Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126721
SMC0216-0103
Bollettino Giunte e Commissioni n. 216 del 26 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-216)
(suddiviso in 152 Unità Documento)
Unità Documento n.103 (che inizia a pag.75 dello stampato)
               ...V COMMISSIONE PERMANENTE
             (Bilancio, tesoro e programmazione)
 
 
IN SEDE REFERENTE
C3075. LAVCOMM
C3075.
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 28 agosto 1995, n. 359, recante differimento di termini previsti da disposizioni legislative in materia di ordinamenti finanziari e contabili (3075).
(Seguito dell'esame e rinvio).
Martedì 26 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Silvio LIOTTA. - Interviene il sottosegretario di Stato per il tesoro Giuseppe Vegas.
ZZSMC ZZRES ZZSMC260995 ZZSMC950926 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC216 ZZ12 ZZD ZZC5 ZZRE ZZHH ZZII ZZFF
     Giancarlo MALVESTITO (gruppo lega nord),  relatore,
  fa presente che dalla documentazione predisposta dagli uffici
  emerge che a partire dal decreto-legge n. 55 del 1995 sono
  stati aggiunti ulteriori capitoli rispetto alle precedenti
  versioni del provvedimento che sono stati considerati ai fini
  del rendiconto recentemente approvato dal Parlamento.  Questa
  operazione può considerarsi una sorta di forzatura
  dell'esecutivo nei confronti del Parlamento; infatti,
  chiedendo ora la conversione del decreto, il Governo vuole dal
  Parlamento la ratifica di una decisione già adottata.  Prima di
  formulare una proposta, ritiene opportuno ascoltare il
  rappresentante del Governo e i membri della Commissione.
     Silvio LIOTTA,  presidente,  osserva che sono stati
  creati nuovi capitoli di spesa nel corso del 1995 che
  contengono le risorse trasferite dal 1994, attraverso
  un'operazione che si può definire audace.  Il rendiconto,
  essendo a legislazione vigente, ha tenuto conto anche delle
  disposizioni contenute nel provvedimento in esame.  In ogni
  caso, tutte le norme che recano differimento di termini sono
  segni di malessere nel funzionamento dell'amministrazione.
     Il sottosegretario Giuseppe VEGAS ricostruisce gli atti
  che hanno preceduto il decreto-legge in esame, ricordando che
  si parte in realtà dal decreto-legge n. 1 del 1992, emanato
  sotto il Governo Amato, che già allora prevedeva la
  conservazione in bilancio di alcune somme.  Sin da allora si
  operò con riferimento a un bilancio già chiuso, essendo stato
  emanato tale decreto nel gennaio 1992 e non nel dicembre
  dell'anno precedente.  Questo decreto è stato successivamente
  più volte reiterato fino ad arrivare al decreto n. 55 del
  1995.  In seguito il provvedimento è stato suddiviso in più
  decreti-legge, anche per rispondere alle richieste del Capo
  dello Stato.  Rispetto a tali decreti-legge si è verificato un
  fenomeno di accavallamento con i disegni di legge nel
  frattempo presentati dal Governo per poter quanto meno ridurre
  il contenuto del decreto-legge sulle proroghe.  Si è creata
  così una situazione via via crescente che ha portato a
  prevedere la conservazione in bilancio di una ingente massa di
  somme non spese.  Rispetto a questo fenomeno non si è mai
  registrata una presa di posizione precisa del Parlamento.  In
  questo modo il meccanismo si è autoalimentato, anche in
  conseguenza delle note vicende politiche-giudiziarie che hanno
  interessato l'amministrazione negli ultimi anni, nonché dei
  blocchi delle erogazioni di cassa di volta in volta disposte
  nell'ambito delle misure di contenimento del debito
  pubblico.
     Oggi occorre che, dopo quattro anni, il Parlamento
  affronti il merito della questione.
 
