| La Camera,
premesso che:
1) secondo quanto è stato rivelato da recenti indagini
giornalistiche, il patrimonio immobiliare degli enti pubblici,
e particolarmente degli enti previdenziali che pure
attualmente conoscono una situazione di grave dissesto
finanziario, è stato finora gestito senza assicurarne la
massima redditività e l'utilità sociale, ed accordando invece
intollerabili privilegi ad esponenti, anche molto noti, dei
sindacati, dei partiti di sinistra e di quelli al Governo fino
alla passata legislatura;
2) tali illegittimi privilegi sarebbero principalmente
consistiti nel concedere in locazione gli immobili, di lusso e
comunque ubicati in quartieri prestigiosi, esigendo canoni
irrisori e di molto inferiori rispetto a quelli medi di
mercato;
3) gli abusi nell'assegnazione degli alloggi in
proprietà degli enti pubblici potrebbero integrare gli estremi
di gravi reati in danno della pubblica amministrazione;
4) non può ammettersi che, approfittando della
mancanza di efficaci controlli in ordine alle assegnazioni
degli alloggi di proprietà pubblica, possano essere
arbitrariamente favorite persone e famiglie certamente non
bisognose, mentre, nonostante la nota difficoltà di reperire
un'abitazione decorosa per un canone ragionevole, si
trascurano le fasce meno abbienti della popolazione;
5) per valutare l'effettiva incidenza delle
diseconomie nella gestione del patrimonio immobiliare degli
enti pubblici, e per consentire l'accertamento di eventuali
responsabilità, sarebbe necessario conoscere la consistenza di
tale patrimonio e la situazione di ciascun immobile;
impegna il Governo:
1) ad accertare la consistenza del patrimonio
immobiliare degli enti pubblici, l'attuale situazione di
ciascun immobile, nonché i nominativi degli assegnatari. In
particolare, degli immobili locati dovrà accertarsi
l'ubicazione, la classificazione catastale, l'estensione, il
valore commerciale, le generalità del locatario, l'entità del
canone, le eventuali situazioni di morosità e le iniziative
assunte per rimuoverle, l'esistenza di eventuali sublocazioni,
le somme spese negli ultimi dieci anni per la realizzazione di
opere di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione;
2) a riferire alle Camere, entro centoventi giorni
dall'approvazione della presente mozione, circa gli esiti di
tale indagine;
3) a riferire all'Autorità giudiziaria qualsiasi
elemento, già conosciuto o successivamente acquisito, utile
per l'accertamento di eventuali reati commessi
nell'assegnazione degli alloggi di proprietà degli enti
previdenziali, e comunque nella gestione del patrimonio
immobiliare degli enti pubblici;
4) a provvedere perché l'assegnazione degli alloggi di
proprietà pubblica, classificati come signorili o di lusso,
garantisca la massima redditività;
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5) a provvedere perché gli alloggi di proprietà
pubblica, popolari o comunque non di lusso, siano assegnati di
preferenza a famiglie con reddito inferiore a ventiquattro
milioni annui e per un canone non superiore a quello
determinabile secondo la legge 27 luglio 1978, n. 392.
(1-00172)
"Onnis, Porcu, Mariano, Falvo, Colucci,
Tringali, Domenico Basile, Cicu, Napoli, Ardica, Manzoni, Enzo
Caruso, Anedda, Marino Buccellato, Taddei, Salvo, Mario
Caruso, Rallo, Pasetto, Pitzalis, Dell'Utri, Barbieri, Bracci,
Scalisi, Capitaneo, Cola, Tarditi, Trapani, Gissi,
Spagnoletti-Zeuli, Ozza, Carrara, Giulio Conti, Mazzocchi,
Pampo, Giovanni Pace, Nicola Parenti, Del Prete, Vascon,
Petrelli, Fonnesu, Pinto, Riccio".
(20 settembre 1995).
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