| MARCO TARADASH. Signor Presidente, questo è stato un
dibattito molto strano: alla domanda: "Dove vai?" la
risposta è stata: "Porto pesci". Noi non stiamo discutendo
del problema della casa in Italia, non stiamo discutendo
degli istituti IACP o GESCAL, non stiamo discutendo della
politica sociale, stiamo discutendo di Affittopoli. Questo
è il problema politico e il punto politico che è in
discussione attraverso la mozione che reca come prima
firma quella del collega Vito. Poi, certo, si può
discutere di tutto il resto, però non si può, come hanno
fatto molti colleghi (generalmente della sinistra, ma
anche il presidente della Commissione ambiente, Formenti,
della lega nord), discutere di tutto tranne che della
questione su cui il Parlamento è stato chiamato ad aprire
gli occhi. E' come se, di fronte alla questione che oggi
emerge su molti giornali (quella dei falsi invalidi, del
94 per cento di postini falsi invalidi assunti - pare -
dal ministro Vizzini), noi discutessimo per due giorni
della salute sul posto di lavoro e della legislazione
antinfortunistica. Non si sta discutendo di invalidità, se
si discute dei falsi invalidi! Si parla della politica e
dell'amministrazione che hanno consentito al 94 per cento
di falsi invalidi di abusare del posto di lavoro riservato
agli invalidi.
Lo stesso vale per Affittopoli: noi non stiamo discutendo
delle radici dei problemi sociali di questo paese e della casa.
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Altra discussione dovrà essere fatta su tali temi e altre luci
dovranno essere accese sulla corruzione amministrativa e
sulle scelte politiche, clientelari, assistenzialistiche e
corruttrici che hanno condotto il paese a non avere
nessuna politica neppure sulla casa, come in quasi ogni
ramo della vita pubblica. Arrangiatevi, fate da voi: chi
ha la capacità di arricchirsi, pagando o non pagando le
tasse oppure di ammanicarsi a qualche potente si salverà;
gli altri invece verranno respinti sempre più ai margini
della società. Questa è stata la politica della casa in
Italia!
Ma noi stiamo discutendo oggi di Affittopoli, cioè di
abuso di potere! Questo è Affittopoli! E' il fatto che
alcuni cittadini in grado di alzare il telefono e di farsi
passare immediatamente il presidente di un ente, lo
facevano e dicevano: sono arrivato a Roma, non ho ancora
trovato casa, per favore trovamela! Questi cittadini,
eludendo tutte le normative scritte e tutte le forme di
correttezza e di etica pubblica, nel giro di pochi giorni
o di poche settimane riuscivano ad avere casa.
Questo è Affittopoli, non è altro! Delle altre cose
discuteremo poi. Anche nella nostra mozione indichiamo
alcune strade di uscita in termini di buona
amministrazione e di buon Governo, per evitare - almeno in
certi limiti - che si ripetano le vicende del passato.
Il nostro è un paese che secondo uno studio - credo del
Congresso americano - risulta essere ai primi posti nel
mondo per il livello di corruzione pubblica. Il nostro è
un paese che si deve porre davanti allo specchio e
guardarsi: dalle élites che, come centro motore
intellettuale e direzionale del paese, hanno la
responsabilità massima, fino ai cittadini che hanno
condiviso, accettato, subìto in modo rassegnato, da
sudditi, perché non sono stati abituati a crescere nei
propri diritti e doveri e dunque hanno partecipato a
questa situazione.
Quindi o la discussione su Affittopoli è l'occasione per
fare autocoscienza, per costruire in primo luogo
all'interno del Parlamento un sentimento di responsabilità
di ciascuno di noi e di ciascuna forza politica nei
confronti degli interessi dell'ultimo cittadino di questo
paese oppure potremo fare
come hanno fatto i colleghi democristiani, della sinistra
e - ahimè - leghisti: potremo far finta di niente,
chiudere gli occhi e cominciare a discutere della nuova
politica sulla casa, cercando di trovare il sistema per
migliorare la gestione dei vari enti.
Non è questo il problema, colleghi, e voi lo sapete
benissimo! Affittopoli è uno spiraglio di luce su quella
che è stata la gestione ordinaria del potere nella prima
Repubblica. Finché non avremo reso questa luce uniforme e
tale da consentire a tutti di vedere, state tranquilli che
la prima Repubblica non sarà finita! Ci potranno essere
sussulti e terremoti, ma poi arriveranno subito le
politiche di ricostruzione alla De Mita! Noi potremo aver
distrutto gli edifici della corruzione, ma subito
arriveranno le decine di migliaia di miliardi per
ricostruirli con la corruzione!
Questo deve essere il nostro problema, non il resto! I
milioni di cittadini sofferenti che guardano al Parlamento
e al dibattito che in esso si svolge: non è vero niente!
