| Il Presidente FONTANINI porge un cordiale saluto al
ministro Frattini, chiamato a riferire alla Commissione
sull'attività della Conferenza permanente per i rapporti tra
Stato, Regioni e Province autonome.
Il ministro FRATTINI - premesso che i nuovi e talora
diversi compiti che il legislatore ha assegnato alla
Conferenza Stato-Regioni nel corso dell'anno 1995, hanno visto
accrescere il ruolo dell'organismo nell'opera di raccordo
istituzionale e politico tra il Governo della Repubblica e le
Autonomie regionali, quale istituzione operante nell'ambito
della comunità nazionale come strumento per l'attuazione della
cooperazione tra lo Stato e le Regioni - dichiara di aver
proposto l'inserimento, nel disegno di legge finanziaria che
oggi pomeriggio il Governo varerà, di una delega al Governo
per l'ulteriore potenziamento della Conferenza stessa.
L'obiettivo che egli si propone è quello di trasformare la
Conferenza in un vero organo di monitoraggio e definire -
evitando un contenzioso - i limiti dell'esercizio dei poteri
di indirizzo e di coordinamento dello Stato, visti dalle
Regioni come unilaterale attività di ingerenza dello Stato.
Altra funzione da attribuire alla Conferenza è quella di
definire i flussi di spesa nelle varie materie, consentendo
maggiore garanzia e tranquillità operativa a tutti i soggetti
istituzionali.
Passando ad illustrare l'azione d'amministrazione attiva e
di coamministrazione svolta dalla Conferenza nel 1995, il
Ministro, ricorda, fra i momenti più significativi
nell'attribuzione di nuove competenze alla Conferenza stessa,
i provvedimenti
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emanati in occasione degli eventi alluvionali del
novembre 1994.
L'attuazione dei predetti provvedimenti ha costituito una
positiva esperienza, che ha consentito di rispondere in tempi
reali alle esigenze di ricostruzione nelle zone colpite dalle
calamità naturali. La metodologia di lavoro adottata ha fatto
sì che, per ogni problema da risolvere, venissero individuate
con tempestività risposte congiunte e coordinate tra
Stato-Regioni, produttive sul piano dell'efficacia dell'azione
amministrativa. In questa occasione la Conferenza ha avuto la
possibilità di concorrere alla formazione dell'ordinamento
giuridico tramite l'elaborazione di una disciplina di 2^
grado, emanata sulla base di determinazioni congiunte
Stato-Regioni. In particolare la Conferenza permanente nello
stabilire criteri d'intervento rapidi ed omogenei, ha
deliberato sulla possibilità di intervenire anticipando fino
al 95 per cento del danno, superando le difficoltà del sistema
bancario che riteneva non attribuibile un anticipo superiore
al 70-75 per cento.
Sempre relativamente all'attività svolta nel corrente
anno, il Ministro sottolinea la decisione, assunta d'intesa
con le Regioni, di convocare la Conferenza per sessioni
monotematiche. Così, dopo molti anni che non si ottemperava al
disposto dell'articolo 10 della legge 9 marzo 1989, n.86, la
Conferenza si è riunita in sessione comunitaria per l'esame di
importanti atti di intesa Stato-Regioni e per il monitoraggio
dei flussi finanziari relativi a interventi cofinanziati
dall'Unione Europea e per la partecipazione delle Regioni alla
fase ascendente di formazione della legge comunitaria.
Circa la questione degli uffici di rappresentanza delle
Regioni a livello comunitario, non ammessi dalla Corte
costituzionale, egli si dice convinto che sia possibile
trovare una soluzione nel rispetto della giurisprudenza
costituzionale, inserendo funzionari regionali nella
rappresentanza nazionale presso la Comunità. Si potrebbe
dedicare un'apposita sessione di lavoro della Conferenza su
tali aspetti.
Ribadita poi l'importanza del ruolo propulsivo della
Conferenza (alla sua prossima riunione parteciperà il
Commissario dell'Unione europea per la politica sociale) per
l'utilizzo da parte delle Regioni dei fondi sociali della
Comunità europea, il Ministro sottolinea che altra importante
sessione sarà dedicata al tema delle riforme istituzionali,
anche sulla scorta del documento della Conferenza dei
Presidenti delle Regioni e Province autonome, già in fase di
avanzata elaborazione, di proposta di riforma in senso
federalista dello Stato. L'affinamento di una metodologia di
lavoro nella fase preparatoria delle sedute, concordando
preventivamente e definitivamente tra Stato e Regioni gli
eventuali emendamenti agli atti sui quali è richiesto il
parere dell'organo, ha fatto sì che i lavori si siano
snelliti, nonostante nel corso dell'anno siano stati espressi
numerosi pareri su ripartizione di fondi e su decreti
ministeriali.
Circa il tema delle riforme istituzionali il Ministro
riferisce sul progetto di organizzare un incontro, con la
partecipazione del Capo dello Stato e dei Presidenti delle
Camere, cui inviterà molti Ministri, per affrontare il
problema di una rilettura del DPR n.616 del 1977, invertendo
l'attuale principio interpretativo dell'articolo 117 della
Costituzione, secondo cui alle Regioni va quanto
esplicitamente ivi elencato ed allo Stato va il resto. La
rilettura del DPR n.616 da lui proposta, se accolta, dovrà
portare a trasferire nuove competenze alle Regioni in materia
di turismo, dei beni culturali, dell'edilizia residenziale
pubblica, dei trasporti (compresi i tratti di ferrovia
statale) e dell'agricoltura e delle foreste.
