Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127095
STA0247-0070
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.70 (che inizia a pag.15227 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
FRANCESCO STORACE.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    FRANCESCO STORACE.  Ribadisco allora che forse il
  Parlamento deve ringraziare Feltri, perché senza quella
  campagna di stampa coraggiosa - nella quale il ministro è
  stato trascinato; non è stata sua l'opera di trasparenza,
  come ha tentato di farci credere - questo dibattito non si
  sarebbe mai svolto; non si sarebbe ufficialmente scoperto
 
                             Pag. 15228
 
  che c'erano tanti illustri privilegiati nelle  case degli
  enti.
    Onorevole Rastrelli, tra i sette punti che lei ha citato,
  ne manca uno, che soddisferebbe il desiderio della gente:
  i parlamentari la casa se la pagano!  Infatti, riceviamo
  uno stipendio e vogliamo avere la gioia liberale e
  liberista di pagarci una casa tutta nostra, un affitto -
  vivaddio! - normale.  Invece no: si evita di toccare questo
  punto, perché i nervi della sinistra sono scoperti.
    Finisce il mito della diversità.  Probabilmente, la classe
  dirigente era tutta uguale.  Qualcuno è sopravvissuto (i
  residui della prima Repubblica); altri tentano di
  riciclarsi.  La realtà è che non c'è differenza tra quelli
  e questi.  Ecco perché la gente è indignata, perché si è
  sentita ingannata.  Ed è la vostra base - lo ribadisco - ad
  essersi sentita ingannata.
    Non sono certo solo le questioni legate agli avvisi di
  garanzia, per le quali sono in corso i processi.  Spero che
  su tali questioni tutti gli imputati, quelli che siedono
  sullo stesso banco (e mi riferisco ai D'Alema, agli
  Occhetto, ai Craxi) siano innocenti, perché io voglio una
  politica pulita!  Ma sulla vicenda di Affittopoli il
  privilegio c'è stato!
    E allora, occorre rispondere, ma non come fate voi che
  dite: attenzione, perché queste campagne le pagano i più
  deboli!  Questo è un ricatto!  Vorrebbe dire che l'argomento
  non si deve toccare per tutelare i privilegiati!  Questo
  non è possibile!  E' errato!  E' profondamente errato!  E' un
  volgare ricatto nei confronti della povera gente!  Anche
  perché, grazie a Dio, non solo a sinistra c'è chi si
  propone di tutelare la povera gente; e su questo punto noi
  stiamo spendendo parole e fatti anche presentando proposte
  di legge che forse non saranno apprezzate da tutti, ma se
  non altro avranno il merito di porre la questione sociale
  nel nostro paese.
    Colleghi della sinistra, fareste bene a non mettere la
