| La Commissione prosegue l'esame del testo unificato.
Giovanni ZEN (gruppo PPI), relatore, fa presente
di avere predisposto la seguente proposta di parere:
"La VII Commissione,
esaminato il testo unificato dei progetti di legge n.
383 e 2615 "Ordinamento della professione di sociologo";
rilevata l'opportunità di assolvere alla domanda di
chiarezza normativa in materia, assicurando una reale garanzia
delle capacità e attitudini professionali del sociologo,
esprime parere favorevole
con la seguente condizione:
che si modifichi il comma 2 dell'articolo 2 nel senso di
limitare l'accesso agli esami di abilitazione per l'esercizio
della professione di sociologo ai soli laureati in sociologia,
ferma restando la possibilità di prevedere per la sola fase
transitoria che ai suddetti esami possano partecipare anche i
laureati in scienze politiche ad indirizzo politico-socialem
purché il relativo curriculum attesti il superamento di
un congruo numero di esami (di norma 10) in materie
sociologiche;
e con le seguenti osservazioni:
a) al comma 3 dell'articolo 1 sia definita con
maggiore chiarezza la figura professionale del sociologo;
b) al comma 2 dell'articolo 2, ai fini
dell'ammissione all'esame di Stato di cui al comma 1, si
preveda altresì la presentazione di una documentazione che
attesti un'adeguata specializzazione, acquisita attraverso la
frequenza di corsi universitari di specializzazione
post-laurea".
Domenico BENEDETTI VALENTINI (gruppo alleanza
nazionale) osserva che la proposta di parere formulata dal
relatore è ben definita ed articolata e recepisce molte delle
osservazioni espresse nel dibattito svoltosi nell'ultima
seduta. Tuttavia, ritiene che il parere debba altresì
sottolineare la formulazione carente del comma 2 dell'articolo
1. Propone, quindi, che il relatore integri lo schema di
parere illustrato con un'osservazione diretta a sottolineare
la necessità di una più chiara formulazione del suddetto comma
2, al fine di una migliore definizione dell'oggetto della
professione di sociologo.
Giovanni ZEN, relatore, accoglie la proposta
formulata dal deputato Benedetti Valentini.
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Fabrizio Felice BRACCO (gruppo progressisti-federativo)
ricorda che nell'ultima seduta aveva espresso il suo dissenso
rispetto a quanto sostenuto dal relatore circa la necessità di
limitare l'accesso agli esami di abilitazione professionale ai
soli laureati in sociologia, ritenendo che debbano essere
ammessi a tali esami anche i laureati in scienze politiche ad
indirizzo politico sociale. Quest'ultimo corso di laurea, è
idoneo a garantire un'adeguata formazione dei sociologi; molti
sociologi, infatti, si sono formati nelle facoltà di scienze
politiche. Invita quindi il relatore a sopprimere la
condizione apposta al suo schema di parere.
Giovanni MEO ZILIO (gruppo lega nord) ribadisce i
rilievi espressi nell'ultima seduta sull'eccessiva genericità
con cui il testo in esame definisce l'oggetto della
professione di sociologo e sull'opportunità di sopprimere
l'ultimo periodo del comma 2. Propone inoltre di sopprimere
dallo schema di parere illustrato dal relatore l'indicazione,
per i laureati in scienze politiche, del necessario
superamento di almeno 10 esami.
Luciano GALLIANI (gruppo progressisti-federativo)
osserva che nella sua proposta di parere il relatore ha
recepito l'osservazione da lui espressa circa l'opportunità di
prevedere che per l'ammissione all'esame di Stato sia
necessario attestare, oltre al tirocinio, il possesso di
un'adeguata specializzazione. Rileva che i corsi di laurea
attualmente sono sempre più orientati verso sbocchi
professionali, per cui condivide la condizione apposta allo
schema di parere del relatore. Molte facoltà dovranno rivedere
i rispetti corsi di laurea che attualmente sono "fabbriche di
disoccupati". Osserva, inoltre, che, per la fase transitoria,
il testo in esame prevede la possibilità di accedere con
qualunque laurea purché si siano svolti due anni di attività
di sociologo; non condivide tale disposizione che amplia
eccessivamente la possibilità di accedere all'esame di
Stato.