Osservato poi che tale proposta apre grandi prospettive,
per le quali bisognerà superare la contrarietà delle strutture
degli apparati centrali (ricorda che la gestione del fondo del
turismo, nonostante l'esito referendario, è rimasta alla
Presidenza del Consiglio), il Ministro si sofferma
sull'emanazione di "linee guida" per l'emergenza estate e per
la popolazione minorile, che hanno dato attuazione
all'articolo 15 della legge 7 agosto 1990,
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n.241 sotto forma di accordi Stato-Regioni.
Infine intensa è stata l'attività nel settore della
sanità, ove tuttora è operante il Nucleo di verifica per il
monitoraggio dei livelli di assistenza sanitaria fissati dal
Piano sanitario Nazionale 1994-96, con la conclusione di un
accordo tra Governo e Regioni per la ripartizione di fondi per
fronteggiare le maggiori occorrenze finanziarie per gli anni
1993 e 1994, recepito poi nel decreto-legge 3 agosto 1995,
n.320, tuttora in corso di conversione.
Avviandosi alla conclusione il Ministro fa sapere di avere
anche proposto una sessione autunnale della Conferenza da
dedicare a problemi del territorio (emergenza del suolo,
emergenze sismiche, eccetera).
Il presidente FONTANINI ringrazia il Ministro per l'ampia
ed interessante relazione svolta. Data la concomitanza dei
lavori dell'Assemblea della due Camere, egli prospetta
l'opportunità di aprire intanto il dibattito con alcuni brevi
interventi e di rinviare il seguito ad una prossima seduta.
Il deputato SPARACINO, premesso di concordare sulla
proposta di rilettura del citato DPR n.616, richiama
l'attenzione del ministro Frattini sull'esame, in corso alla
Commissione trasporti della Camera dei deputati, dei disegni
di legge sui trasporti pubblici locali, su cui si è
manifestata ampia convergenza. L'aver inserito questo problema
nel disegno di legge finanziaria - rileva il deputato
Sparacino - pur essendo meritorio non porterà ad una soluzione
del problema, trattandosi di proposta parziale.
Il ministro FRATTINI, premesso di non essere a conoscenza
dell'esame in corso alla Commissione trasporti della Camera
dei deputati, sottolinea di avere prospettato l'idea del
decentramento al Ministro dei trasporti, al quale parlerà oggi
stesso per trovare una soluzione. Uno dei punti più
importanti, egli aggiunge, è dato dalla possibilità delle
Regioni di gestire anche tratti delle ferrovie statali.
Il deputato SPARACINO osserva che la tematica affrontata
alla Camera dei deputati concerne anche le infrastrutture;
auspica che l'inserimento delle norme in questione in un
provvedimento collegato alla legge finanziaria non si riveli
di fatto un ostacolo.
La senatrice BALDELLI sottolinea l'opportunità di svolgere
un dibattito istituzionale in riferimento alla posizione che
le Regioni debbono assumere circa i temi della Conferenza di
Barcellona sull'europarte-nariato.
Seguono brevi interventi di carattere procedurale del
presidente FONTANINI e del senatore CARPENEDO e quindi il
senatore BONANSEA auspica che per la revisione del DPR n.616
si adotti un procedimento unico; concorda il ministro
FRATTINI.
Il deputato UGOLINI ritiene importante dedicare un
dibattito alla rilettura del decreto delegato n.616,
nell'ambito delle riforme istituzionali. Richiamata quindi
l'attenzione della Commissione sulla necessità di accertare
quali Regioni siano adempienti o meno riguardo alla "legge
Galasso" sugli aspetti paesaggistici, e di individuare cosa il
Governo può concretamente fare al riguardo, l'oratore prende,
con piacere, atto della volontà di evitare conflitti con le
Regioni nel calcolo dei disavanzi ed invita il Governo ad
accertare quanto dei programmi di riordino ospedaliero sia
stato attuato.
Il deputato DEVETAG, dopo avere ringraziato il Ministro
per la relazione che ha molto apprezzato, prende atto della
situazione di procedere a trasferimenti di competenze alle
Regioni; pone l'accento sull'importanza dell'articolo 119
della Costituzione concernente l'autonomia impositiva regonale
e chiede come mai lo Stato, unitario e centralista, non
intervenga in ordine all'utilizzo dei fondi comunitari da
parte delle Regioni.
Il deputato FONTAN, nel dirsi in via di massima d'accordo
su quanto emerso in
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direzione del raffforzamento dei poteri regionali, sottolinea
il problema della soggettività delle Regioni nella Comunità
europea; chiede che alle Regioni vengano trasferite le
competenze dell'ANAS e che, in ordine agli aspetti finanziari,
si chiarisca se il Governo intende procedere trasferendo, con
le competenze, anche i fondi ovvero dando potere impositivo
alle Regioni.
Il presidente FONTANINI ringrazia il Ministro e gli
intervenuti ed avverte che il seguito del dibattito è rinviato
ad altra seduta.
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