                              Pag. 76
 
  Lo stesso relatore non ha sollevato problemi per le
  conservazioni in bilancio riguardanti i capitoli già iscritti
  nel corso del 1994.  Per quanto riguarda gli altri capitoli,
  occorre considerare che il Governo ha operato in base al
  principio di evitare che, almeno fino all'approvazione del
  rendiconto, andassero in economia le somme non spese in un
  periodo che va ritenuto eccezionale.  Tutto ciò è avvenuto
  sulla base di un decreto-legge la cui conversione dovrebbe a
  questo punto intervenire dopo l'approvazione del rendiconto.
  Si tratta ovviamente di una situazione spiacevole, perché
  esiste già un atto legislativo, ossia il rendiconto, che
  certifica lo slittamento di somme da un esercizio all'altro
  sulla base di un atto legislativo precario quale il decreto in
  esame.  Data la complessità della questione ritiene opportuno
  procedere con cautela per evitare soluzioni improvvisate.
     Silvio LIOTTA,  presidente,  rileva che ogni
  esecutivo, di fronte alla mancata conversione di un decreto,
  presume che tale conversione avverrà in occasione della
  reitera.  Si tratta di un fenomeno iniziato con il Governo
  Amato e che ha caratterizzato anche i governi successivi.
  Occorre considerare che non basta sopprimere i capitoli
  aggiunti, poiché ciò, oltre a richiedere concreti adempimenti
  correttivi, non porterebbe ad alcuna conclusione.  Appartiene
  alla responsabilità della Commissione evidenziare la
  problematica sottesa al provvedimento.
     Giancarlo MALVESTITO (gruppo lega nord),  relatore,
  ricorda che la questione dei nuovi capitoli è emersa dopo
  una richiesta specifica avanzata dal deputato Di Rosa e dal
  relatore, essendosi posto il problema di verificare la
  conservazione di somme disposte dal provvedimento con
  riferimento all'assestamento e al rendiconto.  Se quella
  richiesta non ci fosse stata, la problematica cui ha fatto
  cenno il presidente non sarebbe emersa.  Occorre sottolineare
  la responsabilità della Ragioneria generale dello Stato che si
  è sostituita al Parlamento cui spetta legiferare.  Questo
  comportamento deve essere responsabilmente valutato da parte
  di tutti i membri della Commissione.  Si tratta infatti di una
  questione politica: al Parlamento compete legiferare senza
  alcuna interferenza; perciò non assume alcun rilievo il fatto
  che, in conseguenza delle decisioni assunte in questa sede, si
  debba modificare il rendiconto.  Fa presente che il suo gruppo
  assumerà sulla questione una posizione assolutamente
  rigorosa.
     Raffaele VALENSISE (gruppo alleanza nazionale) premette
  che il problema sollevato dal decreto in esame non riguarda in
  particolare l'attuale ministro del tesoro, né l'attuale
  Governo.  La questione ha carattere più generale.  In proposito
  ricorda che la Commissione, nel disciplinare la contabilità
  dello Stato ha sempre cercato di conferire ai vari documenti
  di bilancio un contenuto non formale, da predisporre entro
  precise scadenze temporali.  Questi princìpi vengono
  contraddetti dal provvedimento in esame, senza che queste
  violazioni si possano liquidare in senso riduttivo come
  meramente formali.  Si tratta infatti di una materia in cui la
  forma ha una importanza non minore della sostanza, per cui non
  si possono condividere simili acrobazie contabili.  In pratica
  il provvedimento arriva al punto di far slittare,  a
  posteriori,  somme iscritte in un bilancio già chiuso, per
  di più con un atto legislativo di natura provvisoria.  Non può
  assolutamente condividersi l'ipotesi di far nascere una prassi
  su simili basi, per cui il suo gruppo ritiene necessario
  mettere un freno alla situazione.  Non si può infatti far finta
  di non vedere una molteplice e reiterata violazione delle
  norme contabili.  La questione non può essere risolta con un
  semplice voto sul provvedimento, ma occorre invertire un
  atteggiamento complessivo dell'amministrazione.  In proposito
  ricorda di aver già avanzato in altra seduta la proposta di
  svolgere un'audizione del Ragioniere generale dello Stato.
     Silvio LIOTTA,  presidente,  rileva che, se si
  decidesse di cancellare i nuovi capitoli, occorrerebbe una
  sanatoria in considerazione delle obbligazioni eventualmente
 
