| TIZIANA MAIOLO rileva che deve mantenersi distinto il
problema degli affitti di favore degli edifici degli enti
previdenziali da quello più generale del diritto di
abitazione: si rischierebbe di annacquare il primo,
sminuendone la valenza politica. La questione importante è che
questo sistema perverso che ha governato l'assegnazione degli
alloggi per anni non è stato affrontato in sede politica: non
può, pertanto, pensarsi di chiudere questo capitolo, magari
con una amnistia, senza una adeguata riflessione.
In un sistema democratico non può demandarsi alla sola
magistratura il compito di procedere sulla via della
moralizzazione del sistema: sarebbe una iattura per la
democrazia. Non si può limitare il problema al solo
accertamento di reati, risolvendo il tutto sul piano
giudiziario: l'aspetto più importante di questa triste vicenda
è quello morale, che ha visto una serie di privilegiati
avvalersi del proprio ruolo pubblico per trarre vantaggi e
privilegi ai danni della collettività. Vi è stata negli anni
una lottizzazione delle cariche di amministratori degli enti
che, fuori da ogni regola di equità, ha influenzato le
assegnazioni di alloggi. I soggetti beneficiari di questo
sistema di privilegi sono rinvenibili in tutte le categorie:
dai politici ai sindacalisti, dai giornalisti ai
magistrati.
La corruzione ha attraversato tutta la società, sia quella
politica, sia quella civile.
A fronte di questi privilegi è la realtà delle difficoltà
in cui versano le famiglie impegnate nella ricerca delle
risorse per pagare un mutuo o il fitto di casa. Auspica che
l'attenzione su questo problema possa portare a nuove
prospettive nella politica della casa, senza dimenticare i
motivi che tale attenzione hanno destato (Applausi dei
deputati del gruppo di forza Italia).
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