| PIETRO DI MUCCIO ritiene che il fenomeno di Affittopoli
non possa essere liquidato con la demagogia
dell'antidemagogia. Il consociativismo, fonte di ogni forma di
corruzione, e non già le cattive intenzioni dei singoli, è
l'albero su cui maturano i fatti di Tangentopoli e
Affittopoli.
Peraltro non si vede perché un ente pensionistico debba
accumulare immobili, soprattutto se vige un sistema a
ripartizione. Parlare poi di libertà di contratto, in un
sistema che rinnega le scelte dei contraenti imponendo
clausole e tariffe di autorità, appare incongruo.
Anche la dismissione degli immobili rischia di dar luogo a
favoritismi; né la legge può avere la superbia di definire un
prezzo equo. Occorrerebbe piuttosto cedere, una tantum,
gratuitamente le case a chi non le ha: lasciando poi
funzionare il mercato, che non ha bisogno di nuove burocrazie
camuffate con il nome inglese di authorities.
Chi esercita la politica non può contemporaneamente
esercitare il lenocinio a danno dei cittadini: occorre
separare drasticamente la politica da ogni commistione con
attività economiche.
Per questo occorrono elezioni: si rischia infatti di
venire risucchiati nel gorgo del centro (Commenti).
L'aggettivo "sociale" spesso contraddice i sostantivi cui
è riferito: chiede dunque al Governo di rinunciare ai
propositi sociali, intraprendendo una gestione economica del
patrimonio pubblico.
Una grande nazione può aiutare chi non possiede ancora una
casa: ma non può giustificare il mancato rispetto della legge
(Applausi dei deputati dei gruppi di forza Italia e di
alleanza nazionale - Molte congratulazioni).
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