  testa sotto la sabbia e a nascondere, a tentare di
  nascondere quello che non è occultabile, ovvero la realtà
  del privilegio.  Qualche deputato più avveduto tra di voi
  sostiene che probabilmente sono tutti raccomandati quelli
  che occupano le case degli enti.  Può essere che sia vero:
  quante volte la gente si reca dal parlamentare per chiedere,
  tramite conoscenze, un alloggio!  Grazie a  Dio, io non
  sono mai riuscito a sistemare nessuno!  Quindi sono
  intoccabile!
    E allora, la vera rivoluzione che bisogna fare nel nostro
  paese deve contrastare il riemergere della vecchia
  Repubblica dei privilegi che non riguarda solo gli
  affitti.  Pensiamo al sistema delle banche, a quanto sia
  difficile per il cittadino non privilegiato accedere al
  credito per motivi familiari, per aprire un negozio,
  un'impresa, e quanto invece sia facile per pochi
  privilegiati accedere a centinaia di miliardi di fidi!
  Queste sono le battaglie che vanno fatte in Parlamento!
  Questo è il cambiamento necessario, nei metodi, contro i
  privilegi, contro la voglia di  nomenklatura  che
  sento riemergere.
    Allo stesso modo andrà affrontata prima o poi, anche
  grazie all'insegnamento referendario, la questione
  sindacale, la questione dei distacchi: quanta gente ne
  usufruisce senza che ciò sia utile per coloro che
  dovrebbero essere rappresentati!  L'informazione, lo
  scandalo delle assunzioni, il mercato del lavoro: anche la
  sinistra deve porre tali questioni insieme a noi e non
  nascondersi solo perché è stata scoperta e magari si sente
  offesa per questo!
    Allora probabilmente Affittopoli non è solo una vicenda
  legata al problema della casa; è anche una questione di
  informazione.  Forse oggi discuteremo del consiglio di
  amministrazione della RAI; probabilmente c'è a chi non
  basta un solo  TG3  e ne vuole tre!  Così il
  giornalismo del servizio pubblico non parlerà mai di
  Affittopoli, non parlerà mai della  nomenklatura  che
  vuole mantenere i privilegi!  In fondo, vi è una concezione
  dell'informazione come asservimento a certi partiti!  Non
  si può dire che se l'informazione denuda i privilegi di
  una classe politica è squadrista, anche perché forse la
  parte che secondo voi Feltri serve potrebbe avere ben
  altre intenzioni rispetto a questa vicenda!  Del resto
  Feltri faceva le sue campagne anche da  l'Indipendente;
    evidentemente, era un megafono minore!
    Pertanto invito la sinistra, oltre la polemica, a
  riflettere seriamente su tali questioni e a non cancellare
  dal proprio dizionario la parola "privilegi".  Bisogna
  ammettere queste
 
