| TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, credo che
l'andamento di questo dibattito sia lo specchio della
delegittimazione del Parlamento.
Il dibattito, infatti, non è scaturito dalla volontà del
Governo di rispettare le funzioni e le prerogative del
Parlamento e quindi di portare nella sede appropriata la
questione delle case degli enti pubblici, dei comuni,
degli IACP e così via. Esso è invece scaturito da una
mozione, presentata da alcuni colleghi, il cui percorso ha
incontrato difficoltà persino presso l'Ufficio di
Presidenza della Camera e presso la Conferenza dei
presidenti di gruppo, tanto che è stata l'Assemblea a
fissare la data del suo svolgimento. Mentre su tutte le
prime pagine dei giornali d'Italia e del mondo è riportato
lo scandalo delle case degli enti pubblici, il Governo non
ha sentito il dovere morale, politico ed istituzionale di
venire in Parlamento con una relazione scritta sugli
adempimenti compiuti in questi mesi e sulle prospettive
per il futuro, o anche il dovere di dirci se sia o meno a
conoscenza del lungo elenco delle abitazioni pubbliche.
No, questo dibattito è stato recuperato
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dal Parlamento e si svolge mettendo insieme la questione
dello scandalo, le cose da fare, il problema
dell'emergenza casa, le esigenze abitative, e così via:
insomma, i mille problemi legati alla casa.
Sono state assunte posizioni a mio avviso scandalose. Una
certa sinistra vorrebbe approfittare dello scandalo di
Affittopoli per spingere ancora verso gli irresponsabili
piani di edilizia economica e sovvenzionata, operando, in
base a quella mostruosità rappresentata dalla legge n. 167
del 1962 (una legge da dopoguerra, adatta a risolvere
l'emergenza abitativa degli sfollati, che ancora oggi
succhia denaro pubblico per costruire quartieri ad
intensità abitativa inaccettabile), facili modifiche dei
piani regolatori per regalare ancora denaro pubblico, in
particolare alle cooperative rosse, gialle e bianche. La
sinistra, che dell'edilizia economica popolare
sovvenzionata sa molto, dovrebbe essere messa in ginocchio
per le responsabilità legate ai quartieri che sono stati
costruiti nelle grandi città, dove sono state privilegiate
la speculazione e l'intensità abitativa sulla qualità
della vita.
C'è poi una certa destra che sostiene: visto che c'è
Affittopoli, se a sinistra vogliono più case,
realizziamole, prescindendo dai dati che ci
consiglierebbero il contrario (perché le grandi città non
hanno bisogno di nuove case, specialmente di quella
tipologia edilizia, ma hanno bisogno di mettere a frutto e
di far occupare le decine e decine di palazzi vuoti che
esistono nei centri storici). Una certa destra afferma:
dal momento che c'è Affittopoli e che hanno gestito male,
vendiamo tutto il patrimonio immobiliare pubblico. Quella
destra propone di fare ciò in un solo colpo senza porsi il
problema delle migliaia e migliaia di inquilini - persone
perbene ed oneste - gli enti pubblici o delle compagnie di
assicurazione ai quali arriva una lettera dalla società
che ha comprato gli immobili nella quale si dice: o avete
un miliardo e mezzo per comprare la casa nella quale
abitate oppure entro un mese essa verrà venduta (la
società provvede al "lavoro sporco" dello sfratto).
Non ci poniamo dunque il problema di cosa significhi
rimanere senza casa in una città come Roma, nella quale il
mercato
degli affitti negli ultimi dieci anni è stato solo quello
del patrimonio pubblico. Quale dramma sociale provoca
tutto questo?
Ancora una volta in Italia si approfitta dello scandalo.
Anche quello del finanziamento pubblico dei partiti portò
denaro; ed oggi lo scandalo sulla gestione delle case
pubbliche dovrebbe incentivare la speculazione nella
vendita ad occhi chiusi del patrimonio immobiliare
pubblico o, ancora, dovrebbe far prendere soldi dello
Stato per costruire tipologie edilizi da dopoguerra.
C'è poi un certo centro desaparecido: non c'è più in
questo dibattito! Non si sente, non propone, non recita
mea culpa! Con molta serenità ritengo che questa
discussione sia una presa in giro per l'intero Parlamento
e, pur condividendo, anzi elogiando, l'iniziativa dei
riformatori, i quali l'hanno proposta, non sono d'accordo
sulla sua conclusione: da questo dibattito, inutile,
insignificante, non produttivo, esce la delega al Governo
perché entro 60 giorni ci faccia conoscere i provvedimenti
che intende adottare ed entro 180 ci faccia sapere i
risultati delle indagini che ha svolto.
Io ritengo che occorra istituire una Commissione di
inchiesta che abbia poteri analoghi a quelli della
magistratura. Non è vero che quello di Affittopoli non è
uno scandalo, non è vero che è solo una vicenda di
malcostume! E' uno scandalo vero perché si sono creati
privilegi ed ingiustizie!
