| FIORELLO PROVERA. Presidente, colleghi, possiamo definirci
una democrazia che rincorre i fatti. Quando Governo ed
istituzioni legiferano o modificano norme sotto la spinta
dei fatti, degli scandali, degli eventi (alluvioni e via
dicendo), essi non sono adeguati ad un paese moderno. La
nostra è una democrazia di retroguardia. L'attuale
dibattito su Affittopoli e i provvedimenti che - forse -
ne conseguiranno ne sono la prova; si tampona l'emergenza
e si legifera per decreto: il risultato è dato da
provvedimenti che molto spesso non risolvono il problema
in modo organico.
La vicenda di Affittopoli è certamente degna di attenzione
e di dibattito, ma non è né nuova né sconosciuta. La
prassi della concessione di case a prezzi politici risale
a decenni addietro e rientra in quella perfetta logica
consociativa che vede attribuire immobili a questo o quel
partito, o ai loro uomini, a prezzi di favore, con
l'acquiescenza, il tacito consenso e il silenzio complice
di tutti. Il vantaggio è evidente, ed è di molti; il danno
è di uno solo, lo Stato, cioè di milioni di cittadini che
pagano affitti esosi o di mercato e di altri milioni di
cittadini che pagano comunque una sorta di affitto su quel
che hanno faticosamente costruito. Le tasse sugli immobili
che cosa sono se non una sorta di affitto perpetuo che
serve a turare le mille falle di uno Stato fallimentare,
che sembra fatto per premiare parassiti, falsi
invalidi, evasori e nullafacenti, per tartassare chi fa il
proprio dovere e per frustrare chi vuole costruire,
ingegnarsi e - perché no? - arricchirsi?
Il vero scandalo consiste nel fatto che Tangentopoli,
Affittopoli, le carceri d'oro, le lenzuola d'oro, i fondi
neri, lo scandalo petroli (eccetera, eccetera, eccetera!)
non finiscono mai e che i loro autori non vengono puniti e
costretti a restituire il maltolto in base ad una
necessaria giustizia, che il cittadino al quale si
chiedono sacrifici aspetta come un segno di speranza.
Condanniamo Affittopoli, ma condanniamo ancora di più la
connivenza di chi ha voluto credere che quello di
Pulcinella fosse un segreto vero. Chiedere ora un
adeguamento degli affitti ai prezzi di mercato, come fanno
alcuni inquilini eccellenti, giusto ma tardivo; chiederlo
sotto la spinta dello scandalo è ipocrita. Per favore,
risparmiateci l'ipocrisia! Faccio i miei complimenti a
Feltri, che su Il Giornale ha scatenato il caso da
vero professionista. Mi dispiace che abbia totalmente
ignorato un altro scandalo, quello sul monopolio dei
tabacchi, che ha visto lo Stato perdere in vent'anni 60
mila miliardi (forse perché è stato segnalato dalla
lega!).
Vorrei sottoporre all'attenzione del Governo e del
Parlamento una decisione grave, molto grave, che è stata
assunta dal comitato di coordinamento del SECIT, il
massimo organo di indagine sull'evasione fiscale. Tale
organismo ha confermato una precedente delibera la n. 93
del 1994, che di fatto impedisce a questa importante
istituzione di controllare gli uffici centrali del
Ministero delle finanze (demanio, monopolio e
quant'altro). Tale decisione è particolarmente grave non
solo perché di fatto limita la lotta all'evasione, ma
perché contrasta con la legge stessa, che consente al
SECIT di compiere questo tipo di verifica. Di chi fa gli
interessi, questa decisione contro il SECIT dello stesso
comitato di direzione? A chi giova un fisco a sovranità
limitata?
Vorrei concludere con uno spunto per una riflessione.
Poiché il patrimonio demaniale è valutato in circa un
milione di miliardi e lo Stato incassa, rispetto a tale
patrimonio, meno di 200 miliardi l'anno, non potrà
rappresentare, questa, una tragica Demaniopoli
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prossima ventura? La lega è curiosa e andrà a fondo anche
in questo: chi saranno i nostri volenterosi compagni di
strada? (Applausi dei deputati del gruppo della lega
nord).
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