| MARIDA BOLOGNESI osserva che gravi responsabilità nella
situazione attuale dipendono dalla gestione delle città nei
decenni passati; occorre tuttavia passare dalla propaganda
alla politica: ed eminentemente politico è proprio il tema del
diritto alla casa, su cui occorre ricominciare a discutere.
Affitti esosi, a pagare i quali serve un intero stipendio;
alloggi vuoti in gran numero; rischio di svendita del
patrimonio residenziale pubblico: questi sono alcuni dei fatti
da tenere presenti, accanto alla vecchia e radicata mentalità
del privilegio e della raccomandazione, contro cui occorre
adottare regole di trasparenza.
Si è arrivati a considerare privilegio un diritto, quello
di pagare un alloggio secondo l'equo canone; e giudicare equo
e normale l'arbitrio - anzi l'abuso - del mercato.
Irregolarità sicuramente sussistono: ad esempio la
locazione di alloggi del patrimonio di enti previdenziali ad
imprese, magari sulla base di condizioni di favore: è il caso
ad esempio della sede del quotidiano Il Tempo. Occorre
far emergere le deviazioni senza indulgere alla propaganda
scandalistica, al populismo della destra che sostituisce la
mistificazione alla proposta. Questo è l'impegno dei comunisti
unitari: conoscere da chi e in qual modo sono state violate le
regole, per introdurne di nuove e più efficaci.
Vanno altresì esaminate le vicende delle compravendite e
delle ristrutturazioni del patrimonio immobiliare pubblico,
che rappresentano un nervo scoperto per molti tra i falsamente
nuovi esponenti della destra. Si ricorderà come numerosi
immobili di Roma siano stati venduti da Paolo Berlusconi ad
enti pubblici negli anni d'oro del pentapartito, in quegli
anni ottanta che videro una sfrenata politica di acquisizioni
immobiliari con il denaro dei cittadini. Anche su questo, come
su tutti gli aspetti della gestione del patrimonio edilizio
pubblico, il Governo dovrebbe fornire esaurienti
informazioni.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
RAFFAELE DELLA VALLE
In questo modo, il dibattito non si esaurirà nella
contingente propaganda, ma avrà effettiva utilità in favore
delle fasce deboli della società.
Il problema della casa va affrontato sul piano dei
diritti, non su quello dell'assistenza; né basta prevedere
forme di tutela ponendo come soglia un reddito annuo di 21
milioni di lire, eccessivamente basso. Occorre evitare che
Affittopoli finisca per danneggiare soltanto i più deboli: per
questo il Parlamento deve impegnare il Governo
all'elaborazione di una soluzione organica, riconoscendo
all'impegno pubblico nel settore della casa il ruolo che esso
svolge in tutti i paesi d'Europa (Applausi dei deputati
della componente dei comunisti unitari del gruppo misto e dei
deputati del gruppo progressisti-federativo).
| |