Signori della sinistra, voi siete stati al governo delle
province e dei comuni. A Roma vi siete rimasti per dieci
anni: non e uno scandalo che non abbiate censito il
patrimonio di questa e delle altre città d'Italia? Non è
uno scandalo che non abbiate imposto ai vostri
amministratori di far conoscere alla burocrazia comunale
la quantità degli immobili di proprietà comunale, il
ricavato dagli affitti degli stessi e le generalità degli
affittuari? Troppo comodo addebitare tutto ciòn al
sistema! Non è così!
A Roma la sinistra è stata al potere dieci anni e in quel
tempo nulla è cambiato nella vergognosa gestione del
patrimonio immobiliare: non sono stati riscossi gli
affitti e molti degli assegnatari, che avevano vinto un
bando pubblico, hanno dovuto pagare per entrare nel
possesso della casa che era
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stata loro assegnata. Vi sono state occupazioni abusive
delle abitazioni e talora gli aventi diritto, che avevano
atteso anni per entrare nella graduatoria hanno trovato la
casa loro assegnata occupata! Poi la regione faceva
sanatorie, lasciando l'abitazione a quelli che l'avevano
occupata abusivamente: le persone perbene, magari anziane,
che per dieci anni avevano aspettato, sono rimaste senza
casa! Quante sanatorie di occupazioni abusive sono state
fatte dalle regioni italiane!
E questo, signori della sinistra, non è forse uno
scandalo? Se ci sono responsabilità, di destra o di
sinistra, non siamo certo noi a volerle coprire: non
vogliamo coprire chi ha creato un sistema ingiusto nel
quale il cittadino normale era costretto a fare domande,
sottodomande, a piangere, a chiedere di essere ricevuto, a
dormire in promiscuità non avendo casa.
Ho difeso coloro che hanno costruito abusivamente perché
si trattava di legittima difesa contro una situazione
clientelare. Il cittadino normale ha dovuto far ricorso
all'abusivismo, all'occupazione di case e ha dovuto pagare
per vedere riconosciuto un diritto che la legge gli dava.
Le complicità sono molte. Per D'Antoni non c'è il problema
solo della sua casa, perché la sinistra con D'Antoni aveva
il monopolio delle sigle sindacali che nominavano i membri
dei consigli di amministrazione.
Voglio lanciare un segnale a tutti i partiti: esplelliamo
dai partiti i consiglieri di amministrazione di questi
enti pubblici e facciamo in modo che siano licenziati
dagli apparati dello Stato.
Podestà - gli errori del nostro Governo: è stato fatto
persino ministro dell'università! - nel suo intervento di
ieri accusava una persona per cose accadute durante il
fascismo. L'ex ministro dell'università si vada a leggere
le leggi sulla casa fatte da quel regime: erano ben altra
cosa a tutela delle fasce più deboli dei cittadini. Le
aziende agricole a quell'epoca non erano come il Santo
spirito di Roma o le aziende di Siena, quelle decine e
decine di aziende agricole che potrebbero dare lavoro,
occupazione e benessere, calmierare i prezzi e che invece
non incassano una sola lira. A Siena ce n'è
una di 360 ettari senza che si ricavi una lira da quel
patrimonio immobiliare!
Le autorità ecclesiastiche hanno delle responsabilità
rispetto ai lasciti provenienti da famiglie benemerite che
si privavano di parte della loro ricchezza e delle loro
risorse per metterle a disposizione degli orfani, delle
vedove, dei minori, di coloro che ne avevano più bisogno.
Essi hanno lasciato un patrimonio immobiliare immenso,
signor Presidente. La Camera dei deputati ed il Senato
sono circondati da case di Affittopoli: via Guglia, via
Monserrato, piazza Capranica, piazza Navona, via delle Tre
Cannelle, via Quattro novembre, sono piene di case di
istituti di beneficenza interamente vuoti e degradati.
Ecco perché mi mette paura la privatizzazione cieca che
non tiene conto del merito dei problema! Quando vedo che a
piazza Farnese, a via dei Fienili ed a piazza Navona vi
sono interi palazzi vuoti tenuti in maniera degradata, mi
viene il sospetto di un nuovo, grande e vergognoso affare
sulla pelle della gente.
I partiti, i sindacati, la chiesa non si sono resi conto
che nel 1979 questo immenso patrimonio immobiliare - parlo
di un palazzo a Santa Maria in Trastevere e di altri - che
doveva servire ad aiutare i malati, gli handicappati, gli
emarginati, le vedove e gli orfani, veniva occupato da dei
mascalzoni. Questi abitano a piazza Navona od a via
Margutta pagando 200 mila lire al mese. Questa è la
vergogna!
Nei consigli di amministrazione delle IPAB, delle ex
arciconfraternite, delle opere pie, c'erano i
rappresentanti dei partiti eletti dai comuni, dalle
provincie e dalle regioni. Questa è una vergogna!
(Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale
e del deputato Floresta). E' stato succhiato il sangue
degli orfani per questi mascalzoni e adesso dovremmo
subire un dibattito per delegare il Governo? Ma il Governo
è delegato dalla legge e dalle sue funzioni! Il Parlamento
vuol sapere prima quali provvedimenti verranno assunti
perché non potremmo accettare che in nome dello scandalo
di Affittopoli si vada verso un'applicazione
indiscriminata dei patti in deroga! Non potremmo accettare
inoltre che, in nome di Affittopoli, si crei l'"emergenza
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casa" colpendo i più deboli ed i lavoratori! Onorevole
Presidente, non potremmo accettare che si stenda un velo
pietoso sul fatto che vi sono - mi assumo la
responsabilità di quanto sto per dire - palazzi nel centro
storico di Roma lasciati per l'assistenza e in beneficenza
che sono andati in retrocessione, perché questi enti non
investono una sola lira per quegli immobili, nello
svolgimento dei compiti statutari e d'istituto! Se, ad
esempio, un anziano deve essere ricoverato al San Michele,
dovrà pagare un milione e 200 mila lire di retta; ma un
hotel situato a piazza Montecitorio paga - davanti ai
nostri occhi - 6 milioni al mese: i soldi che dovevano
andare per gli anziani e per gli orfani...! Cito inoltre
il caso dello stabile di via Margutta 51/A dove vi è un
ente di assistenza per i ciechi che consente di pagare
200-300 mila lire al mese, mentre i non vedenti di Roma
non riescono a trovare uno straccio di casa!
Alla luce di tali considerazioni e di tali fatti, credo
che il dibattito odierno avrebbe dovuto consentire di
portare alla luce tutto il sistema esistente attorno al
problema della casa. Preciso che tale questione non
riguarda soltanto l'INPS, l'INPDAP e l'INPDAI, ma anche il
patrimonio dell'ex ECA (ente comunale per l'assistenza).
Vi sono migliaia di palazzi nei quali - come a via del
Colosseo - vive una sola famiglia! Abbiamo palazzi in via
di Monserrato dove abitano soltanto due famiglie in uno
solo stabile!
Mi chiedo, allora, come mai, quando nel 1979 venne
promulgata la legge n. 616 che consegnò ai comuni il
patrimonio delle opere pie sciolte, non venne affidata
loro una gestione autonoma, trattandosi di lasciti a fini
di beneficenza! Il Parlamento ci deve dire quanti comuni
abbiano gestito autonomamente quel patrimonio per
assistere i più deboli! E chi non l'ha fatto, dovrà
pagare! Non è sufficiente fare una nuova legge anche
perché, signori "chiacchieroni" come il sottoscritto, se
aveste avuto questa volontà dopo il 27 marzo le nuove
regole sarebbero state predisposte!
L'aspetto più scandaloso della vicenda non è rappresentato
soltanto da ciò che è avvenuto ieri, ma anche dal fatto
che tali vicende possano ancora lasciare sorpreso
qualcuno. Pure i "sanpietrini" di Roma sapevano che
l'onorevole Magri abitava alla Salita del Grillo pagando
poche lire, per un appartamento situato a duecento metri
dal Campidoglio, dal Colosseo e da piazza Venezia, senza
che nessuno intervenisse! Come pure si sapeva che nella
casa di proprietà del comune di Roma a piazza del Gesù,
dove vive l'ex senatore Bufalini, il comune di Roma,
volendo trasferire alcuni suoi uffici in quello stabile,
ha deciso di rinunciare all'ultimo piano perché non poteva
cacciare il suddetto personaggio! Presidente, quelli che
ho citato sono fatti riportati dai giornali, citati nei
dibattiti, negli scontri politici e nei comizi rispetto ai
quali si diceva e si dice: ma vi era quel sistema...!
Facendo parte del polo delle libertà mi assumo le mie
responsabilità e recito il mea culpa per il fatto
che, dopo il 27 marzo, non siano stati fatti saltare quei
sistemi che erano a monte della prima Repubblica! Signori
del Governo, il problema non consiste nella situazione
abitativa della segretaria di Treu, ma nel fatto che
l'esecutivo in carica - appoggiato dalla sinistra e dalla
lega - non abbia fatto nulla per scoprire le ragioni per
le quali i comuni sciupino centinaia di miliardi di lire!
Dopo quindici anni di lotta politica per scoprire l'entità
del patrimonio del comune di Roma, sono venuto al corrente
che esso perde 100 miliardi di lire l'anno! Cento miliardi
di lire l'anno sono il patrimonio del comune (senza le
IPAB, senza l'ECA)! Quando passate a via dei Prefetti, lo
vedete quell'immobile, con i tubi Innocenti innalzati da
quando è deputato l'onorevole Biondi? Bene, quell'immobile
è di proprietà della provincia da venticinque anni; mentre
la Camera e il Senato acquistano palazzi per i loro
uffici, c'è un palazzo della provincia di Roma ingabbiato
da molti anni da una impalcatura che è tenuto
assolutamente vuoto! E non devono pagare i presidenti
della provincia, perché quelli erano soldi contanti,
perché valeva oro un palazzo del genere? E non si deve
accertare quanto sono costati alla collettività quei tubi
Innocenti, rinnovati ogni anno?
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