| La Commissione prosegue l'esame della proposta di
legge.
Maria Gloria BRACCI MARINAI (gruppo
progressisti-federativo), relatore, fa presente che
nell'edizione non definitiva del Bollettino delle Giunte e
delle Commissioni di martedì 19 settembre compare un errore
nel testo della sua relazione:
Pag. 51
nell'ultimo periodo, anziché "quadro di riferimento lecito",
deve leggersi "quadro di riferimento certo".
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente,
assicura che si è già provveduto alla correzione dell'errore
tipografico cui ha fatto riferimento il relatore, ai fini
dell'edizione del Bollettino delle Giunte e delle
Commissioni.
Il sottosegretario Luciano CORRADINI fa presente che la
proposta di legge in esame è stata approvata dalla VII
Commissione permanente del Senato che, nel corso dei suoi
lavori, ha soppresso gli articoli 4 e 5 del testo originario
del progetto di legge, in quanto, essendo previste in tali
articoli delle norme di spesa, sugli stessi la Commissione
bilancio si è espressa negativamente per problemi di copertura
finanziaria. Si è quindi accertato successivamente
all'approvazione che, contrariamente alle valutazioni della
Commissione bilancio del Senato, vi è disponibilità di fondi
per attuare una riforma che, in assenza di finanziamenti,
sarebbe monca. Invita quindi la Commissione ad integrare la
proposta in esame in modo da renderla operativa. In effetti,
attualmente è già vigente una normativa che consente gli
scambi educativi internazionali per i dirigenti ed il
personale direttivo, non per i docenti. Peraltro, si tratta di
una normativa di principio, che necessita quindi di essere
integrata con norme che ne regolino gli aspetti attuativi.
Giovanni MEO ZILIO (gruppo lega nord) chiede al
sottosegretario di chiarire il disposto del comma 1, lettera
d) dell'articolo 2 e, in particolare, come sia possibile
conciliare funzioni che fanno capo a due diversi ministeri e
che sono finalizzate agli stessi obiettivi.
Il sottosegretario Luciano CORRADINI, con riferimento
al quesito rivoltogli dal deputato Meo Zilio, precisa che gli
scambi di assistenti di lingue sono attuati sulla base di
accordi bilaterali e a condizione di reciprocità con la
Francia, il Regno Unito, la Germania, la Spagna, l'Austria e
il Belgio. L'assistente collabora con l'insegnante di lingue e
rimane in servizio per un anno scolastico. Il paese ospitante
attribuisce agli assistenti stranieri in servizio nelle
proprie scuole un assegno mensile a titolo di contributo
forfettario alle spese di viaggio e di soggiorno. Gli oneri
per gli assistenti stranieri in servizio nelle scuole italiane
gravano sul capitolo 5203 del bilancio del Ministero della
pubblica istruzione, che per l'esercizio 1995 offre una
disponibilità di lire 1.800.000.000
(unmiliardoottocentomilioni), per cui l'assegnazione degli
assistenti alle scuole italiane è disposta nei limiti
consentiti dall'ammontare dello stanziamento del capitolo
5203.
In alcuni casi, ai fini della promozione della cultura e
della lingua italiana all'estero, gli assegni destinati agli
assistenti di lingua italiana assegnati in servizio all'estero
sono a carico del bilancio del Ministero della Pubblica
Istruzione; tali iniziative sono realizzate nei limiti
consentiti dalle disponibilità del cap. 5231 su cui
gravano.
Gli scambi di docenti e i soggiorni all'estero per motivi
di studio o di aggiornamento del personale dipendente del
Ministero della Pubblica Istruzione, previsti dall'articolo 5,
sono attuati e finanziati nei limiti degli stanziamenti di cui
al capitolo 5202 (Lire 1.500.000.000 -
unmiliardocinquecentomilioni - per il 1995) su cui gravano le
indennità e i rimborsi di spese di trasporto per le missioni
all'estero di tutto il personale dipendente del Ministero per
la partecipazione a tutte le iniziative a carattere
internazionale. In taluni casi tali iniziative sono finanziate
con i fondi comunitari.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, osserva
che le comunità italiane all'estero hanno adottato
interessanti iniziative per la diffusione della lingua
italiana negli altri paesi, ma proprio il Governo italiano non
ha versato la quota dovuta per finanziare tali iniziative.
Rileva quindi che, prima di por mano ad una riforma, sarebbe
preferibile utilizzare le opportunità già esistenti.
Pag. 52
Mariella MAZZETTO (gruppo lega nord), con riferimento
all'intervento ora svolto dal presidente, osserva che vi sono
organismi che hanno concluso con l'Italia accordi per la
diffusione della lingua italiana all'estero. Sarebbe opportuno
assumere dati su tali iniziative con la collaborazione del
Governo, al fine di estenderne l'ambito, soprattutto con
riguardo ai paesi dell'est con cui l'Italia ha numerosi
rapporti economici.
Luciana SBARBATI (gruppo I democratici) annuncia che
svolgerà sul tema in esame un approfondito intervento nella
prossima seduta. Per ora, sottolinea la necessità di esaminare
la normativa vigente. La proposta in esame non reca alcuna
norma di spesa. Ma il problema vero sollevato dagli scambi
educativi internazionali si riferisce proprio alla necessità
di assicurare un trattamento di missione ai docenti che si
recano all'estero. Una riforma, quindi, deve dare a tale
problema una risposta reale. Osserva altresì che appare
contraddittorio discutere degli scambi educativi
internazionali in un Paese in cui nelle scuole si insegna una
sola lingua straniera.
Maria Gloria BRACCI MARINAI, relatore, premesso
che condivide le perplessità espresse dal deputato Sbarbati,
osserva che le circolari che attualmente regolano la materia
prevedono che la scuola intervenga a sostenere la spesa
necessaria per gli scambi educativi internazionali, ma è molto
difficile che una scuola abbia tale possibilità. Comunque, lo
scopo della proposta in esame è quello di fornire un quadro
normativo certo, che attualmente manca. Osserva inoltre che la
normativa procedurale che disciplina il rilascio delle
previste autorizzazioni per realizzare gli scambi educativi
internazionali è rigidissima.
Luciana SBARBATI, con riferimento all'osservazione da
ultimo svolta dal relatore, rileva che attualmente
l'autorizzazione viene rilasciata dopo che il viaggio si è
svolto. Tale prassi espone i capi d'istituto a pesanti
responsabilità in caso di incidenti. Sarebbe necessario
prevedere che l'autorizzazione venga rilasciata almeno 20
giorni prima del viaggio all'estero.
Maria Gloria BRACCI MARINAI, relatore, rileva
l'opportunità di cogliere l'occasione offerta dall'esame della
proposta n. 2244 per introdurre una normativa che garantisca
alle scuole autonomia in materia, sgravandole dalle pesanti
pastoie burocratiche previste attualmente.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, rinvia,
infine, il seguito dell'esame ad altra seduta.
| |