| La Camera,
considerato che:
la vicenda relativa alla gestione del patrimonio
immobiliare degli enti di previdenza ha messo in luce, oltre
alla esigenza di ridefinire i criteri relativi alle
assegnazioni, alla determinazione dei canoni, alle dismissioni
e all'acquisto di immobili di parte degli enti stessi, una più
generale situazione di sofferenza e di disordine nel mercato
delle locazioni;
tale mercato vede oggi convivere regimi assolutamente
diversificati fra loro quali: un residuo di contratti
stipulati sulla base della legge dell'equo canone; contratti
stipulati in base alla normativa dei "patti in deroga" una
quota presumibilmente consistente di contratti stipulati in
"nero" al di fuori di ogni regolamentazione e di ogni
responsabilità fiscale;
assieme a tale realtà va valutata quella rappresentata
dagli alloggi del patrimonio abitativo pubblico spesso gestiti
in modo assolutamente disomogeneo fra loro;
in tale quadro è necessario definire al più presto
nuove norme riguardanti la gestione, l'acquisto e la
dismissione del patrimonio immobiliare degli enti di
previdenza, in grado di garantire trasparenza, redditività,
tutela delle fasce di inquilini più deboli;
tutto ciò disegna un mercato delle locazioni ancora
asfittico rispetto alle esigenze, determinando in molte aree
urbane
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serie tensioni abitative acuite dal grande numero di sfratti
determinati per finita locazione;
pur in presenza di una altissima percentuale di
famiglie proprietarie della loro abitazione, esiste un alto
numero di famiglie con redditi medi e bassi in seria
difficoltà a fronteggiare l'andamento dei canoni o a trovare
alloggio;
si manifesta sempre più urgente definire una linea di
insieme per le politiche abitative in grado di connettere
risposte sociali adeguate, convenienze per gli operatori
economici, qualificazione del patrimonio edilizio e delle aree
urbane;
impegna il Governo:
a definire in un quadro unitario le scelte politiche che
si riflettono sul settore abitativo, sulla base delle due
priorità che nella situazione attuale vanno affermate:
l'incentivazione del recupero e della riqualificazione
del patrimonio abitativo esistente;
l'incentivazione alla crescita del mercato delle
locazioni, con particolare attenzione all'esigenza di crescita
dell'offerta di abitazione in locazione per le famiglie a
redditi medi e bassi.
Sulla base di queste impostazioni appare necessario e
inderogabile:
1) definire una nuova regolamentazione per l'istituto
dei "patti in deroga" sulla base delle proposte già elaborate
dall'VIII Commissione della Camera dei deputati che prevedono
misure di incentivazione per i patti stipulati sulla base di
parametri definiti in accordi liberamente sottoscritti sul
piano territoriale nazionale dalle organizzazioni
rappresentative della proprietà e degli inquilini. Ciò
potrebbe consentire la determinazione di un'area del mercato
delle locazioni in grado di calmierare le dinamiche relative
ai canoni e garantire maggiore flessibilità nella definizione
degli altri elementi contrattuali;
2) incentivare la diffusione di strumenti autonomamente
predisposti dalle amministrazioni locali per il governo della
mobilità dei conduttori sottoposti a sfratto e misure di
sostegno al reddito per le fasce sociali più deboli; al tempo
stesso prevedere una nuova regolamentazione in materia di
rilasci che conferisca maggiore certezza e linearità per il
rientro in possesso dell'unità immobiliare pur garantendo al
conduttore la possibilità di ricorso motivato al pretore per
la eventuale fissazione di nuovi termini. Anche su questi
punti le proposte già approvate in sede referente dall'VIII
Commissione possono costituire un elemento di riferimento
essenziale;
3) favorire la riforma dell'edilizia residenziale
pubblica o comunque assistita da agevolazioni pubbliche, che
ridefinisca le condizioni di finanziamento del settore in
relazione alla cessazione di gran parte delle contribuzioni ex
Gescal, che riordini le procedure superando le cause che hanno
determinato nel passato la persistenza di enormi giacenze non
utilizzate; che affermi in modo chiaro il ruolo delle regioni
e degli enti locali nella programmazione e nella gestione
delle risorse e la funzione di indirizzo e di controllo dello
Stato; che trasformi radicalmente gli IACP in enti economici
con piena responsabilità di bilancio; che indirizzi la
programmazione soprattutto in direzione del recupero e
dell'aumento dell'offerta nel settore della locazione; che
consenta di valorizzare il patrimonio pubblico distinguendo
nettamente, nella sua gestione, la redditività che adesso
viene attribuita, dal necessario sostegno sociale alle
famiglie che ricadono nelle condizioni di reddito previste per
l'accesso;
4) dettare indirizzi per la gestione del patrimonio
abitativo degli enti previdenziali che abbiano come punto di
riferimento:
a) la definizione di nuove procedure per
l'assegnazione che tengano presenti i seguenti parametri:
ampia pubblicizzazione delle opportunità offerte;
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trasparenza delle procedure;
gestione della riserva da garantire a chi è
sottoposto al provvedimento di sfratto con priorità per chi è
già interessato alla esecuzione dello sfratto stesso;
mantenimento di una quota riservata al personale
dipendente in mobilità e ai contribuenti del fondo;
b) la verifica dei criteri per la determinazione
dei canoni che, nell'ambito del regime dei patti in deroga e
del necessario confronto con le organizzazioni degli
inquilini, definisca livelli di canoni che garantiscano la
redditività del patrimonio anche sulla base delle
caratteristiche delle singole unità abitative, senza
ripercussioni negative sulle fasce sociali più deboli;
c) la celere attuazione della delega relativa al
patrimonio immobiliare degli enti previdenziali contenuta
nell'articolo 3 comma 27 della legge di riforma pensionistica,
con particolare riferimento all'urgenza dell'approvazione di
piani certi per la dismissione e alla definizione di criteri
trasparenti per l'acquisizione di nuovo patrimonio
immobiliare.
Impegna inoltre il Governo ad una verifica in materia di
imposizione fiscale sugli immobili che consenta:
la necessaria semplificazione (ad esempio attraverso
l'eliminazione delle imposte sui trasferimenti);
un effettivo decentramento della imposizione stessa
nella logica di un progressivo federalismo fiscale;
la possibilità di utilizzare lo strumento fiscale per
incoraggiare comportamenti coerenti con gli obiettivi generali
di politica abitativa suesposti.
(1-00168)
"Formenti, Zagatti, Lorenzetti, Scanu,
Monticone, Scotto di Luzio, Calzolaio, Vigni, Bargone,
Camoirano, Gibelli, Cavaliere, Innocenti, Pennacchi, Lucà,
Rastrelli, Calabretta Manzara, Bartolich, De Simone,
Indelli".
(13 settembre 1995).
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