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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126769
SMC0216-0151
Bollettino Giunte e Commissioni n. 216 del 26 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-216)
(suddiviso in 152 Unità Documento)
Unità Documento n.151 (che inizia a pag.131 dello stampato)
               ...COMMISSIONE PARLAMENTARE
                         DI INCHIESTA
                   sul fenomeno della mafia
        e sulle altre associazioni criminali similari
 
 
Seguito della discussione della relazione annuale.
Martedì 26 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Tiziana PARENTI.
ZZSMC ZZRES ZZSMC260995 ZZSMC950926 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC216 ZZ12 ZZD ZZC24 ZZFF
     Il Presidente Tiziana PARENTI rammenta che nella
  seduta del 20 settembre è stata illustrata la proposta di
  relazione annuale e che, nella seduta del 21 settembre,
  l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei
  gruppi, ha deliberato di contingentare il tempo dedicato alla
  discussione sulle linee generali di tale relazione, fissandolo
  in complessive 12 ore.
     In base ai criteri indicati dall'Ufficio di Presidenza, il
  tempo assegnato a ciascun gruppo per tale discussione, con i
  necessari arrotondamenti, risulta come di seguito indicato:
  - gruppo progressisti-federativo 2 ore e 55 minuti;
  - gruppo alleanza nazionale 1 ora e 55 minuti;
  - gruppo forza Italia 1 ora e 40 minuti;
  - gruppo lega nord 1 ora e 30 minuti;
  - gruppo PPI 45 minuti;
  - gruppo rifondazione comunista-progressisti 45 minuti;
  - gruppo CCD 30 minuti;
 
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  - gruppo federalisti e liberaldemocratici 30 minuti;
  - gruppo misto 15 minuti;
  - gruppo verdi-La rete 15 minuti;
  - gruppo laburisti socialisti progressisti 15 minuti;
  - gruppo sinistra democratica 15 minuti;
  - gruppo I democratici 15 minuti;
  - gruppo lega italiana federalista 15 minuti;
  - gruppo centro democratico unitario 15 minuti.
     Sempre in base alle deliberazioni dell'Ufficio di
  Presidenza e per rispettare il predetto contingentamento le
  sedute convocate nella settimana in corso avranno quindi il
  seguente svolgimento:
  - martedì 26 settembre 1995: dalle ore 16, alle ore 18;
  - mercoledì 27 settembre 1995: dalle ore 20, alle ore 22;
  - venerdì 29 settembre 1995: dalle ore 9, alle ore 13.
     Le rimanenti sedute da dedicare allo svolgimento della
  discussione sulle linee generali della proposta di relazione,
  per complessive 4 ore, saranno calendarizzate dall'Ufficio di
  Presidenza già convocato per domani, mercoledì 27 settembre,
  al termine della seduta plenaria della Commissione.
     In considerazione della necessità di rispettare i tempi
  previsti per lo svolgimento della discussione, prega i
  componenti della Commissione di volersi iscrivere a parlare
  per tempo.  Per quanto concerne la presentazione di emendamenti
  alla proposta di relazione, ricorda inoltre che l'Ufficio di
  Presidenza ha stabilito che essi vadano presentati entro il
  termine di una settimana dalla conclusione della discussione
  generale.
     Il senatore Raffaele BERTONI (gruppo
  progressisti-federativo), parlando sui lavori della
  Commissione, desidera esprimere la più viva solidarietà al
  deputato Arlacchi per le pesanti insinuazioni recentemente
  rivoltegli, nel corso di una trasmissione televisiva, dall'ex
  senatore Claudio Vitalone.  Osserva, inoltre, che recenti
  proposte, quali quella avanzata dal Presidente della
  Commissione giustizia della Camera di abolire la specifica
  previsione di associazione mafiosa, sono suscettibili di
  vanificare anni di lavoro e, ad esempio, di non permettere la
  celebrazione del processo al senatore Andreotti e possono
  indurre a ritenere che sussistano ancora referenti politici
  della mafia, malgrado quanto si affermi nella relazione
  illustrata dal Presidente.
     Il deputato Antonio BARGONE (gruppo
  progressisti-federativo) esprime la sua insoddisfazione verso
  l'impostazione generale della proposta di relazione: non vi è
  alcuna continuità con le relazioni approvate nella scorsa
  legislatura, con la conseguenza di una vistosa deviazione
  dall'approccio unitario ai problemi della mafia.  Si insiste
  con il sostenere tesi già bocciate dalla Commissione, e che
  ora vengono pervicacemente riproposte in questa bozza di
  relazione.  La mafia appare qui semplicemente un'astrazione, ed
  emergono gravi lacune per quanto concerne ad esempio l'analisi
  del fenomeno stragista, non inquadrato come un vero e proprio
  tentativo di alleanza.  Manca inoltre completamente una
  valutazione degli attuali rapporti di cosa nostra con i
  referenti politici, e non vengono affatto menzionati i
  tentativi di individuare a destra nuovi referenti, come è
  dimostrato ad esempio dal fatto che non si fa alcun
  riferimento al caso Matacena.
     Su tutti questi punti vi è quindi una precisa rottura con
  l'esperienza della passata legislatura: non si comprende cosa
  oggi la mafia sia diventata, e a leggere la relazione non si
  riuscirebbe neanche a capire per quale motivo molti autorevoli
  osservatori abbiano parlato di un calo di tensione
  nell'impegno contro la criminalità organizzata.  L'ultimo
  sconvolgente episodio di questa caduta di tensione è
  rappresentata dalla peregrina proposta dell'onorevole Maiolo,
  relativa all'abrogazione dell'articolo 416- bis.
 
