Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126753
SMC0216-0135
Bollettino Giunte e Commissioni n. 216 del 26 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-216)
(suddiviso in 152 Unità Documento)
Unità Documento n.135 (che inizia a pag.117 dello stampato)
                             Pag. 117
 
                     COMMISSIONE SPECIALE
               competente in materia d'infanzia
 
 
IN SEDE REFERENTE
C145ter; C1903ter; C2191ter. LAVCOMM
C145ter; C1903ter; C2191ter.
Proposte di legge: ANDREATTA ed altri: Istituzione di un osservatorio sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza (145-ter). SBARBATI e UGOLINI: Istituzione di un osservatorio sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza (1903-ter). CALZOLAIO ed altri: Istituzione di osservatori sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza (2191-ter).
(Seguito dell'esame e rinvio).
Valentina APREA. Antonio GUIDI. Il ministro Adriano OSSICINI. Enzo CARUSO. Rosa JERVOLINO RUSSO, presidente. Valerio CALZOLAIO.
Martedì 26 settembre 1995. - Presidenza del presidente Rosa JERVOLINO RUSSO. - Interviene il ministro per la famiglia e la solidarietà sociale Adriano Ossicini.
ZZSMC ZZRES ZZSMC260995 ZZSMC950926 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC216 ZZ12 ZZD ZZC36 ZZRE ZZHH ZZII ZZFF
     La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in
  titolo, iniziato nella seduta del 20 settembre.
 
     Valentina APREA (gruppo forza Italia) sottolinea che la
  bozza di testo unificato predisposta dal relatore tiene conto
  del dibattito finora svoltosi ed auspica che il testo possa
  essere oggetto di ulteriore approfondimento da parte di tutti
  i gruppi.
     Nel merito, è favorevole all'articolo 1, che istituisce
  una commissione parlamentare per l'infanzia con compiti di
  indirizzo, controllo e vigilanza - compiti che ritiene di
  estrema importanza.  Non ritiene chiaro il comma 4, che prevede
  che gli osservatori, istituiti presso pubbliche
  amministrazioni, siano tenuti a fornire informazioni e notizie
  alla Commissione.  Non comprende infatti il rapporto che si
  instaura tra tali organismi e la Commissione.  Esprime alcune
  perplessità sul comma 7 che, se seppure riconosce l'infanzia
  come una categoria sociale, concede uno spazio forse esagerato
  ai bambini.  Al riguardo, riterrebbe preferibile lasciare agli
  adulti il potere decisionale.
     Sull'articolo 2, sottolinea l'opportunità di usare una
  terminologia diversa per individuare l'Osservatorio
  governativo dell'infanzia.
     Si domanda poi perché tale osservatorio, al comma 2,
  predispone uno schema di azione ogni due anni, mentre la bozza
  di testo unificato assume sempre come riferimento temporale un
  anno.
 
                              Pag. 118
 
     Esprime forti perplessità sull'articolo 3 (Centro
  nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia); sarebbe
  infatti più opportuno prevedere che l'Osservatorio si avvalga
  delle strutture già esistenti.
     Infine, invita il relatore ad approfondire le disposizioni
  contenute nell'artico- lo 4.
     In conclusione, auspicando che la Commissione possa al più
  presto approvare una legge che istituisca un osservatorio
  dinamico ed operativo, ritiene opportuno prevedere un incontro
  con i rappresentanti dell'Osservatorio nazionale sui problemi
  dei minori.
 
