| Giorgio NAPOLITANO, presidente, avverte che il
deputato Taradash ha chiesto che la pubblicità dei lavori
della seduta odierna della Commissione sia assicurata anche
mediante la trasmissione con l'impianto televisivo a circuito
chiuso. Non essendovi obiezioni, essendo stata acquisita
l'autorizzazione del Presidente della Camera, dispone la
trasmissione.
Fa presente che nella riunione di ieri il Consiglio dei
ministri ha approvato un disegno di legge in materia di
telecomunicazioni e di diffusione radiotelevisiva. Tale
disegno di legge, il cui testo non è ancora disponibile
dovendo essere firmato dal Presidente della Repubblica per
l'autorizzazione alla presentazione alle Camere, gli è stato
preannuciato nelle linee fondamentali dal Ministro delle
poste. Ha poi preso
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contatto con il Presidente della Commissione Trasporti per i
profili attinenti alla competenza propria della Commissione
speciale rispetto a quella Commissione, che verrebbero ad
emergere qualora il disegno di legge venisse presentato alla
Camera dei deputati. Esso risulterebbe composto da sei titoli,
il primo dei quali concernente le infrastrutture e i servizi
di telecomunicazione, dunque materia di competenza della
Commissione Trasporti. Il secondo titolo riguarderebbe la
diffusione radiotelevisiva via cavo e via satellite, materia
che riveste interesse - da verificare poi puntualmente - anche
per la Commissione speciale. Il terzo titolo sembra invece
direttamente legato alla competenza della Commissione
speciale, disciplinando alcuni aspetti relativi alla
radiodiffusione televisiva via etere, essenzialmente per
quanto riguarda le emittenti locali. Gli altri tre titoli
riguardano, rispettivamente, le sanzioni, l'organico del
personale del Ministero delle poste e norme transitorie e
finali.
Una prima questione, che peraltro non compete alla
Commissione speciale, riguarda l'unicità o meno del disegno di
legge. Nel caso in cui sia stato approvato e sottoposto alla
firma del Capo dello Stato un unico disegno di legge, esso
riguarderebbe sia la radiodiffusione televisiva sia le
telecomunicazioni. Qualora il disegno di legge venga
presentato alla Camera, non si potrà ipotizzare un esame a
Commissioni riunite, considerato il carattere speciale di una
di esse. Allora, se il disegno di legge dovesse essere
assegnato alla Commissione Trasporti, la stessa Commissione
provvederebbe - come è stato indicato dallo stesso Presidente
Perticaro - a richiedere all'Assemblea lo stralcio di quelle
disposizioni che rientrano nella competenza della Commissione
speciale e che quindi potrebbero essere ad essa riassegnate.
Ricorda infine che la Commissione speciale è impegnata nella
elaborazione di una normativa di carattere essenziale, ma non
ridotta all'osso; si potrebbe quindi tenere conto delle
disposizioni del disegno di legge che è sovraccarico di
materie quali l'emittenza locale, televisiva e radiofonica,
nonché quella radiofonica nazionale. Il testo del relatore
affronta in modo conciso la disciplina dell'emittenza locale
su cui invece si diffonde maggiormente il disegno di legge del
Governo.
Giuseppe PERICU (gruppo progressisti-federativo) chiede
se il disegno di legge affronti la disciplina sia delle reti
sia dei servizi di telecomunicazione.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, rileva che il
disegno di legge sembra disciplinare sia le reti sia i servizi
di telecomunicazione.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
osserva che la proposta che gli è sembrato di cogliere è
condivisibile. Sicuramente alcune parti del disegno di legge
del Governo - quelle fondamentali - riguardano le reti di
telecomunicazione e la disciplina connessa alla
privatizzazione di questo settore, in particolare per quanto
riguarda la telefonia vocale. Il disegno di legge opera una
liberalizzazione dei servizi di telecomunicazione con anticipo
rispetto ai termini indicati in sede comunitaria. Su questa
materia la competenza certamente è della Commissione
Trasporti, a cui già sono assegnate alcune proposte di legge
in materia; anche il gruppo progressista ha presentato una sua
proposta al riguardo.
