Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126931
SMC0217-0056
Bollettino Giunte e Commissioni n. 217 del 27 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-217)
(suddiviso in 58 Unità Documento)
Unità Documento n.56 (che inizia a pag.91 dello stampato)
                             Pag. 91
 
                   COMMISSIONE PARLAMENTARE
                  per le questioni regionali
 
 
COMUNICAZIONI DEL GOVERNO
Comunicazioni del Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali sulle attività della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano; dibattito e rinvio del seguito.
Mercoledì 27 settembre 1995. - Presidenza del Presidente FONTANINI. - Interviene il ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali dottor Francesco Frattini.
ZZSMC ZZRES ZZSMC270995 ZZSMC950927 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC217 ZZ12 ZZD ZZC23 ZZNO ZZXX
     Il Presidente FONTANINI porge un cordiale saluto al
  ministro Frattini, chiamato a riferire alla Commissione
  sull'attività della Conferenza permanente per i rapporti tra
  Stato, Regioni e Province autonome.
     Il ministro FRATTINI - premesso che i nuovi e talora
  diversi compiti che il legislatore ha assegnato alla
  Conferenza Stato-Regioni nel corso dell'anno 1995, hanno visto
  accrescere il ruolo dell'organismo nell'opera di raccordo
  istituzionale e politico tra il Governo della Repubblica e le
  Autonomie regionali, quale istituzione operante nell'ambito
  della comunità nazionale come strumento per l'attuazione della
  cooperazione tra lo Stato e le Regioni - dichiara di aver
  proposto l'inserimento, nel disegno di legge finanziaria che
  oggi pomeriggio il Governo varerà, di una delega al Governo
  per l'ulteriore potenziamento della Conferenza stessa.
     L'obiettivo che egli si propone è quello di trasformare la
  Conferenza in un vero organo di monitoraggio e definire -
  evitando un contenzioso - i limiti dell'esercizio dei poteri
  di indirizzo e di coordinamento dello Stato, visti dalle
  Regioni come unilaterale attività di ingerenza dello Stato.
  Altra funzione da attribuire alla Conferenza è quella di
  definire i flussi di spesa nelle varie materie, consentendo
  maggiore garanzia e tranquillità operativa a tutti i soggetti
  istituzionali.
     Passando ad illustrare l'azione d'amministrazione attiva e
  di coamministrazione svolta dalla Conferenza nel 1995, il
  Ministro, ricorda, fra i momenti più significativi
  nell'attribuzione di nuove competenze alla Conferenza stessa,
  i provvedimenti
 
