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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126895
SMC0217-0020
Bollettino Giunte e Commissioni n. 217 del 27 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-217)
(suddiviso in 58 Unità Documento)
Unità Documento n.20 (che inizia a pag.31 dello stampato)
              ...IV COMMISSIONE PERMANENTE
                           (Difesa)
 
 
...PARERE SU ATTI DEL GOVERNO
Programmi SME/OO5 - SME/258, concernenti l'acquisizione di n. 150 veicoli corazzati e n. 250 veicoli blindati. (legge 4 ottobre 1988, n. 438).
Paolo ROMANI, relatore. Galileo GUIDI. Palmiro UCCHIELLI. Paolo BAMPO, presidente. Pag. 36
Mercoledì 27 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Paolo BAMPO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa, Stefano Silvestri.
ZZSMC ZZRES ZZSMC270995 ZZSMC950927 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC217 ZZ12 ZZD ZZC4 ZZNO ZZXX ZZFF
  (Esame ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del
  regolamento, e rinvio).
     La Commissione inizia l'esame per il parere su ciascun
  programma.
 
     Paolo ROMANI,  relatore,  si richiama
  preliminarmente alle ultime considerazioni testè svolte dal
  collega Baldi per richiedere formalmente che la Presidenza
  della Commissione si faccia carico di chiedere la
  predisposizione di una documentazione adeguata alle necessità
  conoscitive dei parlamentari.  Ciò per consentire che possa
  finalmente cambiare il sistema di lavoro di quei parlamentari
  che intendono interrompere l'inerzia quarantennale che
  sembrava aver segnato i rapporti tra Parlamento e Ministero
  della difesa.
 
     Galileo GUIDI (gruppo progressisti-federativo) si
  associa a tali considerazioni, ritenendo anzi che la
  Commissione debba approfondire le esperienze che in materia
  maturano nei principali Paesi.
 
     Palmiro UCCHIELLI (gruppo progressisti-federativo)
  concorda con le valutazioni dei colleghi, ricordando che la
  responsabilità primaria della scarsa informazione a vantaggio
  dei parlamentari incombe sul Governo, anche in considerazione
  al fatto che la legge n. 436 del 1988 prevede, per il ministro
  della difesa, l'obbligo di riferire annualmente sull'insieme
  dei programmi.  In mancanza, propone che almeno si proceda,
  nelle forme possibili, all'audizione dei vertici militari
  responsabili del settore.
 
     Paolo BAMPO,  presidente,  ritiene che i colleghi
  intervenuti abbiano toccato un problema reale, sia per quanto
  riguarda la documentazione proveniente dal Ministero, per la
  quale fa affidamento sull'interessamento del sottosegretario
  Silvestri, sia per quanto invece concerne le possibilità di
  documentazione degli uffici, sempre più esigue, e per le quali
  ha già rappresentato nelle sedi proprie la necessità di un
  potenziamento.  Quanto infine alla proposta del collega
  Ucchielli, si riserva di approfondirla in Ufficio di
  Presidenza.
 
     Paolo ROMANI,  relatore,  passa quindi ad
  illustrare il programma pluriennale SME 005 per l'acquisizione
  di 150 veicoli da combattimento della fanteria  VCC-80.
  Osserva al riguardo che quello in esame è un mezzo corazzato
  originariamente concepito nella metà degli anni '70.  Il
  contratto di ricerca e sviluppo però è stato firmato solo nel
  1981.  Al termine di questa prima fase il requisito iniziale è
  stato profondamente rielaborato, nel 1987, e si è quindi
  pervenuti alla realizzazione ed alla consegna dei tre
  prototipi che sono state sottoposti alle prove industriali,
  tecniche, operative.  La mancanza di fondi ha purtroppo
  impedito che al termine della sperimentazione si potesse
  passare alla produzione.  Il mezzo intanto conservava la
 
