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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127091
STA0247-0066
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.66 (che inizia a pag.15223 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
GIANFRANCO RASTRELLI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    GIANFRANCO RASTRELLI.  Presidente, onorevoli colleghi,
  credo che la serietà dell'argomento in discussione
  richieda, più che "svolazzi" oratori, serietà, competenza
  e quindi cognizione di causa.  Per tale ragione, voglio
  subito rispondere a coloro i quali, sia ieri sia oggi,
  hanno sostenuto che da parte nostra si starebbe facendo di
  tutto per annacquare od affogare in un calderone generale
  il problema degli affitti, dopo la nota campagna
  giornalistica.  Rassicuro questi ultimi ed altri che la
  pensassero in tal modo che non è questo il nostro modo di
  affrontare il problema.  Voglio ricordare, infatti,
 
                             Pag. 15224
 
  che già il 17 agosto scorso (lo sottolineo: il  17
  agosto!) il nostro gruppo ha presentato una interrogazione
  al Governo per fare luce sull'accaduto, per colpire gli
  abusi, per eliminare i privilegi e, soprattutto, per
  definire nuove regole certe e trasparenti da attuare con
  equità e rigore!
    Rilevo, ma non per una ritorsione polemica, che chi ha
  fatto la suddetta affermazione, non ha speso nel suo
  intervento una sola parola sul modo in cui affrontare i
  problemi e superare l'attuale situazione.  E' necessario
  allora sapere se si vogliano affrontare i problemi con
  serietà e competenza o fare della semplice propaganda a
  basso costo!
    Ricordo che nei mesi scorsi la Commissione ambiente della
  Camera ha tracciato linee di intervento per una nuova
  politica sulla edilizia pubblica e residenziale, con il
  contributo - mi fa piacere sottolinearlo - di tutti (dico:
  di "tutti"!) i gruppi politici.
    Vi sono peraltro ulteriori precedenti in materia, che
  intendo richiamare.
    La Commissione lavoro si occupò della materia già
  nell'autunno scorso nell'ambito dell'indagine conoscitiva
  sul sistema previdenziale italiano, sollevando il problema
  degli enti previdenziali.  Nel febbraio del 1995 ha avuto
  luogo l'audizione dei presidenti degli enti previdenziali
  sulla questione del patrimonio immobiliare degli enti.
  Tale problema - come è noto - è stato costantemente
  affrontato durante la discussione della riforma
  previdenziale, fino alla approvazione della legge n. 335
  nell'agosto scorso, con la quale si è affrontato con
  decisione il problema attraverso la legge delega.  Giova
  inoltre ricordare che già qualche anno fa le
  organizzazioni sindacali decisero di uscire dai consigli
  di amministrazione degli enti previdenziali, affinché si
  separasse il problema della gestione da quello del
  conrollo; e da qui è scaturita la legge del 1993 che ha
  sancito, appunto, l'importante principio della separazione
  dei ruoli.  Ricordo, altresì, che, a conclusione della
  precedente legislatura, la Commissione di controllo sugli
  enti previdenziali si occupò della questione della
  gestione del patrimonio immobiliare.
    Con tutta sincerità devo dire che, al di là di questi
  fatti, nel passato si è registrato in
  materia - salvo qualche intervento della  magistratura -
  il silenzio di tutti (sottolineo: "di tutti"), cioè di
  tutte le forze politiche dentro e fuori del Parlamento!  A
  maggior ragione oggi, quindi, occorre intervenire con
  decisione ed urgenza su di un problema che si è
  incancrenito e che va portato rapidamente a soluzione!
    Posso assicurare tutti i deputati - e lo dico con
  cognizione di causa - che nessuno - ripeto: nessuno -
  nella Commissione lavoro vuole affossare o deviare i
  problemi che abbiamo di fronte, come dimostrano gli atti e
  la stessa discussione in questi giorni.  Il punto è quello
  di ricercare gli strumenti più adeguati e rapidi, senza
  esclusioni pregiudiziali, per affrontare e, appunto, dare
  soluzione al problema.  E' proprio per questo che si è
  voluta, da parte di chi ha proposto e votato la riforma
  previdenziale (ricordo anche che c'è chi ha votato
  contro), una delega precisa che stabilisse tempi ben
  definiti per affrontare e risolvere a trecentosessanta
  gradi, quindi nel suo complesso, il problema degli
  immobili di proprietà degli enti previdenziali.
    Ben vengano, dunque, denunce e sollecitazioni
  giornalistiche che servono ad affrontare con urgenza un
  grande problema!  Non è in discussione questo
  diritto-dovere della stampa, ma il modo con il quale si
  portano avanti determinate campagne, quando cioè si fa di
  tutta l'erba un fascio, rischiando di colpire non solo
  alcuni singoli ma tutti, senza distinguere tra chi ha
  ragione e chi ha torto, tra chi ha esercitato un legittimo
  diritto e chi, invece, ha abusato o ha conseguito
  determinati privilegi.  E' inoltre importante che, laddove
  vi siano state violazioni della legge, chi ne è
  responsabile debba ovviamente rispondere di eventuali
  reati, perché alla fine sarebbe assai ingiusto - qualcuno
  lo ha ricordato - che tutto si risolvesse a danno di chi
  non c'entra nulla ed ha sempre rispettato regole e
  leggi.
    Credo che una discussione scomposta e confusa non serva né
  a stabilire la verità né a proporre e a definire nuove
  regole più eque e trasparenti.  Il problema è troppo serio
  e per affrontarlo non servono strumentalizzazioni e
  polemiche, che certo surriscaldano l'atmosfera e che
  rischiano di impedirne un esame approfondito.
 
