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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127144
STA0247-0119
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.119 (che inizia a pag.15245 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
MAURIZIO GASPARRI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE (ore 12,34).
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    MAURIZIO GASPARRI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  onorevoli rappresentanti del Governo, non pensavo, in un
  primo momento, di intervenire in questo dibattito perché
  altri colleghi del mio gruppo hanno seguito in maniera più
  approfondita la materia (mi riferisco agli onorevoli
  Tofani e Storace, nonché a tutti coloro i quali hanno
 
                             Pag. 15246
 
  anche assunto iniziative legislative in materia).  Ho
  deciso, però, di farlo quando una  settimana fa, nel corso
  di una manifestazione nel mio collegio elettorale, un
  elettore - uno dei cittadini ai quali ciascuno di noi deve
  in maniera trasparente rendere conto del proprio mandato -
  mi ha detto - dopo aver precisato che nelle elezioni del
  1994 aveva votato per il candidato che mi si contrapponeva
  e che aveva anche partecipato alle manifestazioni
  sindacali contro il governo Berlusconi - alcune cose che
  vorrei sottolineare.  Qualche tempo dopo essere ritornato a
  casa, stanco e sudato per la marcia contro la riforma
  delle pensioni, quest'ultimo ha riflettuto sul fatto che
  D'Antoni, tornando a casa, si poteva fare il bagno nelle
  vasche Jacuzzi a suo piacimento.  Egli ha compreso, quindi,
  di essere stato preso volgarmente in giro da questi
  signori e mi ha chiesto di esprimere l'indignazione di chi
  in buona fede aveva creduto alla validità di certe
  battaglie, seguendo alcuni personaggi; di chi mentre
  marciava, ha constatato che gli altri facevano una vita
  tutto sommato comoda e piena di agi, anche a poco
  prezzo.
    Pur svolgendo ciascuno di noi funzioni politiche, siamo
  però anche parlamentari che devono rendere conto del
  proprio operato pure ai cittadini che non ci hanno votato
  - come nel caso di specie - essendo noi, comunque, nella
  logica del maggioritario (anche se ultimamente abbiamo
  constatato che uninominale e maggioritario sembrano andare
  poco di moda, perché vi sono numerose tentazioni strane in
  giro), l'espressione di quel territorio.
    Ho ritenuto di prendere la parola non solo per citare
  questo caso ma, ovviamente, anche per svolgere altre
  considerazioni sul tema in esame, che ha indignato i
  cittadini.
    L'onorevole D'Alema ha parlato di una campagna
  squadristica.  Ma devo sottolineare il fatto che - come ha
