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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126899
SMC0217-0024
Bollettino Giunte e Commissioni n. 217 del 27 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-217)
(suddiviso in 58 Unità Documento)
Unità Documento n.24 (che inizia a pag.45 dello stampato)
                             Pag. 45
 
                  VII COMMISSIONE PERMANENTE
               (Cultura, scienza e istruzione)
 
 
IN SEDE REFERENTE
C281; C545; C571; C578; C757; C797; C920; C1111; C1133; C1727; C2029; C2223. LAVCOMM
C281; C545; C571; C578; C757; C797; C920; C1111; C1133; C1727; C2029; C2223.
Testo unificato delle proposte di legge: MARENCO ed altri: Statalizzazione dell'Accademia liguistica di belle arti di Genova (281). (Parere della I, della V e della XI Commissione). SBARBATI e DUCA: Statalizzazione dell'Istituto musicale "G.B. Pergolesi" di Ancona (545). (Parere della I, della V e della XI Commissione). BOFFARDI: Statalizzazione dell'Accademia ligustica di belle arti di Genova (571). (Parere della I, della V e della XI Commissione). BONATO ed altri: Norme per il riordino e la valorizzazione delle accademie di belle arti (578). (Parere della I, della V e della XI Commissione). CANESI ed altri: Delega al Governo per la riforma delle Accademie di belle arti e la loro trasformazione in Istituti superiori delle arti visive (757). (Parere della I, della V e della XI Commissione). NAPPI ed altri: Delega al Governo per la riforma delle Accademie di belle arti e la loro trasformazione in Istituti superiori delle arti visive (797). (Parere della I, della V e della XI Commissione). PERICU ed altri: Statalizzazione dell'Accademia ligustica di belle arti di Genova (920). (Parere della I, della V e della XI Commissione). SGARBI ed altri: Delega al Governo per la riforma delle Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche e dei Conservatori di musica (1111). (Parere della I, della V e della XI Commissione). PISTONE ed altri: Delega al Governo per la riforma delle accademie di belle arti, la loro trasformazione in istituti superiori delle arti visive, per la riforma dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica e dei conservatori di musica (1133). (Parere della I, della V e della XI Commissione). BRACCO ed altri: Delega al Governo per la riforma delle accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, dell'Accademia nazionale di danza e degli Istituti superiori per le industrie artistiche (1727). (Parere della I, della V e della XI Commissione). BRACCI MARINAI ed altri: Istituzione degli istituti superiori per gli studi musicali. Nuovo ordinamento dell'istruzione musicale (2029). (Parere della I, della V e della XI Commissione). Pag. 46 SBARBATI: Norme per il riordino e la valorizzazione dei conservatori di musica (2223). (Parere della I, della V, della VIII e della XI Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).
Maria BURANI PROCACCINI. Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente. Giuseppe PALUMBO. Dopo un chiarimento di Mario PITZALIS. Il sottosegretario Etheldreda PORZIO SERRAVALLE. Nadia MASINI. Fiordelisa CARTELLI. Luciana SBARBATI, relatore.
Mercoledì 27 settembre 1995. - Presidenza del Vicepresidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. - Intervengono i sottosegretari di Stato per la pubblica istruzione Etheldreda Porzio Serravalle e Luciano Corradini.
ZZSMC ZZRES ZZSMC270995 ZZSMC950927 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC217 ZZ12 ZZD ZZC7 ZZRE ZZHH ZZII
     La Commissione prosegue l'esame del testo unificato delle
  proposte di legge.
 
