| ALFREDO ZAGATTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
mozione Formenti, sostenuta da colleghi dei gruppi
progressisti-federativo,
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della lega nord, del partito popolare, i democratici e dei
comunisti unitari ha uno scopo dichiarato: far sì che
questo dibattito, che muove dalla vicenda degli immobili
degli enti di previdenza, si concluda definendo indirizzi
chiari ed impegnativi per il Governo su questa vicenda e
sulla più generale politica della casa di cui questo paese
ha urgente bisogno.
Legare questi due aspetti non significa parlare d'altro.
Solo chi non conosce bene la materia, come forse il
collega Vito, può pensare il contrario. Come si può, per
esempio, parlare di canoni per gli alloggi degli enti
previdenziali senza fare riferimento alla legislazione che
regola l'intero mercato delle locazioni? Come si può
parlare della redditività di questo patrimonio senza
considerare il ruolo di supplenza che, almeno in parte,
esso ha svolto di fronte alla carenza dell'edilizia
sociale vera e propria? Noi riteniamo che quello indicato
sia l'unico modo serio per affrontare questa materia;
senza contare, cari colleghi, che fuori di qui vi sono
milioni di inquilini e di proprietari di case che,
attraverso le loro associazioni, chiedono che Parlamento e
Governo assumano una linea chiara di politica abitativa la
quale dia coerenza ai singoli provvedimenti legislativi ed
amministrativi che si affastellano e che incidono
fortemente sulla realtà abitativa di questo paese.
Volete qualche esempio? Il legislatore stesso ha definito
transitorie le norme che attualmente regolano l'esecuzione
degli sfratti ed i patti stipulati in deroga alla
normativa sull'equo canone. Quanto faremo durare questa
transitorietà e con quale normativa ci proponiamo di
sostituirla? Ancora: sta per essere attuata una delibera
del CIPE sui canoni dell'edilizia sociale destinata a
cambiare radicalmente la natura stessa di questo settore,
mentre sarebbe possibile varare in tempi strettissimi una
legge di riforma organica che affronti con ben altro
respiro l'intera materia. Badate, si potrebbe
continuare.
Noi proponiamo, allora, di utilizzare questo dibattito per
fare qualcosa di serio e di utile che corrisponda alle
attese di tanta parte dei cittadini del nostro paese ed
anche all'angoscia di quelle famiglie per le quali il
problema della casa non è risolto o lo è a prezzo di
sacrifici insopportabili.
Forse qualche collega è entrato in quest'aula con un altro
spirito, quello di riprodurre qui i termini più faziosi
della campagna di stampa alimentata quest'estate. Mi sia
consentita la libertà di esprimere un'opinione a questo
proposito. Si pensa, da parte di qualcuno, di utilizzare
tale campagna come una clava contro una parte politica, la
sinistra? E perché mai solo contro la sinistra? Sia detto
per inciso: mi chiedo se siano stati iscritti d'ufficio
nei partiti della sinistra anche gli autorevoli colleghi
che pure sono apparsi sugli elenchi pubblicati dai
giornali di quest'estate, da Tatarella a Buttiglione, a
Casini, a Mastella.
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