Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126909
SMC0217-0034
Bollettino Giunte e Commissioni n. 217 del 27 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-217)
(suddiviso in 58 Unità Documento)
Unità Documento n.34 (che inizia a pag.57 dello stampato)
                             Pag. 57
 
                 VIII COMMISSIONE PERMANENTE
           (Ambiente, territorio e lavori pubblici)
 
 
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI
5 - 01476. LAVCOMM
5 - 01476.
5-01476 Magrone: Stabilimento FIBRONIT (BA) (28.07.95).
Il sottosegretario Mario CONDORELLI. Nicola MAGRONE.
Mercoledì 27 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Francesco FORMENTI. - Intervengono i sottosegretari di Stato per l'ambiente Emilio Gerelli e per la sanità Mario Condorelli.
ZZSMC ZZRES ZZSMC270995 ZZSMC950927 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC217 ZZ12 ZZD ZZC8 ZZNO ZZXX
     Il sottosegretario Mario CONDORELLI rileva che
  nell'attuale riparto istituzionale delle attribuzioni in
  materia sanitaria la risposta del Ministero della Sanità sui
  problemi igienico-ambientali connessi alla dismissione dello
  stabilimento "Fibronit" di Bari deve necessariamente fondarsi
  sugli elementi in materia acquisiti dalla competente regione
  Puglia, purtroppo a tutt'oggi non ancora aggiornati.
     Attivato da un esposto, in data 24 agosto 1994 il Servizio
  igiene pubblica dell'allora Unità sanitaria locale Bari/11
  effettuava un sopralluogo presso l'area dell'ex stabilimento
  "Fibronit", in Bari Via Caldarola n. 13.
     Vi si trovavano depositate, in cumuli ordinati ivi
  accantonati dal 1986, circa 170 tonnellate di manufatti in
  cemento-amianto, consistenti in tubi, manicotti e lastre di
  varie dimensioni, per lo più in buono stato di
  conservazione.
     Gli ispettori operanti prendevano contatto con il Geometra
  Giuseppe Barile, dipendente della società "Fibronit" e da essa
  a suo tempo nominato custode dell' ex  stabilimento e
  della relativa area, apprendendone che erano già state avviate
  le procedure preliminari per la rimozione e per lo smaltimento
  di tale materiale accantonato, tenendo conto delle risultanze
  di un referto inerente agli accertamenti analitici effettuati
  dal Laboratorio "Analysis S.r.l." su un campione dello stesso
  materiale in cemento-amianto, attestante che esso, in base
  alla valutazione delle fibre libere di amianto, deve
  classificarsi fra i "rifiuti speciali", non "tossico-nocivi".
  Dell'esito di tale sopralluogo venivano informati la
  Ripartizione sanità igiene e tutela dell'Ambiente del comune
  di Bari, la Prefettura e l'Assessorato all'ambiente della
  regione Puglia.
     Un nuovo sopralluogo effettuato il 16 novembre 1994
  permetteva di accertare
 