     Maria BURANI PROCACCINI (gruppo forza Italia)
  nell'insieme il testo del relatore Sbarbati reca disposizioni
  innovative di grande spessore, infatti, per la prima volta in
  tanti anni in cui si è tentato di affrontare in Parlamento
  l'argomento in questione, un celere Comitato ristretto, con il
  costante supporto del Governo, ha portato alla formulazione di
  un testo unificato, che in gran parte rispecchia le esigenze
  di tutti i gruppi parlamentari e quindi, per loro tramite, dei
  destinatari della legge: le accademie e i conservatori,
  finalmente accorpati in un unico testo legislativo che ne
  riconosce la comune essenza di istituti d'alta cultura, cui
  spetta il riconoscimento legale del titolo rilasciato,
  assimilabile al diploma di laurea conseguito presso le
  similari e parallele università degli studi.  Nel sottolineare
  pertanto il riconoscimento al relatore Sbarbati, di aver
  cercato di ottemperare alle indicazioni del Comitato, pur
  reinterpretandole secondo il proprio legittimo intendimento,
  ritiene opportuno far presenti osservazioni di minore e
  maggiore taglio nelle quali il suo gruppo politico si
  riconosce.
     I rilievi in questione sono sia di carattere formale, più
  giustificati perché il testo in esame è il primo testo
  unificato, frutto del lavoro di accorpamento ed elaborazione
  del relatore, sentito il Comitato ristretto, sia di carattere
  più sostanziale.
     Con riferimento all'articolo 1, al comma 2 va precisato
  che i decreti legislativi sono emanati mediante un decreto del
  Presidente della Repubblica.  Il concerto di pareri da parte di
  ministeri e Commissioni deve avere dei tempi strettamente
  quantificati sia per quel che concerne la richiesta (almeno
  quattro mesi prima della scadenza della delega), sia per
  l'espressione dei pareri (entro due mesi dalla richiesta,
  oppure si considera l'implicito parere positivo): tutto questo
  per evitare lungaggini esiziali.
     Con riferimento all'articolo 2, al comma 1, come più volte
  si è detto in Comitato ristretto e come il relatore ha
  condiviso, sottolinea la opportunità di specificare che oltre
  agli "indirizzi" ed alla "ricerca", il costituendo CNdA
  definisca anche la "produzione artistica" e sia un organo
  "elettivo".  Al comma 2, cui è connesso il comma 4, non
  comprende la necessità di parlare di "sede di prima
  applicazione" dal momento che si sta definendo una legge che
  istituisce il CNdA, per cui sembra logico che fin da questa
  sede se ne stabilisca composizione e tipologia.  Pertanto il
  concetto che è stato più volte espresso dal suo gruppo circa
  la necessità di avere un CNdA che, in analogia al CUN, abbia
  in prevalenza una composizione elettiva, con eletti da e tra
  il personale direttivo e docente, proporzionalmente al numero
  di conservatori ed accademie esistenti, deve essere tenuto in
  considerazione.  E' infatti fortemente limitativo parlare di un
  solo rappresentante eletto tra il personale docente ed uno tra
  quello direttivo "di cui all'articolo 1, comma 1": propone
  perciò che il numero degli eletti non sia inferiore a
  quindici.  Quanto al numero degli esperti "di chiara fama" da
  inserire nel CNdA, costoro saranno evidentemente di nomina
  governativa, quindi il loro numero, per equità, non potrà
  essere di diciotto ma ridotto ad un terzo.  Quanto alla
  opportunità di una rappresentanza degli studenti, sembrerebbe
  opportuno che si procedesse in analogia al CUN.  Infine, là
  dove si dice che il CUN, il CNPI e il Ministero per i beni
  culturali ed ambientali, devono avere, rispettivamente, due
  rappresentanti, appare preferibile stabilire che tali
  organismi abbiano un rappresentante ciascuno, in analogia a
  quanto si propone per il Ministero della pubblica istruzione e
  la Presidenza del Consiglio dei ministri.
     Con riferimento all'articolo 3, al comma 2, dopo la parola
  "ricerca" si dovrebbero inserire le seguenti "produzione
  artistica", per motivi addotti precedentemente.  Al comma 4
  dopo "regolamento
 