                             Pag. 15225
 
    Per tali motivi abbiamo la preoccupazione che la
  questione venga affrontata soltanto in superficie e
  limitatamente ad un aspetto, sia pure importante, cioè
  quello degli affitti.  Per questi motivi, inoltre, abbiamo
  presentato una mozione, già illustrata dai colleghi
  Zagatti e Formenti, che imposta giustamente il problema
  della casa nel suo complesso.
    Rilevo altresì con piacere che, al di là di alcuni
  interventi di ieri e di oggi, anche in altre mozioni si
  comincia ad affrontare il problema di una politica della
  casa seria, efficiente, e si cominciano ad indicare misure
  atte a soddisfare i bisogni di tanta gente.  Voglio solo
  ricordare o far notare, contrariamente a qualche
  affermazione che è stata fatta in questo dibattito, che è
  vero che in Italia il problema si presenta con
  caratteristiche particolari, ma esse sono un po' diverse
  da quelle che sono state rappresentate.  Infatti, mentre
  più di due terzi dei cittadini sono proprietari della
  casa, acquisita spesso con grandi sacrifici che si
  prolungano nel tempo, gli altri si trovano in larga misura
  in difficoltà, in un mercato immobiliare dove ancora le
  offerte sono molte limitate, almeno quelle degli affitti e
  dove vige maggiormente il sistema del "nero" piuttosto che
  quello legalizzato.  Si tratta di una situazione abitativa
  che crea tensioni sociali, specialmente nelle grandi
  città, in cui gli sfratti sono numerosi e numerose sono le
  famiglie che, percependo redditi bassi o medi, sono
  impossibilitate - a causa degli eccessivi prezzi di
  acquisto o di affitto - a trovare un alloggio.
    Il patrimonio degli enti previdenziali, sia per le
  dismissioni sia per gli acquisti e le attuali proprietà,
  può e deve essere - lo abbiamo già detto -, insieme ad una
  nuova politica per la casa, uno strumento efficace nel
  settore abitativo, a condizione però, che si abbia una
  giusta redditività del medesimo, sulla base anche delle
  caratteristiche delle singole abitazioni, salvaguardando -
  lo ripetiamo ancora - le fasce più deboli.
    L'importante quindi è definire rapidamente nuovi criteri
  per la gestione, l'acquisto e la dismissione del
  patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, allo
  scopo di garantire equità, redditività e tutela delle
  fasce più deboli e per evitare che tutto si risolva in un
  aumento indiscriminato degli affitti nel settore pubblico,
  ma anche in quello privato,  aggravando ancora di più la
  situazione di coloro - e sono tanti - che già si trovano
  in difficoltà.
    A nostro parere, la gestione degli immobili degli enti
  previdenziali deve seguire precisi indirizzi, che possono
  riassumersi in sette punti.  Li indico brevemente; primo:
  definizione di nuove procedure per l'assegnazione degli
  alloggi; secondo: adeguata pubblicizzazione della
  disponibilita di alloggi liberi; terzo: trasparenza delle
  procedure di assegnazione; quarto: garantire una giusta
  cospicua quota di alloggi da destinare a coloro che sono
  interessati da procedimento di sfratto, a partire dagli
  sfratti già in esecuzione; quinto: mantenere una quota
  riservata al personale dipendente in mobilità; sesto:
  verifica dei criteri per la determinazione di canoni che
  assicurino la redditività delle abitazioni e garantiscano
  le fasce più deboli; settimo ed ultimo punto, collegato
  alla delega relativa alla legge di riforma delle pensioni:
  verifica dei criteri di attuazione di tale delega, in
  particolare per la definizione di piani operativi per la
  dismissione del patrimonio immobiliare e la fissazione di
  metodi trasparenti per l'acquisto di nuove abitazioni, con
  adeguate garanzie specialmente per gli inquilini anziani e
  quelli a basso reddito.
    Notiamo una larga convergenza tra questi principi e
  indirizzi ed alcune proposte che sta elaborando il
  ministro del lavoro Treu e di cui abbiamo già cominciato a
  discutere in Commissione lavoro.  Tali proposte devono
  essere messe a punto al più presto, affinché possiamo
  esprimerci più compiutamente.  Diamo volentieri atto al
  ministro del lavoro di aver istituito tempestivamente una
  commissione d'inchiesta, che a questo punto dovrebbe aver
  quasi terminato il proprio lavoro (mi pare di ricordare
  che sia stato fissato il termine del 30 settembre; siamo
  dunque alla scadenza).  Chiediamo di avere ampie
  informazioni sul lavoro svolto, per acquisire e valutare i
  risultati cui la commissione è pervenuta.
    Prendiamo inoltre atto delle inchieste che la magistratura
  ha aperto sulla gestione ed utilizzazione del patrimonio
  immobiliare degli enti previdenziali; siamo convinti che
 
