Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127045
STA0247-0020
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.20 (che inizia a pag.15210 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
ORESTE TOFANI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    ORESTE TOFANI.  La ringrazio, signor Presidente.
    Nel corso di quell'audizione, dicevo, vennero alla luce
  elementi che confermavano le preoccupazioni nutrite dal
  sottoscritto e dai colleghi del gruppo di alleanza
  nazionale componenti la Commissione lavoro.  In quella
  circostanza il dottor Billia, il dottor Magno ed il dottor
  Seppia dovettero ammettere che, in effetti, non era chiara
  la gestione del patrimonio immobiliare di quegli istituti.
  Volutamente li incalzammo, in quell'occasione, ritenendo
  di dover rivolgere l'esplicita richiesta di conoscere
  esattamente la consistenza di tale patrimonio, nonché di
  ottenere informazioni sulla sua gestione e sulla sua
  attuale redditività.  Il dibattito fu ampio, più colleghi
  intervennero, fino ad arrivare al punto centrale
  dell'audizione, quando io chiesi ai responsabili di quegli
  istituti quale fosse, in effetti, la rendita del loro
  enorme patrimonio immobiliare, sul quale, tra l'altro, non
  riuscirono neppure a fornirci dati che fossero quanto meno
  vicini alla realtà.  Per quanto riguarda la rendita, va
  dato atto dell'onestà e della correttezza del dottor
  Magno, il quale affermò che essa si aggira intorno allo
  0,65 per cento.
    Dunque, il 22 febbraio 1995, la Camera, attraverso la
  Commissione lavoro, ebbe contezza
  di una situazione gestionale di quel patrimonio
  immobiliare quanto meno sconcertante.  Il gruppo di
  alleanza nazionale si attivò per conoscere meglio dati e
  realtà riguardanti questo argomento, senza tuttavia
  riuscire ad avere certezze né sull'entità del patrimonio
  immobiliare né sulla sua precisa rendita.  Il nostro gruppo
  decise pertanto di presentare una proposta di legge volta
  all'istituzione di una Commissione parlamentare
  d'inchiesta che avesse la finalità di aprire le porte su
  questo mondo carico, purtroppo, di quegli interrogativi
  che sarebbero esplosi clamorosamente nei mesi
  successivi.
    Pur dando, quindi, il massimo riconoscimento agli organi
  di stampa, non intendiamo svuotare il ruolo che abbiamo
  rivestito in tale circostanza.  Purtroppo, però, abbiamo
  parlato ad orecchie sorde o verosimilmente - forse
  certamente - interessate ad evitare che si aprisse questo
  capitolo e ciò ha di fatto bloccato l'iter della nostra
  proposta di costituzione della Commissione d'inchiesta.
    Il problema di Affittopoli non va allora affrontato a
  colpi di mozioni.  Questo è solo un esercizio.  Ieri, oggi,
  ci stiamo esercitando a dare il nostro contributo,
  addirittura impegnando il Governo.  Ma come si può
  impegnare un Governo che comunque è coinvolto ed è
  responsabile di questa vicenda?  Come si può avere fiducia
  nel Governo nel momento in cui suoi rappresentanti e
  responsabili del dicastero interessato hanno frenato
  un'azione conoscitiva intorno a questo problema?  Ciò
  significa fare quell'esercizio di chiacchiere che pure
  l'argomento richiede.  Ma la necessità di fare chiarezza
  anche su questo enorme fenomeno ci deve sollecitare
  soprattutto a dare una risposta.  Certo, come gruppo di
  alleanza nazionale noi concorriamo al dibattito, consci
  però del limite dello stesso e dei meccanismi che si
  possono porre in essere alla sua conclusione.
    Noi siamo convinti, invece che bisogna affrontare il
  problema nel profondo e non solo per quanto riguarda gli
  alloggi degli istituti previdenziali pubblici, privati o
  in via di privatizzazione, ma anche per quanto riguarda
  gli alloggi dei comuni, delle province, delle regioni,
  dello Stato, un enorme
 
