| GIORGIO VIDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
troppe cose sono state dette all'interno di quest'aula,
troppo si è parlato. Per parte mia, voglio essere
estremamente sintetico.
Sono nuovo alla politica, essendo stato eletto per la
prima volta in questa legislatura, e non ho ancora perso
il contatto con la gente comune. Affittopoli, lo confermo,
è uno scandalo, perché così è sentito dalla gente. Non è
uno scandalo ciò che non può divenire oggetto di dibattito
politico, è uno scandalo ciò che la gente reputa sia tale
ed appunto la gente, che vive sulla propria pelle il
problema della casa, ha avvertito tale questione come un
vero e proprio scandalo.
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Ce ne saranno altri di scandali, perché la corruzione e
il privilegio che questa classe politica si è portata
dietro esistono a tutti i livelli. Ce ne saranno altri di
scandali! Questo forse è l'inizio della campagna
elettorale di giugno. E se il giorno si vede dal mattino,
avremo una campagna elettorale veramente pesante.
La gente è disorientata. Il paese ha assolutamente bisogno
che venga affrontata la questione morale. Altro che il
discorso sulla carcerazione preventiva, sulla giustizia e
sui diritti! La questione morale è ancora al centro
dell'attenzione dell'opinione pubblica, e lo ha dimostrato
la sensibilità con cui la stessa ha reagito alla questione
delle case date in affito di favore ad alcuni dirigenti di
partito.
Credo che, se non si darà una risposta adeguata,
assisteremo prima o poi al crollo delle istituzioni
repubblicane. Il paese deve rendersi conto che la gente
subisce sulla propria pelle queste situazioni ma che alla
fine chi ci rimette sono le istituzioni democratiche.
Questo tarlo, che sta rodendo la coscienza dell'opinione
pubblica, provoca una sfiducia crescente nelle nostre
istituzioni. E' inutile portare il discorso a livello
istituzionale, a livello politico o parlamentare; qui
occorre porre dei punti fermi e bisogna saper rispondere a
questi grandi problemi, che sono fondamentali.
E' stato ricordato che in altri paesi, di più avanzata
democrazia, una cosa del genere avrebbe impedito a certi
dirigenti politici di essere rieletti, di presentarsi
decentemente davanti all'opinione pubblica. Qui si vuole
invece allargare il problema, portandolo a livello
politico - ed è anche giusto - e discutendo delle modalità
di gestione degli enti pubblici e del loro patrimonio.
Resta però un punto fondamentale: occorre rispondere, e
occorre farlo immediatamente, a questi problemi.
Non ritengo che ciò possa essere oggetto di campagna
politica, ma prendo atto che lo è, e in un momento
fondamentale, quando forse si sta andando verso le
elezioni. Queste sono le armi della politica, perché sotto
c'è veramente qualcosa di marcio. Bisogna scoprire il
marcio e avere il coraggio di mostrarlo e di porvi
rimedio. Quelli che hanno
goduto di privilegi devono rinunciarvi immediatamente, non
devono aspettare che finisca questo dibattito e che si
riproponga il discorso a livello più generale; devono
rinunciare subito ai privilegi, riconoscendo apertamente
di aver sbagliato. Questo è quanto si deve dire. Questo è
quanto chiede l'opinione pubblica. Questo è quello che si
deve assolutamente fare. Perché domani i giornali, la
stampa, se si occuperanno del problema, parleranno delle
case di questo o quel dirigente, non del dibattito
generale che si sta svolgendo. Di questo si occuperà la
gente e a questo bisogna rispondere subito in modo
prioritario (Applausi).
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