                              Pag. 133
 
     Le approssimazioni presenti nella relazione non sono
  comunque casuali, ma derivano dalla precisa volontà di non
  indicare con chiarezza i riferimenti e gli ambiti politici
  entro cui si muove la mafia: le stesse considerazioni sul caso
  Andreotti - a proposito del quale non si opera una
  distinzione, che pure è fondamentale, tra responsabilità
  politica e responsabilità penale - confermano completamente
  questa impostazione.
     Esprime poi la sua disapprovazione sia per quanto concerne
  la tesi contenuta nella relazione, secondo la quale alla
  magistratura spetterebbe il controllo finale sulle patologie
  del sistema, sia per quanto concerne le considerazioni sul
  sistema elettorale.
     Riconferma quindi che i segnali sono importantissimi, e
  che l'atteggiamento della mafia deriva in primo luogo dai
  segnali che questa riceve anche dal mondo politico.  Tali
  segnali sono e resteranno fondamentali per determinare
  l'atteggiamento della mafia, che pure non va considerato un
  soggetto che faccia politica in prima persona.
     Per quanto concerne più specificamente i punti affrontati
  dalla relazione, trova grave che si tenti di svuotare il ruolo
  delle DDA e che siano presenti gravi e diffuse omissioni a
  proposito della situazione degli uffici giudiziari.  E' poi
  riprovevole che si veda con sospetto l'auspicabile
  coordinamento delle forze di polizia, così come sono da
  respingere le tesi sull'articolo 41-bis e sui collaboratori di
  giustizia.  Sulle problematiche relative al centro-nord siamo
  ancora fermi alla relazione Smuraglia approvata nella scorsa
  legislatura e nessun passo avanti è stato fatto da allora.  La
  parte sull'economia contiene invece una analisi
  sostanzialmente corretta, senza che però a questa si
  affianchino concrete e valide proposte.  E' poi grave che
  manchi ogni parte relativa all'antimafia dei diritti e
  all'educazione alla legalità, che pure sono fondamentali nella
  crescita delle coscienze.
     Le conclusioni sono poi sfacciatamente di parte, nel senso
  che riprendono le tesi dell'ex Presidente del Consiglio
  Berlusconi sulla sospensione della democrazia in Italia: in
  realtà non c'è alcun commissariamento della Repubblica e tutti
  gli slogan propagandistici andrebbero mantenuti nella loro
  sede, che non è certo la Commissione Antimafia.
     Conferma quindi il giudizio negativo del proprio gruppo
  sul complesso della relazione, preannunciando un attento
  impegno perché siano introdotti i miglioramenti più opportuni,
  senza i quali la relazione non può essere considerata di
  tutti.  In tale opera il gruppo progressista si adopererà per
  contemperare le diverse posizioni, senza cedere ad alcuna
  volontà egemonica o prevaricatrice.
     Il senatore Girolamo TRIPODI (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti) ritiene la proposta di relazione
  generica e superficiale, e del tutto priva di indicazioni
  precise.  Non c'è alcuna analisi sullo stato attuale del
  fenomeno mafioso, e non emerge alcun elemento in grado di
  contrastare la caduta della tensione alla lotta alla
  criminalità organizzata.
     Sono invece presenti elementi gravemente fuorvianti, come
  le analisi sul consociativismo e sull'intervento straordinario
  nel Mezzogiorno: si dimentica completamente che esistono
  persone che hanno pagato con la vita l'impegno antimafia, e
  che hanno mantenuto di fronte alla criminalità un
  atteggiamento di rigore e di pulizia morale.
     Non si può dimenticare che negli ultimi due anni sono
  stati sferrati numerosi attacchi contro coloro che erano
  maggiormente impegnati contro la criminalità, e l'ultimo
  episodio di questa pericolosa tendenza è lo sconcertante
  intervento dell'onorevole Maiolo sull'articolo 416- bis.
  Si assiste pertanto ad una nuova baldanza della mafia, cui
  fa da  pendant  l'abbandono di paesi e di interi territori
  da parte dello Stato.  E' assolutamente deplorevole che in
  questa situazione nessun elemento emerga a proposito della
  gravissima situazione della giustizia in alcune realtà, quale
  ad esempio quella di Reggio Calabria.  Vi sarebbe bisogno del
  più alto impegno da parte di tutti, e della più ampia
  disponibilità
 