     Antonio GUIDI, (gruppo di forza Italia) ritiene che la
  istituzione di una commissione parlamentare per l'infanzia
  rappresenti un atto straordinario, poiché corresponsabilizza
  il Parlamento su un argomento estremamente importante.
  Bisogna, infatti, considerare che oggi l'infanzia vive un
  momento difficile: anche i bambini normali sono a rischio.  Il
  suo giudizio, quindi, sulla bozza di testo unificato del
  relatore è estremamente positivo e, a riguardo, si permetterà
  di esprimere alcune considerazioni.
     Osserva che i compiti attribuiti all'articolo 1 alla
  Commissione parlamentare per l'infanzia potrebbero essere
  considerati analoghi a quelli attribuiti all'Osservatorio
  (articolo 2).  A suo giudizio, è preferibile attribuire alla
  commissione solamente compiti di coordinamento e
  promozione.
     Rileva che nel testo predisposto dal relatore si fa spesso
  riferimento ad accordi internazionali; riterrebbe preferibile,
  al fine di valorizzare altre iniziative a livello nazionale e
  regionale, che tale riferimento non fosse l'unico, aggiungendo
  sempre la parola "anche".
     Esprime perplessità sull'articolo 1, comma 4, che prevede
  che gli Osservatori sono tenuti a fornire informazioni e
  documenti richiesti dalla commissione: forse sarebbe
  preferibile non prevedere tale obbligo, in quanto inutile.
     Nel merito del comma 7, dell'articolo 1, ribadisce le
  perplessità espresse dalla collega Aprea.  Infatti, seppure
  affascinato dalla "autorappresentatività" del bambino, sa che
  il bambino non si esprime da solo ma ha sempre bisogno di un
  elemento di mediazione.  E' necessario, inoltre, chiarire i
  compiti attribuiti all'Osservatorio all'articolo 2.
     Osserva che è necessario approfondire le disposizioni
  contenute nell'articolo 3; infatti bisogna chiarire se è
  opportuno vincolare l'Osservatorio ad una convenzione
  quinquennale oppure prevedere un periodo di tempo limitato in
  attesa che il dipartimento per la famiglia possa avvalersi di
  strutture autonome.
     Ritiene opportuno prevedere al comma 3, dell'articolo 3
  che il Centro collabori "anche" con il Centro internazionale
  dell'UNICEF, poiché altre potranno essere le organizzazioni
  con le quali il Centro potrà collaborare.  Chiede inoltre dei
  chiarimenti al relatore in merito al comma 2, dell'articolo
  4.
 
     Il ministro Adriano OSSICINI osserva che la bozza di
  testo unificato predisposto dal relatore rappresenta un lavoro
  serio e importante.  A riguardo, ritiene utile svolgere alcune
  osservazioni, in particolare, osserva che il periodo
  dell'infanzia termina prima della fase della pubertà; allora,
  è opportuno studiare una terminologia più adatta, anche
  considerando che per minori si intendono i giovani fino a
  sedici anni.
     Bisogna poi chiarire bene il ruolo dell'osservatorio
  governativo dell'infanzia; a riguardo, sarebbe forse opportuno
  prevedere che tale osservatorio sia presieduto dal ministro
  per la famiglia.
     In conclusione, osservando che è quanto mai opportuna
  l'istituzione di una Commissione parlamentare per l'infanzia,
  poiché l'infanzia sta vivendo un momento di grave disagio
  sociale, ribadisce di essere favorevole al testo predisposto
  dal relatore, anche se saranno utili alcuni chiarimenti.
 
     Enzo CARUSO (gruppo alleanza nazionale), ricordando che
  la Commissione si è posta l'obiettivo di dare un segnale forte
  sui problemi dell'infanzia, dubita tuttavia
 
                              Pag. 119
 
  che il testo proposto dal relatore consenta di arrivare a
  tale risultato.  L'istituzione alla Camera di una Commissione
  speciale e la proposta di renderla permanente e bicamerale
  sono certamente segnali forti.  Il testo in esame, invece,
  laddove prevede l'istituzione di un Osservatorio governativo
  per l'infanzia e di un Centro nazionale di documentazione e
  analisi per l'infanzia, razionalizzando organismi già
  esistenti, è però piuttosto generico.  In particolare, non si
  precisa la struttura di tali organismi, ma si rinvia ad atti
  normativi successivi.
     In sostanza, il vero elemento di novità nel testo in esame
  risiede nell'articolo 1, che rende chiara la volontà di
  costituire un organismo parlamentare permanente sui problemi
  dell'infanzia, non legato alla durata di una legislatura, come
  accade per una Commissione speciale.
     Sottolinea, inoltre, il rischio di una sovrapposizione di
  compiti tra l'Osservatorio e il Centro, laddove si prevede che
  l'Osservatorio predisponga il piano di azione nazionale di
  interventi per la tutela e lo sviluppo dei soggetti nell'età
  evolutiva (articolo 2) e, contemporaneamente, che il Centro
  elabori progetti pilota per migliorare le condizioni di vita
  dei soggetti in età evolutiva (articolo 3).  Analogamente, vi è
  il rischio che l'attività dell'Osservatorio possa confliggere
  con quella della Commissione parlamentare.
     Ritiene, in conclusione, necessario precisare il testo in
  esame, al fine di pervenire ad un provvedimento rispondente
  agli obiettivi che la Commissione si è posta.
 
