| FRANCESCO STORACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
cominciando il mio intervento desidero riallacciarmi a
quanto è stato detto dall'onorevole Rastrelli e, nella
giornata di ieri, dall'onorevole Zagatti, i quali hanno
fatto continui richiami alla serietà al di fuori delle
strumentalizzazioni e delle
polemiche per quanto riguarda il dibattito su Affittopoli
e i suoi esiti.
Onorevole Rastrelli, anche il gruppo
progressisti-federativo ha il dovere della coerenza perché
la polemica non è strumentalizzazione; se deve esserci
confronto o anche scontro di idee e di tesi, ben venga,
purché ciascuno di noi pensi poi alla soluzione politica.
Personalmente, se me ne sarà dato il tempo, cercherò di
farlo, proprio perché vorrei raccogliere - se fosse
coerente - l'invito alla serietà che ci viene da lei,
onorevole Rastrelli. Lei, per motivare il plateale ed
evidente sostegno alle posizioni del ministro del lavoro -
ed avete di che ringraziarlo per ciò che egli ha fatto a
favore di determinate categorie e per quello che non ha
fatto al fine di evitare abusi a favore di altre
categorie, inclusi i politici, i parlamentari, gli uomini
di potere - ci ha detto che il ministro Treu ha risposto
in Commissione ad un'interrogazione che voi avete
presentato il 17 agosto. Troppo comodo pensare che quella
interrogazione abbia colto il problema di Affittopoli!
Vede, onorevole Rastrelli, lei avrebbe ragione se su
Affittopoli fosse stata presentata solo la vostra
interrogazione; ma in Parlamento vi sono decine e decine
di interrogazioni che riguardano lo scandalo di
Affittopoli, poiché anche la richiesta di conoscere se un
parlamentare ha in affitto una casa di un ente a quattro
soldi ha diritto ad una risposta. Ebbene, il ministro non
risponde; è un ministro che si avvale ripetutamente della
facoltà di non rispondere esattamente come gli imputati
nelle aule giudiziarie.
Non possiamo, allora, avere fiducia in chi evita il
confronto parlamentare, fosse anche uno scontro. Forse,
però, non è una qualità del Governo dei tecnici quella di
poter rispondere nella sede parlamentare, giacché non si
risponde alle interrogazioni sulla mappa dei privilegi: ne
parleremo, anche di quelli che riguardano l' entourage
del ministro. Il ministro Treu risponde ogni tanto con
i comunicati stampa falsi, tanto a quelli non si può
replicare se non si hanno giornalisti compiacenti che ti
danno la possibilità di farlo. Egli non ha, tra l'altro,
risposto alle numerose domande che gli ho posto proprio in
Commissione lavoro, a metà settembre,
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nell'unica audizione che si è svolta sul problema degli
affitti. Ho letto il testo della risposta del ministro
sul resoconto stenografico di quella seduta: non ve ne era
alcuna che facesse riferimento alle mie domande. Se la
politica, dunque, è seria, deve avere anche responsabili
seri, che affrontano senza mimetismi i problemi nel
momento in cui sorgono.
Vengo ora alle principali affermazioni pronunciate
dall'onorevole Zagatti nel suo intervento di ieri allorché
ha illustrato la mozione Formenti ed altri, che raccoglie
vari e vasti consensi nel fronte del centrosinistra.
Vi sono tre questioni preliminari, che caratterizzano
l'impostazione dell'onorevole Zagatti, che francamente mi
hanno sconcertato. Egli ha affermato: "trovo giusto
l'atteggiamento di chi, essendo stato fatto oggetto di
tale campagna (...)". Apro una parentesi: perché parlate
sempre di "nota campagna di stampa"? Davvero pensate che
quella campagna di stampa sia su commissione? Perché non
la chiamate come si deve, un esempio di giornalismo quale
non c'è mai stato in questo paese?
Afferma Zagatti che chi è stato coinvolto ha risposto per
quanto lo riguardava, senza alcun fastidio o reticenza; ha
risposto all'opinione pubblica e non certo a Feltri.
Perché, Feltri è un cittadino di serie B, non ha diritto
ad avere risposta su un problema che ha sollevato
meritoriamente? Magari vi saranno stati anche degli
svarioni, ma quelli attengono alla coscienza di chi scrive
certe cose. Nel complesso, però, si è trattato di una
campagna di stampa senza la quale noi oggi non saremmo in
quest'aula a discutere il problema degli affitti. Questa è
la realtà: probabilmente non ne avremmo mai parlato!
Continua l'onorevole Zagatti: "Mi chiedo (...) se sia
decente, in un paese civile e nel quale, purtroppo, il
livello della legalità è così pericolosamente basso,
parlare di Affittopoli coniugandola con Tangentopoli". E'
una tesi legittima; ma può essere legittima anche la tesi
contraria. Mi permetto solo di rilevare che chi ha
introdotto l'equazione "Affittopoli uguale Tangentopoli"
non si chiama Feltri, ma Eugenio Scalfari. Affittopoli è
sicuramente fenomeno diverso da
Tangentopoli, perché è una storia di privilegi, e forse fa
arrabbiare la gente ancora di più, perché verso chi
prendeva la tangente ed è stato condannato dalla pubblica
opinione vi era quasi un clima di assuefazione, si diceva
che i politici rubano. Qui, invece, avete tolto la casa
alla gente, che per questo si è indignata. Ed allora il
fenomeno di Affittopoli è forse ancora più grave di
Tangentopoli.
Si chiede ancora: "E' decente mettere sullo stesso piano
chi ha infranto le leggi dello Stato, commettendo i reati
più gravi, e chi paga l'affitto di casa sulla base di
quanto prescrivono le leggi dello Stato?" Si omette cioè
la parola privilegio; riemerge l'amor di dacia. E' la
nomenklatura ad avere diritto alla casa, al lavoro,
al partito! Questo è il vostro ragionamento, sul quale non
può esservi un dialogo serio.
Non si tiene conto, infatti, dell'indignazione popolare ed
io invito i parlamentari del PDS a confrontarsi su questi
temi alle loro feste, come abbiamo fatto in altre
occasioni. E' la vostra base ad essere infuriata per
quello che è accaduto e se Affittopoli ha un merito
politico è senz'altro quello di aver dimostrato ciò che
noi probabilmente sapevamo, ma che la gente ancora non
capiva, ossia che è finito un mito, quello della diversità
berlingueriana.
Ricordate, colleghi? Per quanti anni il superuomo ha
albergato a sinistra! Invece no, il superuomo è finito con
il nazismo; quel mito non c'è più!
Ed allora, anziché criminalizzare, parlare addirittura di
giornalismo squadrista (l'ha detto l'onorevole D'Alema:
altro che bei gesti e male parole!), in queste
circostanze, si farebbe bene a tacere ed a chiedere scusa
per aver sbagliato.
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