                             Pag. 15229
 
  cose!  Così, se vi è reciproca buona fede si può andare
  avanti, si può costruire un percorso sulle problematiche
  legate agli alloggi e soprattutto a quelli degli enti.  Ho
  sentito reazioni offese; è stato detto dalla sinistra
  sulle piazze (e non qui, perché in Parlamento è stato
  affermato il contrario) che il 70 per cento degli italiani
  è proprietario di case.  Ebbene, fino a ieri avete detto
  che la destra non vive questo problema perché i suoi
  rappresentanti sono tutti ricchi, mentre voi siete poveri
  e andate in affitto; oggi, allora, scopriamo che l'Italia
  è di destra, visto che il 70 per cento degli italiani ha
  le case di proprietà!
    Ma è così, colleghi?  Quanto razzismo c'è in queste
  affermazioni di certi sindacalisti?  Ricordo le reazioni
  quando fu scoperto che D'Antoni aveva la vasca Jacuzzi.
  D'Antoni portava i lavoratori fuori dalle loro case a
  manifestare contro i governi e nel frattempo gliele
  occupava!  Aveva la vasca Jacuzzi perché diceva che si
  doveva lavare!  Il decoro del sindacato...!  A questi
  signori il referendum dell'11 giugno non ha insegnato
  nulla quanto a limiti all'arroganza!  (Applusi dei
  deputati del gruppo di alleanza nazionale).  Ci vuole il
  mea culpa!  D'Antoni non fa più conferenze stampa,
  perché ha paura che gli chiedano se la vasca funziona!
  Questa è la realtà.
    Su tali comportamenti influisce anche il nervosismo per la
  scoperta di essere coinvolti.  Si spiega così, caro collega
  Tofani, il "no" all'inchiesta parlamentare: è meglio non
  indagare, lasciamo perdere!  La stessa fine magari la farà
  anche la Commissione d'inchiesta sulle assunzioni alla
  Rai.  Qualcuno di voi ha detto; facciamola.  Bene, la sfida
  è accettata, ma voglio vedere...!  Come diceva Di Muccio e
  come dice Diaconale "pagare moneta, vedere cammello".
  Vedremo se i fatti saranno coerenti.
    Se si vuole un dibattito civile, che da più parti si
  auspica, bisogna solamente che ciascuno ammetta le proprie
  responsabilità.  Bisogna ammettere che la sinistra è
  cambiata, che un tempo faceva occupare le case dai
  lavoratori e dai senzatetto, mentre oggi le fa occupare
  dai deputati e dai sindacalisti!  (Applausi dei deputati
  del gruppo di alleanza nazionale).
  Questa  è la sinistra di oggi.  Altro che destra rissosa,
  come ha detto nelle settimane scorse l'onorevole Veltroni,
  il quale ha accusato la destra di essere rissosa,
  guerrafondaia, di avere aperto la caccia all'uomo, lo
  scontro personale.  Ma quale scontro personale, colleghi?
  Se avessimo voluto speculare su questa vicenda, avremmo
  portato qualche centinaio di giovanotti con una bandiera
  sotto le case degli inquilini illustri!  Ma ci siamo
  limitati ed abbiamo dimostrato di essere una forza
  politica seria, che non fa cose come queste.  Non c'è stata
  traccia di mobilitazione, ma solo polemica politica, che è
  cosa diversa.  Non abbiamo alzato le barricate, proprio
  perché riconosciamo che il problema esiste.  Alla fine, se
  la sinistra accettasse ciò che fra poco dirò, non mi
  interesserebbe neppure se D'Alema e Veltroni restassero
  nelle loro case.  Ci restino pure!  Il problema è quello
  dell'uscita politica da Affittopoli, che non coincide
  necessaramente con l'uscita fisica dalla casa.
    Vorrei fare un ragionamento leggermente diverso da quello
  che ha fatto D'Alema a Capri.  Voi dite che i vostri capi
  hanno rispettato la legge; ma, al contempo, volete che
  Berlusconi rispetti una legge che non c'è e dite che non è
  legittimato ad essere capo del prossimo Governo nel caso
  in cui dovesse vincere le elezioni.  Vorrei capire se la
  sinistra è quella o questa!  Le contraddizioni ci sono e
  sono forti.  Ecco perché non possono andar bene certe
  risposte e il bel gesto di lasciare la casa!  Se avessimo
  voluto lo scontro personale, avremmo denunciato le ragioni
  che stanno alla base del bel gesto, apparente e solo
  apparente, dell'onorevole D'Alema o le risposte polemiche
  dell'onorevole Veltroni.  Che cosa significa "chiederò
  all'ente di applicarmi i patti in deroga"?  La minima
  risposta che merita è: paga gli arretrati da quando sei
  deputato, perché riconosci un privilegio!  Non si può dire
  ai giornali (chiedo scusa per l'espressione, Presidente):
  "Ora sono proprio incazzato".  E perché?  Che diritto hai?  E
  che cosa dovrebbero dire quelli che volevano la tua casa
  ma non gliel'hanno data?  Questi, sì, che dovrebbero essere
  "incazzati"!  Eccome, se lo sono!
    C'è un'altra faccia, un altro risvolto, che riguarda la
  sinistra, il centrosinistra, il sindacato
 
