| Il sottosegretario Emilio GERELLI rileva che
attualmente i rifiuti solidi urbani del comune di Piedimonte
Matese vengono conferiti nella discarica pubblica realizzata a
Caserta - località Uttaro - dalla struttura tecnica del
Commissariato per l'emergenza.
Questa discarica dovrebbe esaurire, al ritmo attuale di
smaltimento, la propria ricettività entro la fine del 1995 e
quindi il predetto comune si troverebbe così
nell'impossibilità di smaltire i rifiuti prodotti.
Nel 1987 il comune di Piedimonte Matese predispose un
progetto di adeguamento per la realizzazione nel proprio
territorio di una discarica per rifiuti solidi urbani.
Tale progetto, approvato dalla Giunta regionale della
Campania con atto n. 3742 del 1^ agosto 1989, non ottenne il
finanziamento di circa 4 miliardi richiesto alla Cassa
depostiti e prestiti.
Intanto la regione Campania, con la legge del 10 febbraio
1993, n. 10, ripartiva il territorio regionale in 18 "bacini"
di utenza prevedendo per ciascun bacino "Consorzi
Intercomunali Obbligatori" per la gestione associata degli
impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
La provincia di Caserta venne divisa in 4 bacini di utenza
contrassegnati dalle sigle CE-1, CE-2, CE-3 e CE-4.
Il comune di Piedimonte Matese fa parte del bacino CE-1
che comprende altri 35 comuni per una popolazione complessiva
di circa 91.000 abitanti.
Il consiglio regionale della Campania, con atto del 17
febbraio 1994, predispose anche un piano di emergenza rifiuti
che prevedeva, tra l'altro, la realizzazione di una discarica
a Piedimonte Matese a servizio anche dei comuni di Alvignano,
Caiazzo e San Potito Sannitico con una popolazione complessiva
di circa 24.000 abitanti.
I poteri in materia di rifiuti solidi urbani sono stati
trasferiti, con ordinanza dell'11 febbraio 1994 del Presidente
del Consiglio dei ministri, al Commissario di Governo nella
regione Campania e poi al prefetto di Napoli che, avvalendosi
dell'articolo 6 della legge regionale n. 10/93, procedeva alla
nomina di "Commissari ad acta" con l'incarico di provvedere
alla costituzione degli organismi consortili relativi ai vari
bacini di utenza, nonché di approvare la convenzione e lo
statuto e tutti gli atti consequenziali, per i comuni
inadempienti.
Tali consorzi previsti per la provincia di Caserta sono
stati costituiti.
Il prefetto di Napoli ha, quindi, tra l'altro programmato
la realizzazione di una discarica per rifiuti solidi urbani a
Piedimonte Matese mediante la realizzazione ed il
ridimensionamento del progetto approvato dal consiglio di quel
comune nel 1987.
I sondaggi hanno avuto inizio il 6 marzo scorso e sono
stati ultimati dalla
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struttura tecnica commissariale il successivo 15 marzo.
I risultati sono stati poi consegnati al Servizio
geologico nazionale che ha confermato, con alcune
prescrizioni, la fattibilità dell'opera.
La progettazione esecutiva prevede una capacità della
discarica limitata a 100.000 metri cubi ed una spesa di lire
1.800.000.000.
L'area che sarà impegnata per la realizzazione della
discarica dista, in linea d'aria, oltre 800 metri dalla casa
di campagna più vicina.
La distanza del macello comunale è di circa 250 metri,
mentre è nettamente maggiore rispetto al palazzetto dello
sport ed alla piscina comunale.
La discarica, una volta realizzata, sarà utilizzata solo
da una parte dei 35 comuni del bacino CE-1. Infatti, 20 comuni
di tale bacino confluiscono i rifiuti in discariche comunali
già in esercizio.
Di conseguenza, la discarica in parola tutto al più
potrebbe raccogliere i rifiuti di una quindicina di comuni,
che complessivamente comprendono una popolazione di crica
40.000 abitanti.
Si aggiunge che la discarica, per le sue dimensioni,
assicurerà il soddisfacimento dell'emergenza del bacino CE-1
fino al 1997.
L'opera, quindi, è destinata a fronteggiare l'emergenza e,
una volta esaurita, sarà ricoperta con un primo strato di
materiale impermeabilizzante e di un secondo strato di
materiale vegetale che consentirà l'insediamento di essenze
arboree per il recupero dell'area ed il suo reinserimento
nell'ambiente.
Nicolò Antonio CUSCUNA' (gruppo alleanza nazionale),
intervenendo per la replica, si dichiara non soddisfatto.
Rileva infatti che le problematiche poste con l'interrogazione
devono essere riferite non solo alla discarica di Piedimonte
Matese ma, più in generale, a tutte le discariche campane che,
da sempre, sono state costrette a ricevere rifiuti solidi
urbani, anche nocivi, provenienti da altre regioni. Ciò ha
dato vita ad un mercato gestito dalla mafia e dalla camorra,
che lucra e ricicla fonti di dubbia provenienza.
Con specifico riferimento all'interrogazione in titolo,
rileva che essa è stata presentata il 9 marzo scorso,
allorquando c'erano anche grossi problemi di ordine pubblico
generati dalla circostanza di dover ricevere rifiuti anche da
Napoli. Il problema è allora verificare quale tipologia di
smaltimento sia adottabile per il futuro e, più a monte,
verificare i modi in cui sia possibile evitare di produrre
rifiuti non effettivamente smaltibili.
Rileva peraltro che i Comitati per la tutela dell'ambiente
della zona di Piedimonte Matese hanno effettuato dei sondaggi
che hanno fornito dati diversi rispetto a quelli contenuti
nella risposta del sottosegretario, non solo in ordine alla
distanza della discarica rispetto a posti di aggregazione
sociale, ma anche in ordine alla localizzazione della
discarica stessa, che si troverebbe in zona sottoposta a
vincoli idrogeologici. Si hanno quindi dei dubbi in ordine al
fatto che la localizzazione sia stata individuata considerando
l'idoneità del sito e non, piuttosto, badando ad altri
interessi.
E' per questi motivi non può non ribadire
l'insoddisfazione per la risposta fornita.
La seduta termina alle 15,10.
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