| La Commissione prosegue l'esame del provvedimento.
Sante PERTICARO, presidente, ricorda che il
relatore, onorevole Marenco, aveva riferito alla Commissione
sulla proposta di legge all'ordine del giorno nella seduta del
27 luglio scorso.
Francesco MARENCO (gruppo alleanza nazionale),
relatore, ricorda che nel corso della sua relazione
aveva fatto riferimento al decreto del Presidente della
Repubblica n. 616/77. In proposito, rileva che non si è
tuttavia ancora provveduto alla attuazione di quanto previsto
dal citato decreto del Presidente della Repubblica per ciò che
riguarda il trasferimento delle competenze alle regioni.
Sollecita quindi il Governo ad intervenire al riguardo; ciò
consentirebbe infatti un più proficuo intervento legislativo
nel senso prospettato dalla proposta di legge in esame. A suo
giudizio, in sostanza, sarebbe opportuno evitare di anticipare
in questa sede la definizione di questioni che presuppongono
la soluzione del problema relativo al passaggio delle funzioni
alle regioni, in conformità a quanto previsto dal decreto del
Presidente della Repubblica n. 616/77. Tra l'altro, il testo
della proposta di legge richiede alcune correzioni: a titolo
di esempio, rileva che all'articolo 1 si dovrebbe specificare,
dopo le parole: "complesso di opere realizzate", che si fa
riferimento a quelle poste in essere all'interno e all'esterno
dei porti, per
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evitare di penalizzare i soggetti che già usufruiscono di
approdi esistenti entro i porti. A questo punto occorre
verificare se è il caso di procedere in termini rapidi, posto
che ciò potrebbe rappresentare una forzatura rispetto al
mancato adempimento del decreto del Presidente della
Repubblica n. 616/77.
Paolo GALLETTI (gruppo progressisti-federativo) rileva
che la lettura della proposta di legge suscita forti dubbi
sulla sua urgenza, tanto più che la Commissione è attualmente
impegnata per la discussione di questioni di indiscutibile
rilievo quali sono il contratto di programma delle FS e le
vicende del trasporto aereo, mentre altre questioni di grande
importanza dovrebbero essere privilegiate, come quelle che
attengono al trasporto pubblico di massa. Ritiene quindi
singolare che sia data tanta attenzione alla nautica da
diporto e agli approdi turistici: si tratta, comunque, di una
scelta che non condivide. Non ritiene infatti che le
lobbies interessate, sia pur legittime, debbano
prevalere su interessi più ampi. Non concorda neppure sulla
linea prospettata nella proposta di legge che prevede alcune
facilitazioni per la costruzione degli approdi turistici al di
fuori di una logica coordinata. In materia, ritiene che si
debba evitare di eliminare qualunque regola, dovendosi anzi
mantenere limiti e garanzie ragionevoli. Si riserva comunque
la presentazione di proposte emendative nel prosieguo
dell'esame.
Mario CARUSO (gruppo alleanza nazionale) rileva che la
vicenda degli approdi turistici conferma la regola per cui tra
quello che viene affermato e i comportamenti assunti vi è
spesso una notevole distanza. A tutti i colleghi capiterà
certamente di raccogliere nei rispettivi collegi lamentele e
sollecitazioni perché si favorisca lo sviluppo economico delle
zone interessate, e in particolare perché sia stimolato il
turismo. Alla prova dei fatti, però, non si fa nulla per
conseguire questo obiettivo, nonostante il fatto che l'Italia
potrebbe concentrare una parte notevolissima delle attività
turistiche, in primo luogo nautiche, essendo il paese per tre
quarti circondato dal mare, e godendo di condizioni climatiche
particolarmente favorevoli. Altrove il turismo nautico è già
diventato una vera e propria industria: esemplare in proposito
è il caso di Malta. Va inoltre considerato che il turismo
nautico è legato all'insieme delle attrattive che si possono
trovare in ciascun porto. Per questi motivi occorre definire
una pianificazione degli approdi turistici in una logica
nazionale, senza affidarla esclusivamente alla competenza
delle regioni. Il piano di carattere nazionale dovrebbe essere
poi orientato sulla base della tipologia delle imbarcazioni da
ospitare, e comunque ispirato ad una logica redditizia con una
rilevante partecipazione del capitale privato e
contemporaneamente dei comuni interessati mediante la
costituzione di società miste. I porti dovrebbero inoltre
corrispondere a dimensioni adeguate per garantire
l'economicità della gestione partendo da un limite minimo di
cinquecento unità, e dovrebbero comunque essere collocati in
modo da non intralciare altre attività, in particolare la
pesca. Occorre in sostanza abbandonare atteggiamenti di stampo
ideologico nei confronti della nautica da diporto in
considerazione del ruolo che essa può svolgere ai fini dello
sviluppo economico nazionale.
Anna Maria BIRICOTTI (gruppo progressisti-federativo)
invita i colleghi a tener presente che si tratta di una
materia che rientra nella competenza delle regioni, fermo
restando che ciò non impedisce l'approvazione di una eventuale
legge-quadro. L'intervento del collega Caruso per gli aspetti
relativi alla pianificazione nazionale le ha fatto ripensare
all'esperienza degli interporti concepiti come strumenti di
carattere strategico per la politica dei trasporti e per i
quali si prospetta invece una realizzazione al di fuori di
ogni logica programmatoria. A suo giudizio l'intervento dei
privati in materie tanto importanti non deve contrastare con
gli interessi della collettività; dovranno poi essere
garantiti i poteri delle regioni, alcune delle
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quali hanno già provveduto ad una pianificazione in
materia.
Il sottosegretario Carlo CHIMENTI precisa che al
momento non risulta ancora pienamente attuato il dettato
dell'articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica
n. 616/77 cui sta comunque lavorando la conferenza
Stato-regioni per individuare un elenco di beni demaniali da
trasferire alle regioni stesse. Nel preannunciare la
disponibilità del Governo a collaborare nel prosieguo dei
lavori per l'esame della proposta di legge all'ordine del
giorno, sottolinea tuttavia che forse risulterebbe più utile
attendere l'avvenuta attuazione della norma citata.
Francesco MARENCO (gruppo alleanza nazionale),
relatore, replicando, rileva che alla luce degli
elementi forniti dal sottosegretario Chimenti risulta
confermato quanto da lui prospettato. A questo punto occorre
quindi valutare se sia opportuno sospendere l'esame della
proposta di legge in attesa che si provveda all'attuazione del
decreto del Presidente della Repubblica n. 616/77, oppure
procedere alla nomina di un Comitato ristretto nel cui ambito
svolgere ulteriori approfondimenti.
Sante PERTICARO, presidente, ritiene che si possa
comunque costituire un Comitato ristretto per approfondire
meglio le questioni che sono state prospettate nell'odierna
seduta, e per sollecitare il Governo a provvedere agli
adempimenti necessari.
La Commissione procede quindi alla nomina del Comitato
ristretto i cui membri saranno indicati sulla base delle
designazioni dei gruppi.
La seduta termina alle 16,15.
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