                              Pag. 32
 
  denominazione di  VCC-80  che comunque oggi, alla metà
  degli anni '90, appare quanto meno poco indicata per quello
  che dovrebbe essere un mezzo da combattimento nuovo ed
  all'altezza dei tempi.  In effetti il  VCC-80  ha già
  ricevuto il nome ufficioso di  DARDO.
     Fortunatamente l'evoluzione tecnologica nel settore dei
  mezzi da combattimento per la fanteria non è stata rapidissima
  in questi anni ed ancora oggi ci si interroga su quali possano
  essere le soluzioni migliori per i veicoli di questa
  categoria.
     Il tempo trascorso non è stato poi sprecato ed il progetto
  originario ha potuto essere costantemente aggiornato nel corso
  degli anni in attesa di poter partire con il programma di
  acquisizione.
     Il  VCC-80  è destinato primariamente alle brigate
  corazzate e meccanizzate, nell'ambito delle quali sarà
  chiamato ad operare insieme ai carri da battaglia  ARIETE
  in corso di approvvigionamento.  Il mezzo da combattimento
  della fanteria che viene utilizzato insieme agli  MBT (main
  battle tanks)  deve necessariamente possedere
  caratteristiche di mobilità, protezione e potenza di fuoco
  compatibili con quelle dei carri armati.
     Oggi l'esercito dispone solo di veicoli da combattimento
  tipo  VCC-1  e  VCC-2,  che non soddisfano alcuno di
  questi requisiti.  Per equipaggiare in modo adeguato le brigate
  corazzate e blindate è indispensabile quindi affiancare ai
  carri armati mezzi per la fanteria che possano accompagnarli
  ed integrarne l'azione.
     Ricorda poi che l'Italia ha, forse un po' avventatamente,
  promesso alla NATO un contributo all' ARRC,  il corpo di
  reazione rapida dell'Alleanza.  Tale contributo comprende tra
  l'altro alcune unità "pesanti", corazzate e meccanizzate, che
  devono quindi essere portate con urgenza ad uno standard
  paragonabile a quello delle altre formazioni alleate.  A questo
  proposito è bene precisare che il  VCC-80  è all'altezza
  delle realizzazioni internazionali più moderne ed ha comunque
  un potenziale di sviluppo che permetterà di introdurre tutti
  quei miglioramenti richiesti dalla evoluzione tecnologica e
  della minaccia.
     Sotto il profilo tecnico il  VCC-80  è un mezzo che
  pesa in ordine di combattimento circa 23,5 tonnellate, spinto
  da un motore turbodiesel FIAT da 520 hp che garantisce una
  buona mobilità anche su terreno vario grazie ad un rapporto
  peso potenza superiore ai 20 cavalli/tonnellata.  Il veicolo
  trasporta nove uomini: 6 assaltatori, conducente, cannoniere e
  comandante.  La protezione è assicurata da una robusta
  corazzatura, in grado di consentire elevate doti di
  sopravvivenza nei confronti del munizionamento di medio
  calibro tirato da mezzi similari.  Ovviamente il  VCC-80
  vanta una completa protezione NBC.
     La torretta biposto è dotata di un cannone da 25 mm e di
  due mitragliatrici da 7,62 mm.  Per la lotta controcarro a
  lunga distanza sono montati ai lati della torretta due
  lanciatori per missili filoguidati  TOW.
     Il sistema di direzione del tiro è moderno, ma non
  sofisticatissimo, al fine di ridurre i costi.  Dopo una attenta
  valutazione si è infatti rinunciato ad installare un sistema
  di visione panoramico per il capocarro che costa da solo
  diverse centinaia di milioni.  La configurazione prescelta
  comprende comunque sistema di stabilizzazione per l'armamento,
  sistema di puntamento diurno e notturno, telemetro laser.  Il
  sistema di autodifesa potrà comprendere un sistema di allarme
  laser e 8 mortai lancia artifici/fumogeni.  Precisa infine che
  il  VCC-80  è realizzato quasi integralmente
  dall'industria nazionale e solo alcuni sottosistemi sono
  invece prodotti da industrie straniere.
     A suo avviso, il  VCC-80  è un mezzo paragonabile a
  quelli in dotazione agli eserciti più modernamente
  equipaggiati e resterà all'altezza della minaccia almeno nel
  medio termine.  In particolare il  VCC-80  è paragonabile
  ai mezzi statunitensi  BRADLEY  appartenenti alle serie
  intermedie.  Il veicolo è già stato pensato per consentire un
  miglioramento progressivo nel corso degli anni che riguarderà
  la protezione, il sistema di condotta del tiro e l'armamento.
  Fondi permettendo, sarà inoltre
 
