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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126708
SMC0216-0090
Bollettino Giunte e Commissioni n. 216 del 26 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-216)
(suddiviso in 152 Unità Documento)
Unità Documento n.90 (che inizia a pag.67 dello stampato)
              ...IV COMMISSIONE PERMANENTE
                           (Difesa)
 
 
IN SEDE REFERENTE
C3084. LAVCOMM
C3084.
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 1^ settembre 1995, n. 368, recante disposizioni urgenti in materia di avanzamento degli ufficiali delle Forze armate e dell'Arma dei carabinieri (3084). (Parere della I, della V, della XI e della XIII Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).
Paolo BAMPO, presidente. Guido Baldo BALDI. Roberto Luigi LAVAGNINI. Giovanni MASTRANGELO. Martino DORIGO. Nessun altro chiedendo di parlare, Paolo BAMPO, presidente.
Martedì 26 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Paolo BAMPO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa, Stefano Silvestri.
ZZSMC ZZRES ZZSMC260995 ZZSMC950926 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC216 ZZ12 ZZD ZZC4 ZZRE ZZHH ZZII
     La Commissione prosegue l'esame del provvedimento.
 
     Paolo BAMPO,  presidente,  ricorda che l'esame è
  iniziato nella seduta del 19 settembre scorso.
 
     Guido Baldo BALDI (gruppo lega nord) sottolinea che la
  sua esperienza e i dati di cui è in possesso dimostrano la
  drammatica situazione in cui versano le Forze armate,
  ridondanti nei gradi più elevati e al contempo carenti a
  livello di ufficiali inferiori,
 
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  e specialmente di capitani.  Si chiede pertanto se il
  provvedimento in esame preveda una razionalizzazione degli
  organici in linea col nuovo modello nazionale di difesa, tale
  cioè da rendere lo strumento militare all'altezza dei suoi
  nuovi compiti, anche mediante una sensibile riduzione dei
  gradi più alti.  Si chiede altresì se il Governo intenda
  effettivamente risolvere l'anomalia del ruolo degli ufficiali
  ad esaurimento.  In sostanza, chiede al Governo se intenda
  varare una riforma effettiva, ovvero se si dovrà perpetuare
  l'attuale anarchia.  Invita pertanto la Difesa a fornire alla
  Commissione la pianta organica delle Forze armate (inclusi i
  carabinieri) per ciascun grado, quale sarà configurata dal
  nuovo modello di difesa.
 
     Roberto Luigi LAVAGNINI (gruppo forza Italia),
  riferendosi in particolare all'illustrazione del relatore,
  sottolinea che i problemi principali all'esame sono due: il
  recepimento all'interno del decreto del contenuto della
  proposta di legge Bampo, pendente presso questa Commissione, e
  la previsione di una promozione per anzianità ai militari in
  aspettativa che svolgano il mandato parlamentare.
     Per quanto riguarda il primo aspetto, esorta la
  Commissione a non ripetere lo stesso errore compiuto in sede
  di riordino delle carriere.  Infatti le rivendicazioni hanno un
  carattere essenzialmente economico e retributivo.  Tanto più
  che la rincorsa all'incremento di grado ha prodotto confusione
  normativa e demotivazione tra gli ufficiali anziani.  A suo
  avviso la soluzione dovrebbe consistere proprio in un adeguato
  riconoscimento economico, accompagnato da graduali aumenti di
  grado, tali da non sguarnire i livelli intermedi.
     Quanto al secondo aspetto, i militari eletti in Parlamento
  sono gli unici dipendenti della pubblica amministrazione che,
  al termine del mandato, non vedono riconosciuta la loro
  anzianità, e persino sono sottoposti ad una sorta di giudizio
  circa l'"esercizio generale della carica" da parte della loro
  amministrazione di appartenenza.  Si tratta a suo avviso di
  eliminare la disparità esistente tra dipendenti dello Stato,
  nonché di impedire interpretazioni abnormi da parte delle
  amministrazioni interessate.
     Con le due precisazioni effettuate, che potranno
  concretarsi in appositi emendamenti, annuncia l'orientamento
  favorevole del suo gruppo sul provvedimento in esame.
 