                             Pag. 15226
 
  esse andranno fino in fondo, per verificare  la
  sussistenza di eventuali violazioni di carattere penale.
  Da parte sua, il Parlamento non deve stare con le mani in
  mano, ma deve esercitare con pienezza le proprie
  prerogative di controllo, di indirizzo e soprattutto di
  carattere legislativo, per dare soluzioni vere ai
  problemi.
    Chiediamo al Governo (ci rivolgiamo non solo al ministro
  del lavoro ma anche agli altri, all'esecutivo nel suo
  complesso) di affrontare, per quanto possibile, la
  questione della casa non solo in riferimento alla gestione
  degli immobili degli enti previdenziali, ma in tutti i
  suoi aspetti, al fine di determinare al più presto
  un'adeguata e moderna politica abitativa residenziale
  pubblica ed i conseguenti atti operativi.  Si può partire
  dalle conclusioni alle quali è pervenuta l'VIII
  Commissione della Camera, cui mi sono riferito in
  precedenza e cui si è pervenuti con la convergenza ed il
  contributo di tutti i gruppi politici.  Non guasta
  ricordare che il nostro paese (lo dico anche alla luce di
  qualche intervento che ho ascoltato questa mattina) nel
  campo dell'edilizia pubblica spende male e meno - lo
  sottolineo - di molti altri paesi europei ai quali spesso
  facciamo riferimento per denunciare i ritardi dell'Italia
  in diversi settori.
    Concludo rapidamente affermando che spero - e mi auguro lo
  sperino tutti - che l'ampia e necessaria discussione che
  stiamo svolgendo, al di là delle polemiche e delle
  strumentalizzazioni, consenta di giungere realmente al
  sodo della questione, contribuendo a risolvere il problema
  della casa in tutti i suoi variegati ed importanti aspetti
  (Applausi dei deputati del gruppo
  progressisti-federativo).
 
DATA=950927 FASCID=STA12-247 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0247 TOTPAG=0150 TOTDOC=0400 NDOC=0066 TIPDOC=O DOCTIT=0017 COMM= DI PAGINIZ=0019 RIGINIZ=070 PAGFIN=0022 RIGFIN=034 UPAG=NO PAGEIN=15223 PAGEFIN=15226 SORTRES=9509273 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00247 SORTNAV=59509272 00247 200000 ZZSTA247 NDOC0066 TIPDOCO DOCTIT0017 NDOC0017



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