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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126816
STA0246-0011
Stenografico d'Aula n. 246 del 26 settembre 1995 (STA12-246)
(suddiviso in 50 Unità Documento)
Unità Documento n.11 (che inizia a pag.15165 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.6)
DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172. LAVASS
...DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172.
ELIO VITO.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE
ZZSTA ZZRES ZZSTA260995 ZZSTA950926 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA246 ZZ12 ZZDI ZZLL
    ELIO  VITO.  ...perché la politica della casa non si fa
  attraverso la gestione del patrimonio immobiliare degli
  enti, che è proprietà degli stessi e deve servire loro per
  finanziare le pensioni.
    Chiediamo una immediata e dettagliata ricognizione del
  patrimonio immobiliare da parte di ciascun ente e vogliamo
  che sia specificato ciò che le Commissioni parlamentari e
  i partiti politici avrebbero avuto il dovere di chiedere,
  ma che non è stato mai precisato.  Poiché anche noi siamo
  sensibili alle esigenze di carattere sociale, di tutela
  delle categorie più bisognose, chiediamo che una quota
  rilevante del patrimonio immobiliare degli enti pubblici
  venga offerta in locazione alle persone che hanno un
  reddito basso, dando priorità alle famiglie sfrattate, ma
  con meccanismi di assegnazione pubblici e trasparenti.
  Occorre inoltre effettuare i necessari accertamenti
  fiscali, per evitare che si perpetuino situazioni di abuso
  a seguito delle quali persone tutt'altro che bisognose
  usufruiscono di appartamenti riservati a persone
  bisognose.  E' giusto che una quota rilevante del
  patrimonio immobiliare degli enti sia riservata alle
  famiglie bisognose e a quelle sfrattate, ma tali famiglie
  devono essere disponibili a subire verifiche ed
  accertamenti del loro stato di effettivo bisogno.
    Proprio perché la finalità della gestione
  del patrimonio immobiliare degli enti deve  essere la
  massima redditività, dalla quota offerta alle famiglie
  bisognose e sfrattate devono essere esclusi gli
  appartamenti che possono essere particolarmente redditizi
  per gli enti.  Non si capisce per quale ragione debbano far
  parte della quota di patrimonio immobiliare riservata alle
  famiglie bisognose appartamenti che, dal punto di vista
  catastale, sono classificati di lusso o si trovano in zone
  residenziali o signorili.  Nella gestione del patrimonio
  immobiliare degli enti si verifica anche questo.
    Sono questi, sostanzialmente, gli obiettivi indicati nella
  nostra mozione, che consentirebbero di dare una soluzione
  concreta, non demagogica e non scandalistica, allo
  scandalo di Affittopoli.  Si tratta di obiettivi concreti e
  non provocatori, che non mirano assolutamente a dannare
  chi ancora oggi usufruisce di condizioni di privilegio
  nella gestione del patrimonio immobiliare degli enti.
    Esprimiamo peraltro una preoccupazione che nasce dalla
  lettura delle altre mozioni presentate ed è consolidata
  dall'esperienza parlamentare di questi anni e di questi
  decenni.  Affittopoli è uno scandalo, colleghi, perché si è
  utilizzata una parte del patrimonio immobiliare degli enti
  per finalità diverse da quelle perseguite dagli stessi e
  la si è riservata ad una casta di potenti e semipotenti
  dello Stato, dei partiti e dei sindacati.  E' uno scandalo
  perché di tutto ciò le forze politiche e sindacali erano
  perfettamente a conoscenza ma, quando si sono trovate di
  fronte ai dati e alle relazioni presentate e avrebbero
  avuto il dovere di intervenire, hanno evitato
  accuratamente di farlo.  Questo è lo scandalo di
  Affittopoli, che si è determinato per tutelare condizioni
  di privilegio.
    E' allora evidente che, rispetto ai tentativi anche forti
  di restaurazione di un regime che non è lontano o passato
  ma ancora oggi è forte e presente, che sopravvive e cerca
  di mascherarsi, di cambiarsi di presentarsi come nuovo e
  rinnovato, vi è il rischio (di cui eravamo consapevoli
  quando abbiamo assunto la nostra iniziativa parlamentare)
  che il dibattito odierno si concluda con l'approvazione di
  un documento che vanifichi l'inchiesta
 
