| GABRIELLA PISTONE, illustrando anche la sua mozione n.
1-00144, osserva che il Governo dovrebbe ritirare la delibera
CIPE che prevede l'abolizione del canone sociale: ciò per
ragioni di ordine costituzionale, politico-sociale e per una
questione di opportunità politico-programmatica.
La materia dell'edilizia residenziale pubblica è infatti
di competenza regionale, mentre lo Stato deve determinare
soltanto i criteri di carattere generale per le assegnazioni e
per la fissazione dei canoni. La citata delibera CIPE detta
invece criteri vincolanti, e oltretutto assai minuziosi, per
le regioni senza lasciare loro alcuno spazio, andando anzi a
sovrapporsi completamente ai precedenti criteri.
Si consente peraltro solo in via transitoria il
riferimento all'equo canone come criterio base, che viene
considerato invece il valore catastale dell'immobile. In
questo modo si determina un canone di affitto spesso
spropositato per categorie di persone che non possono
assolutamente permettersi una simile spesa. E' necessario
invece differenziare i canoni da far pagare a seconda delle
varie utenze, e per questa regione lo Stato dovrebbe dettare
solo criteri generali lasciando poi alle regioni la
possibilità di legiferare in dettaglio.
Il Governo si sarebbe poi riservato il compito di rivedere
anche gli estimi catastali, cosa che creerebbe una situazione
paradossale in quanto si determinerebbero enormi morosità,
oppure dovrebbero essere gettate sulla strada intere
famiglie.
Si tratta allora di compiere scelte che, anziché procurare
dolore sociale, mirino invece a realizzare un edilizia
pubblica di qualità, con un'amministrazione decentrata ed
autogestita. Deve quindi realizzarsi una nuova politica della
casa, anche attraverso una nuova legge sui suoli, nuove
politiche fiscali, mirando a risolvere questo delicato
problema con la ragione e non con la demagogia. Sono da
escludere quindi provvedimenti tampone, i quali, anziché
sanare i problemi, creano invece effetti devastanti, come ad
esempio l'obbrobrio legislativo della finita locazione.
Ribadisce dunque che quello della casa è un diritto della
persona che in quanto tale dovrebbe essere riconosciuto ad
ognuno (Applausi dei deputati del gruppo di rifondazione
comunista-progressisti).
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