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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126910
SMC0217-0035
Bollettino Giunte e Commissioni n. 217 del 27 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-217)
(suddiviso in 58 Unità Documento)
Unità Documento n.35 (che inizia a pag.59 dello stampato)
             ...VIII COMMISSIONE PERMANENTE
           (Ambiente, territorio e lavori pubblici)
 
 
...SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI
5 - 00940. LAVCOMM
5 - 00940.
5-00940 Cuscanà ed altri: Discarica in cava Pesca di Piedimonte Matese (CE) (9 marzo 1995).
Mercoledì 27 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Francesco FORMENTI. - Intervengono i sottosegretari di Stato per l'ambiente Emilio Gerelli e per la sanità Mario Condorelli.
ZZSMC ZZRES ZZSMC270995 ZZSMC950927 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC217 ZZ12 ZZD ZZC8 ZZNO ZZXX ZZFF
     Il sottosegretario Emilio GERELLI rileva che
  attualmente i rifiuti solidi urbani del comune di Piedimonte
  Matese vengono conferiti nella discarica pubblica realizzata a
  Caserta - località Uttaro - dalla struttura tecnica del
  Commissariato per l'emergenza.
     Questa discarica dovrebbe esaurire, al ritmo attuale di
  smaltimento, la propria ricettività entro la fine del 1995 e
  quindi il predetto comune si troverebbe così
  nell'impossibilità di smaltire i rifiuti prodotti.
     Nel 1987 il comune di Piedimonte Matese predispose un
  progetto di adeguamento per la realizzazione nel proprio
  territorio di una discarica per rifiuti solidi urbani.
     Tale progetto, approvato dalla Giunta regionale della
  Campania con atto n. 3742 del 1^ agosto 1989, non ottenne il
  finanziamento di circa 4 miliardi richiesto alla Cassa
  depostiti e prestiti.
     Intanto la regione Campania, con la legge del 10 febbraio
  1993, n. 10, ripartiva il territorio regionale in 18 "bacini"
  di utenza prevedendo per ciascun bacino "Consorzi
  Intercomunali Obbligatori" per la gestione associata degli
  impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
     La provincia di Caserta venne divisa in 4 bacini di utenza
  contrassegnati dalle sigle CE-1, CE-2, CE-3 e CE-4.
     Il comune di Piedimonte Matese fa parte del bacino CE-1
  che comprende altri 35 comuni per una popolazione complessiva
  di circa 91.000 abitanti.
     Il consiglio regionale della Campania, con atto del 17
  febbraio 1994, predispose anche un piano di emergenza rifiuti
  che prevedeva, tra l'altro, la realizzazione di una discarica
  a Piedimonte Matese a servizio anche dei comuni di Alvignano,
  Caiazzo e San Potito Sannitico con una popolazione complessiva
  di circa 24.000 abitanti.
     I poteri in materia di rifiuti solidi urbani sono stati
  trasferiti, con ordinanza dell'11 febbraio 1994 del Presidente
  del Consiglio dei ministri, al Commissario di Governo nella
  regione Campania e poi al prefetto di Napoli che, avvalendosi
  dell'articolo 6 della legge regionale n. 10/93, procedeva alla
  nomina di "Commissari ad acta" con l'incarico di provvedere
  alla costituzione degli organismi consortili relativi ai vari
  bacini di utenza, nonché di approvare la convenzione e lo
  statuto e tutti gli atti consequenziali, per i comuni
  inadempienti.
     Tali consorzi previsti per la provincia di Caserta sono
  stati costituiti.
     Il prefetto di Napoli ha, quindi, tra l'altro programmato
  la realizzazione di una discarica per rifiuti solidi urbani a
  Piedimonte Matese mediante la realizzazione ed il
  ridimensionamento del progetto approvato dal consiglio di quel
  comune nel 1987.
     I sondaggi hanno avuto inizio il 6 marzo scorso e sono
  stati ultimati dalla
 
                              Pag. 60
 
  struttura tecnica commissariale il successivo 15 marzo.
     I risultati sono stati poi consegnati al Servizio
  geologico nazionale che ha confermato, con alcune
  prescrizioni, la fattibilità dell'opera.
     La progettazione esecutiva prevede una capacità della
  discarica limitata a 100.000 metri cubi ed una spesa di lire
  1.800.000.000.
     L'area che sarà impegnata per la realizzazione della
  discarica dista, in linea d'aria, oltre 800 metri dalla casa
  di campagna più vicina.
     La distanza del macello comunale è di circa 250 metri,
  mentre è nettamente maggiore rispetto al palazzetto dello
  sport ed alla piscina comunale.
     La discarica, una volta realizzata, sarà utilizzata solo
  da una parte dei 35 comuni del bacino CE-1.  Infatti, 20 comuni
  di tale bacino confluiscono i rifiuti in discariche comunali
  già in esercizio.
     Di conseguenza, la discarica in parola tutto al più
  potrebbe raccogliere i rifiuti di una quindicina di comuni,
  che complessivamente comprendono una popolazione di crica
  40.000 abitanti.
     Si aggiunge che la discarica, per le sue dimensioni,
  assicurerà il soddisfacimento dell'emergenza del bacino CE-1
  fino al 1997.
     L'opera, quindi, è destinata a fronteggiare l'emergenza e,
  una volta esaurita, sarà ricoperta con un primo strato di
  materiale impermeabilizzante e di un secondo strato di
  materiale vegetale che consentirà l'insediamento di essenze
  arboree per il recupero dell'area ed il suo reinserimento
  nell'ambiente.
     Nicolò Antonio CUSCUNA' (gruppo alleanza nazionale),
  intervenendo per la replica, si dichiara non soddisfatto.
  Rileva infatti che le problematiche poste con l'interrogazione
  devono essere riferite non solo alla discarica di Piedimonte
  Matese ma, più in generale, a tutte le discariche campane che,
  da sempre, sono state costrette a ricevere rifiuti solidi
  urbani, anche nocivi, provenienti da altre regioni.  Ciò ha
  dato vita ad un mercato gestito dalla mafia e dalla camorra,
  che lucra e ricicla fonti di dubbia provenienza.
     Con specifico riferimento all'interrogazione in titolo,
  rileva che essa è stata presentata il 9 marzo scorso,
  allorquando c'erano anche grossi problemi di ordine pubblico
  generati dalla circostanza di dover ricevere rifiuti anche da
  Napoli.  Il problema è allora verificare quale tipologia di
  smaltimento sia adottabile per il futuro e, più a monte,
  verificare i modi in cui sia possibile evitare di produrre
  rifiuti non effettivamente smaltibili.
     Rileva peraltro che i Comitati per la tutela dell'ambiente
  della zona di Piedimonte Matese hanno effettuato dei sondaggi
  che hanno fornito dati diversi rispetto a quelli contenuti
  nella risposta del sottosegretario, non solo in ordine alla
  distanza della discarica rispetto a posti di aggregazione
  sociale, ma anche in ordine alla localizzazione della
  discarica stessa, che si troverebbe in zona sottoposta a
  vincoli idrogeologici.  Si hanno quindi dei dubbi in ordine al
  fatto che la localizzazione sia stata individuata considerando
  l'idoneità del sito e non, piuttosto, badando ad altri
  interessi.
     E' per questi motivi non può non ribadire
  l'insoddisfazione per la risposta fornita.
 
     La seduta termina alle 15,10.
 
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