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TEODORO BUONTEMPO. Se non mettiamo il dito, l'occhio, il
cuore in questi problemi, ciò che si prepara - lo dico
serenamente - è che coloro che hanno finora speculato su
ignobili piani edilizi nelle periferie delle grandi città,
succhiando denaro allo Stato, oggi che non servono più le
nuove case, si preparano al grande affare, cioè quello di
comprare edifici degradati, fatiscenti, a quattro lire. E
chi tutelerà i cittadini?
Mi voglio addentrare nella questione. E il futuro? Il
futuro non può appartenere al Governo, che non ha fatto
assolutamente nulla, deve appartenere al Parlamento, che
deve svolgere un dibattito sulle possibili soluzioni e
sulle possibili regole da dare a questo sistema.
I patti in deroga sono validi per alcune cose, non per
altre, così come l'equo canone, che ha paralizzato il
mercato degli affitti in tutte le città italiane, per cui
un immobile di 90 metri quadri a Piazza Barberini, che
vale 5 miliardi, deve essere affittato a 150 mila lire,
mentre un immobile a Torre Spaccata o al Prenestino,
costruito dopo il 1980, deve essere pagato 800 mila lire o
un milione. Al centro abbiamo tenuto i parassiti del
regime, a quattro lire, mentre l'operaio doveva andare in
periferia, in quelle case che dopo tre o quattro anni
diventano pericolanti!
Il comune consente che cittadini di Roma abitino nelle
case Armellini sulla Roma-Ostia che sono, Presidente, una
vergogna: il comune paga l'affitto per case che lo stesso
comune ha dichiarato inabitabili! Dov'era l'onorevole
Berlinguer, che sebbene non sia residente a Roma pare
abbia una casa nel comune di Roma, quando questa giunta di
sinistra che ha immobili (ve ne ho citati alcuni, potrei
citarvene altri: ne ho scoperti almeno 60, di palazzi
vuoti!) ma non riscuote una lira dai suoi palazzi liberi,
manda la gente, le famiglie che versano in condizioni più
disagiate, spendendo ancora oggi 30 miliardi di lire
l'anno in Lager, in squallidi residence, dove
in 30 metri quadri si abita in cinque, sei o sette? Quei
cittadini dovevano starci per due mesi, sei mesi o un
anno, ci sono da quindici anni e noi paghiamo, ripeto, 30
miliardi di lire l'anno, pur con i
nostri palazzi vuoti e facendo vivere la gente in
condizioni ignobili!
Chi ha autorizzato quattro anni fa, signori della
sinistra, l'acquisto delle "case Don Gnocchi" - 60
miliardi di lire l'anno - dove l'ascensore è fermo perché
non è stato collaudato e gli handicappati che vivono in
quegli immobili non possono usare gli ascensori?! Venite
con me ve lo faccio vedere! Sono anche elettori di
sinistra! Ma non è un problema di tessere e di voto, è un
problema di un minimo di giustizia in questo paese!
Sessanta miliardi per case di 30 metri quadri, dove non vi
è l'illuminazione pubblica, i cassonetti, non vi è il
pullman che li possa accompagnare, non c'è l'ascensore, i
bagni non funzionano: non hanno nulla, se non la droga, la
delinquenza e la criminalità che li distrugge, li
attanaglia e li umilia! E tutti stanno zitti: la sinistra,
il centro e qualche volta anche una certa destra che vuole
privatizzare a tutti i costi.
Ho letto gli interventi svolti ieri; si afferma: è colpa
della destra, della sinistra, del centro. E' colpa dei
partiti e dei sindacati. Nel mese di ottobre sarò imputato
in un processo per abuso di ufficio non a scopo
patrimoniale; dopo tredici anni di lotta politica, sapendo
che il comune perde cento miliardi l'anno per mancate
riscossioni di affitti e che per retrocessioni perde
palazzi prestigiosi al centro della città, ho votato per
il censimento del patrimonio immobillare. Erano stati
espressi tutti i pareri tecnici (commissione per la
trasparenza, segretariato generale, ufficio per la
congruità) e in qualità di consigliere comunale ho votato;
soltanto negli ultimi mesi abbiamo perso 60 miliardi di
lire.