                              Pag. 77
 
  assunte da parte del Governo sulla base delle disposizioni del
  decreto.  Da un punto di vista formale, considerato il rapporto
  Parlamento-Governo, si dovrebbe decidere di respingere il
  provvedimento; tuttavia, considerato che si tratta di un
  decreto-legge che ha prodotto i suoi effetti, non appare
  opportuno disporre un colpo di spugna.
     Dopo intervento di Raffaele VALENSISE (gruppo alleanza
  nazionale), che ritiene opportuno che il Governo chiarisca se
  ha già assunto obbligazioni sulla base del provvedimento,
  Silvio LIOTTA,  presidente,  ritiene opportuno individuare
  una via per riaffermare le prerogative del Parlamento,
  stigmatizzando il comportamento del Governo, ma evitando che
  si rendano necessari atti per sanar le situazioni derivanti da
  obbligazioni già assunte.
     Roberto DI ROSA (gruppo progressisti-federativo) ricorda
  che già nella scorsa seduta il sottosegretario al tesoro aveva
  chiarito che il rendiconto avrebbe dovuto già registrare le
  norme contenute nel decreto-legge in esame.  Ora che è stata
  effettuata una verifica in proposito ed essendo stato il
  rendiconto già approvato, il Parlamento si trova
  sostanzialmente dinanzi a un fatto compiuto.  Si tratta di una
  situazione da ritenere patologica per almeno due aspetti: da
  un lato l'incapacità di spesa della pubblica amministrazione e
  dall'altra il non corretto funzionamento dei rapporti tra
  Governo e Parlamento.  In relazione al provvedimento in esame,
  considera mortificante che esso non sia accompagnato da una
  relazione illutrativa esaustiva rispetto alla complessità
  della materia, mentre non si è andati oltre ad affermazioni
  generiche e sommarie.  Dato che le conservazioni in bilancio
  riguardano sia somme in conto competenza che residui, e fra le
  somme in competenza anche quelle in conto capitale, ne deriva
  che si tratta di somme ormai iscritte in bilancio da diverso
  tempo.  A questo punto è innanzitutto necessario convertire al
  più presto il provvedimento in modo da non giungere ad una
  ulteriore reitera dello stesso.  Si potrebbe però accompagnare
  la conversione del provvedimento con un adeguato atto di
  indirizzo al Governo.
     Silvio LIOTTA,  presidente,  considerato quanto
  sostenuto nei vari interventi, ritiene che si potrebbero
  distinguere i capitoli già contenuti nei decreti emanati prima
  del 31 dicembre 1994 da quelli inseriti successivamente e fra
  questi ultimi i capitoli per cui sono sorte obbligazioni verso
  terzi dagli altri capitoli procedendo ad una sanatoria solo
  per i primi.  Le somme non impegnate alla data di entrata in
  vigore della legge di conversione dovrebbero comunque andare
  in economia.
     Raffaele VALENSISE (gruppo alleanza nazionale) sottolinea
  che non esistono in materia di bilancio atti dovuti al di
  fuori di quelli previsti dalla legge per cui la Commissione
  non può chiudere gli occhi dinanzi ad un atteggiamento di
  affrancamento dell'amministrazione dall'imperio della legge.
  Sottolinea a sua volta che la relazione illustrativa del
  provvedimento non fornisce alcun chiarimento significativo,
  lasciando i parlamentari dinanzi ad una elencazione puramente
  numerica di capitoli.
     Giancarlo MALVESTITO (gruppo lega nord),  relatore,
  sottolinea che anche per il suo gruppo non esistono atti
  dovuti e che la sua parte politica non può certo prestarsi a
  meccanismi di tipo consociativo, per quanto riguarda il merito
  del provvedimento, fa presente che ci sono somme che
  riguardano gli eventi alluvionali del 1991 e 1992, altre sulle
  risorse idriche, altre ancora per interventi in Calabria.  Si
  tratta di inverventi fondamentali per la società, per cui si
  potrebbe pensare di procedere alla conversione della
  conservazione in bilancio per i capitoli contenuti nei decreti
  emanati fino al 1994, senza entrare tuttavia nel merito perché
  "se si alza il mattone, si scopre il verminaio".  Ovviamente
  tutti i gruppi dovrebbero concordare su questa linea, perché
  altrimenti la Lega assumerà la posizione più intransigente
  possibile.
 
