| Alberto Paolo LEMBO, presidente, ricorda che il
decreto-legge in titolo scade il 3 ottobre, per cui, se la
Commissione esprimerà un orientamento favorevole al contenuto
del provvedimento senza procedere ad alcuna modifica, si potrà
oggi stesso conferire al relatore il mandato a riferire
favorevolmente in Assemblea. Qualora dovesse invece essere
manifestata una volontà emendativa, non vi sarebbero i tempi
tecnici per la conversione del decreto. Invita pertanto fin da
ora i colleghi che interverranno nel dibattito ad esprimere le
proprie posizioni sul punto.
Francesco STROILI (gruppo lega nord), relatore,
illustra il decreto-legge in titolo, recante
l'autorizzazione di spesa di 174 miliardi per l'anno 1995 ai
fini dell'attuazione dei regolamenti comunitari nn. 2078, 2079
e 2080 del 1992, emanati per agevolare i produttori agricoli
rispettivamente nei settori relativi ai metodi di produzione
agricola compatibili con le esigenze di protezione
dell'ambiente e con la cura dello spazio naturale, ad un
regime comunitario di aiuti al prepensionamento in agricoltura
e a un regime comunitario di aiuti alle misure forestali nel
settore agricolo. Il provvedimento si rende necessario per
consentire l'attuazione dei tre regolamenti, ottemperando ad
impegni assunti in sede di Unione europea ed accedendo al
cofinanziamento. In merito a quest'ultimo, deve però rilevare
l'incapacità del Governo e delle regioni nell'adottare quelle
misure che consentano di farvi ricorso. A tre anni di distanza
dall'approvazione dei tre citati regolamenti comunitari è
quindi indispensabile provvedere ad
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un finanziamento ulteriore rispetto a quello già effettuato
con altro provvedimento di urgenza nel 1994 e ritiene pertanto
che il decreto debba essere convertito.
Adriana POLI BORTONE (gruppo AN) condivide le
osservazioni del relatore anche in merito alla necessità di
convertire il decreto, dato il ritardo con cui si procede
all'attuazione dei tre regolamenti comunitari recanti le
misure di accompagnamento alla riforma della politica agricola
comune. Condivide altresì le preoccupazioni in merito
all'incapacità di spesa da parte dello Stato e delle regioni:
per contrastare l'inerzia di queste ultime occorrerebbe
pensare a dei meccanismi sostitutivi o a dei supporti tecnici.
Lo Stato inoltre ha stanziato per ora complessivamente
soltanto 274 miliardi dei 1.424 miliardi previsti per il
periodo 1994-1997, rinunciando, almeno per il momento, a buona
parte dei fondi per il cofinanziamento messi a disposizione
dall'Unione europea. Si rende pertanto necessaria, al di là
dei contenuti del provvedimento in esame, una verifica della
volontà del Governo italiano di usufruire delle opportunità
offerte dall'Unione europea.
Flavio TATTARINI (gruppo progressisti-federativo)
rileva che troppo spesso vengono sottolineati gli aspetti
negativi della politica agricola comune senza rendersi conto
delle inefficienze dell'Italia nel cogliere le opportunità
offerte dall'Unione europea in particolare con il
cofinanziamento. In merito a tale aspetto, già trattato dalla
collega Poli Bortone, ritiene che sia necessario riflettere
anche in sede di discussione della legge finanziaria al fine
di ottenere dal Governo un impegno esaustivo a stanziare i
fondi necessari per sbloccare tutte le risorse messe a
disposizione dall'Unione europea per il cofinanziamento.
Osserva in conclusione che i programmi predisposti dalla
regioni vengono spesso approvati dall'Unione europea a
condizione che le risorse per la loro attuazione vengano
incrementate qualora si rivelino insufficienti e che il
Ministro ha concordato con le regioni uno schema procedurale
al fine di redistribuire le risorse eventualmente
inutilizzate.
Nedo BARZANTI (gruppo rifondazione
comunista-progressisti) ricorda che una discussione analoga a
quella odierna si svolse in occasione della conversione del
decreto-legge n. 621 del 1994. Osserva che i tre regolamenti
comunitari cui il regolamento dà attuazione costituiscono dei
veri e propri grimaldelli per colpire l'agricoltura italiana,
anche in conflitto con altre disposizioni comunitarie, con la
pretesa che l'Italia cofinanzi misure che mirano a distruggere
la propria produzione agricola.
Francesco STROILI (gruppo lega nord), relatore,
ritiene che gli argomenti sollevati nel dibattito meritino
ulteriori approfondimenti e ricorda che la Commissione
speciale per le politiche comunitarie sta svolgendo una
indagine conoscitiva sull'utilizzo di parte italiana dei fondi
strutturali. Osserva infine che l'Italia è Paese creditore nei
confronti dell'Unione europea e tale condizione aggrava i
problemi evidenziati dai colleghi.
Il Sottosegretario Vito BIANCO rileva che l'attuazione
dei regolamenti comunitari recanti le misure di
accompagnamento della politica agricola comune è partita in
ritardo, anche per disfunzioni sistemiche, ma è ora ben
avviata. Osserva altresì che il decreto in esame è un
provvedimento congiunturale e che dal prossimo anno sara
possibile intervenire con un disegno di legge ordinario.
La Commissione delibera quindi di dare mandato al relatore
di riferire in senso favorevole in Assemblea sul provvedimento
in titolo, richiedendo contestualmente l'autorizzazione alla
relazione orale e riservandosi il Presidente la nomina del
Comitato dei nove.
La seduta termina alle 16,30.
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