                             Pag. 15166
 
  giornalistica, l'indignazione parlamentare nonché la
  nostra mozione e quelle presentate dagli altri gruppi.  Vi
  è il rischio forte, anche rispetto alle condizioni di
  informazione relative al dibattito che si sta svolgendo
  stamattina in quest'aula, che la conclusione alla quale la
  Camera giungerà non porti, di fatto, ad alcuna modifica
  sostanziale nella gestione del patrimono immobiliare degli
  enti previdenziali e non ponga fine all'insopportabile e
  odiosa situazione di privilegio che ha caratterizzato la
  Repubblica consociativa e partitocratica.
    Non potevamo evitare di assumere la nostra iniziativa solo
  perché rischiava di concludersi con un nuovo "pateracchio"
  o "papocchio" consociativo in grado di porre la parola
  fine alla questione ma in modo tale che tutto procedesse
  come prima.  Abbiamo allora cercato di assumere tale
  iniziativa sulla base di criteri, modalità e tempi che la
  rendessero quanto più possibile sganciata e slegata dalla
  logica dei partiti e dei gruppi - anche dei nostri -
  conoscendo le comprensibili difficoltà esistenti in tutte
  le parti politiche.  Abbiamo per questo utilizzato, signor
  Presidente e ministro, uno strumento parlamentare poco
  consueto; abbiamo infatti chiesto la fissazione della data
  della discussione da parte dell'Assemblea, evitando di
  passare attraverso la Conferenza dei capigruppo che
  avrebbe potuto fissare tale data tenendo conto di esigenze
  politiche dei partiti e dei gruppi.  Abbiamo quindi assunto
  l'iniziativa come semplici, autonomi parlamentari di
  diversi gruppi e naturalmente abbiamo ottenuto
  immediatamente il risultato di scatenare la presentazione
  di mozioni da ogni parte, mozioni che tendono ad annullare
  gli effetti della nostra iniziativa e la possibilità che
  il Parlamento riesca davvero a dire una parola diversa su
  Affittopoli.
    Confidiamo sul fatto che questo Parlamento è composto di
  persone libere, di deputati appartenenti a tutti i gruppi
  eletti, per la maggior parte, senza godere dell'eredità
  diretta di quel sistema e di quel metodo; deputati che non
  godono direttamente della cattiva gestione del patrimonio
  immobiliare.  Ci auguriamo che tutti questi parlamentari,
  allo stesso modo in cui hanno spontaneamente ed
  autonomamente aderito alla nostra
  mozione, sapranno anche autonomamente scegliere quale
  mozione votare.  Confidiamo inoltre sul fatto che gli amici
  e colleghi della lega nelle prossime ore sappiano cogliere
  il senso di un'iniziativa e di una battaglia politica non
  potendo dar vita, semplicemente per rispetto degli accordi
  di maggioranza (a tale proposito inesistenti), ad una
  confusione che sarebbe insoddisfacente e scandalosa - ne
  sono certo - per la maggior parte dei deputati della lega
  e di rifondazione comunista.
    Auspichiamo che in queste ore quei giornali che hanno dato
  vita alla campagna di Affittopoli e quelli che su tale
  battaglia sono stati trascinati e che hanno poi dovuto
  seguire l'esempio dei primi, si rendano conto che la
  seconda Repubblica, il nuovo Parlamento e la possibilità
  di introdurre riforme passano anche attraverso questo
  piccolo passo.  Il Parlamento è stato costretto - noi lo
  abbiamo chiamato - a decidere e a votare perché una grande
  inchiesta giornalistica ha messo alla luce questo scandalo
  della prima Repubblica.  Ora, la possibilità che il
  Parlamento deliberi in un modo o nell'altro sta anche nel
  fatto che i giornali, le televisioni, la stampa, sappiano
  informare l'opinione pubblica (così attenta allo scandalo
  di Affittopoli) che il Parlamento sta per decidere su
  questo tema: o nel senso di chiudere tutti e due gli occhi
  su Affittopoli, annunciando che sarà fatta un po' di
  trasparenza ma senza che nulla cambi realmente, o
  rispondendo finalmente alle esigenze di correttezza e di
  buon governo anche dei patrimoni immobiliari degli enti
  previdenziali, dando in questo modo tutti una mano
  affinché nel nostro paese le cose procedano per la prima
  volta nel migliore dei modi possibile  (Applausi dei
  deputati dei gruppi di forza Italia, di alleanza nazionale
  e del centro cristiano democratico).
 
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