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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127163
STA0247-0138
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.138 (che inizia a pag.15263 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
TEODORO BUONTEMPO.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE (ore 12,34).
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    TEODORO BUONTEMPO.  Signor Presidente, credo che
  l'andamento di questo dibattito sia lo specchio della
  delegittimazione del Parlamento.
    Il dibattito, infatti, non è scaturito dalla volontà del
  Governo di rispettare le funzioni e le prerogative del
  Parlamento e quindi di portare nella sede appropriata la
  questione delle case degli enti pubblici, dei comuni,
  degli IACP e così via.  Esso è invece scaturito da una
  mozione, presentata da alcuni colleghi, il cui percorso ha
  incontrato difficoltà persino presso l'Ufficio di
  Presidenza della Camera e presso la Conferenza dei
  presidenti di gruppo, tanto che è stata l'Assemblea a
  fissare la data del suo svolgimento.  Mentre su tutte le
  prime pagine dei giornali d'Italia e del mondo è riportato
  lo scandalo delle case degli enti pubblici, il Governo non
  ha sentito il dovere morale, politico ed istituzionale di
  venire in Parlamento con una relazione scritta sugli
  adempimenti compiuti in questi mesi e sulle prospettive
  per il futuro, o anche il dovere di dirci se sia o meno a
  conoscenza del lungo elenco delle abitazioni pubbliche.
  No, questo dibattito è stato recuperato
 
                             Pag. 15264
 
  dal Parlamento e si svolge mettendo insieme la questione
  dello scandalo, le cose da fare, il problema
  dell'emergenza casa, le esigenze abitative, e così via:
  insomma, i mille problemi legati alla casa.
    Sono state assunte posizioni a mio avviso scandalose.  Una
  certa sinistra vorrebbe approfittare dello scandalo di
  Affittopoli per spingere ancora verso gli irresponsabili
  piani di edilizia economica e sovvenzionata, operando, in
  base a quella mostruosità rappresentata dalla legge n. 167
  del 1962 (una legge da dopoguerra, adatta a risolvere
  l'emergenza abitativa degli sfollati, che ancora oggi
  succhia denaro pubblico per costruire quartieri ad
  intensità abitativa inaccettabile), facili modifiche dei
  piani regolatori per regalare ancora denaro pubblico, in
  particolare alle cooperative rosse, gialle e bianche.  La
  sinistra, che dell'edilizia economica popolare
  sovvenzionata sa molto, dovrebbe essere messa in ginocchio
  per le responsabilità legate ai quartieri che sono stati
  costruiti nelle grandi città, dove sono state privilegiate
  la speculazione e l'intensità abitativa sulla qualità
  della vita.
    C'è poi una certa destra che sostiene: visto che c'è
  Affittopoli, se a sinistra vogliono più case,
  realizziamole, prescindendo dai dati che ci
  consiglierebbero il contrario (perché le grandi città non
  hanno bisogno di nuove case, specialmente di quella
  tipologia edilizia, ma hanno bisogno di mettere a frutto e
