provveduto a modificare le relative norme.
Il problema che oggi si pone dinanzi al Parlamento non è
certo quello di cavalcare la tigre della protesta sociale, ma
quello di risolvere la questione, o durante l'esame di questo
provvedimento o con uno apposito.
In quest'opera di razionalizzazione, sarà necessario
affrontare il problema del ruolo ad esaurimento, del quale non
si è ancora pervenuti alla chiusura, come invece sarebbe
doveroso. Nondimeno, fino a quel momento, ritiene sia
opportuno consentire a ciascun ufficiale di quel ruolo il
diritto di raggiungere il grado corrispondente alle funzioni
di fatto già svolte, né questo inciderebbe sui gradi
intermedi, di cui alcuni colleghi hanno lamentato la scarsità,
perché tali gradi sono quelli del ruolo normale, che non
possono essere riempiti dagli ufficiali del ruolo ad
esaurimento. E' pertanto sua ferma convinzione che sia
necessario risolvere il problema una volta per tutte, e che a
tal fine la proposta Bampo costituisca la soluzione
auspicabile.
Dopo aver espresso il suo consenso per l'adeguamento del
livello retributivo dei tenenti colonnelli delle Forze armate
a quello previsto per i pari grado dell'Arma dei carabinieri e
della Guardia di finanza, si dichiara favorevole altresì per
una previsione che consenta la ricostruzione della carriera ad
anzianità per gli ufficiali eletti in Parlamento, nell'ambito
dell'inquadramento in un ruolo speciale apposito. E' questa
forse la soluzione più equilibrata, diversamente da altre che
vorrebbero attribuire a tali soggetti i gradi apicali.
Nessun altro chiedendo di parlare, Paolo BAMPO,
presidente, rinvia il seguito dell'esame, con le
repliche del relatore e del rappresentante del Governo, alla
seduta di martedì 3 ottobre p.v.
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