| (Esame ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del
regolamento, e rinvio).
La Commissione inizia l'esame per il parere su ciascun
programma.
Paolo ROMANI, relatore, si richiama
preliminarmente alle ultime considerazioni testè svolte dal
collega Baldi per richiedere formalmente che la Presidenza
della Commissione si faccia carico di chiedere la
predisposizione di una documentazione adeguata alle necessità
conoscitive dei parlamentari. Ciò per consentire che possa
finalmente cambiare il sistema di lavoro di quei parlamentari
che intendono interrompere l'inerzia quarantennale che
sembrava aver segnato i rapporti tra Parlamento e Ministero
della difesa.
Galileo GUIDI (gruppo progressisti-federativo) si
associa a tali considerazioni, ritenendo anzi che la
Commissione debba approfondire le esperienze che in materia
maturano nei principali Paesi.
Palmiro UCCHIELLI (gruppo progressisti-federativo)
concorda con le valutazioni dei colleghi, ricordando che la
responsabilità primaria della scarsa informazione a vantaggio
dei parlamentari incombe sul Governo, anche in considerazione
al fatto che la legge n. 436 del 1988 prevede, per il ministro
della difesa, l'obbligo di riferire annualmente sull'insieme
dei programmi. In mancanza, propone che almeno si proceda,
nelle forme possibili, all'audizione dei vertici militari
responsabili del settore.
Paolo BAMPO, presidente, ritiene che i colleghi
intervenuti abbiano toccato un problema reale, sia per quanto
riguarda la documentazione proveniente dal Ministero, per la
quale fa affidamento sull'interessamento del sottosegretario
Silvestri, sia per quanto invece concerne le possibilità di
documentazione degli uffici, sempre più esigue, e per le quali
ha già rappresentato nelle sedi proprie la necessità di un
potenziamento. Quanto infine alla proposta del collega
Ucchielli, si riserva di approfondirla in Ufficio di
Presidenza.
Paolo ROMANI, relatore, passa quindi ad
illustrare il programma pluriennale SME 005 per l'acquisizione
di 150 veicoli da combattimento della fanteria VCC-80.
Osserva al riguardo che quello in esame è un mezzo corazzato
originariamente concepito nella metà degli anni '70. Il
contratto di ricerca e sviluppo però è stato firmato solo nel
1981. Al termine di questa prima fase il requisito iniziale è
stato profondamente rielaborato, nel 1987, e si è quindi
pervenuti alla realizzazione ed alla consegna dei tre
prototipi che sono state sottoposti alle prove industriali,
tecniche, operative. La mancanza di fondi ha purtroppo
impedito che al termine della sperimentazione si potesse
passare alla produzione. Il mezzo intanto conservava la
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denominazione di VCC-80 che comunque oggi, alla metà
degli anni '90, appare quanto meno poco indicata per quello
che dovrebbe essere un mezzo da combattimento nuovo ed
all'altezza dei tempi. In effetti il VCC-80 ha già
ricevuto il nome ufficioso di DARDO.
Fortunatamente l'evoluzione tecnologica nel settore dei
mezzi da combattimento per la fanteria non è stata rapidissima
in questi anni ed ancora oggi ci si interroga su quali possano
essere le soluzioni migliori per i veicoli di questa
categoria.
Il tempo trascorso non è stato poi sprecato ed il progetto
originario ha potuto essere costantemente aggiornato nel corso
degli anni in attesa di poter partire con il programma di
acquisizione.
Il VCC-80 è destinato primariamente alle brigate
corazzate e meccanizzate, nell'ambito delle quali sarà
chiamato ad operare insieme ai carri da battaglia ARIETE
in corso di approvvigionamento. Il mezzo da combattimento
della fanteria che viene utilizzato insieme agli MBT (main
battle tanks) deve necessariamente possedere
caratteristiche di mobilità, protezione e potenza di fuoco
compatibili con quelle dei carri armati.
Oggi l'esercito dispone solo di veicoli da combattimento
tipo VCC-1 e VCC-2, che non soddisfano alcuno di
questi requisiti. Per equipaggiare in modo adeguato le brigate
corazzate e blindate è indispensabile quindi affiancare ai
carri armati mezzi per la fanteria che possano accompagnarli
ed integrarne l'azione.