  di far occupare le decine e decine di palazzi vuoti che
  esistono nei centri storici).  Una certa destra afferma:
  dal momento che c'è Affittopoli e che hanno gestito male,
  vendiamo tutto il patrimonio immobiliare pubblico.  Quella
  destra propone di fare ciò in un solo colpo senza porsi il
  problema delle migliaia e migliaia di inquilini - persone
  perbene ed oneste - gli enti pubblici o delle compagnie di
  assicurazione ai quali arriva una lettera dalla società
  che ha comprato gli immobili nella quale si dice: o avete
  un miliardo e mezzo per comprare la casa nella quale
  abitate oppure entro un mese essa verrà venduta (la
  società provvede al "lavoro sporco" dello sfratto).
    Non ci poniamo dunque il problema di cosa significhi
  rimanere senza casa in una città come Roma, nella quale il
  mercato
  degli affitti negli ultimi dieci anni è stato solo  quello
  del patrimonio pubblico.  Quale dramma sociale provoca
  tutto questo?
    Ancora una volta in Italia si approfitta dello scandalo.
  Anche quello del finanziamento pubblico dei partiti portò
  denaro; ed oggi lo scandalo sulla gestione delle case
  pubbliche dovrebbe incentivare la speculazione nella
  vendita ad occhi chiusi del patrimonio immobiliare
  pubblico o, ancora, dovrebbe far prendere soldi dello
  Stato per costruire tipologie edilizi da dopoguerra.
    C'è poi un certo centro  desaparecido:  non c'è più in
  questo dibattito!  Non si sente, non propone, non recita
  mea culpa!  Con molta serenità ritengo che questa
  discussione sia una presa in giro per l'intero Parlamento
  e, pur condividendo, anzi elogiando, l'iniziativa dei
  riformatori, i quali l'hanno proposta, non sono d'accordo
  sulla sua conclusione: da questo dibattito, inutile,
  insignificante, non produttivo, esce la delega al Governo
  perché entro 60 giorni ci faccia conoscere i provvedimenti
  che intende adottare ed entro 180 ci faccia sapere i
  risultati delle indagini che ha svolto.
    Io ritengo che occorra istituire una Commissione di
  inchiesta che abbia poteri analoghi a quelli della
  magistratura.  Non è vero che quello di Affittopoli non è
  uno scandalo, non è vero che è solo una vicenda di
  malcostume!  E' uno scandalo vero perché si sono creati
  privilegi ed ingiustizie!
    Signori della sinistra, voi siete stati al governo delle
  province e dei comuni.  A Roma vi siete rimasti per dieci
  anni: non e uno scandalo che non abbiate censito il
  patrimonio di questa e delle altre città d'Italia?  Non è
  uno scandalo che non abbiate imposto ai vostri
  amministratori di far conoscere alla burocrazia comunale
  la quantità degli immobili di proprietà comunale, il
  ricavato dagli affitti degli stessi e le generalità degli
  affittuari?  Troppo comodo addebitare tutto ciòn al
  sistema!  Non è così!
    A Roma la sinistra è stata al potere dieci anni e in quel
  tempo nulla è cambiato nella vergognosa gestione del
  patrimonio immobiliare: non sono stati riscossi gli
  affitti e molti degli assegnatari, che avevano vinto un
  bando pubblico, hanno dovuto pagare per entrare nel
  possesso della casa che era
 
