| FRANCESCO STORACE. Ribadisco allora che forse il
Parlamento deve ringraziare Feltri, perché senza quella
campagna di stampa coraggiosa - nella quale il ministro è
stato trascinato; non è stata sua l'opera di trasparenza,
come ha tentato di farci credere - questo dibattito non si
sarebbe mai svolto; non si sarebbe ufficialmente scoperto
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che c'erano tanti illustri privilegiati nelle case degli
enti.
Onorevole Rastrelli, tra i sette punti che lei ha citato,
ne manca uno, che soddisferebbe il desiderio della gente:
i parlamentari la casa se la pagano! Infatti, riceviamo
uno stipendio e vogliamo avere la gioia liberale e
liberista di pagarci una casa tutta nostra, un affitto -
vivaddio! - normale. Invece no: si evita di toccare questo
punto, perché i nervi della sinistra sono scoperti.
Finisce il mito della diversità. Probabilmente, la classe
dirigente era tutta uguale. Qualcuno è sopravvissuto (i
residui della prima Repubblica); altri tentano di
riciclarsi. La realtà è che non c'è differenza tra quelli
e questi. Ecco perché la gente è indignata, perché si è
sentita ingannata. Ed è la vostra base - lo ribadisco - ad
essersi sentita ingannata.
Non sono certo solo le questioni legate agli avvisi di
garanzia, per le quali sono in corso i processi. Spero che
su tali questioni tutti gli imputati, quelli che siedono
sullo stesso banco (e mi riferisco ai D'Alema, agli
Occhetto, ai Craxi) siano innocenti, perché io voglio una
politica pulita! Ma sulla vicenda di Affittopoli il
privilegio c'è stato!
E allora, occorre rispondere, ma non come fate voi che
dite: attenzione, perché queste campagne le pagano i più
deboli! Questo è un ricatto! Vorrebbe dire che l'argomento
non si deve toccare per tutelare i privilegiati! Questo
non è possibile! E' errato! E' profondamente errato! E' un
volgare ricatto nei confronti della povera gente! Anche
perché, grazie a Dio, non solo a sinistra c'è chi si
propone di tutelare la povera gente; e su questo punto noi
stiamo spendendo parole e fatti anche presentando proposte
di legge che forse non saranno apprezzate da tutti, ma se
non altro avranno il merito di porre la questione sociale
nel nostro paese.
Colleghi della sinistra, fareste bene a non mettere la
testa sotto la sabbia e a nascondere, a tentare di
nascondere quello che non è occultabile, ovvero la realtà
del privilegio. Qualche deputato più avveduto tra di voi
sostiene che probabilmente sono tutti raccomandati quelli
che occupano le case degli enti. Può essere che sia vero:
quante volte la gente si reca dal parlamentare per chiedere,
tramite conoscenze, un alloggio! Grazie a Dio, io non
sono mai riuscito a sistemare nessuno! Quindi sono
intoccabile!
E allora, la vera rivoluzione che bisogna fare nel nostro
paese deve contrastare il riemergere della vecchia
Repubblica dei privilegi che non riguarda solo gli
affitti. Pensiamo al sistema delle banche, a quanto sia
difficile per il cittadino non privilegiato accedere al
credito per motivi familiari, per aprire un negozio,
un'impresa, e quanto invece sia facile per pochi
privilegiati accedere a centinaia di miliardi di fidi!
Queste sono le battaglie che vanno fatte in Parlamento!
Questo è il cambiamento necessario, nei metodi, contro i
privilegi, contro la voglia di nomenklatura che
sento riemergere.
Allo stesso modo andrà affrontata prima o poi, anche
grazie all'insegnamento referendario, la questione
sindacale, la questione dei distacchi: quanta gente ne
usufruisce senza che ciò sia utile per coloro che
dovrebbero essere rappresentati! L'informazione, lo
scandalo delle assunzioni, il mercato del lavoro: anche la
sinistra deve porre tali questioni insieme a noi e non
nascondersi solo perché è stata scoperta e magari si sente
offesa per questo!
Allora probabilmente Affittopoli non è solo una vicenda
legata al problema della casa; è anche una questione di
informazione. Forse oggi discuteremo del consiglio di
amministrazione della RAI; probabilmente c'è a chi non
basta un solo TG3 e ne vuole tre! Così il
giornalismo del servizio pubblico non parlerà mai di
Affittopoli, non parlerà mai della nomenklatura che
vuole mantenere i privilegi! In fondo, vi è una concezione
dell'informazione come asservimento a certi partiti! Non
si può dire che se l'informazione denuda i privilegi di
una classe politica è squadrista, anche perché forse la
parte che secondo voi Feltri serve potrebbe avere ben
altre intenzioni rispetto a questa vicenda! Del resto
Feltri faceva le sue campagne anche da l'Indipendente;
evidentemente, era un megafono minore!