     Rosa JERVOLINO RUSSO,  presidente,  dichiarando di
  condividere l'opportunità di un incontro con i componenti
  dell'Osservatorio, come proposto dai colleghi Aprea e Guidi,
  fa presente che esso potrà essere calendarizzato in modo da
  risultare congruo rispetto ai lavori della Commissione.
     Avverte inoltre che domani, alle ore 14,30, nel corso
  della riunione dell'Ufficio di Presidenza, avrà luogo un
  incontro informale con i rappresentanti della Conferenza dei
  presidenti delle regioni e delle province autonome, in merito
  agli osservatori per l'infanzia.
 
     Valerio CALZOLAIO (gruppo progressisti-federativo),
  relatore,  sottolinea l'utilità del dibattito svoltosi,
  al fine di apportare una prima serie di miglioramenti al testo
  da lui elaborato, che costituiva peraltro una bozza di lavoro.
  Ha predisposto pertanto una nuova stesura di tale testo, sulla
  base del quale si possa passare alla successiva fase degli
  emendamenti, per discutere in tal modo soprattutto gli aspetti
  politicamente più significativi, sui quali vi sono differenti
  valutazioni dei gruppi.
     Sottolinea quindi che, a suo giudizio, l'ampia discussione
  preliminare svoltasi nelle scorse settimane costituisce parte
  integrante della discussione in corso.  Ricorda, in
  particolare, che allora, a partire dalle proposte di
  istituzione di un osservatorio, si è maturato un orientamento
  comune alle forze politiche, nel senso di porre le premesse
  per una politica organica dell'infanzia, creandone le
  condizioni normative e di consapevolezza culturale, politica
  ed istituzionale.  Su tale base comune, pertanto, egli ha
  predisposto un primo testo, che prevede l'istituzione di una
  Commissione parlamentare per l'infanzia.
     Nel merito del testo proposto, ricorda, in primo luogo,
  che già attualmente l'osservatorio si articola in due
  strutture; questa forma organizzativa può essere criticata e
  ciò anche a prescindere dall'eventuale audizione dei
  rappresentanti dell'osservatorio attualmente operante.
  Tuttavia, ricorda che il Ministro Ossicini ha fornito alla
  Commissione un'ampia illustrazione delle ragioni che hanno
  portato a quel tipo di scelta.  Il testo in esame contiene
  pertanto la razionalizzazione di una realtà già esistente,
  come richiesto da più parti.
     In secondo luogo, il suo testo si ripropone di
  razionalizzare quanto fatto dai governi negli ultimi anni.  In
  particolare, si è voluta dare sanzione normativa agli impegni,
  per un piano di azione, assunti in sede di dichiarazione dei
  capi di Stato e di governo del 1990.  Si è voluto stabilire che
  il secondo rapporto previsto dalla convenzione
 
