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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127099
STA0247-0074
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.74 (che inizia a pag.15232 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
MARCO TARADASH.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    MARCO TARADASH.  Signor Presidente, questo è stato un
  dibattito molto strano: alla domanda: "Dove vai?" la
  risposta è stata: "Porto pesci".  Noi non stiamo discutendo
  del problema della casa in Italia, non stiamo discutendo
  degli istituti IACP o GESCAL, non stiamo discutendo della
  politica sociale, stiamo discutendo di Affittopoli.  Questo
  è il problema politico e il punto politico che è in
  discussione attraverso la mozione che reca come prima
  firma quella del collega Vito.  Poi, certo, si può
  discutere di tutto il resto, però non si può, come hanno
  fatto molti colleghi (generalmente della sinistra, ma
  anche il presidente della Commissione ambiente, Formenti,
  della lega nord), discutere di tutto tranne che della
  questione su cui il Parlamento è stato chiamato ad aprire
  gli occhi.  E' come se, di fronte alla questione che oggi
  emerge su molti giornali (quella dei falsi invalidi, del
  94 per cento di postini falsi invalidi assunti - pare -
  dal ministro Vizzini), noi discutessimo per due giorni
  della salute sul posto di lavoro e della legislazione
  antinfortunistica.  Non si sta discutendo di invalidità, se
  si discute dei falsi invalidi!  Si parla della politica e
  dell'amministrazione che hanno consentito al 94 per cento
  di falsi invalidi di abusare del posto di lavoro riservato
  agli invalidi.
    Lo stesso vale per Affittopoli: noi non stiamo discutendo
  delle radici dei problemi sociali di questo paese e della casa.
 
                             Pag. 15233
 
  Altra discussione dovrà essere fatta su tali temi e altre luci
  dovranno essere accese sulla corruzione amministrativa e
  sulle scelte politiche, clientelari, assistenzialistiche e
  corruttrici che hanno condotto il paese a non avere
  nessuna politica neppure sulla casa, come in quasi ogni
  ramo della vita pubblica.  Arrangiatevi, fate da voi: chi
  ha la capacità di arricchirsi, pagando o non pagando le
  tasse oppure di ammanicarsi a qualche potente si salverà;
  gli altri invece verranno respinti sempre più ai margini
  della società.  Questa è stata la politica della casa in
  Italia!
    Ma noi stiamo discutendo oggi di Affittopoli, cioè di
  abuso di potere!  Questo è Affittopoli!  E' il fatto che
  alcuni cittadini in grado di alzare il telefono e di farsi
  passare immediatamente il presidente di un ente, lo
  facevano e dicevano: sono arrivato a Roma, non ho ancora
  trovato casa, per favore trovamela!  Questi cittadini,
  eludendo tutte le normative scritte e tutte le forme di
  correttezza e di etica pubblica, nel giro di pochi giorni
  o di poche settimane riuscivano ad avere casa.
    Questo è Affittopoli, non è altro!  Delle altre cose
  discuteremo poi.  Anche nella nostra mozione indichiamo
  alcune strade di uscita in termini di buona
  amministrazione e di buon Governo, per evitare - almeno in
  certi limiti - che si ripetano le vicende del passato.
    Il nostro è un paese che secondo uno studio - credo del
  Congresso americano - risulta essere ai primi posti nel
  mondo per il livello di corruzione pubblica.  Il nostro è
  un paese che si deve porre davanti allo specchio e
  guardarsi: dalle  élites  che, come centro motore
  intellettuale e direzionale del paese, hanno la
  responsabilità massima, fino ai cittadini che hanno
  condiviso, accettato, subìto in modo rassegnato, da
  sudditi, perché non sono stati abituati a crescere nei
  propri diritti e doveri e dunque hanno partecipato a
  questa situazione.
    Quindi o la discussione su Affittopoli è l'occasione per
  fare autocoscienza, per costruire in primo luogo
  all'interno del Parlamento un sentimento di responsabilità
  di ciascuno di noi e di ciascuna forza politica nei
  confronti degli interessi dell'ultimo cittadino di questo
  paese oppure potremo fare
  come hanno fatto i colleghi democristiani,  della sinistra
  e - ahimè - leghisti: potremo far finta di niente,
  chiudere gli occhi e cominciare a discutere della nuova
  politica sulla casa, cercando di trovare il sistema per
  migliorare la gestione dei vari enti.
    Non è questo il problema, colleghi, e voi lo sapete
  benissimo!  Affittopoli è uno spiraglio di luce su quella
  che è stata la gestione ordinaria del potere nella prima
  Repubblica.  Finché non avremo reso questa luce uniforme e
  tale da consentire a tutti di vedere, state tranquilli che
  la prima Repubblica non sarà finita!  Ci potranno essere
  sussulti e terremoti, ma poi arriveranno subito le
  politiche di ricostruzione alla De Mita!  Noi potremo aver
  distrutto gli edifici della corruzione, ma subito
  arriveranno le decine di migliaia di miliardi per
  ricostruirli con la corruzione!
    Questo deve essere il nostro problema, non il resto!  I
  milioni di cittadini sofferenti che guardano al Parlamento
  e al dibattito che in esso si svolge: non è vero niente!
  Intanti non siete riusciti, cari colleghi che li avete
  evocati, a portarne neanche uno a protestare contro il
  liberismo del Parlameno, che sarebbe l'oggetto della
  polemica!  I cittadini non soffrono della povertà, del
  fatto di vivere in appartamenti a basso costo ed a bassa
  qualità di vita, ma soffrono perché quella condizione
  viene loro elargita come se fosse un favore e di
  conseguenza da quella condizione non riusciranno mai a
  riscattarsi se non sostituiremo la politica dei favori con
  quella dei diritti.  Se non riusciremo a garantire
  attraverso la pubblica amministrazione e gli enti pubblici
  il rispetto dei diritti, non costruiremo mai neppure il
  sentimento del dovere e della partecipazione ad un'impresa
  comune qual è quella di costruire una nazione ordinata che
  limiti, non dico che elimini ma limiti al massimo, la
  corruzione al suo interno.
    D'Alema cosa risponde a tutto questo?  Risponde: mi sento
  tranquillo con la mia coscienza, però, di fronte alla
  campagna squadristica de  Il Giornale,  lascio casa.  E
  la moglie di D'Alema fa il piagnisteo su un giornale,
  mentre la mamma di D'Alema dice: povero il mio ragazzo!
  Questa è la costruzione retorica grazie alla quale si
 