                              Pag. 47
 
  interno" si dovrebbe specificare che ciò si fa in conformità
  con la specificità didattica ed organizzativa di ciascuno
  degli istituti di cui al comma 1 dell'articolo 1.
     Con riferimento all'articolo 4, comma 3, considerando che
  il progetto di legge istituisce e definisce il CNdA, sembra
  opportuno che il parere di quest'ultimo non sia solo
  consultivo ma vincolante circa i criteri e le modalità secondo
  cui verranno istituiti gli ISdA (uno per regione).  Al comma 4
  per la statalizzazione dell'istituto "Pergolesi" di Ancona e
  dell'Accademia ligustica di Genova sembra opportuno prevedere
  il parere del CNdA, che il progetto di legge istituisce
  definitivamente.  Al comma 5, a proposito della pianta organica
  prevedibile in ogni ISdA, dal momento che il passaggio di
  accademie e conservatori attuali all'università è da
  considerare un riconoscimento dovuto ed atteso da tempo,
  sembra logico che la pianta organica debbe corrispondere a
  quella esistente.
     Con riferimento all'articolo 5, bisogna osservare che gli
  ISdA rilasciano diplomi di laurea in scienze artistiche,
  perché quest'ultima è solo una materia di studio come le altre
  già presente nel corso di studi per tutti.
     All'articolo 6, comma 1, è giusto prevedere che i
  direttori siano affiancati da organi gestionali analoghi a
  quelli esistenti presso le facoltà universitarie, in quanto la
  gestione non può essere del solo direttore, quasi organo
  monocratico; in proposito è opportuno acquisire la valutazione
  delle accademie e dei conservatori nelle audizioni già
  programmate.
     Al comma 2, invece che prevedere la nomina, la
  composizione, le competenze ed il funzionamento degli ISdA
  disciplinati "dalla" normativa vigente, sembrerebbe opportuno,
  data la già sottolineata specificità di accademie e
  conservatori, prevedere "in analogia a".
     L'articolo 7 è senz'altro il più delicato e controverso,
  in quanto riguarda il personale ed il suo passaggio, insieme
  all'istituzione di cui fanno parte perché titolari ed
  attualmente in servizio, all'università.  Non si deve per
  chiarezza perdere di vista il concetto fondamentale che
  all'articolo 33 della Costituzione già gli istituti di alta
  cultura sono assimilati all'università e solo la legge che
  istituiva il Ministero dell'università e della ricerca
  scientifica e tecnologica separava i primi dalla seconda
  lasciandoli ancorati alla pubblica istruzione.  Un giudizio
  d'idoneità per essere inquadrati negli ISdA è perciò improprio
  per gli attuali professori di ruolo in servizio.  Diverso sarà
  il discorso per i nuovi docenti che andranno a formare il
  futuro personale; per inciso ricorda peraltro che gli attuali
  conservatori ed accademie sono fortemente sotto organico.
     Pertanto il comma 1 dell'articolo 7 va soppresso, perché
  prevede che gli insegnamenti siano conferiti secondo le
  disposizioni in vigore ad oggi nelle università e ciò è
  impossibile perché tutti gli insegnanti di ruolo vedrebbero
  messo in discussione il loro ruolo acquisito e verrebbero
  valutati secondo criteri ad oggi insostenibili nella quasi
  totalità dei casi.
     Così al comma 6 dell'articolo 7 va cambiata totalmente la
  dizione che deve prevedere l'inquadramento nei ruoli dell'ISdA
  di tutti i docenti ed assistenti di ruolo, che vengono dotati
  di una loro particolare area contrattuale.  Per il nuovo
  personale il reclutamento potrà invece essere conforme a
  quanto previsto dai concorsi universitari ed infine il
  personale docente e non docente che non volesse entrare negli
  ISdA può essere inquadrato in un ruolo speciale ad esaurimento
  o su domanda essere inquadrato nel ruolo dei licei ad
  indirizzo musicale o dei licei artistici.
     Con riferimento all'articolo 9, non ritiene idonea la
  dizione "Conservatori di base"; appare molto meglio definirli
  "licei ad indirizzo musicale", nome questo che non genera
  equivoci ed è in linea con la dizione comunemente accettata
  per tutta la scuola media superiore.  Certamente licei e medie
  ad indirizzo musicale sono il punto di maggior costo
  dell'intera riforma, ma l'utilizzo di molti istituti
  pareggiati, almeno per alcune cattedre, può essere un punto di
  risparmio, così come l'utilizzo dsi licei artistici, scuole
  magistrali, istituti d'arte che possono ospitare i costituendi
 
                              Pag. 48
 
  licei ad indirizzo musicale, avendo alcune discipline
  comuni.
     Nel ribadire il ringraziamento al relatore Sbarbati per
  l'ottimo lavoro svolto, si augura che le osservazioni svolte
  siano utili a tutta la Commissione per le opportune
  riflessioni.
 