                             Pag. 15211
 
  patrimonio che viene mal gestito nella migliore delle
  ipotesi e gestito in modo clientelare nella peggiore.
    Leggendo le carte rese pubbliche da questa campagna di
  stampa, alla quale va riconosciuto sicuramente un ampio
  merito, veniamo a conoscenza di fatti assurdi: centinaia
  di milioni spesi in opere di ristrutturazione per gli
  appartamenti assegnati ai vari  big  di questo
  scandalo che è tutto di sinistra centro!  Con la
  benedizione della CGIL-CISI-UIL, che ha avuto un ampio
  ruolo nella gestione e quindi anche nell'operazione di
  accaparramento degli immobili in questione; e oltre alle
  ristrutturazioni per centinaia di milioni, ci si è fatti
  carico anche delle spese per l'arredamento, addirittura
  per un mobile specifico, per una determinata laccatura di
  un particolare colore!  Io ho documentazione di tutto
  questo.  E chi ci può rispondere al riguardo?  Il Governo?
  Ma come può rispondere il Governo?  Il Governo insabbia!
    La maggioranza dei colleghi in Commissione lavoro, e me ne
  dispiaccio, per troppo tempo ha insabbiato la richiesta di
  fare chiarezza su questo fronte.  Subito dopo la ripresa
  dei lavori, su sollecitazione del gruppo di alleanza
  nazionale, è stato chiesto di anticipare la riunione della
  Commissione lavoro per dare una risposta anche in
  riferimento a quello che stava accadendo.  Purtroppo non
  c'è stata una maggioranza favorevole a far sì che si
  avviasse al riguardo un iter di indagine, di conoscenza e
  di inchiesta.  Perché è di un'inchiesta che c'è bisogno,
  non è sufficiente l'interlocuzione conoscitiva generica.
  E' obbligatorio fare chiarezza e procedere alle
  attribuzioni di responsabilità anche nei confronti di
  coloro i quali dovessero venire a riferire su situazioni
  che riguardano questo enorme scandalo.  Purtroppo, tutto
  cio non vi è stato.
    Io ho cercato di sollecitare ulteriormente la Commissione,
  il suo Ufficio di presidenza, e ho dovuto constatare una
  volontà di rinvio, tant'è che sono stato costretto ad
  attivare gli strumenti che ogni deputato ha a disposizione
  per fare in modo che le proprie iniziative, soprattutto
  quando sono cariche di significati, come nel caso
  specifico, arrivino in aula.  Se dovessimo creare ancora
  questi diaframmi altro che prima Repubblica!
  Altro che prima Repubblica, si è nella più vergognosa
  connivenza con coloro i quali dilapidano il patrimonio
  pubblico, conculcano i diritti dei lavoratori e negano a
  quanti ne hanno necessità il bene fondamentale della
  casa!
    Ho allora chiesto al Presidente, signora Pivetti, che si
  svolgesse direttamente in aula la discussione di questa
  proposta di legge che vuole avviare un'inchiesta.  Mi
  auguro che il dibattito possa aver luogo e che non ci si
  limiti all'esercizio verbale, e talune volte verboso,
  intorno ad un problema scottante.  Bisogna arrivare ad
  assumersi ognuno le proprie responsabilità, perché il
  nostro obiettivo - del resto le date alle quali ho fatto
  riferimento confermano quanto sto per dire - non è mai
  stato l'investigazione alla ricerca di uno scandalo o di
  nomi eccellenti coinvolti nella vicenda di Affittopoli.  Il
  nostro obiettivo era quello di evitare che si iniziasse un
  dibattito sulla riforma delle pensioni senza conoscere -
  la verità è questa: abbiamo approvato una riforma senza
  sapere - le possibilità di recupero né le poste di
  bilancio.  Infatti i beni patrimoniali e la gestione dei
  medesimi fanno parte delle poste di bilancio della
  gestione di un ente!
    Dobbiamo fare autocritica, dobbiamo rivedere la riforma
  delle pensioni, perché di fronte ad affermazioni di
  carattere generico - che la casa ormai bruciava e che
  bisognava correre alle emergenze - si è creato
  l'immaginario collettivo che quello della riforma delle
  pensioni era un passaggio obbligatorio.  Ciò era falso e
  dunque quella riforma va rivista va riletta va riproposta
  in modo che rappresenti il rapporto diretto tra il
  contribuente e la rendita che lo stesso deve avere alla
  conclusione del rapporto di lavoro attivo.
    Chi non ha voluto vedere questi elementi e perché non si
  sono voluti vedere?  Come si è potuto parlare di riforma
  delle pensioni senza conoscerli?  Leggo sui giornali - e
  debbo ringraziarli, perché questo Governo di tecnici ha
  espropriato il Parlamento prima, durante e dopo - che il
  dottor Seppia ha dichiarato di dover recuperare più di 400
  miliardi di arretrati: quali sono gli strumenti che ha
  posto in essere per farlo prima di questo gran clamore?
 