Ricorda poi che l'Italia ha, forse un po' avventatamente,
promesso alla NATO un contributo all' ARRC, il corpo di
reazione rapida dell'Alleanza. Tale contributo comprende tra
l'altro alcune unità "pesanti", corazzate e meccanizzate, che
devono quindi essere portate con urgenza ad uno standard
paragonabile a quello delle altre formazioni alleate. A questo
proposito è bene precisare che il VCC-80 è all'altezza
delle realizzazioni internazionali più moderne ed ha comunque
un potenziale di sviluppo che permetterà di introdurre tutti
quei miglioramenti richiesti dalla evoluzione tecnologica e
della minaccia.
Sotto il profilo tecnico il VCC-80 è un mezzo che
pesa in ordine di combattimento circa 23,5 tonnellate, spinto
da un motore turbodiesel FIAT da 520 hp che garantisce una
buona mobilità anche su terreno vario grazie ad un rapporto
peso potenza superiore ai 20 cavalli/tonnellata. Il veicolo
trasporta nove uomini: 6 assaltatori, conducente, cannoniere e
comandante. La protezione è assicurata da una robusta
corazzatura, in grado di consentire elevate doti di
sopravvivenza nei confronti del munizionamento di medio
calibro tirato da mezzi similari. Ovviamente il VCC-80
vanta una completa protezione NBC.
La torretta biposto è dotata di un cannone da 25 mm e di
due mitragliatrici da 7,62 mm. Per la lotta controcarro a
lunga distanza sono montati ai lati della torretta due
lanciatori per missili filoguidati TOW.
Il sistema di direzione del tiro è moderno, ma non
sofisticatissimo, al fine di ridurre i costi. Dopo una attenta
valutazione si è infatti rinunciato ad installare un sistema
di visione panoramico per il capocarro che costa da solo
diverse centinaia di milioni. La configurazione prescelta
comprende comunque sistema di stabilizzazione per l'armamento,
sistema di puntamento diurno e notturno, telemetro laser. Il
sistema di autodifesa potrà comprendere un sistema di allarme
laser e 8 mortai lancia artifici/fumogeni. Precisa infine che
il VCC-80 è realizzato quasi integralmente
dall'industria nazionale e solo alcuni sottosistemi sono
invece prodotti da industrie straniere.
A suo avviso, il VCC-80 è un mezzo paragonabile a
quelli in dotazione agli eserciti più modernamente
equipaggiati e resterà all'altezza della minaccia almeno nel
medio termine. In particolare il VCC-80 è paragonabile
ai mezzi statunitensi BRADLEY appartenenti alle serie
intermedie. Il veicolo è già stato pensato per consentire un
miglioramento progressivo nel corso degli anni che riguarderà
la protezione, il sistema di condotta del tiro e l'armamento.
Fondi permettendo, sarà inoltre
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possibile derivare dal mezzo base tutta una serie di versioni
specializzate, come del resto avveniva per la famiglia
M-113, in modo da standardizzare l'equipaggiamento delle
unità meccanizzate e corazzate con conseguente semplificazione
logistica. Se però per il VCC-80 si può esprimere un
giudizio positivo, lo stesso non si può dire per il programma
così come strutturato. Il requisito complessivo dell'esercito
riguarda infatti un quantitativo minimo di 500 mezzi da
combattimento moderni, che saranno assegnati ai 7 reggimenti
meccanizzati previsti dalla nuova struttura organizzativa.
Considerando circa 60 veicoli per reggimento, si arriva ad un
totale di 420 mezzi, ai quali si aggiungono i veicoli di
riserva e quelli assegnati alle scuole.
Il programma di approvvigionamento presentato diluisce i
tempi per l'acquisizione di 150 mezzi ed occorreranno
addirittura sette anni per mettere in linea un numero certo
non particolarmente elevato di VCC, sufficienti appena
ad equipaggiare un paio di reggimenti. Questo significa che,
anche ipotizzando un incremento del ritmo di acquisizione dopo
il 2002, la conclusione del programma per soddisfare il
requisito di 500 mezzi non potrà avvenire prima del 2010-2012.
