| Aldo TRIONE (gruppo progressisti-federativo),
relatore, osserva che il disegno di legge A.C. 2848, già
approvato in sede deliberante dalla III Commissione del
Senato, tratta due argomenti del tutto distinti, ancorché
genericamente contigui.
Il primo argomento si riferisce al finanziamento di tre
iniziative internazionali dell'Italia:
a) il gruppo delle consultazioni informali
intergovernative (INC) di Ginevra che fa capo all'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNCHR).
Partecipano all'INC dieci paesi dell'Unione Europea, insieme
con l'Australia, il Canada, la Norvegia e gli USA. Il gruppo è
stato istituito per coordinare le politiche dei paesi
occidentali in relazione ai crescenti fenomeni delle
migrazioni. L'Italia partecipa con un supporto finanziario di
145 mila dollari (pari a 230 milioni di lire) così suddivisi:
85 mila dollari per il biennio 1993-94, 60 mila dollari per
l'anno 1995;
b) il Comitato interinale preposto alla
ridefinizione dell'accordo sull' import-export di
materiali strategici nei confronti dei paesi a rischio.
Ricorda, a tal proposito, che dopo il dissolvimento del Patto
di Varsavia, è stato necessario disegnare, a livello OCSE,
nuovi assetti convenzionali nel settore dei materiali bellici.
Con la fine del Patto di Varsavia, ha cessato di esistere
anche il COCOM che coordinava le politiche della NATO, del
Giappone e dell'Australia, relative all'esportazione di
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materiali strategici versi l'Est europeo. E' così che il
Segretariato COCOM si è trasformato in Segretariato interinale
in attesa che venga concluso un accordo. L'Italia, che
partecipa al Comitato, deve contribuire in misura di 600 mila
franchi francesi, equivalenti a 180 milioni di lire, che
graveranno sul bilancio 1995;
c) la Maison d'Italie che - si ricorderà - è un
edificio situato nella Cité internationale de Paris, dove sono
ospitati molti giovani studiosi italiani e stranieri -
contrattisti, insegnanti, assistenti universitari - che si
recano a Parigi per svolgere ricerche. Sono ammessi alla
Maison anche borsisti del Governo francese, assistenti
italiani della regione parigina e studenti universitari che
seguono corsi non attivati nelle facoltà italiane. L'attuale
disegno di legge prevede un aumento di 100 milioni annui cui
si aggiunge al contributo di 300 milioni previsto dalla legge
29 dicembre 1990, n 424. L'aumento è giustificato sia dalla
accresciuta esigenza di funzionamento dell'istituto che
dall'andamento dei recenti processi inflattivi.
La seconda parte del disegno di legge è sicuramente di
maggior rilievo politico e culturale; e riguarda istituzioni
che, per moltissimi anni, hanno svolto funzioni alte,
contribuendo al prestigio dell'Italia nel mondo. Si riferisce
all'Istituto per il medio e vicino Oriente (ISMEO) e
all'Istituto italo africano. Ricorda che questi istituti sono
stati e sono fondamentali crocevia di cultura e punti di
riferimento per tutti gli studiosi italiani, e hanno
intrattenuto fecondamente rapporti di collaborazione, di
scambio e di informazione con le nostre Università (in
particolare l'Orientale di Napoli e Ca' Foscari di Venezia).
L'articolo 2 del disegno di legge prevede un contributo
straordinario di 2 miliardi e 325 milioni all'ISMEO e di 850
milioni all'Istituto italo africano. Contributo necessario
perché si proceda all'estinzione dei disavanzi accumulati, in
questi anni, dai due istituti. Il secondo comma dell'articolo
2 prevede, pertanto, che entro 60 giorni dalla data di
erogazione dei contributi, gli enti beneficiari presentino al
Ministero degli affari esteri e al Ministero dell'università
una relazione sullo stato delle procedure di estinzione.
Ricorda, inoltre, che il Ministero degli affari esteri ha
adottato, per il periodo 1995-1997, una tabella che prevede un
contributo di un miliardo e 250 milioni all'ISMEO e un
miliardo e 180 milioni all'Istituto italo africano. Si
aggiungano a tali contributi i 500 milioni annui del Ministero
dell'università e della ricerca scientifica e alcuni proventi
derivanti da prestazioni di attività e servizi. Tuttavia,
negli ultimi anni la situazione finanziaria dei due istituti è
andata deteriorandosi a causa del forte incremento delle spese
e la riduzione dei contributi da parte del Ministero degli
esteri.
Attualmente l'ISMEO sostiene oneri di un miliardo all'anno
per il personale e di 600 milioni per l'affitto dei locali
mentre l'Istituto italo africano spende un miliardo annuo per
personale e affitto (e nel 1995 le spese sono aumentate di 200
milioni). Nel corso dell'esame parlamentare per il parere
sulle tabelle 1995-1997, il Governo aveva manifestato la
volontà di una profonda revisione funzionale dei due istituti.
E in questa linea si è mossa la III Commissione del Senato,
che ha approvato il disegno di legge in sede deliberante il 5
luglio scorso.
Il testo in esame, dall'articolo 3 all'articolo 17,
prevede l'istituzione di un nuovo ente - IS.I.A.O. - Istituto
italiano per l'Africa e l'Oriente che persegua le finalità
prima assegnate all'ISMEO e all'Istituto italo africano e ne
salvaguardi il patrimonio di competenza. Il comma 2
dell'articolo 3 provvede a sopprimere i due istituti che
confluiranno nell'IS.I.A.O. anche se, in fase di prima
applicazione della legge, i due patrimoni avranno - comunque
non oltre il 31 dicembre 1996 - due gestioni
economico-finanziarie autonome.
Il comma 4 dello stesso articolo iscrive l'istituto nella
categoria VII "Enti culturali e di promozione artistica".
La legge, quindi, all'articolo 4 precisa l'ambito di
attività del nuovo istituto (ricerca, attività editoriale,
promozione culturale, missioni, viaggi di studio); e
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all'articolo 5 definisce gli organi di governo
dell'istituto.
Chiede, in conclusione, di dare parere favorevole al
disegno di legge, di non accumulare ulteriori ritardi
nell'approvarlo - ritardi che potrebbero pregiudicare la vita
di istituzioni di grande prestigio - che dovrebbero sempre più
essere sostenute e potenziate, a differenza di tanti inutili
enti culturali che bisognerebbe definitivamente sopprimere.
Emanuele SCAMMACCA del MURGO e dell'AGNONE,
sottosegretario, condivide le considerazioni espresse
dal relatore. Fa presente peraltro che avrebbe preferito che
il disegno di legge fosse esaminato in sede legislativa, come
avvenuto al Senato.
Mirko TREMAGLIA, presidente, ricorda che la
Commissione, nella seduta del 1^ agosto scorso, aveva deciso
di avviare la procedura per chiedere il trasferimento in sede
legislativa, ma che tale procedura si è poi arrestata di
fronte alla mancanza di unanimità.
La Commissione dà quindi mandato al relatore di riferire
favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge n. 2848,
deliberando altresì di chiedere di essere autorizzata a
riferire oralmente.
La seduta termina alle 15,50.
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