                             Pag. 15212
 
  Abbiamo  notizie continue di arretrati di fitti: ci vuole
  lo scandalo, in Italia, per muoversi?  Si farà qualcosa
  finché sarà vivo l'interesse dell'opinione pubblica e poi
  si cercherà di sopire un fenomeno che invece va ampiamente
  conosciuto.
    Noi questo chiedevamo: non ci interessa che vengano fuori
  i nomi dei  leaders,  del Gotha della sinistra che ha
  goduto di enormi benefici a danno dei lavoratori, di quei
  lavoratori che a chiacchiere dicevano di difendere.  Non ci
  interessa, questo è un fenomeno secondario.  L'obiettivo
  che alleanza nazionale si è proposto - ecco perché facevo
  riferimento al gennaio, febbraio e marzo di quest'anno - è
  quello di una corretta gestione degli immobili.  Certo, se
  dalle conoscenze della vicenda vengono fuori i nomi di
  esponenti della sinistra, non ci si può dire che vogliamo
  speculare!  Noi non vogliamo speculare su nulla: prendiamo
  atto di un ulteriore elemento che comprova che la realtà
  nazionale del nostro paese è stata governata da un sistema
  consociativo che andava dalla sinistra della democrazia
  cristiana fino al partito comunista ieri e al PDS oggi,
  con la benedizione di CGIL, CISL e UIL.
    Del resto non poteva che essere così se è vero, come è
  vero, che i consigli di amministrazione erano gestiti da
  rappresentanti di CGIL, CISL e UIL, se è vero, come è
  vero, che oggi si tenta ancora una volta, attraverso i
  comitati di controllo e di vigilanza, di ridare a questi
  sindacati la gestione degli istituti previdenziali.  Quindi
  era inevitabile che venisse fuori un fatto del genere, ma
  non è inevitabile che il Parlamento blocchi il dibattito,
  l'approfondimento, la conoscenza del problema, con gli
  esiti che questa darà.
    Mi auguro che il dibattito odierno faccia nascere un
  particolare interesse e la volontà di chiarire e conoscere
  tutti gli aspetti della questione anche in coloro che non
  vi prestano particolare attenzione.  Non devono prendere
  piede le ipotesi secondo le quali, alla fine, questa
  vicenda sarebbe un  tourbillon  che finirà per
  determinare solamente un aumento dei fitti per i
  lavoratori, quindi danni enormi dal punto di vista
  sociale.  Anche a tale riguardo ci siamo mossi per tempo
  presentando, come gruppo di alleanza
  nazionale, una proposta di legge recante le firme degli
  onorevoli Storace ed altri per regolamentare i fitti, gli
  equo canoni ed i patti in deroga.
 
DATA=950927 FASCID=STA12-247 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0247 TOTPAG=0150 TOTDOC=0400 NDOC=0020 TIPDOC=O DOCTIT=0017 COMM= DI PAGINIZ=0006 RIGINIZ=017 PAGFIN=0008 RIGFIN=045 UPAG=NO PAGEIN=15210 PAGEFIN=15212 SORTRES=9509273 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00247 SORTNAV=59509272 00247 200000 ZZSTA247 NDOC0020 TIPDOCO DOCTIT0017 NDOC0017



Ritorna al menu della banca dati