                              Pag. 33
 
  possibile derivare dal mezzo base tutta una serie di versioni
  specializzate, come del resto avveniva per la famiglia
  M-113,  in modo da standardizzare l'equipaggiamento delle
  unità meccanizzate e corazzate con conseguente semplificazione
  logistica.  Se però per il  VCC-80  si può esprimere un
  giudizio positivo, lo stesso non si può dire per il programma
  così come strutturato.  Il requisito complessivo dell'esercito
  riguarda infatti un quantitativo minimo di 500 mezzi da
  combattimento moderni, che saranno assegnati ai 7 reggimenti
  meccanizzati previsti dalla nuova struttura organizzativa.
  Considerando circa 60 veicoli per reggimento, si arriva ad un
  totale di 420 mezzi, ai quali si aggiungono i veicoli di
  riserva e quelli assegnati alle scuole.
     Il programma di approvvigionamento presentato diluisce i
  tempi per l'acquisizione di 150 mezzi ed occorreranno
  addirittura sette anni per mettere in linea un numero certo
  non particolarmente elevato di  VCC,  sufficienti appena
  ad equipaggiare un paio di reggimenti.  Questo significa che,
  anche ipotizzando un incremento del ritmo di acquisizione dopo
  il 2002, la conclusione del programma per soddisfare il
  requisito di 500 mezzi non potrà avvenire prima del 2010-2012.
  Si corre pertanto il rischio, abituale per i programmi
  nazionali, che gli ultimi mezzi, per quanto aggiornati,
  entrino in linea ormai completamente superati.  Inoltre ritiene
  indubbio che, facendo lavorare le linee di produzione ad un
  ritmo inferiore a quello minimo necessario per raggiungere il
  volume critico, si rinuncia in partenza ad ogni efficienza
  produttiva e alla conseguente riduzione dei costi.  A tal
  proposito, rileva che la cifra indicata per esemplare, 3
  miliardi a condizioni attuali, appaia congrua (anzi forse
  leggermente sottostimata) rispetto alla sofisticazione e alla
  classe del mezzo.
     Ritiene dunque opportuno aumentare il ritmo di
  acquisizione del  VCC-80,  concentrando il programma di
  questo primo lotto di mezzi nel minor tempo possibile,
  indicativamente quattro o cinque anni.  L'aumento dei costi per
  ciascun esercizio non è sostanziale e dovrebbe essere comunque
  in parte compensato da un inferiore costo di produzione
  unitario.  Qualora però la presumibile disponibilità di fondi
  non consenta questa accelerazione, propone al Ministero di
  valutare l'opportunità di posticipare o cancellare altri
  programmi giudicati meno prioritari.  Del resto è noto che
  l'Italia ha sempre condotto troppi programmi di acquisizione
  simultaneamente, ma a ritmi produttivi eccessivamente ridotti,
  che hanno prodotto inefficienze ed incrementi dei costi.
     In conclusione, invita la Commissione ad esprimere un
  parere favorevole sul programma, alla condizione però che il
  Ministero della difesa provveda rapidamente ad esaminare la
  possibilità di accorciare la durata del programma stesso.  Una
  relazione al proposito dovrà essere presentata entro 30 giorni
  dall'emanazione del parere da parte della Commissione.  In
  questa relazione si dovrà altresì specificare quale
  prevedibile sviluppo e quali costi comporterà un programma
  volto a soddisfare il requisito complessivo di 500
  esemplari.
     Richiede inoltre che il Governo, a cadenza annuale,
  fornisca al Parlamento una relazione relativa allo stato del
  programma, al numero di veicoli consegnati, al rispetto dei
  tempi e dei costi previsti e ai risultati dell'impegno
  operativo, fornendo una indicazione circa i miglioramenti che
  si ritiene debbano essere introdotti sui mezzi di nuova
  produzione ed eventualmente anche su quelli già in
  servizio.
     Passa quindi ad illustrare il programma pluriennale
  SME/258 per l'acquisizione di 250 veicoli blindati  PUMA
  4x4.
     Osserva che la ristrutturazione dell'esercito avviene
  secondo alcune linee guida essenziali.  Si tratta in
  particolare di ridurre il numero complessivo delle unità
  operative (oltre che la struttura di comando e di supporto)
  riequilibrando inoltre il rapporto tra la componente pesante,
  corazzata, e la componente leggera, blindata.  Le unità
  blindate hanno una mobilità strategica che negli ultimi anni è
  diventata sempre più importante.
 
