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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126728
SMC0216-0110
Bollettino Giunte e Commissioni n. 216 del 26 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-216)
(suddiviso in 152 Unità Documento)
Unità Documento n.110 (che inizia a pag.92 dello stampato)
             ...VIII COMMISSIONE PERMANENTE
           (Ambiente, territorio e lavori pubblici)
 
 
IN SEDE REFERENTE
C918. LAVCOMM
C918.
Proposta di legge: PERALE ed atri: Modifiche alla legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di tutela degli equilibri ambientali in conseguenza della realizzazione di talune grandi opere (918). (Parere della I Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).
Francesco FORMENTI, presidente. Il sottosegretario Emilio GERELLI. Riccardo PERALE.
Martedì 26 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Francesco FORMENTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente Emilio Gerelli. Pag. 93
ZZSMC ZZRES ZZSMC260995 ZZSMC950926 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC216 ZZ12 ZZD ZZC8 ZZRE ZZHH ZZII ZZFF
     La Commissione prosegue l'esame della proposta di legge in
  titolo.
 
     Francesco FORMENTI,  presidente,  comunica che il
  relatore, sulla base del lavoro del Comitato ristretto, ha
  elaborato un nuovo testo della proposta di legge, che è
  pubblicato in allegato.
 
     Il sottosegretario Emilio GERELLI rileva che la
  proposta di legge in oggetto è da ritenersi inammissibile ed
  incongruente per motivi di carattere ambientale, geologico,
  geotecnico, tecnologico, economico, normativo e giuridico.
     Entrando nel merito per ognuno di tali aspetti, rileva che
  il concetto di ambiente comprende necessariamente fra le
  principali componenti anche il sottosuolo, che riveste una
  valenza assolutamente non marginale, caratterizzata da
  elementi di elevata criticità e fragilità, nonché da
  interconnessioni strettissime con le altre componenti
  ambientali.  Rileva che la proposta di trasferire
  preferibilmente nel sottosuolo tutte le grandi opere
  attualmente sottoposte alla procedura di valutazione di
  impatto ambientale, nonché una serie di altri interventi,
  peraltro secondo un'elencazione che appare disomogenea e
  piuttosto casuale, non appare accettabile per l'ecosistema e
  denota una sostanziale mancanza di conoscenza dell'accezione
  complessiva ed ecosistemica dell'ambiente.
     In tale eccezione ecosistemica va considerato come
  improponibile, anche da un punto di vista socio ambientale,
  incrementare la densità antropica e la pressione già eccessiva
  sulle ormai scarse risorse ambientali, invadendo con ulteriori
  interventi artificiali anche la quarta dimensione, cioè quella
  del sottosuolo, da intendersi come risorsa limitata già
  gravemente compromessa dal trasferimento di inquinanti nelle
  falde idriche fino a livelli ormai incontrollabili, nonché da
  interventi devastanti, principale causa dei noti periodici
  disastri idrogeologici.
     Fa quindi presente che la criticità e fragilità del
  sottosuolo come risorsa limitata è ben nota dal punto di vista
  geologico.  La presenza di stratificazioni estremamente
  variabili con diversificate caratteristiche di permeabilità e
  di stabilità, la presenza di corsi d'acqua sotterranei, di
  falde freatiche a vari livelli, comunicanti e non, in
  pressione e non, sono alcuni degli elementi che caratterizzano
  la risorsa ambientale "sottosuolo" e, come noto, i loro
  rapporti e la loro entità sono difficilmente definibili e
  richiedono indagini complesse ed onerose.
     Rileva quindi che dal punto di vista geotecnico sono ben
  note agli operatori del settore le difficoltà di intervenire
  nel sottosuolo, anche con tecnologie consolidate, ed in
  particolare per ambienti già costruiti in cui ogni "movimento
  terra" comporta spesso la necessità di notevoli consolidamenti
  intorno per la modifica della distribuzione dei carichi.
     Evidenzia poi che dal punto di vista tecnologico le
  affermazioni dei proponenti appaiono non condivisibili,
  considerato che anche per interventi sul soprassuolo, per
  quanto necessariamente interferiscono con il sottosuolo, non
  risulta che "moderni strumenti di progettazione, avanzate
  tecnologie di costruzione e i progressi della geoingegneria"
  siano in grado di per sé di fornire una "garanzia geologica"
  alle opere realizzate che vadano ad interferire con qualsiasi
  tipo di sottosuolo.  Le tecnologie eventualmente necessarie
  sono a volte talmente onerose da sconsigliare la realizzazione
  di opere anche in superficie.
     Per le suddette considerazioni, anche l'affermazione che
  opere realizzate in qualsiasi tipo di sottosuolo siano
  "altamente competitive se non addirittura più convenienti"
  appare non corretta.  Si pensi, ad esempio, al caso delle
  discariche di rifiuti, ed ai problemi spesso insormontabili,
  tali da non consentirne la realizzazione,
 
                              Pag. 94
 
  connessi a comuni condizioni e caratteristiche del
  sottosuolo direttamente interessato per pochi metri di
  profondità, nonché all'impossibilità tecnico-economica di
  progettare elettrodotti interrati per l'intero percorso: pur
  in presenza di una tecnologia consolidata, ciò è possibile
  solo per piccoli tratti, ove il notevole aggravio economico
  sia ritenuto indispensabile per altre considerazioni di
  carattere ambientale.
     E' da evidenziare inoltre l'onere aggiuntivo che
  deriverebbe per i proponenti dal dover giustificare e valutare
  i motivi per i quali non è prevista la realizzazione nel
  sottosuolo per tutte le opere sottoposte alla procedura di
  VIA, per gran parte delle quali, evidentemente, tale soluzione
  è improponibile anche solo in linea teorica, (porti, dighe,
  raffinerie, centrali, inceneritori, autostrade, ferrovie,
  elettrodotti, ecc.), tranne che per limitate basi e per
  piccoli tratti.
     Dal punto di vista normativo, infine, è da tener presente
  l'avanzata fase di recepimento della direttiva comunitaria in
  materia di VIA che comporta l'attribuzione di competenze alle
  regioni per numerosi ulteriori interventi.  Pertanto, non si
  comprende come l'elenco allegato alla proposta in esame si
  coordini con tale impostazione normativa.  In particolare,
  risulta ad esempio oscuro l'inserimento di "sale da concerto,
  cinema, musei, archivi di Stato, biblioteche, centri sociali"
  tra le opere ritenute ad impatto rilevante tali da dover
  essere sottopote alla procedura di VIA, nonché da doverne
  preferire prioritariamente l'interramento.
 
     Riccardo PERALE (gruppo forza Italia),  relatore,
  chiede se si ritenga opportuno avviare la discussione sul
  nuovo testo da lui elaborato sulla base degli approfondimenti
  svolti dal Comitato ristretto già nella seduta di oggi o,
  invece, rinviare ad una prossima seduta.
 
     Francesco FORMENTI,  presidente,  ritiene
  opportuno, anche alla luce di quanto evidenziato dal
  sottosegretario, avviare il dibattito in una seduta nella
  quale le presenze siano maggiori, in modo che tutti i gruppi
  possano manifestare il proprio avviso sull'ulteriore
  iter  del provvedimento.
     Convenendo la Commissione, rinvia quindi il seguito
  dell'esame ad altra seduta.
 
     La seduta termina alle 19.
 
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