| FRANCESCO FORMENTI sottolinea la necessità di riordinare
il mercato delle locazioni, in cui convivono oggi casi in cui
continua ad applicarsi l'equo canone, casi in cui si applicano
i patti in deroga, nonché ampi settori dominati dal mercato
nero. Occorre in primo luogo ampliare il mercato ordinario
delle locazioni riconducendovi i numerosi immobili sfitti e
locati in nero. A tal fine lo strumento più idoneo è la
liberalizzazione del mercato, come ha già dimostrato
l'applicazione dei patti in deroga; peraltro non si può
tornare al passato con l'applicazione di contratti collettivi
obbligatori, che darebbero un nuovo incentivo al mercato
nero.
Occorre poi risolvere con misure urgenti la situazione di
stallo in cui versa la gestione del patrimonio edilizio
pubblico: tale obiettivo si propone un provvedimento già
approvato in sede referente dalla VIII Commissione.
Ritiene peraltro che la delibera CIPE del 13 marzo 1995,
che incrementa i canoni di locazione per gli alloggi di
edilizia residenziale pubblica, interferisca impropriamente
con le prerogative delle regioni: più opportuno sarebbe una
accurata ricognizione delle condizioni economiche degli
inquilini.
Occorre in ogni caso evitare di colpire i cittadini più
deboli o di favorire la speculazione; né si può condividere la
pratica di svendita degli immobili pubblici.
Le amministrazioni locali dovrebbero piuttosto essere
messe in grado di adottare autonomamente misure anche in
materia di mobilità, assicurando comunque al proprietario la
possibilità di recuperare l'immobile alla scadenza del
contratto.
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E' inoltre necessaria una revisione dell'imposizione
fiscale sugli immobili, che risponda alla logica federalista
(Applausi dei deputati dei gruppi della lega nord e del
partito popolare italiano).
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