| La Commissione prosegue l'esame della proposta di legge in
titolo.
Francesco FORMENTI, presidente, comunica che il
relatore, sulla base del lavoro del Comitato ristretto, ha
elaborato un nuovo testo della proposta di legge, che è
pubblicato in allegato.
Il sottosegretario Emilio GERELLI rileva che la
proposta di legge in oggetto è da ritenersi inammissibile ed
incongruente per motivi di carattere ambientale, geologico,
geotecnico, tecnologico, economico, normativo e giuridico.
Entrando nel merito per ognuno di tali aspetti, rileva che
il concetto di ambiente comprende necessariamente fra le
principali componenti anche il sottosuolo, che riveste una
valenza assolutamente non marginale, caratterizzata da
elementi di elevata criticità e fragilità, nonché da
interconnessioni strettissime con le altre componenti
ambientali. Rileva che la proposta di trasferire
preferibilmente nel sottosuolo tutte le grandi opere
attualmente sottoposte alla procedura di valutazione di
impatto ambientale, nonché una serie di altri interventi,
peraltro secondo un'elencazione che appare disomogenea e
piuttosto casuale, non appare accettabile per l'ecosistema e
denota una sostanziale mancanza di conoscenza dell'accezione
complessiva ed ecosistemica dell'ambiente.
In tale eccezione ecosistemica va considerato come
improponibile, anche da un punto di vista socio ambientale,
incrementare la densità antropica e la pressione già eccessiva
sulle ormai scarse risorse ambientali, invadendo con ulteriori
interventi artificiali anche la quarta dimensione, cioè quella
del sottosuolo, da intendersi come risorsa limitata già
gravemente compromessa dal trasferimento di inquinanti nelle
falde idriche fino a livelli ormai incontrollabili, nonché da
interventi devastanti, principale causa dei noti periodici
disastri idrogeologici.
Fa quindi presente che la criticità e fragilità del
sottosuolo come risorsa limitata è ben nota dal punto di vista
geologico. La presenza di stratificazioni estremamente
variabili con diversificate caratteristiche di permeabilità e
di stabilità, la presenza di corsi d'acqua sotterranei, di
falde freatiche a vari livelli, comunicanti e non, in
pressione e non, sono alcuni degli elementi che caratterizzano
la risorsa ambientale "sottosuolo" e, come noto, i loro
rapporti e la loro entità sono difficilmente definibili e
richiedono indagini complesse ed onerose.
Rileva quindi che dal punto di vista geotecnico sono ben
note agli operatori del settore le difficoltà di intervenire
nel sottosuolo, anche con tecnologie consolidate, ed in
particolare per ambienti già costruiti in cui ogni "movimento
terra" comporta spesso la necessità di notevoli consolidamenti
intorno per la modifica della distribuzione dei carichi.
Evidenzia poi che dal punto di vista tecnologico le
affermazioni dei proponenti appaiono non condivisibili,
considerato che anche per interventi sul soprassuolo, per
quanto necessariamente interferiscono con il sottosuolo, non
risulta che "moderni strumenti di progettazione, avanzate
tecnologie di costruzione e i progressi della geoingegneria"
siano in grado di per sé di fornire una "garanzia geologica"
alle opere realizzate che vadano ad interferire con qualsiasi
tipo di sottosuolo. Le tecnologie eventualmente necessarie
sono a volte talmente onerose da sconsigliare la realizzazione
di opere anche in superficie.
Per le suddette considerazioni, anche l'affermazione che
opere realizzate in qualsiasi tipo di sottosuolo siano
"altamente competitive se non addirittura più convenienti"
appare non corretta. Si pensi, ad esempio, al caso delle
discariche di rifiuti, ed ai problemi spesso insormontabili,
tali da non consentirne la realizzazione,
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connessi a comuni condizioni e caratteristiche del
sottosuolo direttamente interessato per pochi metri di
profondità, nonché all'impossibilità tecnico-economica di
progettare elettrodotti interrati per l'intero percorso: pur
in presenza di una tecnologia consolidata, ciò è possibile
solo per piccoli tratti, ove il notevole aggravio economico
sia ritenuto indispensabile per altre considerazioni di
carattere ambientale.
E' da evidenziare inoltre l'onere aggiuntivo che
deriverebbe per i proponenti dal dover giustificare e valutare
i motivi per i quali non è prevista la realizzazione nel
sottosuolo per tutte le opere sottoposte alla procedura di
VIA, per gran parte delle quali, evidentemente, tale soluzione
è improponibile anche solo in linea teorica, (porti, dighe,
raffinerie, centrali, inceneritori, autostrade, ferrovie,
elettrodotti, ecc.), tranne che per limitate basi e per
piccoli tratti.
Dal punto di vista normativo, infine, è da tener presente
l'avanzata fase di recepimento della direttiva comunitaria in
materia di VIA che comporta l'attribuzione di competenze alle
regioni per numerosi ulteriori interventi. Pertanto, non si
comprende come l'elenco allegato alla proposta in esame si
coordini con tale impostazione normativa. In particolare,
risulta ad esempio oscuro l'inserimento di "sale da concerto,
cinema, musei, archivi di Stato, biblioteche, centri sociali"
tra le opere ritenute ad impatto rilevante tali da dover
essere sottopote alla procedura di VIA, nonché da doverne
preferire prioritariamente l'interramento.
Riccardo PERALE (gruppo forza Italia), relatore,
chiede se si ritenga opportuno avviare la discussione sul
nuovo testo da lui elaborato sulla base degli approfondimenti
svolti dal Comitato ristretto già nella seduta di oggi o,
invece, rinviare ad una prossima seduta.
Francesco FORMENTI, presidente, ritiene
opportuno, anche alla luce di quanto evidenziato dal
sottosegretario, avviare il dibattito in una seduta nella
quale le presenze siano maggiori, in modo che tutti i gruppi
possano manifestare il proprio avviso sull'ulteriore
iter del provvedimento.
Convenendo la Commissione, rinvia quindi il seguito
dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 19.
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