Mario PITZALIS (gruppo alleanza nazionale) si dichiara
favorevole alla massima restrizione per l'accesso agli esami
di Stato.
Fortunato ALOI (gruppo alleanza nazionale) condivide
l'osservazione del deputato Meo Zilio sull'opportunità di
sopprimere dallo schema di parere l'indicazione dei 10 esami
in materie sociologiche: alcune facoltà di scienze politiche,
infatti, non hanno previsto nel rispettivo corso di laurea
dieci discipline a carattere sociologico. Ritiene inoltre sia
opportuno sopprimere l'aggettivo "esclusivo" al comma 2
dell'articolo 1. Infine, al comma 2 dell'articolo 2 sarebbe
preferibile sostituire le parole "politico-sociale" con la
parola "sociologico".
Luciana SBARBATI, presidente, condivide la
necessità di sopprimere al comma 2 dell'articolo 1 la parola
"esclusivo". Condivide inoltre le osservazioni espresse dal
deputato Bracco sull'opportunità di consentire l'accesso
all'esame di Stato ai laureati in scienze politiche ad
indirizzo politico-sociale. Ritiene inaccettabile la
disciplina dell'articolo 8 del testo in esame, laddove
consente nella fase transitoria che partecipino agli esami di
Stato anche coloro che siano in possesso di qualsiasi laurea,
purché abbiano svolto due anni di attività di sociologo.
Sarebbe un'assurda contraddizione limitare l'accesso agli
esami di Stato nella fase a regime ai soli laureati in
sociologia e ampliare al massimo la partecipazione nella fase
transitoria.
Giovanni ZEN, relatore, osserva, con riferimento
al numero di esami che i laureati in scienze politiche ad
indirizzo politico-sociale dovrebbero sostenere per essere
ammessi agli esami di Stato, che tale numero, a suo avviso,
dovrebbe rappresentare almeno la metà del totale degli esami
in modo da conferire al corso di laurea un contenuto che lo
caratterizzi in senso sociologico.
Il sottosegretario Sergio BARABASCHI rileva la
necessità di definire in modo più preciso i curricula
universitari, soprattutto quelli che formano figure
professionali per le quali manchi un'esperienza consolidata.
Più che il numero degli esami, è importante definire l'essenza
dei curricula. Per quanto riguarda la
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materia in esame, il Governo assume l'impegno di valutare le
esperienze di altri paesi per giungere così a definire in modo
più preciso il corso di laurea in scienze politiche ad
indirizzo sociale.
Giovanni ZEN, relatore, alla luce dei rilievi
emersi nel corso del dibattito, propone, conclusivamente, di
esprimere il seguente parere:
"La VII Commissione,
esaminato il testo unificato dei progetti di legge n.
383 e 2615, recante "Ordinamento della professione di
sociologo";
rilevata l'opportunità di assolvere alla domanda di
chiarezza normativa in materia, assicurando una reale garanzia
delle capacità e attitudini professionali del sociologo,
esprime parere favorevole
con la seguente condizione:
che si modifichi il comma 2 dell'articolo 2 nel senso di
prevedere che i laureati in scienze politiche ad indirizzo
politico-sociale siano ammessi all'esame di abilitazione per
l'esercizio della professione di sociologo, purché abbiano
sostenuto un congruo numero di esami in materie sociologiche,
da determinarsi con decreto del Ministro dell'università e
della ricerca scientifica e tecnologica;
e con le seguenti osservazioni:
a) al comma 2 e al comma 3 dell'articolo 1 siano
meglio precisati i contenuti della figura professionale del
sociologo;
b) al comma 2 dell'articolo 1 sia soppresso
l'ultimo periodo;
c) al comma 2 dell'articolo 2, ai fini
dell'ammissione all'esame di Stato di cui al comma 1, si
preveda altresì la presentazione di una documentazione che
attesti un'adeguata specializzazione, acquisita attraverso la
frequenza di corsi universitari di specializzazione
post-laurea".
Domenico BENEDETTI VALENTINI (gruppo alleanza
nazionale) dichiara l'astensione del suo gruppo sulle proposte
di parere formulate dal relatore.
La Commissione approva la proposta di parere da ultimo
formulata dal relatore.
La seduta termina alle 18,15.
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