     Domenico BENEDETTI VALENTINI,  presidente,
  sottolinea la complessità della materia oggetto del testo in
  esame e il notevole sforzo compiuto dal relatore.  Risultano, a
  suo avviso, necessari contributi provenienti dalle categorie
  interessate; auspica quindi che le previste audizioni possano
  offrire utili spunti in tal senso.  Vi sono infatti esigenze di
  razionalizzazione del settore che devono trovare una risposta,
  senza essere sacrificate da un certo ibridismo che si rinviene
  nella soluzione adottata dal testo in esame.  Si è scelta la
  strada di una riforma delle Accademie e dei Conservatori
  contestuale, scelta che può essere condivisibile, purché non
  si dimentichino le diversità che pure esistono tra i due tipi
  di istituto.  Inoltre, il confronto tra Accademie e
  Conservatori da una parte ed il mondo universitario dall'altra
  deve essere oggetto di un maggiore approfondimento,
  soprattutto sotto il profilo delle conseguenze che da tale
  confronto si ritiene di trarre sul piano normativo.
  Innanzitutto occorrerebbe verificare se vi è consenso sul
  principio per cui le università, le Accademie e i Conservatori
  rappresentino ciascuno per la propria branca i livelli apicali
  della rispettiva formazione qualora tale principio trovi il
  consenso di tutti, dovrebbe essere respinta quella tendenza a
  ritenere sottordinati le Accademie e i Conservatori rispetto
  alle università.  Ritiene, inoltre, che il testo in esame
  dovrebbe esplicitare in modo più chiaro che i costituendi ISdA
  non debbano rappresentare una struttura ulteriore.  Osserva,
  altresì, che i rappresentanti elettivi nel CNdA rappresentano
  una sparuta minoranza, mentre la maggioranza dei componenti
  viene nominata e non eletta; per parte sua propende per una
  normativa che preveda, invece che la maggioranza dei
  componenti del CNdA sia elettiva.  Quanto alle funzioni di tale
  organo, ritiene che i relativi pareri non debbano avere
  carattere vincolante, ma piuttosto che sia opportuno prevedere
  un generale obbligo di richiederli, nonché l'obbligo di
  motivare eventuali decisioni adottate in difformità dai pareri
  stessi.  Sul comma 4 dell'articolo 3 esprime perplessità in
  ordine alla previsione per ciascun ISdA di uno statuto e di un
  regolamento interno: ritenendo infatti che l'ISdA non debba
  rappresentare una nuova struttura, considera superflua
  l'adozione di uno statuto e di un regolamento, a meno che non
  si intenda fare riferimento ad una normativa di "puro
  funzionamento".  All'articolo 4, al comma 2, rileva
  l'opportunità di valutare se il richiamo alla normativa
  universitaria sia o meno congruo: comunque se si propende per
  la soluzione positiva, si dovrebbe richiamare la normativa in
  questione  tout-court  e non "in quanto applicabile",
  espressione questa foriera di confusione.  Contesta la norma
  prevista dal comma 4 dell'articolo 4, che in una riforma a
  carattere generale appare viziata da particolarismo: non si
  comprende il motivo per cui solo il Conservatorio "Pergolesi"
  di Ancona e l'Accademia ligustica di Genova debbano essere
  statizzati e non tanti altri.  Condivide le osservazioni svolte
  da taluni degli intervenuti sulla pianta organica: in
  proposito occorre conciliare le legittime aspettative del
  personale dipendente con le esigenze di funzionalità del
  regime che si intende introdurre.
     Il testo in esame prevede numerosi richiami alle norme
  sulle università; occorre quindi approfondire il raccordo con
  le suddette norme.  Ad esempio, all'articolo 6, il deputato
  Burani ha osservato che sarebbe opportuno affiancare ai
  direttori un organismo collegiale.  Occorrerebbe chiarire
  l'analogia che si pone con le corrispondenti strutture
  universitarie.
 