Si corre pertanto il rischio, abituale per i programmi
nazionali, che gli ultimi mezzi, per quanto aggiornati,
entrino in linea ormai completamente superati. Inoltre ritiene
indubbio che, facendo lavorare le linee di produzione ad un
ritmo inferiore a quello minimo necessario per raggiungere il
volume critico, si rinuncia in partenza ad ogni efficienza
produttiva e alla conseguente riduzione dei costi. A tal
proposito, rileva che la cifra indicata per esemplare, 3
miliardi a condizioni attuali, appaia congrua (anzi forse
leggermente sottostimata) rispetto alla sofisticazione e alla
classe del mezzo.
Ritiene dunque opportuno aumentare il ritmo di
acquisizione del VCC-80, concentrando il programma di
questo primo lotto di mezzi nel minor tempo possibile,
indicativamente quattro o cinque anni. L'aumento dei costi per
ciascun esercizio non è sostanziale e dovrebbe essere comunque
in parte compensato da un inferiore costo di produzione
unitario. Qualora però la presumibile disponibilità di fondi
non consenta questa accelerazione, propone al Ministero di
valutare l'opportunità di posticipare o cancellare altri
programmi giudicati meno prioritari. Del resto è noto che
l'Italia ha sempre condotto troppi programmi di acquisizione
simultaneamente, ma a ritmi produttivi eccessivamente ridotti,
che hanno prodotto inefficienze ed incrementi dei costi.
In conclusione, invita la Commissione ad esprimere un
parere favorevole sul programma, alla condizione però che il
Ministero della difesa provveda rapidamente ad esaminare la
possibilità di accorciare la durata del programma stesso. Una
relazione al proposito dovrà essere presentata entro 30 giorni
dall'emanazione del parere da parte della Commissione. In
questa relazione si dovrà altresì specificare quale
prevedibile sviluppo e quali costi comporterà un programma
volto a soddisfare il requisito complessivo di 500
esemplari.
Richiede inoltre che il Governo, a cadenza annuale,
fornisca al Parlamento una relazione relativa allo stato del
programma, al numero di veicoli consegnati, al rispetto dei
tempi e dei costi previsti e ai risultati dell'impegno
operativo, fornendo una indicazione circa i miglioramenti che
si ritiene debbano essere introdotti sui mezzi di nuova
produzione ed eventualmente anche su quelli già in
servizio.
Passa quindi ad illustrare il programma pluriennale
SME/258 per l'acquisizione di 250 veicoli blindati PUMA
4x4.
Osserva che la ristrutturazione dell'esercito avviene
secondo alcune linee guida essenziali. Si tratta in
particolare di ridurre il numero complessivo delle unità
operative (oltre che la struttura di comando e di supporto)
riequilibrando inoltre il rapporto tra la componente pesante,
corazzata, e la componente leggera, blindata. Le unità
blindate hanno una mobilità strategica che negli ultimi anni è
diventata sempre più importante.
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Le poche unità pesanti, corazzate e meccanizzate, saranno
equipaggiate con carri armati e veicoli da combattimento della
fanteria pesanti e cingolati.
I reparti blindati al contrario stanno ricevendo
autoblindo pesanti armate con pezzo da 105 mm (le CENTAURO,
acquisite in 400 esemplari, le cui consegne saranno
completate entro la fine del 1996), ma per quanto riguarda i
veicoli trasporto truppa siamo ancora fermi ai VCC
cingolati, che non sono compatibili con i blindati ruotati
ad alta mobilità. Qualche unità ha in linea le vecchie blindo
FIAT 6614 utilizzate per ottenere rapidamente una
soluzione al problema, sia pure in modo non ottimale. Giudica
la situazione particolarmente grave per quei reparti, come i
reggimenti cavalleria, per i quali velocità e mobilità sono
due requisiti essenziali. Mentre i reparti blindati dovranno
essere equipaggiati, non appena i fondi lo permetteranno, con
veicolo trasporto truppe a quattro assi ricavato dallo scafo
della CENTAURO, i reparti di cavalleria richiedono un
mezzo più leggero e mobile per trasportare i nuclei per
l'esplorazione ravvicinata. Per rispondere a questa esigenza
primaria il Governo propone l'acquisizione del veicolo
blindato leggero PUMA che per peso, prestazioni e
caratteristiche di mobilità è qualificabile come una sorta di
vettura blindata da ricognizione. In particolare, circa la
metà dei reggimenti di cavalleria dovrebbe ricevere il
PUMA, in ragione di una quarantina di mezzi per
reggimento. Dunque, non tutti i reggimenti avranno il
PUMA, visto che alcune unità stanno già ricevendo il
VELTRO, che altro non è se non una versione protetta
dell'autocarro VM-90.