  dovuto ammettere anche l'onorevole Pecoraro Scanio, tra un
  insulto e un'invettiva - l'iniziativa è stata assunta da
  una testata giornalistica.  Non mi pare peraltro che essa
  abbia fatto molto gli interessi del proprio editore
  sostenendo questa campagna.  E' infatti evidente che, se si
  ha un editore impegnato nel settore dell'edilizia (che
  intrattiene, istituzionalmente e
  necessariamente, rapporti con chi compra  le case,
  compresi quindi gli istituti) non si agevola di certo la
  sua lecita e legittima attività promuovendo campagne di
  stampa di questo genere.
      L'onorevole D'Alema, che fremeva di indignazione e parlava
  di squadrismo, evidentemente non ha letto per mesi le
  raccolte de  La Repubblica  e de  L'Espresso,  che
  hanno sviscerato temi sul polo, sul non polo, su
  Berlusconi, la Fininvest, Telepiù, Telemeno...!  C'è stata
  una campagna - altro che squadristica! - di odio, di
  disinformazione di aggressione, nei confronti di alcuni
  partiti politici e di alcuni esponenti degli stessi.
  Ebbene, se la libertà di espressione di stampa deve valere
  per tutti, è valsa, e vale - e chi la contesterà mai! -
  per  L'Espresso  o per chi vuole infangare...  Se poi
  scriveranno cose false od inesatte ciascuno ne risponderà,
  come ognuno di noi, nelle sedi opportune.  Accettino,
  quindi, una campagna giornalistica che alla portata
  trasparenza!
    Qualcuno prima si chiedeva cos'abbia fatto il polo, nei
  sette mesi di Governo, in termini di trasparenza.  Abbiamo
  fatto molto e credo che da tale punto di vista alleanza
  nazionale possa rivendicare un primato, altro che
  lottizzazioni e quant'altro!  Direi anzi che in questa fase
  si dimostra l'obiettività di quel Governo.  Pensate che
  quel Governo ha designato due persone (Monti, che è
  commissario europeo, e Giuliano Amato, che presiede
  l'anti- trust)  talmente indipendenti - come era
  giusto che fosse rispetto alle posizioni politiche di un
  Governo che pure aveva il diritto di designare commissari
  europei o che in qualche modo sulla vicenda
  dell'anti- trust  poteva avere qualche influenza sul
  Parlamento - che anzi in tante vicende (si pensi a quello
  che Monti quotidianamente dice sulle elezioni) sostengono
  tesi diverse da quelle che sostiene il polo; il che non ci
  scandalizza, ma dimostra che, quando si è agito su certi
  piani, lo si è fatto con grande capacità.  Ci si potrebbe
  anche riferire alla RAI - ma ne parleremo nei prossimi
  giorni - ; i cui bilanci sono oggi in attivo, mentre
  l'azienda iperlottizzata aveva conti paurosi e sicuramente
  tante magagne, che andremo a denunciare quando verrà
  istituita la commissione che si dovrà occupare
 