                              Pag. 134
 
  di risorse, ed invece il ministro di grazia e giustizia
  si reca a Reggio Calabria quasi per appoggiare coloro che
  hanno cercato di seminare discredito e sfiducia nell'operato
  dei magistrati, rei solamente di essersi opposti allo
  strapotere della criminalità organizzata.
     E' grave che nessun riferimento venga fatto al problema
  della massoneria deviata, e sono incomprensibili, e laddove
  comprensibili senz'altro inaccettabili, i riferimenti ad una
  selezione dei collaboratori di giustizia.  Sono messi in
  sostanza in discussione tutti gli strumenti che in questi anni
  hanno dato qualche risultato nella lotta alla criminalità
  organizzata, dai collaboratori di giustizia all'articolo
  41-bis ai sequestri e alle confische.
     Stigmatizza nel modo più deciso che si siano potuti
  lanciare precisi siluri contro il lavoro dei magistrati
  attualmente all'opera nel processo Andreotti: verso di essa
  occorre mantenere oggettività e distacco, ma non si può
  mostrare mancanza di rispetto, sicché propone di togliere dal
  testo della relazione i riferimenti a tale processo.
     In conclusione, la relazione dovrebbe essere respinta nei
  suoi elementi fondamentali, poiché non sembrano esservi spazi
  sufficienti per la sua modifica.  In ogni caso occorre
  procedere ad un cambiamento radicale della filosofia sottesa
  alla proposta di relazione avanzata dal Presidente.
     Il senatore Luigi PERUZZOTTI (gruppo lega nord) ritiene
  che compito della Commissione sarebbe quello di indicare delle
  linee precise di intervento e di adoperarsi per ottenere dei
  risultati concreti, a fronte peraltro di una situazione in cui
  fa difetto il coordinamento tra le forze dell'ordine, in cui
  la DIA si è in sostanza trasformata in una quarta forza di
  polizia e in cui si riscontrano forti elementi di vischiosità
  per la troppo prolungata assegnazione in determinate sedi di
  funzionari e magistrati.  Osserva inoltre che evidentemente
  manca la volontà politica di assumere una volta per tutte le
  decisione di voler affrontare alla radice il problema
  costituito dalla criminalità organizzata; nelle aree del
  centro-nord, peraltro, sussiste la tendenza a sottovalutare la
  reale entità delle ramificazioni mafiose, il che non sembra
  adeguatamente sottolineato dalla relazione.
     Auspica quindi che la Commissione voglia decidere di
  svolgere un momento di riflessione per assumere iniziative
  concrete, che non lascino la sua azione ad un livello
  meramente astratto.
     Il senatore Stefano CUSUMANO (gruppo CDU) osserva che la
  proposta di relazione in discussione reca interessanti, anche
  se non esaurienti, spunti e si articola su settori
  precisamente individuati che costituiscono veri e propri campi
  di azione per la Commissione; in ordine a tali settori sarebbe
  anche possibile svolgere delle vere e proprie sessioni.
     Sottolinea quindi che la lotta alla criminalità
  organizzata si conduce anche con opportune iniziative in campo
  economico suscettibili di ridurre la disoccupazione nelle
  regioni meridionali, che costituisce una vera e propria
  emergenza specie dopo la soppressione dell'intervento
  straordinario e in presenza della politica di privatizzazioni
  in atto.
     Il Presidente Tiziana PARENTI, non essendovi altri
  iscritti a parlare, rinvia il seguito della discussione alla
  seduta di domani, 27 settembre 1995, alle ore 20.
 
     La seduta termina alle 17,25.
 
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