Il PUMA 4x4, oltre che alla cavalleria, dovrebbe
essere destinato anche alla Brigata paracadutisti FOLGORE.
Ogni reggimento paracadutisti ha infatti in dotazione un
certo numero di VCC. Questo perché frequentemente i
paracadutisti operano come fanteria meccanizzata piuttosto che
nel ruolo di fanteria leggera. Il VCC però è decisamente
troppo pesante, ingombrante e poco mobile per i parà. Ecco
quindi la decisione di sostituire i VCC con i più
leggeri PUMA 4x4 che oltre tutto non solo possono essere
trasportati agevolmente da aerei da trasporto G-222 e
C-130, ma sono anche imbarcabili a bordo degli
elicotteri pesanti dell'esercito CH-47.
Per quanto riguarda l'aspetto tecnico il PUMA è un
veicolo abbastanza semplice sotto il profilo della
organizzazione meccanica. E' dotato di una leggera blindatura,
sufficiente per resistere a proiettili di piccolo calibro,
trasporta 4-5 uomini con l'armamento individuale ed è armato
soltanto con una mitragliatrice in calibro 12,7 mm o 7,62 mm
in postazione esterna "aperta" cioè, senza torretta. La
mobilità su strada è eccellente, mentre è discreta quella su
terreno accidentato ed in fuoristrada. Il peso è prossimo alle
5,5 tonnellate. Il progetto ha avuto origine nei primi anni
'80 ed i primi prototipi sono stati realizzati nel 1988-1989,
per essere sottoposti ad un esteso ciclo di prove che hanno
portato alla introduzione di diverse modifiche. La presenza di
VBL leggeri di questa categoria è ormai una
caratteristica comune a quasi tutti gli eserciti moderni, in
particolare quelli europei. Il requisito complessivo
dell'esercito prevede 500 veicoli, ma il programma in esame
riguarda esclusivamente un primo lotto di 250 PUMA.
L'acquisizione dovrebbe avere inizio nel 1997 e protrarsi
per 6 anni, fino al 2002, con l'approvvigionamento di una
quarantina di mezzi all'anno. Il costo unitario è pari a circa
600 milioni, pertanto la quota annuale da finanziare ammonta a
circa 25 miliardi.
Rileva quindi che, in teoria, i rilievi espressi in merito
al programma del VCC-80 si applicano anche alla
acquisizione delle PUMA: 12 anni per acquistare 500
mezzi di questa categoria, relativamente poco complessi ed
economici, sono a suo avviso troppi.
Ritiene più logico cercare di accorciare i tempi di
acquisizione della prima serie (250 mezzi) di almeno un anno.
In questo modo sarebbe possibile immettere in linea i 250
PUMA nell'arco di 5 anni, al ritmo di una cinquantina di
esemplari all'anno e con costi addizionali per esercizio
inferiori ai 5 miliardi.
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Per questo motivo raccomanda alla Commissione
l'approvazione del programma di acquisizione in esame,
invitando però nel contempo il Ministero della difesa a
valutare la possibilità di accelerare di almeno un anno il
completamento del progetto, tenuto conto degli oneri
aggiuntivi marginali che tale modifica comporterebbe. Propone,
inoltre di richiedere al Ministero una relazione che dettagli
le esigenze complessive individuate dall'esercito per il
PUMA 4x4 nonché gli orientamenti dell'amministrazione
della difesa in merito al programma di acquisizione che si
intende proporre per la seconda serie di 250 veicoli.
Richiede infine, a cadenza annuale, la presentazione di
una relazione relativa allo stato del programma, al numero di
veicoli consegnati, al rispetto dei tempi e dei costi previsti
e ai risultati dell'impiego operativo, fornendo una
indicazione circa i miglioramenti che eventualmente si
intendono apportare ai mezzi di nuova produzione e a quelli
già consegnati.
Paolo BAMPO, presidente, data l'imminenza di
votazioni in Assemblea, rinvia ad altra seduta il seguito
dell'esame.
La seduta termina alle 16,45.
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