                             Pag. 15247
 
  di "Parentopoli", delle assunzioni facili, quando si
  potranno svelare queste cose.
    Abbiamo lottato contro il privilegio, contro le auto blu,
  i telefoni blu e quant'altro...!  Abbiamo "bonificato"
  tante aree.  Quando eravamo al Governo, andai al Ministero
  dell'interno e trovai, corredati con elenchi lunghissimi,
  "ex" di tutto, cioè personaggi che avevano diritto a vita
  a macchine, aerei e quant'altro.  Andammo con il  machete
  a tagliare quest'area di privilegio, come era giusto
  che fosse: non abbiamo fatto nulla di eroico o che ci
  debba essere riconosciuto come merito speciale, abbiamo
  fatto quello che noi riteniamo qualsiasi cittadino di buon
  senso (compreso quel signore indignato per la Jacuzzi di
  D'Antoni, che aveva votato per i progressisti e che non
  credo che li rivoterà più) avrebbe fatto se avesse avuto
  le stesse nostre opportunità.
    E' evidente, quindi, che abbiamo tutto il diritto di
  puntare l'indice accusatore.  E lo diciamo da tempo, perché
  non ci si può venire a chiedere, come ha fatto qualcuno
  poc'anzi, cos'ha fatto il polo, cosa hanno fatto i
  partiti...
    L'onorevole Tofani questa mattina, in quest'aula, ha
  ricordato e sollecitato la necessità di varare la
  Commissione d'inchiesta parlamentare, perché non ci
  fidiamo delle commissioni istituite da coloro che hanno
  gestito gli enti, caro ministro Treu!  (Applausi dei
  deputati del gruppo di alleanza nazionale).  Non si
  possono fare controllori i controllati!  In alcune
  interrogazioni che ho presentato ho denunciato il fatto
  che alcuni esponenti della commissione da lei istituita
  sono stati consiglieri di amministrazione dell'INPDAI,
  altro ente - e lo dico alla luce del sole, in Parlamento -
  che difende i dirigenti che creano le  lobbies  in
  Parlamento e danno le case a quattro soldi ai sindacalisti
  con i quali fingono di litigare!  (Applausi dei deputati
  del gruppo di alleanza nazionale).  Più trasparenza,
  signori dell'INPDAI, che venite in Parlamento,
  giustamente, a difendere la causa dei vostri associati,
  perché questi ultimi non danno mandato per gestioni
  clientelari!
    Sono giornalista ed anche l'ente a cui appartengo,
  l'INPGI, rappresenta uno dei capitoli più vergognosi, in
  tema di clientelismo,
  tant'è che quando non ero ancora parlamentare e quindi
  avevo tutti i diritti di chiedere una casa, mai lo avevo
  fatto, perché bisognava andarsi a prostituire, a
  raccomandarsi, a chiedere con il cappello in mano, e fare
  altro che ritengo non debba essere fatto.  Al riguardo non
  ci sono sconti per nessuno; noi vogliamo, appunto, porre
  un problema di trasparenza.  La proposta di legge del
  collega Tofani risale a molti mesi fa e tra chi si
  opponeva, e si oppone, in Commissione - lo diciamo
  nell'Italia che si arrovella sulle  par condicio,  sul
  blind trust,  sulla separazione dei poteri -, tra gli
  oppositori più accaniti, dicevo, c'è l'ex direttore
  generale dell'INPS, che siede in questo Parlamento nelle
  file dei popolari, la signora Calabretta Manzara, la quale
  forse non vuole che si istituiscano commissioni
  d'inchiesta per coprire quello che lei, da direttore
  generale, per anni e anni, ha avallato!
    Invochiamo allora anche la separazione dei poteri e delle
  competenze!  Non dico che questa onorevole collega non
  abbia diritto a sedere in Parlamento, ma almeno faccia
  parte di un'altra Commissione parlamentare.  Ve ne sono
  decine; non sieda nella Commissione lavoro, a coprire le
  malefatte della sua precedente gestione!  (Applausi dei
  deputati del gruppo di alleanza nazionale).
    E' opportuno un atto di trasparenza; non solo la collega
  resta in una Commissione in cui si discutono questioni al
  centro della sua attività precedente, ma, da quanto
  abbiamo visto, letto e ci hanno riferito i colleghi, si
  oppone anche accanitamente al varo della Commissione
  d'inchiesta.  Si parla sempre di certi problemi in
  Parlamento, ma anti- trust  e separazione dei poteri
  riguardano solo Silvio Berlusconi e mai PDS, lega delle
  cooperative o persone che hanno ricoperto determinati
  incarichi!  Peraltro abbiamo scoperto, a scandalo esploso,
  che la lega delle cooperative con alcune sue società
  gestiva anche l'assegnazione degli appartamenti, la
  distribuzione di tutti questi vantaggi.
    Contestiamo soprattutto coloro che in termini di potere
  hanno abusato della posizione.  Qualcuno in precedenza ha
  portato esempi; i nomi sono stati resi noti, non abbiamo
  nulla da nascondere, taluno, se non altro, ha avuto il
  buon gusto di autodenunciare
 
