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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126927
SMC0217-0052
Bollettino Giunte e Commissioni n. 217 del 27 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-217)
(suddiviso in 58 Unità Documento)
Unità Documento n.52 (che inizia a pag.81 dello stampato)
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                 XIII COMMISSIONE PERMANENTE
                        (Agricoltura)
 
 
IN SEDE REFERENTE
C3167. LAVCOMM
C3167.
Disegno di legge: A.S. 2056 - Conversione in legge del decreto-legge 3 agosto 1995, n. 325, recante disposizioni per l'attuazione dei regolamenti comunitari relativi alla riforma della politica agricola comune per l'anno 1995 (3167). (Parere della I e della V Commissione).
(Esame e conclusione).
Alberto Paolo LEMBO, presidente. Francesco STROILI. Adriana POLI BORTONE. Flavio TATTARINI. Nedo BARZANTI. Il Sottosegretario Vito BIANCO.
Mercoledì 27 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Alberto Paolo LEMBO. - Interviene il Sottosegretario per le risorse agricole, alimentari e forestali, Vito Bianco.
ZZSMC ZZRES ZZSMC270995 ZZSMC950927 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC217 ZZ12 ZZD ZZCN ZZC13 ZZRE ZZHH ZZII ZZFF
     Alberto Paolo LEMBO,  presidente,  ricorda che il
  decreto-legge in titolo scade il 3 ottobre, per cui, se la
  Commissione esprimerà un orientamento favorevole al contenuto
  del provvedimento senza procedere ad alcuna modifica, si potrà
  oggi stesso conferire al relatore il mandato a riferire
  favorevolmente in Assemblea.  Qualora dovesse invece essere
  manifestata una volontà emendativa, non vi sarebbero i tempi
  tecnici per la conversione del decreto.  Invita pertanto fin da
  ora i colleghi che interverranno nel dibattito ad esprimere le
  proprie posizioni sul punto.
 
     Francesco STROILI (gruppo lega nord),  relatore,
  illustra il decreto-legge in titolo, recante
  l'autorizzazione di spesa di 174 miliardi per l'anno 1995 ai
  fini dell'attuazione dei regolamenti comunitari nn. 2078, 2079
  e 2080 del 1992, emanati per agevolare i produttori agricoli
  rispettivamente nei settori relativi ai metodi di produzione
  agricola compatibili con le esigenze di protezione
  dell'ambiente e con la cura dello spazio naturale, ad un
  regime comunitario di aiuti al prepensionamento in agricoltura
  e a un regime comunitario di aiuti alle misure forestali nel
  settore agricolo.  Il provvedimento si rende necessario per
  consentire l'attuazione dei tre regolamenti, ottemperando ad
  impegni assunti in sede di Unione europea ed accedendo al
  cofinanziamento.  In merito a quest'ultimo, deve però rilevare
  l'incapacità del Governo e delle regioni nell'adottare quelle
  misure che consentano di farvi ricorso.  A tre anni di distanza
  dall'approvazione dei tre citati regolamenti comunitari è
  quindi indispensabile provvedere ad
 
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  un finanziamento ulteriore rispetto a quello già effettuato
  con altro provvedimento di urgenza nel 1994 e ritiene pertanto
  che il decreto debba essere convertito.
 
     Adriana POLI BORTONE (gruppo AN) condivide le
  osservazioni del relatore anche in merito alla necessità di
  convertire il decreto, dato il ritardo con cui si procede
  all'attuazione dei tre regolamenti comunitari recanti le
  misure di accompagnamento alla riforma della politica agricola
  comune.  Condivide altresì le preoccupazioni in merito
  all'incapacità di spesa da parte dello Stato e delle regioni:
  per contrastare l'inerzia di queste ultime occorrerebbe
  pensare a dei meccanismi sostitutivi o a dei supporti tecnici.
  Lo Stato inoltre ha stanziato per ora complessivamente
  soltanto 274 miliardi dei 1.424 miliardi previsti per il
  periodo 1994-1997, rinunciando, almeno per il momento, a buona
  parte dei fondi per il cofinanziamento messi a disposizione
  dall'Unione europea.  Si rende pertanto necessaria, al di là
  dei contenuti del provvedimento in esame, una verifica della
  volontà del Governo italiano di usufruire delle opportunità
  offerte dall'Unione europea.
 
     Flavio TATTARINI (gruppo progressisti-federativo)
  rileva che troppo spesso vengono sottolineati gli aspetti
  negativi della politica agricola comune senza rendersi conto
  delle inefficienze dell'Italia nel cogliere le opportunità
  offerte dall'Unione europea in particolare con il
  cofinanziamento.  In merito a tale aspetto, già trattato dalla
  collega Poli Bortone, ritiene che sia necessario riflettere
  anche in sede di discussione della legge finanziaria al fine
  di ottenere dal Governo un impegno esaustivo a stanziare i
  fondi necessari per sbloccare tutte le risorse messe a
  disposizione dall'Unione europea per il cofinanziamento.
  Osserva in conclusione che i programmi predisposti dalla
  regioni vengono spesso approvati dall'Unione europea a
  condizione che le risorse per la loro attuazione vengano
  incrementate qualora si rivelino insufficienti e che il
  Ministro ha concordato con le regioni uno schema procedurale
  al fine di redistribuire le risorse eventualmente
  inutilizzate.
 
     Nedo BARZANTI (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti) ricorda che una discussione analoga a
  quella odierna si svolse in occasione della conversione del
  decreto-legge n. 621 del 1994.  Osserva che i tre regolamenti
  comunitari cui il regolamento dà attuazione costituiscono dei
  veri e propri grimaldelli per colpire l'agricoltura italiana,
  anche in conflitto con altre disposizioni comunitarie, con la
  pretesa che l'Italia cofinanzi misure che mirano a distruggere
  la propria produzione agricola.
 
     Francesco STROILI (gruppo lega nord),  relatore,
  ritiene che gli argomenti sollevati nel dibattito meritino
  ulteriori approfondimenti e ricorda che la Commissione
  speciale per le politiche comunitarie sta svolgendo una
  indagine conoscitiva sull'utilizzo di parte italiana dei fondi
  strutturali.  Osserva infine che l'Italia è Paese creditore nei
  confronti dell'Unione europea e tale condizione aggrava i
  problemi evidenziati dai colleghi.
 
     Il Sottosegretario Vito BIANCO rileva che l'attuazione
  dei regolamenti comunitari recanti le misure di
  accompagnamento della politica agricola comune è partita in
  ritardo, anche per disfunzioni sistemiche, ma è ora ben
  avviata.  Osserva altresì che il decreto in esame è un
  provvedimento congiunturale e che dal prossimo anno sara
  possibile intervenire con un disegno di legge ordinario.
     La Commissione delibera quindi di dare mandato al relatore
  di riferire in senso favorevole in Assemblea sul provvedimento
  in titolo, richiedendo contestualmente l'autorizzazione alla
  relazione orale e riservandosi il Presidente la nomina del
  Comitato dei nove.
 
     La seduta termina alle 16,30.
 
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