| La Camera,
premesso che:
in data 27 maggio sulla Gazzetta Ufficiale è
stata pubblicata la delibera CIPE del 13 marzo 1995, per
effetto della quale i canoni di locazione per gli alloggi di
edilizia residenziale pubblica subiranno notevoli aumenti e di
fatto verrà abolito il canone sociale;
tale questione tocca direttamente circa un milione di
famiglie assegnatarie di alloggi di edilizia residenziale
pubblica e in un quadro di grave crisi economica nonché
occupazionale, aggraverà la situazione degli stessi;
in questo modo viene frenato il ruolo e la funzione
dell'edilizia residenziale pubblica che ha tra i suoi
obiettivi quello di rispondere ai bisogni delle famiglie più
deboli;
la delibera del CIPE del 13 marzo 1995 propone linee
direttamente opposte a quelle inserite nella legge quadro per
l'edilizia pubblica che la VIII Commissione ambiente,
territorio e lavori pubblici della Camera ha recentemente
approvato;
la delibera in questo scavalca anche le prerogative
proprie delle ragioni di salvaguardare dal dettato
costituzionale;
la notizia della pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale della citata delibera ha suscitato allarme e
sconcerto tra gli assegnatari degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica;
in data 1^ giugno è stata approvata all'unanimità in
VIII Commissione una risoluzione in tal senso;
impegna il Governo
a ritirare la delibera CIPE del 13 marzo 1995 in materia di
determinazioni dei canoni di locazione per gli alloggi di
edilizia residenziale pubblica, in attesa dell'approvazione
della legge quadro sull'edilizia residenziale pubblica e la
riforma
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degli IACP, che sarà messa all'ordine del giorno quanto prima
in questo ramo del Parlamento e poi al Senato.
(1-00144)
"Pistone, Diliberto, Formenti, Berlinguer,
Perale, Petrini, Scanu, Ayala, Scotto di Luzio, Canavese,
Guerra, Fuscagni, De Angelis, Indelli, Luigi Marino".
(29 giugno 1995).
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