                              Pag. 78
 
     Luigi MARINO (gruppo rifondazione comunista-progressisti)
  osserva che l'unico gruppo politico che ha sempre votato
  contro il rendiconto presentato da tutti i governi precedenti
  è sempre stato quello di Rifondazione comunista.  Il suo gruppo
  ha altresì sempre richiesto una rigorosa applicazione delle
  norme contabili.  Perciò, se si formulano inviti a posizioni di
  rigore, occorre ricordare che la sua parte politica si è
  sempre attestata su tali posizioni.  Quindi l'appello del
  relatore non può essere ad esse rivolto.  Comunque sarà
  inevitabile che la Corte dei conti valuti severamente
  l'esercizio finanziario.  La soluzione tecnica proposta dal
  Presidente è percorribile, ma ciò non vuol dire che il suo
  gruppo assumerà una posizione politica duttile sulla
  questione.  Proprio perché si tratta di una soluzione tecnica,
  preannuncia su di essa l'astensione.
     Antonio VALIANTE (gruppo PPI) ritiene che tecnicamente
  esista una sola via, che è quella di chiudere il pregresso al
  dicembre 1994.  Rileva che chi gestisce il bilancio avrebbe
  dovuto agire con maggior solerzia ed evitare il ricorso a
  provvedimenti come quello in esame.  Comunque, occorre sapere
  quali sono le finalità dei capitoli considerati dal testo.
  Concorda in ogni caso con la soluzione ipotizzata dal
  Presidente.
     Il sottosegretario Giuseppe VEGAS riconosce che la
  relazione illustrativa ha un contenuto eccessivamente
  limitato; probabilmente, ciò è dovuto al fatto che si tratta
  di un provvedimento reiterato ormai da quasi quattro anni, sul
  quale, del resto, non vi sono state chiare prese di posizione,
  né da parte dei governi che si sono succeduti, né da parte del
  Parlamento.  E' giunto il momento di individuare una soluzione
  al problema che, con il decorso del tempo, aumenta sempre di
  più.  E' vero che tale soluzione appartiene alla responsabilità
  del Governo, ma occorre un aiuto da parte del Parlamento.  A
  tal fine suggerisce un approccio pragmatico alla questione;
  perciò, la proposta del Presidente di compiere una valutazione
  caso per caso con riferimento a ciascun capitolo consentirebbe
  di definire una partita dolorosa e di stabilire, allo stesso
  tempo, un preciso indirizzo per il futuro.  A fronte di un
  limitato cedimento dei princìpi in materia, si avrebbe il
  vantaggio di chiudere definitivamente la vicenda.
     Giancarlo MALVESTITO (gruppo lega nord),  relatore,
  rileva che sul piano tecnico vi è un accordo generalizzato,
  mentre su quello politico vi sono posizioni differenziate.
  Perciò la soluzione tecnica sarà possibile soltanto se il
  confronto politico lo consentirà.
     Silvio LIOTTA,  presidente,  ritiene necessario
  adottare una decisione in materia, ribadendo l'orientamento
  contrario ad un'ulteriore reiterazione del provvedimento.
  Propone quindi di stabilire per martedì il termine per la
  presentazione di emendamenti che potranno essere valutati dal
  relatore ai fini della presentazione di un testo che il
  relatore stesso potrebbe proporre nella seduta di
  mercoledì.
     La Commissione concorda.
 
     La seduta termina alle 18,15.
 
DATA=950926 FASCID=SMC12-216 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=05 SEDE=RE NSTA=0216 TOTPAG=0135 TOTDOC=0152 NDOC=0103 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C5 D F PAGINIZ=0075 RIGINIZ=016 PAGFIN=0078 RIGFIN=056 UPAG=NO PAGEIN=75 PAGEFIN=78 SORTRES=9509263 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00216 SORTNAV=59509260 00216 b00000 ZZSMC216 NDOC0103 TIPDOCB DOCTIT0103 NDOC0103



Ritorna al menu della banca dati