                              Pag. 58
 
  che nella stessa area erano state iniziate le operazioni di
  rimozione dei materiali senza adottare alcuna precauzione a
  salvaguardia della salute dei lavoratori e senza darne, come
  prescritto, preventiva comunicazione al Servizio Igiene
  Pubblica dell'Unità sanitaria.
     Tali gravi inadempienze inducevano il sindaco di Bari,
  tempestivamente informato al riguardo, ad emettere apposita
  ordinanza in data 18 novembre 1994, con cui la società
  "Fibronit" veniva diffidata dal proseguire le stesse
  operazioni; il 29 novembre successivo essa veniva invitata ad
  esibire al medesimo Servizio igiene pubblica il relativo
  "piano di lavoro".
     Contemporaneamente si sono svolte analoghe operazioni di
  controllo del "Nucleo Operativo di tutela ambientale" -
  "N.O.T.A." della Provincia di Bari, dal cui verbale di
  sopralluogo - trasmesso alla Procura della Repubblica presso
  il Tribunale di Bari al pari di quello del Servizio igiene
  pubblica della locale unità sanitaria - è emersa una effettiva
  situazione di rischio ambientale.
     Sebbene gli elementi così pervenuti al Ministero della
  Sanità siano incompleti e, soprattutto, non risultino
  aggiornati allo stato attuale della vicenda, rileva che il
  Ministero è in grado di precisare che, in data 27 aprile 1995,
  la società "Fibronit", dopo varie precedenti intese,
  presentava alla stessa Unità sanitaria - ritenutala competente
  in materia ai sensi dell'articolo 7 del decreto del Presidente
  della Repubblica 8 agosto 1994 - il definitivo "Piano di
  lavoro" per la bonifica del proprio  ex  stabilimento di
  Bari, con la specifica indicazione delle varie fasi di
  attuazione, dandone comunicazione alla Ripartizione igiene,
  sanità e ambiente del comune di Bari, all'Assessorato
  regionale all'ambiente ed al Settore ecologia della provincia
  di Bari.
     Tale "Piano" veniva così sottoposto al vaglio dell'Unità
  sanitaria locale - ma, come già premesso, manca ogni conferma
  degli ulteriori sviluppi - dalla quale avrebbe dovuto, nel
  frattempo, essere approvato, così autorizzandosi la soc.
  "Fibronit" a dar corso definitivamente ai relativi lavori.
     In base a tale "Piano" la bonifica dell' ex
  stabilimento "Fibronit" di Bari è mirata alla completa
  rimozione delle residue presenze di amianto, già individuate
  nelle coperture in amianto-cemento dei capannoni e nelle
  residue polveri depositate sulle strutture dello stabilimento,
  suscettibili di contenere fibre di amianto, ed alla bonifica
  superficiale dei terreni, che possono risultare inquinati per
  presenza di amianto.  Alla bonifica superficiale del terreno
  dovrebbe seguire un'indagine di "carotaggio" di esso per
  individuare eventuali materiali di amianto interrati in
  passato.
     Tale bonifica dovrebbe venire attuata in quattro fasi:
       la prima, relativa alla bonifica dalle strutture
  edilizie e dei pavimenti eventualmente inquinati;
       la seconda, relativa alla rimozione delle coperture in
  amianto-cemento;
       la terza, alla ulteriore pulizia con idrogetti dei
  pavimenti, per rimuovere eventuali residui di amianto-cemento
  dovuti alla rimozione delle lastre di copertura dei tetti;
       la quarta, alla rimozione dei terreni periferici.
     Le varie fasi dovrebbero essere attuate, in pratica, senza
  soluzione di continuità tra di loro, ma in tempi successivi
  per contenere al massimo il rischio di dispersione ambientale
  di fibre di amianto.
     Fa quindi presente che, con riferimento, in particolare,
  al rilevamento ed alla corretta valutazione dell'inquinamento
  interno ed esterno all'area interessata, prima, durante e dopo
  l'intervento di bonifica, la società aveva da tempo preso
  contatto con l'Istituto di medicina del lavoro dell'Università
  di Bari, - anche se ne manca la conferma - con il quale ormai
  dovrebbe avere già stipulato idonea convenzione.
     Per quanto già detto, non si conoscono, a tutt'oggi,
  neppure le eventuali determinazioni dell'autorità giudiziaria,
  conseguenti ai ricordati rapporti inviati alla
 
                              Pag. 59
 
  Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari;
  tuttavia, l'attuazione del "Piano di lavoro" ora illustrato e
  della relativa "bonifica" dovrebbero, almeno, assicurare il
  ripristino dell'igiene ambientale nell'area interessata.
     Assicura quindi che si farà carico di seguire da vicino,
  anche attraverso i responsabili, le fasi di attuazione della
  bonifica.
 
     Nicola MAGRONE (gruppo prog.-fed.), intervenendo per la
  replica, rileva che già negli anni 70 si accertò, attraverso
  apposita indagine, che il 50 per cento dei dipendenti della
  "Fibronit" erano affetti da asbestosi: a seguito di quella
  indagine, la fabbrica è stata dismessa dal punto di vista
  della produzione, ma si è proceduto alla frantumazione sul
  posto di ingenti quantitativi di prodotti, i quali sono poi
  stati trasportati senza alcuna cautela, con ciò provocando
  danni anche nell'ambiente circostante la fabbrica.  E' quindi
  evidente che si tratta di un problema che si trascina da anni
  e che ha generato un disagio collettivo.
     Confida conseguentemente nella assicurazione fornita dal
  sottosegretario in ordine alle fasi di attuazione della
  bonifica.
 
DATA=950927 FASCID=SMC12-217 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=08 SEDE=XX NSTA=0217 TOTPAG=0096 TOTDOC=0058 NDOC=0034 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C8 D PAGINIZ=0057 RIGINIZ=001 PAGFIN=0059 RIGFIN=022 UPAG=NO PAGEIN=57 PAGEFIN=59 SORTRES=9509273 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00217 SORTNAV=59509270 00217 b00000 ZZSMC217 NDOC0034 TIPDOCB DOCTIT0034 NDOC0034



Ritorna al menu della banca dati