                             Pag. 15234
 
  vorrebbe creare una mitologia dell'uomo di sinistra che arriva
  a Roma senza protezioni e senza avere alle spalle eredità e
  reddito, che deve farsi da solo e che a tal fine telefona
  al presidente dell'istituto per chiedergli la casa.  E'
  questo è il modello di uomo di sinistra che viene
  proposto?  Benissimo, se questo è il modello di uomo di
  sinistra che viene proposto  (Commenti del deputato
  Mussi),  secondo me non corrisponde alle esigenze dei
  cittadini italiani i quali, questa volta, si sono resi
  conto che in Italia c'è stata una spartizione di potere e
  di favori che ha attraversato i partiti di governo e di
  opposizione, le grandi industrie collegate allo Stato -
  generalmente collegate alle mammelle finanziarie dello
  Stato - ed i sindacati che rappresentavano invece
  interessi contrapposti.
    Il popolo italiano, forse grazie ad Affittopoli e non
  ancora grazie a Tangentopoli - perché questa è soltanto ai
  suoi inizi e non ha toccato ancora le zone coperte
  dall'ombra, dalle ombre rosse che Tangentopoli deve
  svelare -, si è reso conto di quello che pochi emarginati
  e "silenziati", costretti alla censura dalle grandi stampe
  e dalle grandi televisioni, hanno detto per vent'anni,
  cioè che questo non era un paese governato dalla destra,
  dal centro o dalla sinistra, dalla democrazia cristiana o
  dal partito socialista, bensì un paese governato - si fa
  per dire - da un regime di partiti stretto al suo interno
  da vincoli di carattere criminale; ebbene, questa verità
  riesce ad apparire agli occhi della gente.
    Cari amici della sinistra, non pensate che il declino di
  popolarità dell'onorevole D'Alema sia dovuto al fatto che
  Feltri ha additato l'onorevole D'Alema come uomo che stava
  ad equo canone; il declino sta nel fatto che voi questi
  conti non li volete fare, che non volete vedere quale sia
  la storia del partito comunista e del partito democratico
  della sinistra all'interno del regime dei partiti e dello
  scambio dei favori.  Quindi voi non siete capaci di
  costruire oggi una politica di progresso nonostante
  vogliate chiamarvi progressisti  (Applausi dei deputati
  dei gruppi di forza Italia e di alleanza nazionale),
    come democratici e democrazie popolari si volevano
  chiamare quelle strutture politiche
  che erano il contrario della democrazia e  dell'essere
  popolari.  Voi non volete fare i conti e allora liquidate
  come aggressione squadristica una campagna giornalistica
  che ha portato alla luce delle verità.  Non volete guardare
  in faccia una volontà politica, quella che la mozione Vito
  ed altri vi sottopone, vale a dire la realtà di un sistema
  Italia che ha nel "sistema casa" soltanto una espressione
  tra le mille possibili.  Un sistema che ha visto il partito
  comunista - finché si chiamava in questo modo -
  strettamente legato agli interessi dei partiti di governo!
  E' pertanto evidente che, se fossero caduti questi ultimi,
  con il loro comportamento e la loro - virgolette -
  "moralità", sarebbe contemporaneamente caduto anche il
  maggiore partito di opposizione con i propri comportamenti
  e con la sua - posso anche togliere le virgolette -
  moralità!  E' questo il dato di fatto: la vostra moralità -
  senza virgolette - esisteva soltanto in funzione della
  "moralità" - tra virgolette - degli altri e l'interesse
  alla sopravvivenza della DC e del PSI, del loro malaffare
  e del loro malgoverno, era anche il vostro interesse!  Non
  avevate, infatti, il coraggio di recidere i vostri legami
  internazionali ed ideologici e di proporre ai cittadini
  italiani un'alternativa politica!  Preferivate, invece,
  navigare nel "mare" dell'opposizione e, pur sapendo che
  era pieno di liquami, ci nuotavate!
    Questo è quanto esce da Tangentopoli cari colleghi della
  sinistra!
    E' inutile parlare ai colleghi democristiani...
 
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