Considera altrettanto pacifico che altri titoli contenuti
nel disegno di legge riguardino materia di competenza propria
della Commissione speciale. Dunque si potrebbe giungere ad un
esito soddisfacente se si potesse individuare una soluzione
con la Commissione Trasporti che consenta lo stralcio delle
disposizioni di competenza della Commissione speciale. La
vicenda del disegno di legge suggerisce infatti l'opportunità
di stabilire con la Commissione Trasporti qualche forma di
dialogo che consenta una adeguata delimitazione delle materie,
anche al di là degli eventuali collegamenti formali tra
diverse Commissioni. Concorda quindi con l'ipotesi formulata
dal Presidente, ribadendo che sarà forse necessario un tavolo
di dialogo, sia
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pure informale, tra i gruppi per procedere in maniera
coordinata.
Giuseppe PERICU (gruppo progressisti-federativo)
concorda con l'ipotesi formulata dal Presidente, volta ad
agevolare il procedimento in corso; la interpreta quale modo
per evitare conflitti tali da determinare la paralisi del
lavoro in corso di svolgimento. In ogni caso sarà poi
necessario un momento di raccordo. In primo luogo per le
connessioni esistenti fra infrastrutture e servizi. In secondo
luogo per le difficoltà di distinguere nettamente il servizio
radiotelevisivo da altri servizi operanti sulle stesse reti.
Le forme di trasmissione telefonica finiranno infatti con
l'avvicinarsi molto alla televisione e si renderanno possibili
forme intermedie di comunicazione. Ritiene pertanto da evitare
che separazioni di tipo procedimentale impediscano di
considerare unitariamente il problema. E' dunque opportuno
attivare collegamenti sia pure informali tra le forze
politiche per poi procedere, eventualmente, con forme di
collegamento istituzionale.
Paolo ROMANI (gruppo forza Italia) considera giusti i
rilievi svolti dal deputato Pericu sulle forti connessioni di
carattere tecnologico tra i diversi settori, tuttavia ritiene
che oggi una distinzione possa essere sempre operata tra
servizi radiotelevisivi e di altro genere, prestati attraverso
le reti. Condivide l'ipotesi di uno stralcio per quanto
concerne l'emittenza, sia essa televisiva a livello locale e
radiofonica a livello nazionale o locale. Si tratta di
disposizioni sicuramente attinenti alla competenza della
Commissione speciale, per la quale potrà risultare più facile
effettuare un esame insieme agli altri aspetti. Concorda
quindi con l'ipotesi di stralcio indicata dal Presidente.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) osserva che è pronto a
rimettersi all'ipotesi del Presidente, qualora sia l'unica
strada percorribile, ma nutre forti perplessità al riguardo.
Vi è infatti il pericolo di definire una legislazione
scoordinata. La soluzione migliore sarebbe quella di
richiedere una nuova deliberazione dell'Assemblea che consenta
di definire meglio la competenza propria della Commissione. In
questo modo si potrebbe procedere nell'ambito di un unico
organismo, per blocchi normativi omogenei, mentre la
dispersione rende più difficile il risultato da
raggiungere.
C'è da chiedersi infatti come sia possibile esaminare
l'articolo 2 sulle posizioni dominanti limitandosi al solo
settore radiotelevisivo. La via di uscita dovrebbe essere la
fissazione di divieti di posizioni dominanti in equilibrio con
l'apertura di nuovi mercati, a cui si possano rivolgere
proprio quelle imprese che dovrebbero rinunciare ad una quota
del settore radiotelevisivo.
Antonio MARANO (gruppo della lega nord) sottolinea che
il disegno di legge del Governo fa senza dubbio riferimento
alla materia dell'emittenza locale. Vi è poi una difficoltà
per le connessioni tra disciplina radiotelevisiva e
telecomunicazioni; sarebbe stato meglio discutere tutto presso
la Commissione speciale ma, essendo stata fatta una scelta di
tipo diverso per quanto riguarda la definizione delle
competenze, può risultare condivisibile l'ipotesi dello
stralcio.