                              Pag. 92
 
  emanati in occasione degli eventi alluvionali del
  novembre 1994.
     L'attuazione dei predetti provvedimenti ha costituito una
  positiva esperienza, che ha consentito di rispondere in tempi
  reali alle esigenze di ricostruzione nelle zone colpite dalle
  calamità naturali.  La metodologia di lavoro adottata ha fatto
  sì che, per ogni problema da risolvere, venissero individuate
  con tempestività risposte congiunte e coordinate tra
  Stato-Regioni, produttive sul piano dell'efficacia dell'azione
  amministrativa.  In questa occasione la Conferenza ha avuto la
  possibilità di concorrere alla formazione dell'ordinamento
  giuridico tramite l'elaborazione di una disciplina di 2^
  grado, emanata sulla base di determinazioni congiunte
  Stato-Regioni.  In particolare la Conferenza permanente nello
  stabilire criteri d'intervento rapidi ed omogenei, ha
  deliberato sulla possibilità di intervenire anticipando fino
  al 95 per cento del danno, superando le difficoltà del sistema
  bancario che riteneva non attribuibile un anticipo superiore
  al 70-75 per cento.
     Sempre relativamente all'attività svolta nel corrente
  anno, il Ministro sottolinea la decisione, assunta d'intesa
  con le Regioni, di convocare la Conferenza per sessioni
  monotematiche.  Così, dopo molti anni che non si ottemperava al
  disposto dell'articolo 10 della legge 9 marzo 1989, n.86, la
  Conferenza si è riunita in sessione comunitaria per l'esame di
  importanti atti di intesa Stato-Regioni e per il monitoraggio
  dei flussi finanziari relativi a interventi cofinanziati
  dall'Unione Europea e per la partecipazione delle Regioni alla
  fase ascendente di formazione della legge comunitaria.
     Circa la questione degli uffici di rappresentanza delle
  Regioni a livello comunitario, non ammessi dalla Corte
  costituzionale, egli si dice convinto che sia possibile
  trovare una soluzione nel rispetto della giurisprudenza
  costituzionale, inserendo funzionari regionali nella
  rappresentanza nazionale presso la Comunità.  Si potrebbe
  dedicare un'apposita sessione di lavoro della Conferenza su
  tali aspetti.
     Ribadita poi l'importanza del ruolo propulsivo della
  Conferenza (alla sua prossima riunione parteciperà il
  Commissario dell'Unione europea per la politica sociale) per
  l'utilizzo da parte delle Regioni dei fondi sociali della
  Comunità europea, il Ministro sottolinea che altra importante
  sessione sarà dedicata al tema delle riforme istituzionali,
  anche sulla scorta del documento della Conferenza dei
  Presidenti delle Regioni e Province autonome, già in fase di
  avanzata elaborazione, di proposta di riforma in senso
  federalista dello Stato.  L'affinamento di una metodologia di
  lavoro nella fase preparatoria delle sedute, concordando
  preventivamente e definitivamente tra Stato e Regioni gli
  eventuali emendamenti agli atti sui quali è richiesto il
  parere dell'organo, ha fatto sì che i lavori si siano
  snelliti, nonostante nel corso dell'anno siano stati espressi
  numerosi pareri su ripartizione di fondi e su decreti
  ministeriali.
     Circa il tema delle riforme istituzionali il Ministro
  riferisce sul progetto di organizzare un incontro, con la
  partecipazione del Capo dello Stato e dei Presidenti delle
  Camere, cui inviterà molti Ministri, per affrontare il
  problema di una rilettura del DPR n.616 del 1977, invertendo
  l'attuale principio interpretativo dell'articolo 117 della
  Costituzione, secondo cui alle Regioni va quanto
  esplicitamente ivi elencato ed allo Stato va il resto.  La
  rilettura del DPR n.616 da lui proposta, se accolta, dovrà
  portare a trasferire nuove competenze alle Regioni in materia
  di turismo, dei beni culturali, dell'edilizia residenziale
  pubblica, dei trasporti (compresi i tratti di ferrovia
  statale) e dell'agricoltura e delle foreste.
     Osservato poi che tale proposta apre grandi prospettive,
  per le quali bisognerà superare la contrarietà delle strutture
  degli apparati centrali (ricorda che la gestione del fondo del
  turismo, nonostante l'esito referendario, è rimasta alla
  Presidenza del Consiglio), il Ministro si sofferma
  sull'emanazione di "linee guida" per l'emergenza estate e per
  la popolazione minorile, che hanno dato attuazione
  all'articolo 15 della legge 7 agosto 1990,
 