Intanti non siete riusciti, cari colleghi che li avete
evocati, a portarne neanche uno a protestare contro il
liberismo del Parlameno, che sarebbe l'oggetto della
polemica! I cittadini non soffrono della povertà, del
fatto di vivere in appartamenti a basso costo ed a bassa
qualità di vita, ma soffrono perché quella condizione
viene loro elargita come se fosse un favore e di
conseguenza da quella condizione non riusciranno mai a
riscattarsi se non sostituiremo la politica dei favori con
quella dei diritti. Se non riusciremo a garantire
attraverso la pubblica amministrazione e gli enti pubblici
il rispetto dei diritti, non costruiremo mai neppure il
sentimento del dovere e della partecipazione ad un'impresa
comune qual è quella di costruire una nazione ordinata che
limiti, non dico che elimini ma limiti al massimo, la
corruzione al suo interno.
D'Alema cosa risponde a tutto questo? Risponde: mi sento
tranquillo con la mia coscienza, però, di fronte alla
campagna squadristica de Il Giornale, lascio casa. E
la moglie di D'Alema fa il piagnisteo su un giornale,
mentre la mamma di D'Alema dice: povero il mio ragazzo!
Questa è la costruzione retorica grazie alla quale si
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vorrebbe creare una mitologia dell'uomo di sinistra che arriva
a Roma senza protezioni e senza avere alle spalle eredità e
reddito, che deve farsi da solo e che a tal fine telefona
al presidente dell'istituto per chiedergli la casa. E'
questo è il modello di uomo di sinistra che viene
proposto? Benissimo, se questo è il modello di uomo di
sinistra che viene proposto (Commenti del deputato
Mussi), secondo me non corrisponde alle esigenze dei
cittadini italiani i quali, questa volta, si sono resi
conto che in Italia c'è stata una spartizione di potere e
di favori che ha attraversato i partiti di governo e di
opposizione, le grandi industrie collegate allo Stato -
generalmente collegate alle mammelle finanziarie dello
Stato - ed i sindacati che rappresentavano invece
interessi contrapposti.
Il popolo italiano, forse grazie ad Affittopoli e non
ancora grazie a Tangentopoli - perché questa è soltanto ai
suoi inizi e non ha toccato ancora le zone coperte
dall'ombra, dalle ombre rosse che Tangentopoli deve
svelare -, si è reso conto di quello che pochi emarginati
e "silenziati", costretti alla censura dalle grandi stampe
e dalle grandi televisioni, hanno detto per vent'anni,
cioè che questo non era un paese governato dalla destra,
dal centro o dalla sinistra, dalla democrazia cristiana o
dal partito socialista, bensì un paese governato - si fa
per dire - da un regime di partiti stretto al suo interno
da vincoli di carattere criminale; ebbene, questa verità
riesce ad apparire agli occhi della gente.
Cari amici della sinistra, non pensate che il declino di
popolarità dell'onorevole D'Alema sia dovuto al fatto che
Feltri ha additato l'onorevole D'Alema come uomo che stava
ad equo canone; il declino sta nel fatto che voi questi
conti non li volete fare, che non volete vedere quale sia
la storia del partito comunista e del partito democratico
della sinistra all'interno del regime dei partiti e dello
scambio dei favori. Quindi voi non siete capaci di
costruire oggi una politica di progresso nonostante
vogliate chiamarvi progressisti (Applausi dei deputati
dei gruppi di forza Italia e di alleanza nazionale),
come democratici e democrazie popolari si volevano
chiamare quelle strutture politiche
che erano il contrario della democrazia e dell'essere
popolari. Voi non volete fare i conti e allora liquidate
come aggressione squadristica una campagna giornalistica
che ha portato alla luce delle verità. Non volete guardare
in faccia una volontà politica, quella che la mozione Vito
ed altri vi sottopone, vale a dire la realtà di un sistema
Italia che ha nel "sistema casa" soltanto una espressione
tra le mille possibili. Un sistema che ha visto il partito
comunista - finché si chiamava in questo modo -
strettamente legato agli interessi dei partiti di governo!
E' pertanto evidente che, se fossero caduti questi ultimi,
con il loro comportamento e la loro - virgolette -
"moralità", sarebbe contemporaneamente caduto anche il
maggiore partito di opposizione con i propri comportamenti
e con la sua - posso anche togliere le virgolette -
moralità! E' questo il dato di fatto: la vostra moralità -
senza virgolette - esisteva soltanto in funzione della
"moralità" - tra virgolette - degli altri e l'interesse
alla sopravvivenza della DC e del PSI, del loro malaffare
e del loro malgoverno, era anche il vostro interesse! Non
avevate, infatti, il coraggio di recidere i vostri legami
internazionali ed ideologici e di proporre ai cittadini
italiani un'alternativa politica! Preferivate, invece,
navigare nel "mare" dell'opposizione e, pur sapendo che
era pieno di liquami, ci nuotavate!
Questo è quanto esce da Tangentopoli cari colleghi della
sinistra!
E' inutile parlare ai colleghi democristiani...
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