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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127101
STA0247-0076
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.76 (che inizia a pag.15234 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
MARCO TARADASH.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    MARCO TARADASH.  La lascio stare!
    Dicevo che è inutile parlare ai colleghi democristiani
  che, oramai, possono rappresentare soltanto un faro,
  lontano e nel buio, dal quale tenersi lontano (questo vale
  per tutti e spero anche per gli eredi della democrazia
  cristiana).  Ma è forse utile rivolgere una parola in più a
  quelli della lega per capire come mai questo tipo di
  discorso, che qualche tempo fa avrei potuto pronunciare
  anche dai loro banchi, oggi non venga più fatto!  Ritengo
  che si possa far parte di un'alleanza, avere dei vincoli
  di strategia
 
                             Pag. 15235
 
  comune, almeno per un certo percorso, ma  che non ci si
  debba dimenticare la ragione fondante del movimento,
  perché si può anche minacciare il ricorso alle armi la
  secessione dall'Italia e la costituzione di nuovi
  parlamenti, però, poi, per mantenere la dignità
  dell'essere parlamentare rappresentando la volontà di
  cittadini che si sono ribellati al sistema della
  corruzione, dell'esosità fiscale e del clientelismo, è
  alle volte necessari prendere le distanze, in modo netto e
  sereno, senza comportarsi come l'onorevole Formenti che ha
  fatto la "mosca cocchiera" di coloro che hanno
  interpretato la discussione in corso come un dibattito
  sulla politica della casa nel nostro paese!  Questa è una
  presa in giro nei confronti degli elettori che hanno fatto
  una scelta antistatalista  (Applausi dei deputati dei
  gruppi di forza Italia e di alleanza nazionale),
    intendendo con la parola "statalismo" la corruzione, la
  cattiva amministrazione ed il disservizio!
    Queste cose vanno dette, cari colleghi della lega.
    Signor Presidente, esprimo l'auspicio che dalla
  discussione odierna possa emergere un sentimento maggiore
  di corresponsabilità, nel tentativo di passare dalla prima
  alla seconda Repubblica.  Non ci si può limitare, infatti,
  a pronunciare espressioni del tipo "io vivevo nel mio
  tempo; quest'ultimo mi ha costretto a fare delle scelte e
  adesso, che i tempi sono cambiati, ne farò delle altre!".
  Il problema non è quello della illegalità, ma quello della
  distinzione tra chi crede effettivamente nella riforma e
  chi, invece, semplicemente nel progresso della prima
  Repubblica.  Se si sostengono quest'ultime ragioni, si
  lascia la casa, si piange un po' sullo squadrismo degli
  avversari rimettendosi al giudizio degli spettatori del
  Maurizio Costanzo show.  Se invece, non si vuole il
  progresso della prima Repubblica verso una diversa
  moralità, allora si comincia a capire che è la legalità -
  non l'illegalità! - della prima Repubblica che deve essere
  riformata, perché è l'equo canone che ha rappresentato lo
  scandalo di quest'ultima in materia di politica della
  casa!  L'equo canone, infatti, era una regalia offerta a
  pochi privilegiati contro gli interessi di una moltitudine
  di poveri e di bisognosi.  L'equo canone è  stato lo
  specchietto per le allodole che ha consentito alla
  sinistra di poter convivere con le politiche distruttive
  dell'ambiente, dei suoli, delle acque, del paesaggio, del
  Governo, potendo dichiarare ai propri elettori: "Questo
  noi abbiamo ottenuto, e se poi voi ad equo canone non
  riuscite ad avere l'alloggio è colpa del bieco capitalista
  che si nasconde in ogni proprietario di casa".  Ma D'Alema
  ed altri sindacalisti democristiani, socialisti (quelli
  però, se non altro, con vista sulle migliori piazze
  d'Italia, cercando anche in questo di superare i loro
  antichi maestri), ce l'avevano la casa ad equo canone,
  mentre i cittadini ai quali veniva promessa attraverso le
  leggi non ce l'avevano!  Coloro che prendevano il telefono
  e chiamavano il presidente dell'ente ce l'avevano; i
  cittadini che andavano a votare per i partiti delle
  sinistre difendevano l'equo canone, ma nessuno di loro
  riusciva a trovare appartamenti ad equo canone sapevano
  però che se un giorno la sinistra avesse vinto, allora si
  che ci sarebbero stati gli appartamenti ad equo canone!
    Questa è la sfida, cari colleghi!  O voi adesso cambiate e,
  in termini di forza che si candida a governare, dichiarate
  ai cittadini italiani che tutto questo non era vero, che
  apparteneva ai giochi della prima Repubblica e che loro
  potranno avere la casa soltanto se quelle leggi (che non
  potevano funzionare e che erano fatte per non funzionare,
  erano in sostanza leggi sbagliate) verranno modificate ed
  allora forse otterrete qualche voto che vi consentirà, un
  domani, di andare a gareggiare per il Governo, altrimenti
  si porrà una duplice ipotesi.  O voi, infatti, andando alle
  elezioni, sarete sconfitti da una forza liberale,
  liberista, rispettosa dei diritti del cittadino e capace
  di trasformare i sudditi in cittadini, di avere
  progettualità politica, di riconoscere finalmente alla
  politica la sua missione e di fargliela svolgere, oppure
  l'alternativa sarà ancora una volta quella, che oggi voi
  continuate a proporci, cioè il Governo dei tecnici o, come
  diceva giustamente Taddei, il Governo dei burocrati, delle
  alte burocrazie di questo paese, che hanno soltanto il
  compito di far sì che niente si muova e niente si cambi
  fino a quando (ma hanno anche il compito di impedire che
 
                             Pag. 15236
 
  quel "quando" si verifichi) la politica non rientrerà in scena
  e si recupererà il vuoto, il vuoto  assoluto, l'incapacità
  per i cittadini di recuperare il senso di appartenenza ad
  uno Stato di diritto, ad uno Stato unitario, ad uno Stato
  in cui le  élites  si formano perché sono in grado di
  proporre soluzioni e di affrontare problemi e non perché
  sono in grado di galleggiare meglio degli altri sui
  liquami della Repubblica!  (Applausi dei deputati dei
  gruppi di forza Italia e di alleanza nazionale -
  Congratulazioni).
 
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