| ROBERTO RONCHI. Presidente, colleghi, la questione che
stiamo esaminando è stata definita Affittopoli, per
cercare una certa assonanza con Tangentopoli. A mio
avviso, però, se veramente si intende dare al Governo un
indirizzo di merito sul problema, è opportuno compiere le
necessarie differenze tra Affittopoli e Tangentopoli.
Dico questo non già perché molto di quanto è stato
denunciato negli ultimi mesi non risponda al vero. E' anzi
vero e indubbio che la gestione immobiliare degli enti di
previdenza e di assistenza non è stata valorizzata secondo
criteri di economicità; è vero che, nel contesto del
mercato e di una emergenza abitativa particolarmente
pressante, la presenza di tale settore immobiliare è stata
marginale ed insignificante; è vero anche che i canoni di
affitto di immobili non adibiti ad uso abitativo
(magazzini, negozi ed altro) di tali enti sono stati
abbondantemente al di sotto dei livelli della media di
mercato. Tutto ciò è dunque vero, ma occorre dire anche
che Tangentopoli è nata a seguito di interventi decisivi
della magistratura, quando già alcune persone si trovavano
nelle patrie galere; Affittopoli invece è il risultato di
una campagna giornalistica che talvolta ha assunto
caratteri fuorvianti rispetto ai problemi sostanziali.
Pertanto non sappiamo neppure se la gestione del
patrimonio immobiliare degli enti previdenziali avrà un
riscontro, non dico a livello penale, come è avvenuto per
Tangentopoli, ma persino sul piano della responsabilltà
amministrativa da parte della Corte dei conti. Mi chiedo
quanti presidenti dell'INPS, dell'INPDAI, dell'INPGI
dovranno rispondere contabilmente del loro operato. Di
tutto ciò non sappiamo ancora nulla.
Occorre poi tener presente - mi sembra che Il Giornale
di Vittorio Feltri lo abbia accuratamente nascosto -
che, contrariamente ad un convincimento largamente diffuso
nella popolazione, non esiste nessuna norma legislativa
che obblighi un ente previdenziale
a destinare i propri alloggi a cittadini indigenti o
particolarmente bisognosi. Chi vi parla è stato
dipendente...
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