Pertanto invito la sinistra, oltre la polemica, a
riflettere seriamente su tali questioni e a non cancellare
dal proprio dizionario la parola "privilegi". Bisogna
ammettere queste
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cose! Così, se vi è reciproca buona fede si può andare
avanti, si può costruire un percorso sulle problematiche
legate agli alloggi e soprattutto a quelli degli enti. Ho
sentito reazioni offese; è stato detto dalla sinistra
sulle piazze (e non qui, perché in Parlamento è stato
affermato il contrario) che il 70 per cento degli italiani
è proprietario di case. Ebbene, fino a ieri avete detto
che la destra non vive questo problema perché i suoi
rappresentanti sono tutti ricchi, mentre voi siete poveri
e andate in affitto; oggi, allora, scopriamo che l'Italia
è di destra, visto che il 70 per cento degli italiani ha
le case di proprietà!
Ma è così, colleghi? Quanto razzismo c'è in queste
affermazioni di certi sindacalisti? Ricordo le reazioni
quando fu scoperto che D'Antoni aveva la vasca Jacuzzi.
D'Antoni portava i lavoratori fuori dalle loro case a
manifestare contro i governi e nel frattempo gliele
occupava! Aveva la vasca Jacuzzi perché diceva che si
doveva lavare! Il decoro del sindacato...! A questi
signori il referendum dell'11 giugno non ha insegnato
nulla quanto a limiti all'arroganza! (Applusi dei
deputati del gruppo di alleanza nazionale). Ci vuole il
mea culpa! D'Antoni non fa più conferenze stampa,
perché ha paura che gli chiedano se la vasca funziona!
Questa è la realtà.
Su tali comportamenti influisce anche il nervosismo per la
scoperta di essere coinvolti. Si spiega così, caro collega
Tofani, il "no" all'inchiesta parlamentare: è meglio non
indagare, lasciamo perdere! La stessa fine magari la farà
anche la Commissione d'inchiesta sulle assunzioni alla
Rai. Qualcuno di voi ha detto; facciamola. Bene, la sfida
è accettata, ma voglio vedere...! Come diceva Di Muccio e
come dice Diaconale "pagare moneta, vedere cammello".
Vedremo se i fatti saranno coerenti.
Se si vuole un dibattito civile, che da più parti si
auspica, bisogna solamente che ciascuno ammetta le proprie
responsabilità. Bisogna ammettere che la sinistra è
cambiata, che un tempo faceva occupare le case dai
lavoratori e dai senzatetto, mentre oggi le fa occupare
dai deputati e dai sindacalisti! (Applausi dei deputati
del gruppo di alleanza nazionale).
Questa è la sinistra di oggi. Altro che destra rissosa,
come ha detto nelle settimane scorse l'onorevole Veltroni,
il quale ha accusato la destra di essere rissosa,
guerrafondaia, di avere aperto la caccia all'uomo, lo
scontro personale. Ma quale scontro personale, colleghi?
Se avessimo voluto speculare su questa vicenda, avremmo
portato qualche centinaio di giovanotti con una bandiera
sotto le case degli inquilini illustri! Ma ci siamo
limitati ed abbiamo dimostrato di essere una forza
politica seria, che non fa cose come queste. Non c'è stata
traccia di mobilitazione, ma solo polemica politica, che è
cosa diversa. Non abbiamo alzato le barricate, proprio
perché riconosciamo che il problema esiste. Alla fine, se
la sinistra accettasse ciò che fra poco dirò, non mi
interesserebbe neppure se D'Alema e Veltroni restassero
nelle loro case. Ci restino pure! Il problema è quello
dell'uscita politica da Affittopoli, che non coincide
necessaramente con l'uscita fisica dalla casa.
Vorrei fare un ragionamento leggermente diverso da quello
che ha fatto D'Alema a Capri. Voi dite che i vostri capi
hanno rispettato la legge; ma, al contempo, volete che
Berlusconi rispetti una legge che non c'è e dite che non è
legittimato ad essere capo del prossimo Governo nel caso
in cui dovesse vincere le elezioni. Vorrei capire se la
sinistra è quella o questa! Le contraddizioni ci sono e
sono forti. Ecco perché non possono andar bene certe
risposte e il bel gesto di lasciare la casa! Se avessimo
voluto lo scontro personale, avremmo denunciato le ragioni
che stanno alla base del bel gesto, apparente e solo
apparente, dell'onorevole D'Alema o le risposte polemiche
dell'onorevole Veltroni. Che cosa significa "chiederò
all'ente di applicarmi i patti in deroga"? La minima
risposta che merita è: paga gli arretrati da quando sei
deputato, perché riconosci un privilegio! Non si può dire
ai giornali (chiedo scusa per l'espressione, Presidente):
"Ora sono proprio incazzato". E perché? Che diritto hai? E
che cosa dovrebbero dire quelli che volevano la tua casa
ma non gliel'hanno data? Questi, sì, che dovrebbero essere
"incazzati"! Eccome, se lo sono!