                              Pag. 93
 
  n.241 sotto forma di accordi Stato-Regioni.
     Infine intensa è stata l'attività nel settore della
  sanità, ove tuttora è operante il Nucleo di verifica per il
  monitoraggio dei livelli di assistenza sanitaria fissati dal
  Piano sanitario Nazionale 1994-96, con la conclusione di un
  accordo tra Governo e Regioni per la ripartizione di fondi per
  fronteggiare le maggiori occorrenze finanziarie per gli anni
  1993 e 1994, recepito poi nel decreto-legge 3 agosto 1995,
  n.320, tuttora in corso di conversione.
     Avviandosi alla conclusione il Ministro fa sapere di avere
  anche proposto una sessione autunnale della Conferenza da
  dedicare a problemi del territorio (emergenza del suolo,
  emergenze sismiche, eccetera).
     Il presidente FONTANINI ringrazia il Ministro per l'ampia
  ed interessante relazione svolta.  Data la concomitanza dei
  lavori dell'Assemblea della due Camere, egli prospetta
  l'opportunità di aprire intanto il dibattito con alcuni brevi
  interventi e di rinviare il seguito ad una prossima seduta.
     Il deputato SPARACINO, premesso di concordare sulla
  proposta di rilettura del citato DPR n.616, richiama
  l'attenzione del ministro Frattini sull'esame, in corso alla
  Commissione trasporti della Camera dei deputati, dei disegni
  di legge sui trasporti pubblici locali, su cui si è
  manifestata ampia convergenza.  L'aver inserito questo problema
  nel disegno di legge finanziaria - rileva il deputato
  Sparacino - pur essendo meritorio non porterà ad una soluzione
  del problema, trattandosi di proposta parziale.
     Il ministro FRATTINI, premesso di non essere a conoscenza
  dell'esame in corso alla Commissione trasporti della Camera
  dei deputati, sottolinea di avere prospettato l'idea del
  decentramento al Ministro dei trasporti, al quale parlerà oggi
  stesso per trovare una soluzione.  Uno dei punti più
  importanti, egli aggiunge, è dato dalla possibilità delle
  Regioni di gestire anche tratti delle ferrovie statali.
     Il deputato SPARACINO osserva che la tematica affrontata
  alla Camera dei deputati concerne anche le infrastrutture;
  auspica che l'inserimento delle norme in questione in un
  provvedimento collegato alla legge finanziaria non si riveli
  di fatto un ostacolo.
     La senatrice BALDELLI sottolinea l'opportunità di svolgere
  un dibattito istituzionale in riferimento alla posizione che
  le Regioni debbono assumere circa i temi della Conferenza di
  Barcellona sull'europarte-nariato.
     Seguono brevi interventi di carattere procedurale del
  presidente FONTANINI e del senatore CARPENEDO e quindi il
  senatore BONANSEA auspica che per la revisione del DPR n.616
  si adotti un procedimento unico; concorda il ministro
  FRATTINI.
     Il deputato UGOLINI ritiene importante dedicare un
  dibattito alla rilettura del decreto delegato n.616,
  nell'ambito delle riforme istituzionali.  Richiamata quindi
  l'attenzione della Commissione sulla necessità di accertare
  quali Regioni siano adempienti o meno riguardo alla "legge
  Galasso" sugli aspetti paesaggistici, e di individuare cosa il
  Governo può concretamente fare al riguardo, l'oratore prende,
  con piacere, atto della volontà di evitare conflitti con le
  Regioni nel calcolo dei disavanzi ed invita il Governo ad
  accertare quanto dei programmi di riordino ospedaliero sia
  stato attuato.
     Il deputato DEVETAG, dopo avere ringraziato il Ministro
  per la relazione che ha molto apprezzato, prende atto della
  situazione di procedere a trasferimenti di competenze alle
  Regioni; pone l'accento sull'importanza dell'articolo 119
  della Costituzione concernente l'autonomia impositiva regonale
  e chiede come mai lo Stato, unitario e centralista, non
  intervenga in ordine all'utilizzo dei fondi comunitari da
  parte delle Regioni.
     Il deputato FONTAN, nel dirsi in via di massima d'accordo
  su quanto emerso in
 
                              Pag. 94
 
  direzione del raffforzamento dei poteri regionali, sottolinea
  il problema della soggettività delle Regioni nella Comunità
  europea; chiede che alle Regioni vengano trasferite le
  competenze dell'ANAS e che, in ordine agli aspetti finanziari,
  si chiarisca se il Governo intende procedere trasferendo, con
  le competenze, anche i fondi ovvero dando potere impositivo
  alle Regioni.
     Il presidente FONTANINI ringrazia il Ministro e gli
  intervenuti ed avverte che il seguito del dibattito è rinviato
  ad altra seduta.
 
DATA=950927 FASCID=SMC12-217 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=23 SEDE=XX NSTA=0217 TOTPAG=0096 TOTDOC=0058 NDOC=0056 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C23D PAGINIZ=0091 RIGINIZ=001 PAGFIN=0094 RIGFIN=011 UPAG=NO PAGEIN=91 PAGEFIN=94 SORTRES=9509273 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00217 SORTNAV=59509270 00217 b00000 ZZSMC217 NDOC0056 TIPDOCB DOCTIT0056 NDOC0056



Ritorna al menu della banca dati