Qualora dovesse essere accolta la proposta del deputato
Nappi di riconsiderare in senso più ampio la competenza della
Commissione speciale, si dovrebbe ampliare l'intervento a
tutta una serie di materie e non si potrebbe trascurare
neppure la proroga, contenuta nel decreto-legge n. 360 del
1995, del termine per la diffusione delle trasmissioni
televisive in forma codificata via satellite o via cavo. Con
questo decreto-legge, dal contenuto assai eterogeneo, si
rinvia al 31 dicembre 1996 il termine ultimo, già fissato alla
fine dell'agosto scorso per le televisioni a pagamento,
affinché si trasferiscano su un altro mezzo trasmissivo
diverso dall'etere, sia esso cavo o satellite. Ciò comporta
che nel frattempo non si potrebbe procedere alla definizione
dei piani di assegnazione delle frequenze, proprio mentre la
Commissione intende procedere al riassetto del
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settore. Esprime quindi biasimo per l'atteggiamento del
Governo, perché in ultima analisi, bloccando il piano per
l'assegnazione delle frequenze, impedirebbe alla Commissione
di definire una riforma compiuta. Ritiene quindi che la
Commissione speciale debba affrontare anche questo specifico
aspetto, disciplinato attualmente dall'articolo 2 del
decreto-legge n. 360 del 1995.
Giuseppe GIULIETTI (gruppo progressisti-federativo)
concorda con l'opportunità che la Commissione speciale esamini
il disegno di legge del Governo, o una sua parte, mentre
ritiene che per l'emittenza locale il problema sia
rappresentato dall'accoglimento di misure immediatamente
operative. E' dunque importante assicurare la massima celerità
per le disposizioni in materia di emittenza locale. Per esse
si pone un problema di urgenza che non può attendere la
definizione complessiva dell'intero sistema.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) si richiama al
dibattito relativo all'istituzione della Commissione speciale;
in quella occasione venne sostenuto che il settore
radiotelevisivo costituiva una materia a sé stante che
richiede un particolare approfondimento. Non si può dunque
condividere quanto rilevato dal deputato Nappi, secondo cui
non dovrebbe essere più nella competenza della Commissione
solo quella materia che si è inteso assegnarle. Concorda con
l'ipotesi dello stralcio come pure con le osservazioni del
deputato Giulietti affinché venga considerata la possibilità
di una corsia preferenziale per l'emittenza locale.
Leopoldo ELIA (gruppo PPI) concorda con l'ipotesi di
stralcio, osservando che l'articolo 8 già approvato non può
diventare una causa di ritardo nella privatizzazione della
STET, come alcuni hanno osservato. Nel frattempo ritiene
comunque opportuno dare la precedenza alle condizioni
necessarie per la privatizzazione.
Guglielmo ROSITANI (grupo alleanza nazionale) osserva
che il Governo, come previsto, ha presentato un disegno di
legge che crea ulteriori problemi e intralci. La proposta del
deputato Nappi sulla ridefinizione delle competenze della
Commissione è la più logica ma anche la più difficile per le
conseguenze che si avrebbero nei rapporti con le competenze
proprie di altre Commissioni. La strada migliore potrebbe
essere allora proprio lo stralcio, pur con le difficoltà
concrete che può presentare.
Ugo BOGHETTA (gruppo rifondazione
comunista-progressisti) ritiene che il disegno di legge non
sistemi la disciplina dell'emittenza locale. La proroga dei
termini per le televisioni a pagamento ha un suo senso
compiuto e nell'esame del decreto-legge contenente la proroga
per le televisioni a pagamento si potrà discutere più
diffusamente dei tempi. Ricorda al deputato Elia che la
Commissione sta procedendo alla elaborazione di un
provvedimento sull'Autorità, senza il quale le privatizzazioni
non possono essere realizzate. Non sarebbe quindi opportuno
chiedere al Governo un provvedimento specifico per la
realizzazione di una determinata Autorità.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, osserva
riassuntivamente che sono state poste tre questioni: in primo
luogo, la soluzione normativa adottata dal Governo
sull'emittenza locale; in secondo luogo, l'insieme delle
disposizioni contenute nel disegno di legge del Governo;
infine, la proroga contenuta nel decreto-legge n. 360 del
1995.