     Giuseppe PALUMBO (gruppo forza Italia) osserva che
  anche nelle facoltà universitarie esistono i consigli di
  istituto.
 
     Dopo un chiarimento di Mario PITZALIS (gruppo alleanza
  nazionale) in ordine
 
                              Pag. 49
 
  alla normativa attualmente vigente per le università, Luciana
  SBARBATI (gruppo i democratici),  relatore,  rileva che il
  dibattito sta riprendendo temi già affrontati all'inizio dei
  lavori e discussi nel corso delle sedute del Comitato
  ristretto.  Contesta, peraltro, il fatto che gli intervenuti
  stiano parlando contemporaneamente, invitando i colleghi a
  svolgere i propri interventi in modo ordinato.
 
     Domenico BENEDETTI VALENTINI,  presidente,
  precisa, con riferimento all'intervento del relatore, che ha
  ritenuto di dare la parola ai colleghi Palumbo e Pitzalis in
  quanto potevano offrire un chiarimento utile al dibattito.
  Continuando il suo intervento osserva quindi che all'articolo
  7 del testo unificato sarebbe necessaria una maggiore
  chiarezza, al fine di precisare alcuni aspetti rimasti oscuri:
  ad esempio, l'aspetto del raccordo tra la fase transitoria e
  quella a regime ed il problema relativo all'eventuale
  istituzione di ruoli separati per gli attuali docenti.  Al
  comma 6 dell'articolo 7 condivide l'osservazione svolta da
  taluni degli intervenuti sul termine di otto anni che appare
  eccessivo.  Sempre con riguardo al personale, fa presente che
  le categorie interessate aspirano ad ottenere una propria area
  contrattuale.  All'articolo 9 dovrebbe essere modificata
  l'espressione "conservatori di base di durata quinquennale",
  non solo perché infelice di per sé, ma anche perché foriera di
  confusione.  Rileva, inoltre, che è necessario riflettere sulle
  modalità di organizzazione della fascia di studi
  corrispondente al livello della scuola media; a tal fine,
  sarebbe opportuno acquisire i dati sulle strutture esistenti e
  stabilire se sia o meno opportuno avvalersene in sede di
  riforma.  All'articolo 9, al comma 4, occorre riflettere sulla
  previsione ivi contenuta, così come al comma 5, occorre
  chiarire se sia opportuno che i dipartimenti musicali debbano
  avvalersi di strutture già esistenti.  Una verifica è
  necessaria anche per l'articolo 10: richiamare la normativa
  sull'edilizia universitaria, che ha sollevato tanti problemi
  applicativi, suscita perplessità.
 
     Il sottosegretario Etheldreda PORZIO SERRAVALLE,
  dovendo allontanarsi per ragioni di salute, chiede di rinviare
  il seguito dell'esame.
 
     Nadia MASINI (gruppo progressisti-federativo),
  intervenendo sull'ordine dei lavori, ricorda che nell'ultima
  riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai
  rappresentanti di gruppo si era convenuto di chiudere la
  discussione di carattere generale nell'arco di due sedute, per
  poi procedere alle programmate audizioni di rappresentanti
  delle categorie interessate.  Poiché il rappresentante del
  Governo è costretto ad allontanarsi per motivi di salute,
  propone di inserire il tema all'ordine del giorno anche nella
  seduta di domani, al fine di concludere l'esame preliminare,
  in modo da procedere alle audizioni nella prossima
  settimana.
 
     Domenico BENEDETTI VALENTINI,  presidente,  osserva
  che nell'ultima riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato
  dai rappresentanti dei gruppi più che un accordo sui tempi del
  dibattito, si era espresso un auspicio che questo potesse
  concludersi in due sedute.  Ma tale auspicio non può
  realizzarsi, dovendo il sottosegretario allontanarsi ed
  essendoci altri iscritti a parlare che ora non sono presenti,
  come il deputato Ciocchetti.  Pertanto il dibattito dovrà
  proseguire in altra seduta.
 