                             Pag. 15230
 
  ed il Governo.  Non ho un fatto personale - voglio dirlo
  una volta per tutte - con il ministro del lavoro, ma,
  poiché anch'io rappresento la nazione o un pezzo di essa
  (la disputa è aperta), ho il dovere di pretendere dal
  Governo comportamenti seri, esattamente nel senso della
  serietà che indicava l'onorevole Rastrelli.
    E' allora serio, ministro Treu, quanto è avvenuto (fatto
  sul quale lei in Parlamento non ha risposto) in merito a
  quella che è diventata una sorta di  dependance,  lì
  al Ministero del lavoro?  Ho già ricordato, ma lo ripeterò
  in questa sede, che nei mitici Stati Uniti, se un ministro
  non paga i contributi alla colf, fa le valigie!  Qui siamo
  di fronte allo scandalo della segretaria personale del
  ministro che doveva avere la casa, i soldi dal comune di
  Milano, il consiglio di amministrazione ...  (Applausi
  dei deputati dei gruppi di alleanza nazionale e di forza
  Italia)...  solo per citare i fatti che sono emersi!
  Notizie di questa mattina, pubblicate da  Milano
  Finanza,  riportano del rapporto tra il ministro Treu,
  allora non ministro, la RAI di Billia, il Ministero del
  lavoro di Billia, l'INPS di Billia, le consulenze per
  centinaia di milioni!  Chi deve pagare?  (Applausi dei
  deputati dei gruppi di alleanza nazionale e di forza
  Italia).  E' serio sorreggere chi non può avere la
  fiducia morale del Parlamento, colleghi?  Non si può andare
  avanti in questo modo!  L'autocritica deve riguardare tutti
  e non ci potete accusare di avere cercato la rissa.
  Abbiamo mantenuto il dibattito e la polemica sul terreno
  della politica perché questo era il nostro dovere.
    Anche sul terreno delle case comunali e degli IACP, di cui
  altri hanno parlato, mi chiedo quando si farà trasparenza,
  quando verrà approvato un articolo unico in base al quale
  chi occupa una casa che non gli sia stata assegnata deve
  lasciarla.  O un articolo che consenta il riscatto alle
  fasce sociali che magari non possono pagare i patti in
  deroga.
    Occorre trovare soluzioni, non so quanto liberiste, ma
  dobbiamo provare a cercarle.  Questa è la nostra
  disponibilità.  Invece no, si afferma che Feltri è uno
  squadrista, che quello di Affittopoli non è uno scandalo e
  che non siamo di fronte a persone privilegiate.  Scendiamo
  sul terreno dei fatti, ma solo
  dopo aver chiarito che Affittopoli è uno  scandalo!  E'
  questo a mio avviso il punto di partenza rispetto al quale
  anche la sinistra deve pronunciarsi.  Altrimenti si
  tratterebbe davvero di aria fritta.  Allora si può andare
  nella direzione della cosiddetta soluzione politica.  Lo
  scontro personale, la rissa?  Credo di interpretare il
  pensiero dei colleghi di alleanza nazionale, e forse anche
  del polo, dicendo che si può smettere subito di parlare
  della questione ma soltanto a seguito di qualche gesto
  simbolico e politico.
    Non dico, per esempio, che l'onorevole Veltroni, che
  dirige  l'Unità  e non vuole lo scontro personale, non
  ci debba più attaccare (per carità!), ma mi chiedo se sia
  disponibile ad evitare che il suo giornale riporti la
  pubblicità de  l'Espresso  che ogni settimana compie
  il linciaggio di una serie di persone.  Si tratterebbe di
  un atto simbolico; non gli chiedo di lasciare la sua casa,
  ma di rinunciare alla pubblicità de  l'Espresso  e
  così di evitare il linciaggio su ogni cosa, a cominciare
  dalla RAI.
    Un'altra proposta, che depositerò tra oggi e domani,
  riguarda la disponibilità a riconoscere che Affittopoli,
  oltre ad essere una questione legata alla casa,
  all'informazione ed al modo di concepire quest'ultima, a
  seconda che convenga o meno, è anche una grande questione
  di democrazia.  Il nostro paese potrebbe infatti scoprire
  improvvisamente che si è verificato un finanziamento
  occulto ai partiti, non trasparente, nell'assegnazione
  delle sedi in affitto, a poche centinaia di migliaia di
  lire ai soliti partiti, sindacati, associazioni e
  movimenti, sempre del centro sinistra.  Non c'è stata
  par condicio!  Vogliamo dire agli italiani che, sul
  piano del controllo politico del territorio, vi è chi la
  politica deve pagarsela e chi invece la riceve in regalo
  dallo Stato (nonostante una gita a Londra per dirsi
  liberale)?  (Applausi dei deputati dei gruppi di
  alleanza nazionale e di forza Italia).
    Presenteremo una proposta di legge non per malizia o per
  giungere allo scontro.  Non intendiamo cacciare i partiti
  da quelle sedi - ci restino pure! - ma è importante che
  sia fatto un censimento di tali sedi e che la gente sappia
  che c'è chi ha e chi non ha.  Potrebbe essere questo un
  punto di partenza,
 
