| La Camera,
considerato che:
rivelazioni giornalistiche hanno portato alla luce uno
scandalo definito "affittopoli" consistente in una non
corretta gestione del patrimonio abitativo pubblico che ha
destato viva indignazione nell'opinione pubblica;
sono state tuttavia poste sullo stesso piano situazioni
giuridiche diverse alimentando una nuova ondata di scandalismo
verso la classe politica, mentre un serio approccio al
problema della casa, per non far naufragare la questione in
una campagna demagogica, non può non evidenziare una netta
distinzione tra passato, presente e futuro;
la campagna di stampa non ha portato ad una corretta
analisi delle differenze esistenti tra i contratti stipulati
con enti pubblici e con società private e dunque la evidente
differenza tra i contratti stipulati secondo i patti in deroga
e quindi a prezzi di mercato e quelli di proprietà degli enti
previdenziali ancora ancorati ad equo canone;
un quadro normativo fortemente diversificato impedisce
un corretto funzionamento del mercato abitativo con gravi
tensioni soprattutto nei grandi centri urbani;
è necessario assicurare una effettiva concreta
trasparenza nell'assegnazione degli alloggi pubblici
soprattutto degli enti previdenziali;
lo stesso patrimonio abitativo pubblico deve assicurare
una più elevata redditività rispetto alla disomogeneità
registrata dalla relazione della Commissione speciale della X
legislatura;
per effetto dei patti in deroga la lievitazione degli
affitti ha raggiunto livelli insostenibili per il reddito
delle famiglie italiane meno abbienti;
lo Stato non può rinunciare a svolgere un'azione di
tutela e di difesa per i cittadini meno abbienti garantendo
forme di sostegno per l'alloggio;
si rende necessario ridefinire una politica per la casa
capace di rimettere in moto il mercato e dunque di generare
una offerta in grado di determinare un nuovo punto di
equilibrio,
impegna il Governo a:
a) procedere al censimento del patrimonio abitativo
pubblico;
b) mettere a disposizione del Parlamento entro 60
giorni tutta la documentazione relativa al patrimonio
abitativo degli enti previdenziali affidando a società esterne
la gestione del patrimonio abitativo pubblico;
c) emanare direttive agli enti previdenziali con
precise indicazioni sui criteri di assegnazione degli alloggi
e per l'adeguamento dei canoni nella prospettiva di un
superamento della circolare Cristofori;
d) portare sollecitamente in Parlamento i risultati
delle inchieste amministrative sia ministeriali che interne
agli Enti;
e) accertare le responsabilità in ordine agli abusi
ed alla cattiva gestione assumendo iniziative per
l'adeguamento delle regole che disciplinano il settore;
f) rivedere il quadro normativo, attualmente troppo
diversificato, che genera ingiustizie impedendo un corretto
funzionamento del mercato, avvicinando progressivamente i
rendimenti del patrimonio abitativo pubblico a quelli del
settore
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privato, introducendo misure compensative per i meno
abbienti, ancorando la riforma locativa al reddito familiare,
applicando per il canone abitativo il cosiddetto
"splitting";
g) predisporre un piano decennale per la casa
promuovendo iniziative che consentano la formazione di nuove
famiglie;
h) garantire procedure trasparenti nelle
assegnazioni;
i) introdurre una forte semplificazione della
fiscalità immobiliare eliminando quella per la prima casa.
(1-00171)
"Giovanardi, Moioli Viganò, Vietti, Fuscagni,
Mealli, Lucchese".
(20 settembre 1995).
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