     Fiordelisa CARTELLI (gruppo lega nord) sottolinea che,
  come opportunamente ha ricordato il deputato Masini, l'Ufficio
  di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi aveva
  deciso di concludere la discussione di carattere generale in
  due sedute.  Rispetto a tali accordi sono sopravvenute
  circostanze impreviste: il malessere del sottosegretario e
  l'imminente inizio di votazioni in Assemblea.  Avendo domani un
  impegno che le impedisce di partecipare ai lavori, chiede di
  rinviare il seguito dell'esame a martedì prossimo, 3 ottobre;
  nella serata dello stesso giorno potrebbero svolgersi le
  audizioni.
 
                              Pag. 50
 
     Domenico BENEDETTI VALENTINI,  presidente,  ritiene
  condivisibile la proposta del deputato Cartelli, salvo
  rinviare ogni decisione sulle programmate audizioni alla
  prossima riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai
  rappresentanti dei gruppi.
 
     Luciana SBARBATI,  relatore,  osserva che da taluni
  degli interventi svolti si evince la mancanza di una decisa
  volontà di chiudere la discussione di carattere generale.  Chi
  si era iscritto a parlare per la seduta odierna ed ora è
  assente, dovrebbe decadere dal diritto di intervenire.
  Pertanto non ha senso rinviare il seguito del dibattito ad
  altra seduta: martedì prossimo altri deputati potrebbero
  mancare dopo essersi iscritti a parlare e vi sarebbe così
  motivo per rinviare ancora il seguito dell'esame.
 
     Domenico BENEDETTI VALENTINI,  presidente,  con
  riferimento all'intervento ora svolto dal relatore, precisa
  che il presidente di turno assume la responsabilità della
  conduzione dei lavori e decide in proposito secondo il suo
  prudente apprezzamento.  Invita quindi i colleghi a non
  interferire nell'esercizio di facoltà che spettano a chi
  presiede la seduta.  In particolare, il deputato Ciocchetti,
  che si era iscritto a parlare per la seduta di oggi, è ora
  assente perché partecipa alla contemporanea seduta della
  Commissione speciale per la riforma del sistema
  radiotelevisivo.  Non ritiene di dichiararlo decaduto innanzi
  tutto perché assorbito da un impegno di pari importanza e in
  secondo luogo perché ritiene opportuno che ciascun gruppo
  possa esprimere la sua posizione su una riforma di notevole
  portata come quella in esame.  Se poi il relatore, con il suo
  precedente intervento, avesse inteso affermare che il gruppo
  di alleanza nazionale, intende utilizzare tattiche dilatorie
  sulla riforma in esame, egli respingerebbe con fermezza tale
  accusa, in quanto il gruppo a cui appartiene non ha alcun
  interesse particolare sul tema all'ordine del giorno se non
  quello di garantire l'approfondimento necessario: è
  preferibile infatti impegnare una seduta in più del previsto,
  piuttosto che approvare un testo incompleto e non chiaro.
 
     Luciana SBARBATI,  relatore,  ritiene immotivato il
  tono polemico adottato dal presidente nell'intervento testé
  svolto.
 
     Nadia MASINI ribadisce che gli accordi adottati in sede
  di Ufficio di presidenza erano nel senso di esaurire la
  discussione generale in due sedute.  Tuttavia, essendosi
  verificati degli imprevisti, non vi è altra soluzione che
  rinviare il seguito dell'esame alla prossima settimana, fermo
  restando l'impegno, che rappresenta un autovincolo e non
  un'imposizione per tutti i gruppi, a concludere martedì
  prossimo l'esame preliminare.
 
     Domenico BENEDETTI VALENTINI,  presidente,  non
  ritiene di dover assumere un impegno a concludere la
  discussione di carattere generale martedì prossimo: altri
  membri della Commissione potrebbero iscriversi a parlare,
  oltre a quelli che si sono già iscritti, e non vi è ragione
  per impedire loro di esprimere la rispettiva posizione.
  Piuttosto, ritiene opportuno invece inserire nell'ordine del
  giorno che l'Ufficio di presidenza deciderà per martedì
  prossimo, 3 ottobre, come unico argomento, quello ora in
  esame, in modo da avere il massimo del tempo disponibile.
     Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
 
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