                             Pag. 15248
 
  situazioni pregresse trentennali.  Qualcuno, invece, si è
  fatto dare le case in quanto  leader  di un partito,
  chiedendole a persone arrestate per gli scandali degli
  enti previdenziali e del Ministero del tesoro; questo è
  l'aspetto grave.  A chi si è rivolto D'Alema per avere la
  casa?  A personaggi che, come ben sappiamo, hanno
  amministrato fondi pubblici e che sono finiti in carcere.
  Sono, ripeto, fatti abbastanza gravi.  A che cosa serviva,
  allora, la casa?  A tenere buoni rapporti, ad evitare che
  si sostenesse che occorreva fare trasparenza.  Nei giorni
  scorsi abbiamo avuto alcune notizie in merito alla vicenda
  di Milano, alle prime tangenti del PCI-PDS; sembra che
  D'Alema - così leggiamo sulle cronache e sostengono i
  testimoni dello stesso PDS - abbia telefonato invitando ad
  usare un po' di cautela.  Ho sentito un collega elencare
  una serie di punti e arrivare fino a dieci; signori della
  sinistra, quando si fanno i decaloghi, si deve tener
  presente che il settimo comandamento - non rubare - è
  sempre vigente.  Anche togliere la casa a chi ne ha diritto
  è un modo di sottrarre soldi e risorse!  (Applausi dei
  deputati del gruppo di alleanza e nazionale).
    Cogliamo l'occasione per evidenziare un'emergenza.  Abbiamo
  predisposto una proposta di legge che l'onorevole Storace
  ha richiamato nel suo intervento; vogliamo tutelare alcune
  fasce sociali, lo sosteniamo con chiarezza perché non
  vogliamo che qualcuno si faccia scudo di argomenti facili:
  dopo Affittopoli pagheranno i poveri perché aumenteranno
  gli affitti.  A nostro giudizio certe fasce di reddito
  devono essere salvaguardate, purché assegnatari delle case
  pubbliche siano coloro che ne hanno diritto.  Altrimenti i
  furbi possono mascherarsi dietro dichiarazioni dei redditi
  di comodo.
    E' necessaria la trasparenza sulla questione casa in
  generale.  Ad esempio, nei giorni scorsi abbiamo contestato
  l'intenzione del Governo di aumentare ulteriormente l'ICI,
  una tassa a nostro giudizio incostituzionale, che colpisce
  il reddito presunto di case che appunto non danno reddito
  (pensiamo alla prima casa), già tassate con l'IRPEF.  Caro
  collega Pecoraro Scanio, noi abbiamo governato il paese
  sei, sette mesi anche con molti
  contrasti; altri hanno governato e spartito  per
  cinquant'anni.  Non credo, quindi, si possano fare
  affermazioni così facili e demagogiche.  Abbiamo
  predisposto un libro bianco sulla rivoluzione fiscale; se
  gli elettori democraticamente ci metteranno in condizione
  di governare il paese, metteremo in pratica ciò che è
  stato detto e scritto in Parlamento.
    Tutto ciò che riguarda la casa ci vede oggi attenti e
  presenti; ribadisco che in questa fase di preparazione
  della legge finanziaria abbiamo impedito al Governo di
  aumentare ulteriormente l'ICI, anche se vi sono degli
  inganni, perché la revisione degli estimi catastali è un
  sistema di aumento surrettizio.  Colgo l'occasione per
  sottolineare brevemente che le tasse sulla casa sono
  passate da 3.700 miliardi nel 1980 a 10.500 miliardi nel
  1991, sono salite a 24 mila miliardi nel 1992 e a 25 mila
  miliardi nel 1993: fra il 1980 e il 1993 vi è stato un
  aumento del 575 per cento.  In parte si tratta di soldi che
  hanno compensato gli affitti non ricavati; le cifre sono
  già state indicate nella discussione ed è inutile
  ribadirle.  Si tratta di centinaia e centinaia di miliardi
  che comuni, enti pubblici, istituti autonomi case popolari
  - e chi più ne ha e più ne metta - non hanno incassato o
  per incapacità amministrativa o per gestione
  clientelare.
    Se facessimo una somma, prendendo in considerazione questi
  13 anni di iperpressione fiscale sulla casa, non so se
  arriveremmo ai 25 mila miliardi di tasse sulla casa.
  Qualche tassa, contenuta ed equilibrata, dovrà pure essere
  pagata, ma da chi ha più di una casa e non da chi ne ha
  una sola.  Credo, però, che molti fondi avrebbero potuto
  essere reperiti attraverso dismissioni o vendite
  effettuate progressivamente in modo da consentire
  l'accesso all'acquisizione della proprietà anche a fasce
  di reddito più basse.  Ebbene, su tutto ciò noi non abbiamo
  atteso la vicenda di Affittopoli; ringraziamo comunque una
  stampa così libera da non stare agli ordini del proprio
  editore perché, come spiegavo prima, non credo che
  quest'ultimo abbia tratto particolari vantaggi o benefici
  da tale iniziativa giornalistica.  Tutto ciò dimostra che
  qualcuno è molto più libero di altri che sono i cani da
  guardia dei vari
 
