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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126851
STA0246-0046
Stenografico d'Aula n. 246 del 26 settembre 1995 (STA12-246)
(suddiviso in 50 Unità Documento)
Unità Documento n.46 (che inizia a pag.15198 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.6)
DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172. LAVASS
...DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172.
DOMENICO GRAMAZIO.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE
ZZSTA ZZRES ZZSTA260995 ZZSTA950926 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA246 ZZ12 ZZDI ZZLL
    DOMENICO GRAMAZIO.  Grazie, Presidente: ecco, sono
  aumentati, ora sono sedici...!
    C'è però, dicevo, l'attenzione dell'opinione pubblica:
  un'opinione pubblica che è stufa!  Podestà diceva che
  Affittopoli non è uguale a Tangentopoli.  Per noi, invece,
  è uguale a Tangentopoli, a Bancopoli e a tutta quella
  serie di mille e mille giochi i quali hanno fatto sì che
  la prima Repubblica si concludesse con un Parlamento
 
                             Pag. 15199
 
  superinquisito, che dovette lasciare la strada all'inizio della
  seconda Repubblica.
    Qualcuno diceva che il direttore Feltri è strapagato.  I
  giornalisti, quando sono bravi, sono ben pagati!  Quando i
  giornalisti hanno il fiuto giornalistico, vengono contesi
  da tutte le testate, se è vero, come è vero, che  il
  Giornale  con Montanelli stava finendo sotto le scarpe
  dei cittadini mentre oggi è tornato ad essere un grande
  quotidiano che fa opinione.  Perché non ricordare che
  quando Spadolini dirigeva il  Corriere della Sera,  da
  par suo, il  Corriere della Sera  era, ancora allora,
  uno dei più grandi quotidiani italiani che facevano
  opinione?  Forse Podestà vorrebbe tutti "pennivendoli", al
  servizio dei suoi passaggi politici, della sua instabilità
  politica, della sua "non volontà" di rendere conto e
  parlare chiaramente agli elettori che lo hanno mandato in
  Parlamento.  Si vorrebbe una stampa silenziosa, una stampa
  che per aumentare le vendite, preferisce regalare tutta la
  storia della pornografia italiana (perche siamo arrivati a
  questo)!  E si preferisce certa stampa, non alla stampa
  scandalistica, ma alla stampa che fa inchieste che hanno
  colpito il potere della prima Repubblica (o forse -
  attenzione - i poteri degli uomini che si stanno
  affacciando anche nella seconda Repubblica?).
    Ed ecco allora le case degli enti, le case dei comuni le
  case degli ex enti ospedalieri affittate a due lire,
  affittate ad associazioni culturali che addirittura non
  pagano!  Quante denunce feci in passato contro le
  assegnazioni delle case dell'INPS!  Vorrei sapere sul
  tavolo di quale magistrato romano sono finite quelle
  denunce, e se poi il figlio o la sorella di quel
  magistrato sia affittuario di case di enti pubblici in
  questa città!  Le inchieste non si sono mai fatte perché
  certa magistratura era corresponsabile della spartizione
  del potere immobiliare, non solo a Roma, ma in tutta
  Italia!
    Oggi ho presentato un'interrogazione.  Vorrei sapere se sia
  vero quello che mi ha detto un uccellino, e cioè che il
  procuratore della Repubblica Caselli ha una casa
  dell'INAIL.  Ho saputo che lui non paga l'affitto né glielo
  paga il ministero.  Sono due anni che per otto appartamenti
  di quell'edificio, quattro sopra e quattro sotto
  l'appartamento
  di Caselli, nessuno paga all'INAIL.  Nessuno paga!  Dovrebbe
  pagare lui?  Dovrebbe pagare il ministero?  Non lo so chi
  deve pagare.  Ma, come questo procuratore della Repubblica
  chissà quanti piccoli pretori d'assalto si trovano in una
  situazione simile, pronti a far riempire le prime pagine
  dei giornali con la caccia ai fantasmi...  Poi i fantasmi
  li avevano a casa, li avevano in famiglia!  Apposta le
  inchieste non si aprivano!  E non basta la querela di
  qualcuno contro  il Giornale  perché per un errore di
  omonimia è stato colpito questo o quello: in una campagna
  così grande può capitare anche questo!  Quello che invece
  non può capitare e ciò che succede ogni giorno.  E penso
  agli ex presidenti o agli ex direttori generali che, una
  volta andati in pensione, rimangono nelle case che avevano
  in affitto per le funzioni che svolgevano o addirittura si
  allargano.  E mi riferisco all'ex direttore generale
  dell'INA Assitalia, che si e allargato ulteriormente.
  Addirittura è arrivato a disporre di mille metri quadrati,
  lui e la figlia, in un appartamento che domina via Veneto
  al modico prezzo di un milione e cento mila lire.  E quando
  il giornalista lo ha intervistato, ha detto: ma avete
  visto che brutte scale ho?  Ma con quello che hanno
  risparmiato, lui, le due figlie e la sua segretaria,
  avrebbero potuto fare le scale d'oro a quella casa!
    Questo non è un dibattito che si svolge in silenzio.  In
  quest'aula, prima con undici e adesso con sedici deputati,
  il dibattito si svolge in silenzio, ma nell'opinione
  pubblica no.  Nell'opinione pubblica non è un dibattito che
  si svolge in silenzio!
    Qualche giorno fa, uscendo da un ristorante romano, il
  posteggiatore mi ha gridato: bisogna denunciarli tutti
  perché mia figlia vive da anni in una roulotte vicino ad
  un deposito del comune di Roma ed attende la casa avendo
  undici punti nella graduatoria delle case del comune!
    Ma quelle case del comune di Roma venivano occupate,
  appena liberate, dagli "occupanti" professionisti della
  politica romana, che allora rispondevano a Lotta continua,
  poi ai collettivi e successivamente non so a quale altro
  gruppo.  Appena si liberava la casa, dall'assessorato alle
  case veniva segnalato l'alloggio libero.  Quindi, mentre si
 
