| ORESTE TOFANI. Perché non si potranno danneggiare i
soggetti che hanno i titoli per disporre di tali case e
non dovranno pagare, come al solito, i cosiddetti
"ortolani" al posto dei furbi che hanno gestito e
gestiscono il potere in questa nostra nazione.
Una griglia di protezione esiste perché il nostro
obiettivo è quello che ho richiamato nel mio intervento,
vale a dire quello di capire che cosa è successo.
Onorevoli colleghi, dobbiamo capire quello che è successo
e quello che sta succedendo per fare in modo che gli
errori commessi non si perpetuino e non si ripetano. Lo
possiamo sapere soltanto se verificheremo in parallelo
quell'indagine, quell'inchiesta che il Ministero del
lavoro ha già avviato e che il Parlamento avvierà su
questo tema. Perché mozioni come quelle oggi all'ordine
del giorno contengono già una implicita risposta, quella
che il ministro Treu ci fornirà. Egli ci dira che già da
un mese ha costituito ed avviato i lavori della
commissione di indagine su questi temi e che, onorevoli
colleghi, non c'era bisogno di dibattere per due giorni in
aula l'argomento in quanto aveva comunicato alle
Commissioni lavoro di Camera e Senato che la commissione
di inchiesta da lui istituita aveva iniziato il proprio
lavoro.
Basta allora con questi ritualismi! Sono ritualismi che
non servono a nulla se non ad appagare parzialmente o
totalmente il narcisismo di noi tutti. Dobbiamo conoscere
la reale portata dei problemi.
Signor ministro, io non le darò tregua la incalzerò in
ogni angolo perché dobbiamo arrivare a capire cosa ci sia
dietro questo enorme scandalo. Non daremo tregua al
Governo e ci avvarremo di tutti gli strumenti che il
regolamento ci mette a disposizione per fare in modo che
si dibatta e si voti in aula. Ogni deputato dovrà
assumersi la responsabilità e dovrà rimanere agli atti,
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attraverso un voto palese per la relativa assunzione di
responsabilità, chi vuole chiarire la reale portata del
problema e chi invece gioca con le parole intorno al
medesimo. Sono convinto che la stragrande maggioranza dei
colleghi parlamentari vorranno andare fino in fondo. Da
quella che è una lodevole posizione di principio, bisogna
passare ad una ancor più lodevole dichiarazione di fatti!
Questa è la ragione per la quale mi auguro che la
Commissione lavoro pubblico e privato - in tal modo
rispondendo ad una richiesta del Presidente Pivetti -
accolga la nostra proposta di inchiesta, affinché si possa
approfondire la materia non con i sentimenti dei
giustizieri, che non ci appartengono e che non fanno parte
della nostra cultura! E' vero, invece, che spesso altri,
per proiezione, attribuiscono al prossimo limiti del
genere.
Ribadisco che non fa parte della nostra cultura, né
presente né passata, fare i giustizieri! Preciso, anzi,
che troppo spesso siamo stati vittime dei giustizieri di
turno! Sottolineo nuovamente che non appartiene alla
nostra cultura fare i giustizieri; mentre, invece, ci
appartiene la necessità di fare chiarezza, di togliere i
veli e bandire l'ipocrisia! Sono convinto che su questa
strada, al di là delle appartenenze partitiche o degli
schieramenti di maggioranza e di minoranza, potremmo dare
una risposta agli italiani che chiedono a gran voce che si
faccia chiarezza e che vi sia trasparenza! Se non si
procederà in tal modo, vorrà dire che, ancora una volta,
avremo fatto esercizio di volgare demagogia senza
promuovere quegli atti che fortificano la democrazia!
Signor Presidente, onorevoli colleghi, è in questo senso e
con tali sentimenti che i deputati del gruppo di alleanza
nazionale auspicano che dal dibattito in corso si possa
pervenire ad una chiarificazione definitiva e ad una
risposta su questo scandalo! (Applausi dei deputati dei
gruppi di alleanza nazionale e di forza Italia -
Congratulazioni).
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