| GIAN PIERO SCANU dissente dalle affermazioni
dell'onorevole Vito, il quale ha accusato tutti coloro che non
hanno sottoscritto acriticamente la sua mozione di voler
distogliere opportunisticamente l'attenzione dal problema oggi
in esame. Ciò è falso, giacché il gruppo del partito popolare
italiano, aderendo alla mozione Formenti ed altri n. 1-00168,
ha espresso la ferma volontà che sia fatta piena luce su
Affittopoli.
Non va tuttavia pretermessa la considerazione del diritto
alla casa, che fa parte dei diritti naturali da riconoscersi
ad ognuno. Dallo scandalo di oggi vanno tratti insegnamenti,
con l'adozione di nuove regole per l'acquisizione e la
gestione del patrominio immobiliare degli enti: finché ciò non
sia stato fatto, dovrà sospendersi qualsiasi nuova
acquisizione di immobili. Particolare attenzione - anche per
la rilevanza sociale della questione - va riservata anche alle
vendite di immobili di proprietà degli enti medesimi.
Il problema della casa è un problema di libertà: giacché
la sua soluzione consentirebbe ai cittadini delle fasce
sociali più deboli di affrancarsi da vincoli che ne
condizionano anche le scelte elettorali favorendo le clientele
politiche.
La programmazione urbanistica deve concorrere alla
risoluzione dei problemi abitativi, mediante il ricupero dei
centri storici e un uso razionale del territorio. In questo
senso il gruppo del partito popolare italiano intende
impegnarsi, anche nell'azione legislativa; si disilludano
quanti credono che Affittopoli abbia messo in ginocchio uno
schieramento politico (Commenti del deputato Cecconi -
Richiami del Presidente): ma rappresenta invece ulteriore
sollecitazione a corrispondere alle istanze di una società
civile che attende risposte pronte e adeguate (Applausi dei
deputati dei gruppi del partito popolare italiano e
progressisti-federativo).
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