Quanto all'emittenza locale non sembrano emergere
divergenze; per quanto riguarda l'esigenza di un esame più
celere di queste disposizioni si tratterà di individuare il
procedimento più rapido. Le altre disposizioni del disegno di
legge del Governo determinano problemi di interconnessione, ma
si deve considerare che l'evoluzione effettiva dei settori
tecnologici coinvolti lascia spazio ad un periodo di tempo non
ben calcolabile prima della loro riunificazione. In ogni caso
rimane aperta una questione specifica, relativa alla
realizzazione del pluralismo politico-
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culturale, che ha una peculiarità che lo distingue da altri
ambiti, quale ad esempio quello della telefonia.
Fa poi presente che l'ambito di competenza della
Commissione speciale è indicato dal suo stesso nome e che in
ogni caso una questione di competenza si sarebbe posta anche
per il disegno di legge del Governo, in ipotesi, tra
Commissione Trasporti e Commissione Cultura. Si deve tener e
nto, in questa fase, della novità oggettiva, connessa
all'evoluzione tecnologica, della situazione creatasi, che è
di difficile gestione e che richiederebbe in teoria una
ridefinizione delle competenze di tutte le Commissioni
permanenti.
Richiamandosi alle osservazioni del deputato Nappi circa
la possibilità di uno scarso coordinamento del procedimento
legislativo, fa presente che ciò dipende anche dalla
incapacità del Governo, per la sua natura, di operare una
riforma radiotelevisiva e delle telecomunicazioni. Si tratta
di una materia di sola competenza parlamentare.
Registra quindi un orientamento favorevole dei deputati
intervenuti all'ipotesi dello stralcio, dal disegno di legge
governativo, delle disposizioni di competenza della
Commissione speciale, nonché l'indicazione per un dialogo più
sistematico con la Commissione Trasporti, tenendo presente che
è comunque da escludere la possibilità di un esame congiunto
tra una Commissione speciale ed una Commissione permanente.
Per quanto riguarda l'articolo 2 del decreto-legge n. 360 del
1995, sulla proroga per la diffusione televisiva via etere in
forma codificata, osserva che, non essendo possibile lo
stralcio, si potrebbe ipotizzare una soppressione in sede
parlamentare di tale articolo, a cui faccia seguito la
presentazione di un disegno di legge ordinaria di analogo
contenuto, che potrebbe essere assegnato alla Commissione
speciale.
Le preoccupazioni manifestate dal deputato Elia verrebbero
tenute presenti anche nell'ipotesi di uno stralcio del disegno
di legge del Governo, in quanto esso consentirebbe di
accelerare anche i lavori della Commissione Trasporti.
Ricorda infine che era stato concordato di procedere oggi
all'esame degli articoli aggiuntivi all'articolo 8 del testo
unificato. Peraltro il deputato Bernini, presentatore di tre
articoli aggiuntivi, ha chiesto di esaminare tali articoli
nella seduta di domani, essendogli impossibile prendere parte
alla seduta odierna. Nella riunione di domani, inoltre, il
relatore potrà esprimersi sulle questioni principali contenute
nell'articolo 2 del testo unificato, sulle posizioni
dominanti. Verrà anche fissato un termine per la presentazione
degli emendamenti a quell'articolo, che costituisce senz'altro
un momento assai difficile e delicato del lavoro da svolgere.
Si tratta infatti dell'ar- ticolo più controverso ed esprime
l'auspicio che la Commissione possa procedere proficuamente,
così come ha fatto sull'articolo 8.
Nel rilevare l'assenso della Commissione, rinvia il
seguito dell'esame alla seduta di domani.
La seduta termina alle 17,30.
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