C'è un'altra faccia, un altro risvolto, che riguarda la
sinistra, il centrosinistra, il sindacato
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ed il Governo. Non ho un fatto personale - voglio dirlo
una volta per tutte - con il ministro del lavoro, ma,
poiché anch'io rappresento la nazione o un pezzo di essa
(la disputa è aperta), ho il dovere di pretendere dal
Governo comportamenti seri, esattamente nel senso della
serietà che indicava l'onorevole Rastrelli.
E' allora serio, ministro Treu, quanto è avvenuto (fatto
sul quale lei in Parlamento non ha risposto) in merito a
quella che è diventata una sorta di dependance, lì
al Ministero del lavoro? Ho già ricordato, ma lo ripeterò
in questa sede, che nei mitici Stati Uniti, se un ministro
non paga i contributi alla colf, fa le valigie! Qui siamo
di fronte allo scandalo della segretaria personale del
ministro che doveva avere la casa, i soldi dal comune di
Milano, il consiglio di amministrazione ... (Applausi
dei deputati dei gruppi di alleanza nazionale e di forza
Italia)... solo per citare i fatti che sono emersi!
Notizie di questa mattina, pubblicate da Milano
Finanza, riportano del rapporto tra il ministro Treu,
allora non ministro, la RAI di Billia, il Ministero del
lavoro di Billia, l'INPS di Billia, le consulenze per
centinaia di milioni! Chi deve pagare? (Applausi dei
deputati dei gruppi di alleanza nazionale e di forza
Italia). E' serio sorreggere chi non può avere la
fiducia morale del Parlamento, colleghi? Non si può andare
avanti in questo modo! L'autocritica deve riguardare tutti
e non ci potete accusare di avere cercato la rissa.
Abbiamo mantenuto il dibattito e la polemica sul terreno
della politica perché questo era il nostro dovere.
Anche sul terreno delle case comunali e degli IACP, di cui
altri hanno parlato, mi chiedo quando si farà trasparenza,
quando verrà approvato un articolo unico in base al quale
chi occupa una casa che non gli sia stata assegnata deve
lasciarla. O un articolo che consenta il riscatto alle
fasce sociali che magari non possono pagare i patti in
deroga.
Occorre trovare soluzioni, non so quanto liberiste, ma
dobbiamo provare a cercarle. Questa è la nostra
disponibilità. Invece no, si afferma che Feltri è uno
squadrista, che quello di Affittopoli non è uno scandalo e
che non siamo di fronte a persone privilegiate. Scendiamo
sul terreno dei fatti, ma solo
dopo aver chiarito che Affittopoli è uno scandalo! E'
questo a mio avviso il punto di partenza rispetto al quale
anche la sinistra deve pronunciarsi. Altrimenti si
tratterebbe davvero di aria fritta. Allora si può andare
nella direzione della cosiddetta soluzione politica. Lo
scontro personale, la rissa? Credo di interpretare il
pensiero dei colleghi di alleanza nazionale, e forse anche
del polo, dicendo che si può smettere subito di parlare
della questione ma soltanto a seguito di qualche gesto
simbolico e politico.
Non dico, per esempio, che l'onorevole Veltroni, che
dirige l'Unità e non vuole lo scontro personale, non
ci debba più attaccare (per carità!), ma mi chiedo se sia
disponibile ad evitare che il suo giornale riporti la
pubblicità de l'Espresso che ogni settimana compie
il linciaggio di una serie di persone. Si tratterebbe di
un atto simbolico; non gli chiedo di lasciare la sua casa,
ma di rinunciare alla pubblicità de l'Espresso e
così di evitare il linciaggio su ogni cosa, a cominciare
dalla RAI.