                             Pag. 15249
 
  editori alla De Benedetti (cari signori della  sinistra!),
  il quale adesso avrà altri 3 mila miliardi dalle banche,
  dai cittadini e dallo Stato.  Questi sono gli scandali di
  una sinistra consociativa che si spartisce le case e sta
  zitta quando si finanziano imprenditori che dovrebbero
  dimettersi per l'incapacità gestionale manifestata!
    Noi, allora possiamo puntare l'indice accusatore.
  Protestate pure, ci sarà senz'altro il caso di questo o di
  quest'altro; se ne discuta con la massima trasparenza,
  perché non temiamo il confronto su tale argomento.  Noi non
  ci accontenteremo però di delegare al Governo tale
  aspetto, giacché l'esecutivo si è dimostrato troppo
  inerte.  Non voglio nemmeno gettare la croce sulle spalle
  dell'attuale ministro del lavoro Treu per un problema che
  ha una genesi lontana ed antica; sarebbe dunque improprio
  attribuirgliene la responsabilità.  Dobbiamo però
  sottolineare che all'inizio vi è stata una grande
  resistenza; abbiamo letto tutti divertiti le cronache
  degli inseguimenti telefonici che alcuni giornalisti hanno
  messo in atto.  Un po' di trasparenza e risposte adeguate
  non sarebbero state inutili.
    Per quanto riguarda la disponibilità alla istituzione di
  una Commissione di inchiesta parlamentare, mi chiedo se
  conti di più il parere dell'onorevole Calabretta Manzara o
  quello di un Parlamento che vuole trasparenza.  Il Governo
  si esprima come ritiene, non è decicivo o determinante il
  suo parere; tuttavia sarebbe di un certo rilievo.  E' un
  Governo tecnico, un Governo neutrale, privo di coloriture
  politiche (facciamo finta che sia realmente così) e quindi
  su una questione del genere si rimetta al Parlamento.  Il
  ministro Treu certo non ha responsabilità particolari,
  però ha ricevuto qualche sollecitazione giacché qualche
  rapporto di collaborazione - è stato già ricordato - vi è
  stato; lo dico senza intenti offensivi, facendo
  semplicemente la radiografia alla storia di ciascuno di
  noi (siamo personaggi pubblici, le nostre storie sono
  inevitabilmente pubbliche).  Il ministro è stato consulente
  dell'INPS ed è persona molto vicina agli ambienti della
  CISL: quegli ambienti che hanno gestito l'Italia.  Il
  nostro paese è stato governato da tanti uomini in carne ed
  ossa,
  non solo da quelli che leggiamo sui giornali.  Romano
  Prodi, per esempio, che oggi viene sbandierato come uomo
  nuovo del cambiamento (so che viene il mal di pancia a
  molti colleghi della sinistra quando pensano che dovranno
  affrontare una campagna elettorale inalberando le
  gigantografie di cartone raffiguranti Romano Prodi), ha
  governato il nostro paese molto più di tanti ministri;
  infatti, tanto per dire, per dieci anni ha diretto l'IRI.
  Non credo, quindi, che il ministro Treu si debba offendere
  se lo annoveriamo in quella  nomenklatura  che ha
  gestito il nostro paese, anche se egli sicuramente si è
  trovato in posizioni meno influenti rispetto a quelle di
  Prodi (tant'è che lo hanno chiamato a far il ministro e
  non - purtroppo per lui - il candidato alla Presidenza del
  Consiglio).
    Proprio per la sua posizione neutrale e di necessaria
  trasparenza, dal Governo ci attendiamo un semaforo verde a
  tutte le iniziative che vadano appunto in direzione della
  trasparenza.  Ce lo aspettiamo anche dalle sedi
  parlamentari e dal Presidente della Camera, che è attenta
  a tante questioni e si esprime su molti argomenti; per
  esempio, ci fa sapere dalla Spagna quando dobbiamo votare
  (adesso solo dall'estero ci dicono quando si deve votare
  in Italia; ce lo dicono anche dalla Germania)  (Applausi
  dei deputati del gruppo di alleanza nazionale).  Anche
  il Presidente Pivetti, per non essere da meno dei ministri
  tedeschi, va in Spagna per dirci quando si deve votare in
  Italia, mentre potremmo dircelo in questa sede, alla luce
  del sole ed in maniera chiara e trasparente.
    Ritengo, dunque, che l'esigenza di trasparenza si inquadri
  nella battaglia per il diritto alla casa, che noi
  storicamente abbiamo sempre condotto (quanti fatti
  potremmo elencare: per esempio quello dei fondi GESCAL!).
  Dunque approfittiamo di questo evento non solo per
  togliere le case a chi non ne ha diritto - il che è un
  atto di democrazia, di giustizia e di trasparenza - ma
  anche per rivedere le normative in materia e per
  verificare come si possa garantire l'acquisizione del
  patrimonio immobiliare pubblico a prezzi equi.  Infatti
  tale patrimonio in molti casi potrebbe essere ceduto,
  guadagnandone tra l'altro in termini di manutenzione
 