                              Pag. 120
 
  di New York sia apporovato nel 1996 e non dopo un
  quinquennio dal primo (che avrebbe dovuto essere presentato
  nel 1993, che è stato presentato nel 1994 e che ancora non è
  sufficientemente conosciuto).  Si è voluto, infine, garantire
  che sia stato dato finalmente seguito all'accordo Italia
  UNICEF del 1988.  Tutto ciò, per evitare uno spreco di risorse
  e di strutture.
     E' vero che la nuova legge poteva limitarsi ad una
  istituzione di una commissione parlamentare per l'infanzia, ma
  ricorda che tutte le parti politiche avevano condiviso la
  necessità di dare un fondamento normativo all'osservatorio,
  così da farne una "agenzia di iniziativa".
     Quanto alle osservazioni emerse sull'articolato, si
  dichiara disponibile ad accogliere tutti i suggerimenti.
     In particolare, condivide i rilievi svolti in merito al
  comma 1, dell'articolo 1, circa la necessità di precisare i
  compiti della Commissione parlamentare, nonché in merito al
  comma 4 dello stesso articolo, in merito ai rapporti tra
  osservatori istituiti presso pubbliche amministrazioni e
  commissione parlamentare, precisando che tale ultima
  disposizione era tesa ad accogliere l'invito a favorire
  l'istituzione di osservatori diffusi sul territorio.
  Condivide, altresì, la necessità di riformulare il comma 5
  dell'articolo 1, mentre per quanto riguarda il comma 6, il
  successivo esame potrà portare ad una formulazione che non
  limiti solo agli accordi internazionali i parametri di
  valutazione della Commissione.
     Sul comma 7 dell'articolo 1 invita invece i commissari a
  presentare emendamenti, considerato il carattere innovativo
  della disposizione.  In realtà essa riprende espressioni già
  contenute nella convenzione di New York, ratificata
  dall'Italia, che personalmente giudica positivamente; inoltre,
  non prevede che i bambini decidano, ma valorizza le esperienze
  già attuate in diverse realtà.  Una discussione politicamente
  trasparente su tale punto è quindi particolarmente
  opportuna.
     Quanto all'uso del termine "infanzia", che nel testo
  equivale a "minori", invita il Governo a presentare
  emendamenti; ritiene infatti che il termine "minori" vada
  superato, ma si dichiara disponibile ad accogliere diverse
  proposte motivate e convincenti.
     In merito all'articolo 2, comma 2, e ai rilievi svolti dal
  deputato Aprea, fa presente che la previsione di un piano di
  azione biennale tende a favorire politiche pluriennali e ad
  evitare che l'adempimento si riduca ad una fatto burocratico;
  a suo giudizio, anzi, ove vi fosse una vera alternanza
  politica, si potrebbe anche pensare ad una cadenza pari alla
  durata della legislatura.  In merito al comma 4, ribadisce
  l'opportunità che il prossimo rapporto sull'attuazione della
  convenzione di New York sia approvato entro il 1996, per avere
  successivamente cadenza quinquennale.
     Quanto alla durata della convenzione tra Osservatorio e
  Centro, di cui all'articolo 3, comma 1, precisa di essersi
  attenuto alle indicazioni del Governo; si dichiara tuttavia
  disponibile a prevedere una diversa durata, che non sia però
  annuale.  Ricorda in proposito che si era condivisa la
  necessità di evitare la formazione di strutture burocratiche
  pesanti.
     Dichiara quindi di condividere i rilievi del deputato
  Caruso in merito all'articolo 3, comma 2, lettera  e),
  laddove è più corretto stabilire che l'osservatorio "formula
  proposte".  Osserva inoltre che la disposizione di cui alla
  lettera  f)  è un accenno ai rapporti con l'esterno del
  Centro, cui ha fatto cenno il deputato Lodolo D'Oria.
     Rileva infine che si sarebbe anche pututo omettere
  l'articolo 4, in ossequio all'autonomia delle regioni.
     In conclusione, presenta una nuova formulazione del testo
  unificato (pubblicata in allegato al resoconto della seduta
  odierna), che propone di assumere sin d'ora come testo base,
  così da poter procedere alla fissazione di un termine per la
  presentazione di emendamenti.
 
     Antonio GUIDI (gruppo di forza Italia), ringrazia il
  relatore che è stato in grado di recepire in tempo reale le
  osservazioni e le critiche dei colleghi.
 
                              Pag. 121
 
     Ribadisce quindi l'esigenza di ricercare un giusto
  equilibrio tra le competenze dell'osservatorio e quelle del
  dipartimento per la famiglia: si tratta di una questione molto
  delicata che non deve assolutamente essere sottovalutata.
 
     Rosa JERVOLINO RUSSO,  presidente,  osserva che il
  dibattito è stato molto interessante ed ha bene rappresentato
  la volontà della Commissione.
     Ritiene ora opportuno, a conclusione dell'esame
  preliminare, che la Commissione adotti come testo-base per
  l'ulteriore prosieguo dell'esame il nuovo testo predisposto
  dal relatore e propone di fissare per la giornata di giovedì 5
  ottobre il termine per la presentazione degli emendamenti.
     Sottolinea, infine, che sia il ministro per la famiglia
  che lei stessa si stanno adoperando affinché nella finanziaria
  per il 1996 si possa trovare uno stanziamento per l'istituendo
  osservatorio sull'infanzia.
     La Commissione delibera infine di adottare come testo-base
  per l'ulteriore prosieguo dell'esame il nuovo testo
  predisposto dal relatore.
 
     La seduta termina alle 19,30.
 
DATA=950926 FASCID=SMC12-216 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=36 SEDE=RE NSTA=0216 TOTPAG=0135 TOTDOC=0152 NDOC=0135 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C36D PAGINIZ=0117 RIGINIZ=001 PAGFIN=0121 RIGFIN=021 UPAG=NO PAGEIN=117 PAGEFIN=121 SORTRES=9509263 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00216 SORTNAV=59509260 00216 b00000 ZZSMC216 NDOC0135 TIPDOCB DOCTIT0135 NDOC0135



Ritorna al menu della banca dati