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     Le poche unità pesanti, corazzate e meccanizzate, saranno
  equipaggiate con carri armati e veicoli da combattimento della
  fanteria pesanti e cingolati.
     I reparti blindati al contrario stanno ricevendo
  autoblindo pesanti armate con pezzo da 105 mm (le  CENTAURO,
  acquisite in 400 esemplari, le cui consegne saranno
  completate entro la fine del 1996), ma per quanto riguarda i
  veicoli trasporto truppa siamo ancora fermi ai  VCC
  cingolati, che non sono compatibili con i blindati ruotati
  ad alta mobilità.  Qualche unità ha in linea le vecchie blindo
  FIAT 6614  utilizzate per ottenere rapidamente una
  soluzione al problema, sia pure in modo non ottimale.  Giudica
  la situazione particolarmente grave per quei reparti, come i
  reggimenti cavalleria, per i quali velocità e mobilità sono
  due requisiti essenziali.  Mentre i reparti blindati dovranno
  essere equipaggiati, non appena i fondi lo permetteranno, con
  veicolo trasporto truppe a quattro assi ricavato dallo scafo
  della  CENTAURO,  i reparti di cavalleria richiedono un
  mezzo più leggero e mobile per trasportare i nuclei per
  l'esplorazione ravvicinata.  Per rispondere a questa esigenza
  primaria il Governo propone l'acquisizione del veicolo
  blindato leggero  PUMA  che per peso, prestazioni e
  caratteristiche di mobilità è qualificabile come una sorta di
  vettura blindata da ricognizione.  In particolare, circa la
  metà dei reggimenti di cavalleria dovrebbe ricevere il
  PUMA,  in ragione di una quarantina di mezzi per
  reggimento.  Dunque, non tutti i reggimenti avranno il
  PUMA,  visto che alcune unità stanno già ricevendo il
  VELTRO,  che altro non è se non una versione protetta
  dell'autocarro  VM-90.
     Il  PUMA 4x4,  oltre che alla cavalleria, dovrebbe
  essere destinato anche alla Brigata paracadutisti  FOLGORE.
  Ogni reggimento paracadutisti ha infatti in dotazione un
  certo numero di  VCC.  Questo perché frequentemente i
  paracadutisti operano come fanteria meccanizzata piuttosto che
  nel ruolo di fanteria leggera.  Il  VCC  però è decisamente
  troppo pesante, ingombrante e poco mobile per i parà.  Ecco
  quindi la decisione di sostituire i  VCC  con i più
  leggeri  PUMA 4x4  che oltre tutto non solo possono essere
  trasportati agevolmente da aerei da trasporto  G-222  e
  C-130,  ma sono anche imbarcabili a bordo degli
  elicotteri pesanti dell'esercito  CH-47.
     Per quanto riguarda l'aspetto tecnico il  PUMA  è un
  veicolo abbastanza semplice sotto il profilo della
  organizzazione meccanica.  E' dotato di una leggera blindatura,
  sufficiente per resistere a proiettili di piccolo calibro,
  trasporta 4-5 uomini con l'armamento individuale ed è armato
  soltanto con una mitragliatrice in calibro 12,7 mm o 7,62 mm
  in postazione esterna "aperta" cioè, senza torretta.  La
  mobilità su strada è eccellente, mentre è discreta quella su
  terreno accidentato ed in fuoristrada.  Il peso è prossimo alle
  5,5 tonnellate.  Il progetto ha avuto origine nei primi anni
  '80 ed i primi prototipi sono stati realizzati nel 1988-1989,
  per essere sottoposti ad un esteso ciclo di prove che hanno
  portato alla introduzione di diverse modifiche.  La presenza di
  VBL  leggeri di questa categoria è ormai una
  caratteristica comune a quasi tutti gli eserciti moderni, in
  particolare quelli europei.  Il requisito complessivo
  dell'esercito prevede 500 veicoli, ma il programma in esame
  riguarda esclusivamente un primo lotto di 250  PUMA.
  L'acquisizione dovrebbe avere inizio nel 1997 e protrarsi
  per 6 anni, fino al 2002, con l'approvvigionamento di una
  quarantina di mezzi all'anno.  Il costo unitario è pari a circa
  600 milioni, pertanto la quota annuale da finanziare ammonta a
  circa 25 miliardi.
     Rileva quindi che, in teoria, i rilievi espressi in merito
  al programma del  VCC-80  si applicano anche alla
  acquisizione delle  PUMA:  12 anni per acquistare 500
  mezzi di questa categoria, relativamente poco complessi ed
  economici, sono a suo avviso troppi.
     Ritiene più logico cercare di accorciare i tempi di
  acquisizione della prima serie (250 mezzi) di almeno un anno.
  In questo modo sarebbe possibile immettere in linea i 250
  PUMA  nell'arco di 5 anni, al ritmo di una cinquantina di
  esemplari all'anno e con costi addizionali per esercizio
  inferiori ai 5 miliardi.
 