                             Pag. 15250
 
  degli immobili, i quali, in mano a tali istituti,  spesso
  versano in condizioni di abbandono.  Ogni autunno a Roma si
  scatena la battaglia degli inquilini degli IACP, i quali
  si rivolgono pubblicamente all'amministrazione perché non
  viene avviato il riscaldamento, giacché l'Istituto non ha
  i fondi.  Vi sono tanti disagi che potrebbero anche essere
  superati non certo attraverso privatizzazioni selvagge,
  poiché non deve essere un obbligo per nessuno l'acquisto,
  ma attraverso meccanismi, quale quello del riscatto, già
  previsti in passato (vi sono norme vigenti in materia).
    Anche per quanto riguarda la politica degli affitti, si
  potrebbe rivedere la materia senza liberalizzazioni
  selvagge.  Per esempio, in Commissione ambiente si sta
  discutendo delle possibilità di ridurre del 30 per cento
  il reddito dichiarato in riferimento agli affitti.  Questo
  può essere un modo per usare in maniera trasparente la
  leva fiscale e per fare emergere gli affitti reali.
  Sappiamo bene, infatti, come la situazione spesso non
  corrisponda alla realtà - si paga una cosa e se ne
  denuncia un'altra -, mentre in questo modo, garantendo una
  forma di detassazione, si potrebbe attuare una politica
  sociale facendo emergere, nel contempo, la realtà, dando
  più trasparenza al mercato.  Agli istituti ed agli enti
  pubblici resta la funzione di compensazione sociale, una
  funzione però che sia sociale davvero, perché gli elenchi
  che abbiamo letto, di sociale, avevano ben poco ed i
  privilegiati di cui tanto si è parlato non erano
  indubbiamente titolari di diritti.
    Noi non vogliamo fare speculazioni o "sciacallaggio".  La
  politica della trasparenza: oramai esistono trasmissioni
  televisive che si chiamano  Andiamo nel collegio;
  ciascuno di noi può essere radiografato dalla televisione
  per vedere cosa pensano gli elettori ed i cittadini.  E'
  giusto che sia così.  Ormai da molti anni dobbiamo
  opportunamente denunciare i nostri redditi e un cittadino
  può recarsi alla Camera dei deputati e leggere quanto
  guadagnano Gasparri, Storace e - mi auguro si sappia -
  D'Alema o quant'altri.
    Credo che la trasparenza sia esigenza di una democrazia
  matura.  Ricorderete che negli Stati Uniti Clinton dovette
  sostituire per tre volte il ministro della giustizia del suo
  governo perché non pagava i contributi alla  colf!  Per non
  ricordare poi che Nixon fu, per così dire, fatto fuori non
  perché aveva fatto mettere un registratore nel palazzo del
  partito avversario, ma perché aveva sostenuto che ciò non
  era vero, perché aveva detto una bugia.
    Non vogliamo diventare di colpo tutti americani (questa
  mattina Di Muccio ha ironizzato sul tasso di americanismo
  che adesso prende più piede nel veltronismo sinistrese);
  non vorremmo che si dimettessero tutti coloro che hanno
  detto una bugia, perché nel mondo della politica vi
  sarebbe una moria eccessiva; vorremmo però un po' di
  trasparenza - questa sì - americana, per far in modo che
  in Italia ciascuno risponda dei propri atti e temo proprio
  che il centro-sinistra di questi atti debba rispondere al
  Parlamento ed alla pubblica opinione  (Applausi dei
  deputati dei gruppi di alleanza nazionale e di forza
  Italia - Congratulazioni).
 
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