                             Pag. 15265
 
  stata loro assegnata.  Vi sono state occupazioni abusive
  delle abitazioni e talora gli  aventi diritto, che avevano
  atteso anni per entrare nella graduatoria hanno trovato la
  casa loro assegnata occupata!  Poi la regione faceva
  sanatorie, lasciando l'abitazione a quelli che l'avevano
  occupata abusivamente: le persone perbene, magari anziane,
  che per dieci anni avevano aspettato, sono rimaste senza
  casa!  Quante sanatorie di occupazioni abusive sono state
  fatte dalle regioni italiane!
    E questo, signori della sinistra, non è forse uno
  scandalo?  Se ci sono responsabilità, di destra o di
  sinistra, non siamo certo noi a volerle coprire: non
  vogliamo coprire chi ha creato un sistema ingiusto nel
  quale il cittadino normale era costretto a fare domande,
  sottodomande, a piangere, a chiedere di essere ricevuto, a
  dormire in promiscuità non avendo casa.
    Ho difeso coloro che hanno costruito abusivamente perché
  si trattava di legittima difesa contro una situazione
  clientelare.  Il cittadino normale ha dovuto far ricorso
  all'abusivismo, all'occupazione di case e ha dovuto pagare
  per vedere riconosciuto un diritto che la legge gli dava.
  Le complicità sono molte.  Per D'Antoni non c'è il problema
  solo della sua casa, perché la sinistra con D'Antoni aveva
  il monopolio delle sigle sindacali che nominavano i membri
  dei consigli di amministrazione.
    Voglio lanciare un segnale a tutti i partiti: esplelliamo
  dai partiti i consiglieri di amministrazione di questi
  enti pubblici e facciamo in modo che siano licenziati
  dagli apparati dello Stato.
    Podestà - gli errori del nostro Governo: è stato fatto
  persino ministro dell'università! - nel suo intervento di
  ieri accusava una persona per cose accadute durante il
  fascismo.  L'ex ministro dell'università si vada a leggere
  le leggi sulla casa fatte da quel regime: erano ben altra
  cosa a tutela delle fasce più deboli dei cittadini.  Le
  aziende agricole a quell'epoca non erano come il Santo
  spirito di Roma o le aziende di Siena, quelle decine e
  decine di aziende agricole che potrebbero dare lavoro,
  occupazione e benessere, calmierare i prezzi e che invece
  non incassano una sola lira.  A Siena ce n'è
  una di 360 ettari senza che si ricavi una lira  da quel
  patrimonio immobiliare!
    Le autorità ecclesiastiche hanno delle responsabilità
  rispetto ai lasciti provenienti da famiglie benemerite che
  si privavano di parte della loro ricchezza e delle loro
  risorse per metterle a disposizione degli orfani, delle
  vedove, dei minori, di coloro che ne avevano più bisogno.
  Essi hanno lasciato un patrimonio immobiliare immenso,
  signor Presidente.  La Camera dei deputati ed il Senato
  sono circondati da case di Affittopoli: via Guglia, via
  Monserrato, piazza Capranica, piazza Navona, via delle Tre
  Cannelle, via Quattro novembre, sono piene di case di
  istituti di beneficenza interamente vuoti e degradati.
  Ecco perché mi mette paura la privatizzazione cieca che
  non tiene conto del merito dei problema!  Quando vedo che a
  piazza Farnese, a via dei Fienili ed a piazza Navona vi
  sono interi palazzi vuoti tenuti in maniera degradata, mi
  viene il sospetto di un nuovo, grande e vergognoso affare
  sulla pelle della gente.
    I partiti, i sindacati, la chiesa non si sono resi conto
  che nel 1979 questo immenso patrimonio immobiliare - parlo
  di un palazzo a Santa Maria in Trastevere e di altri - che
  doveva servire ad aiutare i malati, gli handicappati, gli
  emarginati, le vedove e gli orfani, veniva occupato da dei
  mascalzoni.  Questi abitano a piazza Navona od a via
  Margutta pagando 200 mila lire al mese.  Questa è la
  vergogna!
    Nei consigli di amministrazione delle IPAB, delle ex
  arciconfraternite, delle opere pie, c'erano i
  rappresentanti dei partiti eletti dai comuni, dalle
  provincie e dalle regioni.  Questa è una vergogna!
  (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale
  e del deputato Floresta).  E' stato succhiato il sangue
  degli orfani per questi mascalzoni e adesso dovremmo
  subire un dibattito per delegare il Governo?  Ma il Governo
  è delegato dalla legge e dalle sue funzioni!  Il Parlamento
  vuol sapere prima quali provvedimenti verranno assunti
  perché non potremmo accettare che in nome dello scandalo
  di Affittopoli si vada verso un'applicazione
  indiscriminata dei patti in deroga!  Non potremmo accettare
  inoltre che, in nome di Affittopoli, si crei l'"emergenza
 