                              Pag. 35
 
     Per questo motivo raccomanda alla Commissione
  l'approvazione del programma di acquisizione in esame,
  invitando però nel contempo il Ministero della difesa a
  valutare la possibilità di accelerare di almeno un anno il
  completamento del progetto, tenuto conto degli oneri
  aggiuntivi marginali che tale modifica comporterebbe.  Propone,
  inoltre di richiedere al Ministero una relazione che dettagli
  le esigenze complessive individuate dall'esercito per il
  PUMA 4x4  nonché gli orientamenti dell'amministrazione
  della difesa in merito al programma di acquisizione che si
  intende proporre per la seconda serie di 250 veicoli.
     Richiede infine, a cadenza annuale, la presentazione di
  una relazione relativa allo stato del programma, al numero di
  veicoli consegnati, al rispetto dei tempi e dei costi previsti
  e ai risultati dell'impiego operativo, fornendo una
  indicazione circa i miglioramenti che eventualmente si
  intendono apportare ai mezzi di nuova produzione e a quelli
  già consegnati.
 
     Paolo BAMPO,  presidente,  data l'imminenza di
  votazioni in Assemblea, rinvia ad altra seduta il seguito
  dell'esame.
 
     La seduta termina alle 16,45.
 
DATA=950927 FASCID=SMC12-217 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=04 SEDE=XX NSTA=0217 TOTPAG=0096 TOTDOC=0058 NDOC=0020 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C4 D F PAGINIZ=0031 RIGINIZ=020 PAGFIN=0036 RIGFIN=001 UPAG=NO PAGEIN=31 PAGEFIN=36 SORTRES=9509273 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00217 SORTNAV=59509270 00217 b00000 ZZSMC217 NDOC0020 TIPDOCB DOCTIT0020 NDOC0020



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