| GIACOMO DE ANGELIS rileva la natura strumentale della
campagna condotta dal Giornale, certamente intesa a
preparare le condizioni per la privatizzazione degli enti
previdenziali. A questo si mira, e non ad una riforma della
gestione, la cui necessità era stata assai per tempo segnalata
dal gruppo di rifondazione comunista-progressisti. Nella
stessa linea si collocano le proposte - sostenute anche da
sinistra - volte ad estendere il regime dei patti in deroga
liquidando definitivamente la disciplina dell'equo canone. Vi
sono dati su cui riflettere: il numero ingente degli sfratti,
l'altissima quota di alloggi sfitti. A queste necessità non
basta l'edilizia popolare, l'accesso alla quale è reso
difficile per gli immigrati stranieri da una clausola di
reciprocità, fortunatamente non applicata nella maggior parte
delle regioni.
Una politica ispirata esclusivamente alle ragioni del
mercato produrrà conseguenze drammatiche, anche in vista
dell'anomala pratica dello sfratto per finita locazione, e
dell'esigua disponibilità di alloggi sociali, che per questo
non bastano a calmierare i canoni di locazione. Occorre quindi
estendere il patrimonio abitativo pubblico, riformare l'equo
canone, affermare il diritto alla casa, che la gran parte
delle mozioni oggi in discussione tende invece a restringere.
La materia non può essere affrontata - come sta avvenendo -
nel chiuso di una Commissione in sede legislativa, all'interno
di un disegno di legge riguardante proroghe di termini in
materia di lavori pubblici.
Si augura pertanto che il Parlamento sia sensibile ad
esigenze che interessano milioni di famiglie (Applausi dei
deputati del gruppo di rifondazione
comunista-progressisti).
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