     Giovanni MASTRANGELO (gruppo alleanza nazionale) si
  sofferma in primo luogo sul problema dei militari che
  espletano il mandato parlamentare, che sono privati della
  possibilità di ottenere promozioni per anzianità, e sono
  persino sottoposti a valutazioni da parte della struttura.  Al
  riguardo è all'esame del Senato una proposta volta a sancire
  il divieto di rientro in servizio ed al contempo lo
  scivolamento all'ultimo grado del rispettivo corpo di
  appartenenza.  Si tratta infatti di evitare che il parlamentare
  si trovi ad essere condizionato, durante l'assolvimento del
  mandato, da ipoteche future, tali da restringere la sua
  libertà di espressione.
     Esorta quindi la Commissione ad affrontare in termini
  risolutivi la questione del riordino delle carriere, anche per
  tentare di risolvere la grave turbativa creatasi nelle Forze
  armate a causa dell'attuale indisponibilità di fondi per
  pagare gli straordinari, che sono sufficienti per gli
  ufficiali di grado più elevato ma non per gli ufficiali
  inferiori al grado di tenente colonnello.
     Concorda poi con il collega Lavagnini sul fatto che
  l'aspirazione alla promozione poggia su motivazioni di
  carattere prevalentemente economico.  La Commissione deve
  impegnarsi in tal senso, come pure per assicurare alle Forze
  armate proporzioni razionali tra i vari gradi, in relazione
  alle rispettive funzioni.
     In definitiva, occorre puntare, sia pure con la dovuta
  gradualità, sulla creazione di un ruolo unico, che consenta il
  conseguimento di una maggiore efficienza, sulla base di
  adeguati riconoscimenti economici più che sul conferimento di
  ulteriori stellette.
 
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     Paolo BAMPO,  presidente,  ritiene realistico
  puntare non tanto sul conseguimento di un ruolo unico quanto
  su una seria semplificazione delle carriere.
 
     Roberto Luigi LAVAGNINI (gruppo forza Italia) precisa
  di essere ben conscio che le rivendicazioni, pur poggiando
  prevalentemente su ragioni di natura economica, abbiano anche
  altre motivazioni di ordine professionale, tanto è vero che
  molte categorie - ritenendosi prive di sbocchi - prendono in
  esame l'eventualità di transitare ad altre amministrazioni
  pubbliche.
 
     Martino DORIGO (gruppo misto) si dichiara
  preliminarmente favorevole ad emendare il decreto
  introducendovi il contenuto della proposta di legge presentata
  dal Presidente.  Occorre infatti evitare che il Parlamento
  adotti due pesi e due misure, dato che i provvedimenti
  concernenti gli ufficiali del ruolo normale sono sempre stati
  puntualmente approvati, a differenza di quelli predisposti per
  le altre categorie.  Eppure da molto tempo egli stesso, insieme
  con altri colleghi, ha avuto occasione di delineare la
  situazione che si è andata creando, e nella quale, ad esempio,
  si registra che migliaia di marescialli delle tre Forze armate
  siano stati scavalcati dai sergenti maggiori, a differenza di
  quanto avviene oggi per carabinieri e finanzieri, le cui
  amministrazioni - tenendo conto di tali critiche - hanno già
  provveduto a modificare le relative norme.
     Il problema che oggi si pone dinanzi al Parlamento non è
  certo quello di cavalcare la tigre della protesta sociale, ma
  quello di risolvere la questione, o durante l'esame di questo
  provvedimento o con uno apposito.
     In quest'opera di razionalizzazione, sarà necessario
  affrontare il problema del ruolo ad esaurimento, del quale non
  si è ancora pervenuti alla chiusura, come invece sarebbe
  doveroso.  Nondimeno, fino a quel momento, ritiene sia
  opportuno consentire a ciascun ufficiale di quel ruolo il
  diritto di raggiungere il grado corrispondente alle funzioni
  di fatto già svolte, né questo inciderebbe sui gradi
  intermedi, di cui alcuni colleghi hanno lamentato la scarsità,
  perché tali gradi sono quelli del ruolo normale, che non
  possono essere riempiti dagli ufficiali del ruolo ad
  esaurimento.  E' pertanto sua ferma convinzione che sia
  necessario risolvere il problema una volta per tutte, e che a
  tal fine la proposta Bampo costituisca la soluzione
  auspicabile.
     Dopo aver espresso il suo consenso per l'adeguamento del
  livello retributivo dei tenenti colonnelli delle Forze armate
  a quello previsto per i pari grado dell'Arma dei carabinieri e
  della Guardia di finanza, si dichiara favorevole altresì per
  una previsione che consenta la ricostruzione della carriera ad
  anzianità per gli ufficiali eletti in Parlamento, nell'ambito
  dell'inquadramento in un ruolo speciale apposito.  E' questa
  forse la soluzione più equilibrata, diversamente da altre che
  vorrebbero attribuire a tali soggetti i gradi apicali.
 
     Nessun altro chiedendo di parlare, Paolo BAMPO,
  presidente,  rinvia il seguito dell'esame, con le
  repliche del relatore e del rappresentante del Governo, alla
  seduta di martedì 3 ottobre p.v.
 
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