| La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Riccardo FRAGASSI, relatore, ricorda che tra le
tante leggi relative al trattamento economico e alla posizione
giuridica del personale delle Forze armate, l'eventuale
approvazione della proposta in esame rappresenterebbe
sicuramente un atto dovuto da parte della Commissione, perché
finalizzato ad eliminare una dannosa e palese sperequazione
nelle attribuzioni di comando ai fini delle promozioni di
ufficiali-piloti, da un lato, e di ufficiali-navigatori
dall'altro.
Negli ultimi quindici anni, il problema in oggetto si è
fatto sempre più sentire all'interno dell'aeronautica
militare, anche per la sempre maggiore necessità di formare
ufficiali in possesso del brevetto di navigatore militare per
rispondere operativamente alle caratteristiche dei moderni
velivoli in dotazione, che prevedono appunto la presenza del
navigatore; e che sono generalmente manovrati dall'ufficiale
pilota soltanto in vicinanza dell'obiettivo nemico da
offendere.
E' quindi evidente come sia ormai urgente e doveroso
realizzare definitivamente quanto previsto dalla legge 4
luglio 1985, n. 353 (già sostitutiva della vecchia tabella 3,
annessa alla legge n. 1137 del
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1955, peraltro già modificata dalla legge n. 1431 del 1963),
che introduce la specialità di navigatore militare nel ruolo
normale degli ufficiali naviganti in servizio permanente
effettivo dell'aeronautica e ne stabilisce l'equiparazione a
tutti gli effetti giuridici ed economici. La proposta intende
pertanto giungere ad una reale equiparazione delle due
categorie di ufficiali, modificando ai fini dell'avanzamento
di gradi e periodi di comando previsti dalla tabella 8
allegata alla legge n. 1137 del 1955. In particolare, sia per
i piloti che per i navigatori, si prevede per il grado di
capitano, il comando di squadriglia o equipollente; per quello
di tenente colonnello, il comando di gruppo o equipollente; ed
infine, per il grado di colonnello, il comando di stormo o
equipollente. Rileva altresì che per l'aeronautica sarebbe più
facile, allargando la base di scelta non più solo ai piloti,
attribuire gli incarichi di comando o equipollenti secondo
metodi maggiormente rispondenti a principi meritocratici ed
infine che, grazie alla proposta in esame, l'aeronautica
potrebbe anche attenuare le drammatiche conseguenze dell'esodo
del personale pilota, che provoca evidentemente un
restringimento della base organica sulla quale fare le scelte
per assegnare gli incarichi.
In conclusione, sottolinea che le varianti alla tabella
citata, allegate alla proposta, non danno luogo ad alcun onere
aggiuntivo.
Nessuno chiedendo di parlare, Paolo BAMPO,
presidente, rinvia ad altra seduta il seguito
dell'esame.
La seduta termina alle 17,40.
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