Dicevo che sono stato inquisito insieme ad altri
consiglieri per abuso d'ufficio non a scopo patrimoniale;
mi auguro che il processo si svolga in questi giorni.
Penso ad un consigliere comunale che a Roma, come in altre
città, ha denunciato, documentato certi fatti; nel 1984
per ben due mesi su Il secolo d'Italia ho pubblicato
nome e cognome degli occupanti, non aventi titolo, di case
(ho pubblicato anche i metri quadri) che si trovano
all'interno dei parchi pubblici della città. Non ho
inventato nulla; tra l'altro vi era un rapporto ufficiale
sottoscritto dal
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comandante dei vigili urbani. Tutto ciò nel 1984, con una
giunta di sinistra. Non devono finire sotto inchiesta
coloro che non hanno adeguato i prezzi degli affitti? A
piazza di Siena si pagano 80 mila lire; tra l'altro, dando
l'acqua ai fiori hanno distrutto gli affreschi della
casina Raffaello. Ho presentato interrogazioni,
interpellanze, ho scritto lettere e comunicati, ma si
continuano mettere i fiori e a pagare 80 mila lire al
mese; dovremo spendere qualche miliardo di lire per
rimettere a posto la casina Raffaello, distrutta
dall'acqua usata per innaffiare.
Presidente, non condivido la parte finale della mozione
presentata dai riformatori. Ad essi va l'elogio e
l'apprezzamento per aver sollevato un problema che, senza
il loro apporto, non avremmo affrontato; tuttavia la
delega al Governo rischia di essere una presa in giro.
L'esecutivo faccia il suo dovere, ma i provvedimenti che
assume il Governo vogliamo conoscerli prima. In questi
giorni a Roma sono passati dodici piani di zona (ex
legge 167); si costruiscono case mostruose su terreni
agricoli pregiati (categoria H3). Si afferma che a Roma
non vi sono le case; ma il Governo vuol fare ordine in
materia? Il Parlamento con una risoluzione vuole dare
disposizioni ai prefetti? Che cosa li teniamo a fare, se
non svolgono nemmeno questa funzione?
Ripeto: vogliamo dare disposizioni per far emergere tutta
questa melma, che non è solo della prima, ma anche della
seconda Repubblica? Dal 27 marzo non si è fatto nulla per
mettere fine a tutto questo. Dobbiamo alzare il coperchio,
ma non sotto la spinta dell'emotività; si deve pensare al
futuro, come avviene nei paesi civili. In Germania, ad
esempio, i mutui sono trentennali; sono previste riduzioni
per le quali moglie e marito che lavorano possono
acquistare una casa. Si deve intervenire per un
abbassamento dei mutui sulla prima casa; è un inganno, una
truffa, non è vero che occorre costruire perché vi sono le
fasce povere. Individuiamo il numero degli appartenenti a
tali fasce e diamo loro la sovvenzione attraverso un fondo
sociale per farli diventare proprietari della casa
abbassando la rata del mutuo.
Credo che si debba allargare il numero dei
cittadini che possono diventare proprietari, tutelando le
fasce più deboli e non facendo arricchire gli speculatori,
che poi ricambiano gli amministratori. Occorre fare in
modo che le fasce più deboli siano tutelate non in quegli
squallidi residence che rappresentano un atto di
accusa per il nostro cinismo, per la nostra cattiveria;
togliamo quei cittadini dai residence. Facendo
confluire in un fondo sociale quello che si stanno rubando
con i dodici inutili piani di zona daremmo la casa a tutti
coloro che non hanno un reddito.
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