                             Pag. 15266
 
  casa" colpendo i più deboli ed i lavoratori!  Onorevole
  Presidente, non potremmo accettare che si stenda un velo
  pietoso sul fatto che vi sono - mi assumo la
  responsabilità di quanto sto per dire - palazzi nel centro
  storico di Roma lasciati per l'assistenza e in beneficenza
  che sono andati in retrocessione, perché questi enti non
  investono una sola lira per quegli immobili, nello
  svolgimento dei compiti statutari e d'istituto!  Se, ad
  esempio, un anziano deve essere ricoverato al San Michele,
  dovrà pagare un milione e 200 mila lire di retta; ma un
  hotel situato a piazza Montecitorio paga - davanti ai
  nostri occhi - 6 milioni al mese: i soldi che dovevano
  andare per gli anziani e per gli orfani...!  Cito inoltre
  il caso dello stabile di via Margutta 51/A dove vi è un
  ente di assistenza per i ciechi che consente di pagare
  200-300 mila lire al mese, mentre i non vedenti di Roma
  non riescono a trovare uno straccio di casa!
    Alla luce di tali considerazioni e di tali fatti, credo
  che il dibattito odierno avrebbe dovuto consentire di
  portare alla luce tutto il sistema esistente attorno al
  problema della casa.  Preciso che tale questione non
  riguarda soltanto l'INPS, l'INPDAP e l'INPDAI, ma anche il
  patrimonio dell'ex ECA (ente comunale per l'assistenza).
  Vi sono migliaia di palazzi nei quali - come a via del
  Colosseo - vive una sola famiglia!  Abbiamo palazzi in via
  di Monserrato dove abitano soltanto due famiglie in uno
  solo stabile!
    Mi chiedo, allora, come mai, quando nel 1979 venne
  promulgata la legge n. 616 che consegnò ai comuni il
  patrimonio delle opere pie sciolte, non venne affidata
  loro una gestione autonoma, trattandosi di lasciti a fini
  di beneficenza!  Il Parlamento ci deve dire quanti comuni
  abbiano gestito autonomamente quel patrimonio per
  assistere i più deboli!  E chi non l'ha fatto, dovrà
  pagare!  Non è sufficiente fare una nuova legge anche
  perché, signori "chiacchieroni" come il sottoscritto, se
  aveste avuto questa volontà dopo il 27 marzo le nuove
  regole sarebbero state predisposte!
    L'aspetto più scandaloso della vicenda non è rappresentato
  soltanto da ciò che è avvenuto ieri, ma anche dal fatto
  che tali vicende possano ancora lasciare sorpreso
  qualcuno.  Pure i "sanpietrini" di Roma sapevano che
  l'onorevole Magri abitava alla  Salita del Grillo pagando
  poche lire, per un appartamento situato a duecento metri
  dal Campidoglio, dal Colosseo e da piazza Venezia, senza
  che nessuno intervenisse!  Come pure si sapeva che nella
  casa di proprietà del comune di Roma a piazza del Gesù,
  dove vive l'ex senatore Bufalini, il comune di Roma,
  volendo trasferire alcuni suoi uffici in quello stabile,
  ha deciso di rinunciare all'ultimo piano perché non poteva
  cacciare il suddetto personaggio!  Presidente, quelli che
  ho citato sono fatti riportati dai giornali, citati nei
  dibattiti, negli scontri politici e nei comizi rispetto ai
  quali si diceva e si dice: ma vi era quel sistema...!
    Facendo parte del polo delle libertà mi assumo le mie
  responsabilità e recito il  mea culpa  per il fatto
  che, dopo il 27 marzo, non siano stati fatti saltare quei
  sistemi che erano a monte della prima Repubblica!  Signori
  del Governo, il problema non consiste nella situazione
  abitativa della segretaria di Treu, ma nel fatto che
  l'esecutivo in carica - appoggiato dalla sinistra e dalla
  lega - non abbia fatto nulla per scoprire le ragioni per
  le quali i comuni sciupino centinaia di miliardi di lire!
  Dopo quindici anni di lotta politica per scoprire l'entità
  del patrimonio del comune di Roma, sono venuto al corrente
  che esso perde 100 miliardi di lire l'anno!  Cento miliardi
  di lire l'anno sono il patrimonio del comune (senza le
  IPAB, senza l'ECA)!  Quando passate a via dei Prefetti, lo
  vedete quell'immobile, con i tubi Innocenti innalzati da
  quando è deputato l'onorevole Biondi?  Bene, quell'immobile
  è di proprietà della provincia da venticinque anni; mentre
  la Camera e il Senato acquistano palazzi per i loro
  uffici, c'è un palazzo della provincia di Roma ingabbiato
  da molti anni da una impalcatura che è tenuto
  assolutamente vuoto!  E non devono pagare i presidenti
  della provincia, perché quelli erano soldi contanti,
  perché valeva oro un palazzo del genere?  E non si deve
  accertare quanto sono costati alla collettività quei tubi
  Innocenti, rinnovati ogni anno?
 
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