                             Pag. 15200
 
  faceva, il contratto con il cittadino che ne aveva il diritto,
  l'altro andava ad occupare la casa.  Ragion per cui coloro
  che ne avevano diritto rimanevano fuori, mentre gli altri
  erano dentro le case!
    Passiamo a considerare i redditi.  Sappiamo benissimo,
  infatti, che si aveva diritto alle case IACP se si aveva
  un determinato reddito.  Ma successivamente il reddito
  aumenta, fiorisce; prima lavorava solo il marito, poi
  lavorano la moglie e il figlio.  Quindi diventano
  bravissimi ed arrivano ad avere redditi pazzeschi al punto
  che a me ed all'onorevole Di Muccio è capitato di trovare,
  tempo fa, in una zona di case popolari macchine di grossa
  cilindrata.  Ai nostri suggerimenti ai presidenti ed ai
  direttori generali degli enti, questi hanno risposto che
  non avevano gli strumenti per controllare il reddito.
    Allora, gente con un reddito altissimo rimane nelle case
  popolari, mentre coloro che dovrebbero abitare in quegli
  alloggi non ottengono le case popolari perché queste non
  si liberano.
    Questa gestione del potere in funzione di scelte
  politiche, ma più che politiche, politico-sindacali, ha
  determinato finalmente lo scoppio di questo scandalo.  I
  parlamentari che hanno le case dovevano venire a
  rinunciare in quest'aula alle loro abitazioni perché è
  facile rinunciare alla casa e non consentire che vengano
  recuperati le centinaia di milioni risparmiati da questi
  signori che hanno avuto la possibilità, il regalo
  politico, di disporre di case di un ente, di un istituto
  pubblico o di enti collegati alle strutture pubbliche.
    Quella che ha lanciato  Il Giornale  di Feltri è una
  denuncia morale che ripetiamo in quest'aula dicendo che
  intorno a quella denuncia si è creata una grande campagna
  di informazione che serve a togliere i veli dalla prima
  Repubblica, la Repubblica dei sindacati che ha gestito gli
  enti previdenziali!  (Applausi dei deputati dei gruppi
  di alleanza nazionale e di forza Italia).
 
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