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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126859
ALA0246-0004
Allegato A n. 246 del 26 settembre 1995 (ALA12-246)
(suddiviso in 20 Unità Documento)
Unità Documento n.4 (che inizia a pag.6084 dello stampato)
Formenti 1 - 00168. TESTIASS
Formenti 1 - 00168.
ZZALA ZZRES ZZALA260995 ZZALA950926 ZZALA000995 ZZALA000095 ZZALA246 ZZ12 ZZTX
    La Camera,
       considerato che:
         la vicenda relativa alla gestione del patrimonio
  immobiliare degli enti di previdenza ha messo in luce, oltre
  alla esigenza di ridefinire i criteri relativi alle
  assegnazioni, alla determinazione dei canoni, alle dismissioni
  e all'acquisto di immobili di parte degli enti stessi, una più
  generale situazione di sofferenza e di disordine nel mercato
  delle locazioni;
         tale mercato vede oggi convivere regimi assolutamente
  diversificati fra loro quali: un residuo di contratti
  stipulati sulla base della legge dell'equo canone; contratti
  stipulati in base alla normativa dei "patti in deroga" una
  quota presumibilmente consistente di contratti stipulati in
  "nero" al di fuori di ogni regolamentazione e di ogni
  responsabilità fiscale;
         assieme a tale realtà va valutata quella rappresentata
  dagli alloggi del patrimonio abitativo pubblico spesso gestiti
  in modo assolutamente disomogeneo fra loro;
         in tale quadro è necessario definire al più presto
  nuove norme riguardanti la gestione, l'acquisto e la
  dismissione del patrimonio immobiliare degli enti di
  previdenza, in grado di garantire trasparenza, redditività,
  tutela delle fasce di inquilini più deboli;
         tutto ciò disegna un mercato delle locazioni ancora
  asfittico rispetto alle esigenze, determinando in molte aree
  urbane
 
                             Pag. 6085
 
  serie tensioni abitative acuite dal grande numero di sfratti
  determinati per finita locazione;
         pur in presenza di una altissima percentuale di
  famiglie proprietarie della loro abitazione, esiste un alto
  numero di famiglie con redditi medi e bassi in seria
  difficoltà a fronteggiare l'andamento dei canoni o a trovare
  alloggio;
         si manifesta sempre più urgente definire una linea di
  insieme per le politiche abitative in grado di connettere
  risposte sociali adeguate, convenienze per gli operatori
  economici, qualificazione del patrimonio edilizio e delle aree
  urbane;
                     impegna il Governo:
       a definire in un quadro unitario le scelte politiche che
  si riflettono sul settore abitativo, sulla base delle due
  priorità che nella situazione attuale vanno affermate:
         l'incentivazione del recupero e della riqualificazione
  del patrimonio abitativo esistente;
         l'incentivazione alla crescita del mercato delle
  locazioni, con particolare attenzione all'esigenza di crescita
  dell'offerta di abitazione in locazione per le famiglie a
  redditi medi e bassi.
     Sulla base di queste impostazioni appare necessario e
  inderogabile:
       1) definire una nuova regolamentazione per l'istituto
  dei "patti in deroga" sulla base delle proposte già elaborate
  dall'VIII Commissione della Camera dei deputati che prevedono
  misure di incentivazione per i patti stipulati sulla base di
  parametri definiti in accordi liberamente sottoscritti sul
  piano territoriale nazionale dalle organizzazioni
  rappresentative della proprietà e degli inquilini.  Ciò
  potrebbe consentire la determinazione di un'area del mercato
  delle locazioni in grado di calmierare le dinamiche relative
  ai canoni e garantire maggiore flessibilità nella definizione
  degli altri elementi contrattuali;
       2) incentivare la diffusione di strumenti autonomamente
  predisposti dalle amministrazioni locali per il governo della
  mobilità dei conduttori sottoposti a sfratto e misure di
  sostegno al reddito per le fasce sociali più deboli; al tempo
  stesso prevedere una nuova regolamentazione in materia di
  rilasci che conferisca maggiore certezza e linearità per il
  rientro in possesso dell'unità immobiliare pur garantendo al
  conduttore la possibilità di ricorso motivato al pretore per
  la eventuale fissazione di nuovi termini.  Anche su questi
  punti le proposte già approvate in sede referente dall'VIII
  Commissione possono costituire un elemento di riferimento
  essenziale;
       3) favorire la riforma dell'edilizia residenziale
  pubblica o comunque assistita da agevolazioni pubbliche, che
  ridefinisca le condizioni di finanziamento del settore in
  relazione alla cessazione di gran parte delle contribuzioni ex
  Gescal, che riordini le procedure superando le cause che hanno
  determinato nel passato la persistenza di enormi giacenze non
  utilizzate; che affermi in modo chiaro il ruolo delle regioni
  e degli enti locali nella programmazione e nella gestione
  delle risorse e la funzione di indirizzo e di controllo dello
  Stato; che trasformi radicalmente gli IACP in enti economici
  con piena responsabilità di bilancio; che indirizzi la
  programmazione soprattutto in direzione del recupero e
  dell'aumento dell'offerta nel settore della locazione; che
  consenta di valorizzare il patrimonio pubblico distinguendo
  nettamente, nella sua gestione, la redditività che adesso
  viene attribuita, dal necessario sostegno sociale alle
  famiglie che ricadono nelle condizioni di reddito previste per
  l'accesso;
       4) dettare indirizzi per la gestione del patrimonio
  abitativo degli enti previdenziali che abbiano come punto di
  riferimento:
        a)  la definizione di nuove procedure per
  l'assegnazione che tengano presenti i seguenti parametri:
           ampia pubblicizzazione delle opportunità offerte;
 
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           trasparenza delle procedure;
           gestione della riserva da garantire a chi è
  sottoposto al provvedimento di sfratto con priorità per chi è
  già interessato alla esecuzione dello sfratto stesso;
           mantenimento di una quota riservata al personale
  dipendente in mobilità e ai contribuenti del fondo;
        b)  la verifica dei criteri per la determinazione
  dei canoni che, nell'ambito del regime dei patti in deroga e
  del necessario confronto con le organizzazioni degli
  inquilini, definisca livelli di canoni che garantiscano la
  redditività del patrimonio anche sulla base delle
  caratteristiche delle singole unità abitative, senza
  ripercussioni negative sulle fasce sociali più deboli;
        c)  la celere attuazione della delega relativa al
  patrimonio immobiliare degli enti previdenziali contenuta
  nell'articolo 3 comma 27 della legge di riforma pensionistica,
  con particolare riferimento all'urgenza dell'approvazione di
  piani certi per la dismissione e alla definizione di criteri
  trasparenti per l'acquisizione di nuovo patrimonio
  immobiliare.
     Impegna inoltre il Governo ad una verifica in materia di
  imposizione fiscale sugli immobili che consenta:
       la necessaria semplificazione (ad esempio attraverso
  l'eliminazione delle imposte sui trasferimenti);
       un effettivo decentramento della imposizione stessa
  nella logica di un progressivo federalismo fiscale;
       la possibilità di utilizzare lo strumento fiscale per
  incoraggiare comportamenti coerenti con gli obiettivi generali
  di politica abitativa suesposti.
  (1-00168)
  "Formenti, Zagatti, Lorenzetti, Scanu,
  Monticone, Scotto di Luzio, Calzolaio, Vigni, Bargone,
  Camoirano, Gibelli, Cavaliere, Innocenti, Pennacchi, Lucà,
  Rastrelli, Calabretta Manzara, Bartolich, De Simone,
  Indelli".
  (13 settembre 1995).
 
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