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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127172
STA0247-0147
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.147 (che inizia a pag.15271 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
MARIDA BOLOGNESI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (ore 16,23).
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    MARIDA BOLOGNESI.  Oggi chiediamo al Governo, alla luce di
  uno scandalo che ha colpito un nervo scoperto ed ha colto
  una responsabilità politica di tutti (e di cui è giusto
  che tutti, con onestà intellettuale, si facciano carico),
  di definire le politiche per la casa, affinché questo
  dibattito non serva solo per fare un po' di propaganda o
  per discutere sulla data delle elezioni, che non riguarda
  i bisogni dei cittadini.  Vogliamo che la politica della
  casa ritorni al centro della politica e vedremo quali
  proposte saranno avanzate in questa direzione.
    In Commissione il ministro Treu ci ha sottoposto alcune
  proposte che ci preoccupano molto.  Temiamo siano
  penalizzate le fasce più deboli della popolazione e che
  Affittopoli porti ad un aumento generalizzato degli
  affitti degli immobili pubblici.  Temiamo che nel nostro
  paese, a differenza di quanto accade in tutti gli altri
  paesi d'Europa, dove il ruolo pubblico nel settore della
 
                             Pag. 15272
 
  casa resta fondamentale, si lasci invece posto al mercato.
  Il Governo deve impegnarsi  a riferire in tempi molto
  brevi sulla trasparenza della gestione del patrimonio
  immobiliare pubblico e sulle misure necessarie per fare
  una seria politica della casa.  Non si può prospettare,
  come ha fatto lei, ministro Treu, l'idea che le fasce
  deboli della popolazione non si possano più tutelare
  attraverso gli affitti degli immobili pubblici, bensì
  tramite l'assistenza.  La casa è un diritto e non un tema
  di assistenza.  Esso riguarda tante famiglie, giovani
  coppie, ceti medi.  Non si può davvero più pensare che lo
  stipendio derivante da un lavoro faticosamente conquistato
  in un paese in cui è sempre più difficile trovare lavoro,
  debba servire a pagare l'affitto.  Non è accettabile che da
  una parte si intervenga con i patti in deroga e dall'altra
  non si faccia nulla per mettere sul mercato migliaia di
  case vuote, che rappresentano un altro scandalo ed una
  speculazione per grandi gruppi finanziari.  Sono questi gli
  scandali da fare emergere.  Se non interessano la grande
  stampa o la stampa della destra, devono interessare il
  Governo e il Parlamento.  Dobbiamo incontrarci per
  discutere le misure precise da adottare a questo
  proposito.
    Non sono convinta di quanto affermava il ministro Treu
  quando, concedendo molto al tema del mercato, parlava di
  tutele per i redditi inferiori ai 21 milioni annui.  Credo
  che ciò non sia sufficiente e che si debba intervenire
  anche per altre fasce intermedie; i cittadini con redditi
  tra i 30 e i 40 milioni annui non sono ricchi e devono
  poter esercitare il loro diritto alla casa, per la quale
  hanno il diritto di pagare un prezzo giusto.  Ritengo che
  parametri adeguati debbano essere rivalutati e
  riconsiderati in base alle effettive condizioni sociali.
  Non ci è piaciuta neanche l'ipotesi di affidare la
  gestione del patrimonio pubblico immobiliare all'esterno.
  Questa ci appare come una palese denuncia dell'incapacità
  del settore pubblico di assolvere un ruolo di piena
  trasparenza ed efficienza.
    Si tratta, invece, di scrivere regole omogenee e di
  rendere accesso e redditività del patrimonio pubblico
  fatti normali e trasparenti.  Ritengo non si possa
  dimenticare che
  questo settore è servito a calmierare il mercato dei fitti
  al limite del sopportabile e che  ci sono altre esigenze
  cui il patrimonio pubblico può e deve rispondere.  Mi
  riferivo prima alla questione della politica diffusa.  So
  che si tratta di un terreno che a qualcuno non interessa,
  ma, come crediamo al primato della politica ed alla
  partecipazione dei cittadini, siamo convinti, ora che il
  finanziamento pubblico dei partiti non esiste più (ed io
  credo nel ruolo dei partiti in un sistema democratico e lo
  rivendico a differenza dell'onorevole Buontempo), che
  dobbiamo discutere con tranquillità di cosa significhi
  fare volontariato, di cosa significhi associazionismo
  (tema magari esaltato dalla stessa Assemblea e dalle parti
  sociali sul terreno dell'assistenza sociale).  Bisogna
  pensare a sopperire alle carenze esistenti rispetto ad
  alcuni bisogni sociali, a cosa significhi dare
  all'associazionismo, ai liberi cittadini che fanno
  politica associandosi e difendendo i propri diritti e le
  proprie idee, strumenti di battaglia e luoghi della
  politica.  Tutto ciò rientra in un dibattito non
  propagandistico che ci deve vedere uscire dallo scandalo
  con calma per affrontare quello che è davvero scandaloso.
  Oggi i cittadini si trovano stretti fra grida ed urla
  fatte sulla loro pelle e vi è il rischio che queste grida
  ed urla penalizzino proprio loro (mi riferisco alle
  privatizzazioni, all'aumento degli affitti di questo
  settore calmierato del mercato, alle svendite ed alla
  mancata previsione di misure per invertire una tendenza
  allarmante).
    Ritengo necessario porre in essere un progetto organico ed
  a questo proposito intendiamo impegnare il Parlamento, le
  Commissioni competenti ed il Governo, sulla base dei dati
  che quest'ultimo potrà comunicarci in tempi rapidi.
    La politica per la casa deve oggi ritornare al centro del
  dibattito.  A quel punto, sarà stata utile anche una
  campagna politica per troppi versi a mio avviso
  discutibile e si vedrà se le forze in campo intendono
  davvero dare risposta ai bisogni o solo sventolare un po'
  di demagogia.  Rifiutando la copertura a qualsiasi politica
  spartitoria possa essersi verificata, rifiutando
  l'insabbiamento, ritengo si tratti soprattutto di fare
  piena chiarezza in tutti i campi della gestione
 
                             Pag. 15273
 
  pubblica, facendo assumere al settore pubblico quel ruolo
  cui sarebbe davvero curioso  abdicare mentre discutiamo di
  Europa.  Credo che ci siano battaglie di idee serie da
  condurre, quelle per la trasparenza, per i diritti sociali
  e così via.  Ritengo sia da recuperare nel vocabolario
  della politica e anche di questa Assemblea - nella quale,
  purtroppo, spesso abbiamo sentito insulti e tanta
  antipolitica - il principio dei diritti individuali dei
  cittadini.  A ciò il tema della casa e anche questa
  campagna su Affittopoli avranno dato un contributo se
  davvero il Governo ed il Parlamento sapranno, prima di
  tutto, prevenire i rischi di penalizzazione dei più deboli
  e poi varare misure concrete, spesso sbandierate, magari
  in campagna elettorale, a tutela delle famiglie o delle
  fasce più deboli, ma poi non realizzate.  Credo che su
  questo terreno sia oggi davvero necessario dare una
  risposta e pertanto ci impegneremo nella realizzazione e
  nella difesa del diritto alla casa  (Applausi dei
  deputati della componente dei comunisti unitari del gruppo
  misto e dei deputati del gruppo
  progressisti-federativo).
 
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