Un'altra proposta, che depositerò tra oggi e domani,
riguarda la disponibilità a riconoscere che Affittopoli,
oltre ad essere una questione legata alla casa,
all'informazione ed al modo di concepire quest'ultima, a
seconda che convenga o meno, è anche una grande questione
di democrazia. Il nostro paese potrebbe infatti scoprire
improvvisamente che si è verificato un finanziamento
occulto ai partiti, non trasparente, nell'assegnazione
delle sedi in affitto, a poche centinaia di migliaia di
lire ai soliti partiti, sindacati, associazioni e
movimenti, sempre del centro sinistra. Non c'è stata
par condicio! Vogliamo dire agli italiani che, sul
piano del controllo politico del territorio, vi è chi la
politica deve pagarsela e chi invece la riceve in regalo
dallo Stato (nonostante una gita a Londra per dirsi
liberale)? (Applausi dei deputati dei gruppi di
alleanza nazionale e di forza Italia).
Presenteremo una proposta di legge non per malizia o per
giungere allo scontro. Non intendiamo cacciare i partiti
da quelle sedi - ci restino pure! - ma è importante che
sia fatto un censimento di tali sedi e che la gente sappia
che c'è chi ha e chi non ha. Potrebbe essere questo un
punto di partenza,
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che riguarda i partiti, i sindacati, le associazioni ed i
movimenti a sfondo politico. Vediamo se la sinistra anche
a tale proposito parlerà di scontro personale, quasi
ideologico.
Ho molti dubbi su un'eventuale risoluzione, al termine del
dibattito, che impegni il Governo. Mi confronterò con i
miei colleghi di gruppo e vedremo se dare il nostro
apporto in proposito.
Proprio per le cose che ho detto, non so se sia consentito
al Parlamento dare anche su questa materia un mandato al
ministro del lavoro. Questo ministro ha vantato
trasparenza a profusione, ha affermato di essere la
persona che aveva innescato il meccanismo che ha
scoperchiato Affittopoli. Vogliamo ricordarle, quelle
giornate, ministro? Quegli elenchi furono diffusi in
un'ora in stanze di quattro metri quadri, con i
giornalisti che dovevano strillare per capire se un
soggetto fosse o meno omonimo del potente di turno. Che
pagina vergognosa e squallida per il giornalismo
nazionale, quella corsa a dover tentare di recuperare il
nome famoso, perché il ministro non metteva a disposizione
delle redazioni gli elenchi! Altro che gli indirizzi
diffusi! Certi indirizzi famosi, famosissimi, si trovano
anche sulle biografie che quest'estate hanno imperversato,
in una par condicio interna al PDS, nelle librerie
di tutta Italia. Allora, Il Giornale ha diffuso gli
indirizzi? Ma già erano stati resi pubblici dai
locatari.
Colleghi, si può uscire da tale situazione con reciproca
soddisfazione, e forse in pace, puntando a risolvere il
problema, esattamente come viene invocato, però senza le
premesse di cui sopra. Dobbiamo verificare se ci sia la
volontà di andare a fondo sulla questione del censimento
delle sedi dei partiti e poi sulle garanzie sociali da
offrire a chi oggi si trova in una situazione di disagio
nelle case degli enti. E' reale, infatti, il problema
delle "mazzate" che sono arrivate tra capo e collo a
povera gente che si è vista triplicare gli affitti di tali
case ed è un problema che deve essere risolto dalla
politica. Noi stiamo tentando di farlo, di portare un
contributo alla sua soluzione. Tentiamo di individuare per
gli inquilini delle case di enti, di banche, di
assicurazioni (e lì ci
fermiamo, perché non si può certo andare a calpestare la
proprietà privata) alcuni criteri, in parte simili a
quelli che abbiamo sentito provenire dal ministro,
relativi alla divisione per fasce di reddito. Queste,
però, debbono essere collegate anche alla consistenza del
nucleo familiare: è evidente, infatti, che un conto è
disporre di 40 milioni l'anno se si mangia da soli ed
altro conto se si mangia in cinque. Bisogna allora
esaminare questi aspetti.
Io ho ben presenti - e mi riferisco anche agli interventi
dei colleghi Di Muccio e Vito - le esigenze di redditività
degli enti. Al mancato introito per l'applicazione
dell'equo canone alle fasce sociali più deboli e meno
privilegiate dovrà corrispondere una mancata spesa da
parte di tali enti a seguito dell'abbattimento dell'ICI
per le abitazioni destinate a gente che versa in
condizioni di disagio. Questo è l'unico rimedio serio per
poter fornire quelle garanzie ai cittadini che ce le
chiedono; le altre cose sono chiacchiere, sono illusioni
che si vendono al mercato della politica. Noi vogliamo
tentare di rappresentare bene questa gente e speriamo che
il confronto civile possa proseguire con le premesse che
alleanza nazionale ha voluto indicare e che sono
imprescindibili per ogni nostra azione politica
(Applausi dei deputati dei gruppi di alleanza nazionale
e di forza Italia).
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