| MARIDA BOLOGNESI. Oggi chiediamo al Governo, alla luce di
uno scandalo che ha colpito un nervo scoperto ed ha colto
una responsabilità politica di tutti (e di cui è giusto
che tutti, con onestà intellettuale, si facciano carico),
di definire le politiche per la casa, affinché questo
dibattito non serva solo per fare un po' di propaganda o
per discutere sulla data delle elezioni, che non riguarda
i bisogni dei cittadini. Vogliamo che la politica della
casa ritorni al centro della politica e vedremo quali
proposte saranno avanzate in questa direzione.
In Commissione il ministro Treu ci ha sottoposto alcune
proposte che ci preoccupano molto. Temiamo siano
penalizzate le fasce più deboli della popolazione e che
Affittopoli porti ad un aumento generalizzato degli
affitti degli immobili pubblici. Temiamo che nel nostro
paese, a differenza di quanto accade in tutti gli altri
paesi d'Europa, dove il ruolo pubblico nel settore della
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casa resta fondamentale, si lasci invece posto al mercato.
Il Governo deve impegnarsi a riferire in tempi molto
brevi sulla trasparenza della gestione del patrimonio
immobiliare pubblico e sulle misure necessarie per fare
una seria politica della casa. Non si può prospettare,
come ha fatto lei, ministro Treu, l'idea che le fasce
deboli della popolazione non si possano più tutelare
attraverso gli affitti degli immobili pubblici, bensì
tramite l'assistenza. La casa è un diritto e non un tema
di assistenza. Esso riguarda tante famiglie, giovani
coppie, ceti medi. Non si può davvero più pensare che lo
stipendio derivante da un lavoro faticosamente conquistato
in un paese in cui è sempre più difficile trovare lavoro,
debba servire a pagare l'affitto. Non è accettabile che da
una parte si intervenga con i patti in deroga e dall'altra
non si faccia nulla per mettere sul mercato migliaia di
case vuote, che rappresentano un altro scandalo ed una
speculazione per grandi gruppi finanziari. Sono questi gli
scandali da fare emergere. Se non interessano la grande
stampa o la stampa della destra, devono interessare il
Governo e il Parlamento. Dobbiamo incontrarci per
discutere le misure precise da adottare a questo
proposito.
Non sono convinta di quanto affermava il ministro Treu
quando, concedendo molto al tema del mercato, parlava di
tutele per i redditi inferiori ai 21 milioni annui. Credo
che ciò non sia sufficiente e che si debba intervenire
anche per altre fasce intermedie; i cittadini con redditi
tra i 30 e i 40 milioni annui non sono ricchi e devono
poter esercitare il loro diritto alla casa, per la quale
hanno il diritto di pagare un prezzo giusto. Ritengo che
parametri adeguati debbano essere rivalutati e
riconsiderati in base alle effettive condizioni sociali.
Non ci è piaciuta neanche l'ipotesi di affidare la
gestione del patrimonio pubblico immobiliare all'esterno.
Questa ci appare come una palese denuncia dell'incapacità
del settore pubblico di assolvere un ruolo di piena
trasparenza ed efficienza.
Si tratta, invece, di scrivere regole omogenee e di
rendere accesso e redditività del patrimonio pubblico
fatti normali e trasparenti. Ritengo non si possa
dimenticare che
questo settore è servito a calmierare il mercato dei fitti
al limite del sopportabile e che ci sono altre esigenze
cui il patrimonio pubblico può e deve rispondere. Mi
riferivo prima alla questione della politica diffusa. So
che si tratta di un terreno che a qualcuno non interessa,
ma, come crediamo al primato della politica ed alla
partecipazione dei cittadini, siamo convinti, ora che il
finanziamento pubblico dei partiti non esiste più (ed io
credo nel ruolo dei partiti in un sistema democratico e lo
rivendico a differenza dell'onorevole Buontempo), che
dobbiamo discutere con tranquillità di cosa significhi
fare volontariato, di cosa significhi associazionismo
(tema magari esaltato dalla stessa Assemblea e dalle parti
sociali sul terreno dell'assistenza sociale). Bisogna
pensare a sopperire alle carenze esistenti rispetto ad
alcuni bisogni sociali, a cosa significhi dare
all'associazionismo, ai liberi cittadini che fanno
politica associandosi e difendendo i propri diritti e le
proprie idee, strumenti di battaglia e luoghi della
politica. Tutto ciò rientra in un dibattito non
propagandistico che ci deve vedere uscire dallo scandalo
con calma per affrontare quello che è davvero scandaloso.
Oggi i cittadini si trovano stretti fra grida ed urla
fatte sulla loro pelle e vi è il rischio che queste grida
ed urla penalizzino proprio loro (mi riferisco alle
privatizzazioni, all'aumento degli affitti di questo
settore calmierato del mercato, alle svendite ed alla
mancata previsione di misure per invertire una tendenza
allarmante).
Ritengo necessario porre in essere un progetto organico ed
a questo proposito intendiamo impegnare il Parlamento, le
Commissioni competenti ed il Governo, sulla base dei dati
che quest'ultimo potrà comunicarci in tempi rapidi.
La politica per la casa deve oggi ritornare al centro del
dibattito. A quel punto, sarà stata utile anche una
campagna politica per troppi versi a mio avviso
discutibile e si vedrà se le forze in campo intendono
davvero dare risposta ai bisogni o solo sventolare un po'
di demagogia. Rifiutando la copertura a qualsiasi politica
spartitoria possa essersi verificata, rifiutando
l'insabbiamento, ritengo si tratti soprattutto di fare
piena chiarezza in tutti i campi della gestione
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pubblica, facendo assumere al settore pubblico quel ruolo
cui sarebbe davvero curioso abdicare mentre discutiamo di
Europa. Credo che ci siano battaglie di idee serie da
condurre, quelle per la trasparenza, per i diritti sociali
e così via. Ritengo sia da recuperare nel vocabolario
della politica e anche di questa Assemblea - nella quale,
purtroppo, spesso abbiamo sentito insulti e tanta
antipolitica - il principio dei diritti individuali dei
cittadini. A ciò il tema della casa e anche questa
campagna su Affittopoli avranno dato un contributo se
davvero il Governo ed il Parlamento sapranno, prima di
tutto, prevenire i rischi di penalizzazione dei più deboli
e poi varare misure concrete, spesso sbandierate, magari
in campagna elettorale, a tutela delle famiglie o delle
fasce più deboli, ma poi non realizzate. Credo che su
questo terreno sia oggi davvero necessario dare una
risposta e pertanto ci impegneremo nella realizzazione e
nella difesa del diritto alla casa (Applausi dei
deputati della componente dei comunisti unitari del gruppo
misto e dei deputati del gruppo
progressisti-federativo).
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