                             Pag. 15231
 
  che riguarda i partiti, i sindacati, le associazioni ed i
  movimenti a sfondo politico.  Vediamo se la sinistra anche
  a tale proposito parlerà di scontro personale, quasi
  ideologico.
    Ho molti dubbi su un'eventuale risoluzione, al termine del
  dibattito, che impegni il Governo.  Mi confronterò con i
  miei colleghi di gruppo e vedremo se dare il nostro
  apporto in proposito.
    Proprio per le cose che ho detto, non so se sia consentito
  al Parlamento dare anche su questa materia un mandato al
  ministro del lavoro.  Questo ministro ha vantato
  trasparenza a profusione, ha affermato di essere la
  persona che aveva innescato il meccanismo che ha
  scoperchiato Affittopoli.  Vogliamo ricordarle, quelle
  giornate, ministro?  Quegli elenchi furono diffusi in
  un'ora in stanze di quattro metri quadri, con i
  giornalisti che dovevano strillare per capire se un
  soggetto fosse o meno omonimo del potente di turno.  Che
  pagina vergognosa e squallida per il giornalismo
  nazionale, quella corsa a dover tentare di recuperare il
  nome famoso, perché il ministro non metteva a disposizione
  delle redazioni gli elenchi!  Altro che gli indirizzi
  diffusi!  Certi indirizzi famosi, famosissimi, si trovano
  anche sulle biografie che quest'estate hanno imperversato,
  in una  par condicio  interna al PDS, nelle librerie
  di tutta Italia.  Allora,  Il Giornale  ha diffuso gli
  indirizzi?  Ma già erano stati resi pubblici dai
  locatari.
    Colleghi, si può uscire da tale situazione con reciproca
  soddisfazione, e forse in pace, puntando a risolvere il
  problema, esattamente come viene invocato, però senza le
  premesse di cui sopra.  Dobbiamo verificare se ci sia la
  volontà di andare a fondo sulla questione del censimento
  delle sedi dei partiti e poi sulle garanzie sociali da
  offrire a chi oggi si trova in una situazione di disagio
  nelle case degli enti.  E' reale, infatti, il problema
  delle "mazzate" che sono arrivate tra capo e collo a
  povera gente che si è vista triplicare gli affitti di tali
  case ed è un problema che deve essere risolto dalla
  politica.  Noi stiamo tentando di farlo, di portare un
  contributo alla sua soluzione.  Tentiamo di individuare per
  gli inquilini delle case di enti, di banche, di
  assicurazioni (e lì ci
  fermiamo, perché non si può certo andare  a calpestare la
  proprietà privata) alcuni criteri, in parte simili a
  quelli che abbiamo sentito provenire dal ministro,
  relativi alla divisione per fasce di reddito.  Queste,
  però, debbono essere collegate anche alla consistenza del
  nucleo familiare: è evidente, infatti, che un conto è
  disporre di 40 milioni l'anno se si mangia da soli ed
  altro conto se si mangia in cinque.  Bisogna allora
  esaminare questi aspetti.
    Io ho ben presenti - e mi riferisco anche agli interventi
  dei colleghi Di Muccio e Vito - le esigenze di redditività
  degli enti.  Al mancato introito per l'applicazione
  dell'equo canone alle fasce sociali più deboli e meno
  privilegiate dovrà corrispondere una mancata spesa da
  parte di tali enti a seguito dell'abbattimento dell'ICI
  per le abitazioni destinate a gente che versa in
  condizioni di disagio.  Questo è l'unico rimedio serio per
  poter fornire quelle garanzie ai cittadini che ce le
  chiedono; le altre cose sono chiacchiere, sono illusioni
  che si vendono al mercato della politica.  Noi vogliamo
  tentare di rappresentare bene questa gente e speriamo che
  il confronto civile possa proseguire con le premesse che
  alleanza nazionale ha voluto indicare e che sono
  imprescindibili per ogni nostra azione politica
  (Applausi dei deputati dei gruppi di alleanza nazionale
  e di forza Italia).
 
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