| La Camera,
considerata la misura e la diffusione degli abusi, dei
favoritismi e della cattiva amministrazione nella gestione ed
offerta in locazione del patrimonio immobiliare di numerosi
enti previdenziali pubblici e della pubblica amministrazione,
rivelate dalle recenti inchieste giornalistiche, e la
conseguente necessità di por termine al più presto a questa
intollerabile situazione;
considerata la necessità di garantire una elevata
redditività del patrimonio degli enti previdenziali per
consentire il pagamento delle pensioni e delle prestazioni
previdenziali che costituiscono la loro ragione sociale;
considerata la necessità di assicurare che le misure
sociali previste dalla legge per consentire anche alle
famiglie meno abbienti ed in particolare a quelle sfrattate di
poter disporre di alloggi decorosi, siano effettivamente
utilizzate a favore di chi ne ha maggiore bisogno;
considerata la necessità di garantire l'assoluta
trasparenza dei meccanismi di assegnazione e delle condizioni
di locazione degli immobili di proprietà di enti previdenziali
pubblici e della pubblica amministrazione;
1) impegna il Governo
ad assumere le necessarie disposizioni:
a) per confermare che il fine degli enti
previdenziali pubblici e privati che possiedono immobili è
quello di produrre il reddito più elevato che il mercato
consente, per finanziare le pensioni e le prestazioni fornite
ai propri assicurati, nel rispetto delle disposizioni di legge
vigenti in materia di locazione e di assegnazione degli
immobili, rendendo responsabili gli amministratori del
perseguimento di tale obiettivo;
b) per disporre una immediata e dettagliata
ricognizione da parte di ciascun ente della destinazione e
gestione del proprio patrimonio immobiliare, specificando per
ogni unità data in locazione la superficie, il valore e la
classificazione catastale, l'ammontare del canone e la
scadenza del contratto, le somme spese negli ultimi dieci anni
per opere di ristrutturazione o di manutenzione straordinaria,
le generalità del locatario, le eventuali situazioni di
morosità e le iniziative legali intraprese per risolverle,
nonché le eventuali violazioni dei termini contrattuali, in
particolare verificando l'effettiva residenza del locatario
per identificare possibili casi di sub-affitto;
c) per garantire che una quota rilevante del
patrimonio immobiliare degli enti pubblici venga offerta in
locazione ad equo canone ad affittuari con reddito inferiore
ai 24 milioni annui, dando priorità alle famiglie sfrattate,
con meccanismi di assegnazione pubblici e trasparenti, anche
disponendo i necessari accertamenti fiscali su affittuari e
richiedenti per evitare abusi;
d) per escludere dalla quota offerta in locazione
ad equo canone e portare nei tempi più rapidi consentiti dalla
legge a canoni corrispondenti ai prezzi di mercato tutti gli
immobili residenziali catastalmente classificati come di
lusso, signorili o siti in zone di particolare pregio, e
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gli appartamenti di superficie superiore ai 100 metri quadri,
elevabili sino a 150 nel caso di famiglie numerose;
e) per disporre un piano di progressiva
alienazione, con meccanismo di pubblica asta, delle unità
immobiliari non residenziali appartenenti ad enti pubblici e
locati a privati che producano attualmente un rendimento annuo
inferiore al 3 per cento del loro valore di mercato,
disponendo che le somme così incassate vadano a ridurre
l'entità della spesa pubblica, se l'ente proprietario è in
deficit, o siano altrimenti investiti in titoli del
debito pubblico che garantiscono più elevati rendimenti;
f) per favorire un adeguato sviluppo dell'offerta
in locazione di abitazioni di tipo economico-popolare anche
attraverso l'introduzione di incentivi fiscali per costruttori
e proprietari, e la destinazione al finanziamento
dell'edilizia economico-popolare del maggior gettito fiscale
derivante dalla liberalizzazione dei fitti delle abitazioni di
pregio.
2) Impegna il Governo a riferire alle Camere entro 60 giorni
sui provvedimenti presi a seguito della presente mozione ed a
trasmettere alle Camere entro 180 giorni un dettaglio rapporto
sugli esiti delle indagini ricognitive di cui alla lettera
b) e sul piano di alienazione di cui alla lettera
e).
(1-00165)
"Vito, Taradash, Calderisi, Mammola,
Niccolini, Garra, Romani, Pizzicara, Di Muccio, Muratori,
Selva, Baiamonte, Malan, Latronico, Sandrone, Lodolo D'Oria,
Pasetto, Cavallini, Usiglio, Collavini, Savarese, Matacena, Di
Luca, Vincenzo Bianchi, Floresta, Becchetti, Burani
Procaccini, Crimi, Odorizzi, Ardica, Enzo Caruso, Marino
Buccellato, Acierno, Trapani, Fragalà, Falvo, Prestigiacomo,
Rubino, Pinto, Cicu, Perale, Tiziana Parenti, Molinaro,
Tascone, Tortoli, La Grua, Chiesa, Capitaneo, Menia,
Mastrangelo, Cuscunà, Caccavale, Jannone, Oberti, Gasparri,
Lavagnini, Filippi, Broglia, Benedetti Valentini, Pezzoli,
Paola Martinelli, Cecconi, Valducci".
(12 settembre 1995).
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