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ELIO VITO. Signor Presidente, non vorrei che allo
scandalo di Affittopoli si aggiungesse questa sera alla
Camera un altro scandalo, quello cioè del voto che ci
accingiamo ad esprimere; lo scandalo che, dopo Affittopoli
e dopo la presentazione della nostra mozione che ha
costretto non solo il ministro Treu ed il Governo a venire
in aula, ma gli altri gruppi parlamentari, la maggioranza,
il centrosinistra a presentare propri documenti, tutto ciò
si concluda peggio che con un nulla di fatto, cioè con una
presa in giro. La responsabilità di ciò sarà,
evidentemente, di quelle formazioni politiche, di quei
gruppi, di quei deputati, che consentiranno una simile
conclusione. Mi rivolgerò conclusivamente in particolare
ai colleghi della lega che credo appartengano ad un
movimento, ad una forza politica che nulla ha a che vedere
con Affittopoli - e di ciò deve andare orgogliosa -, nulla
ha a che vedere con il sistema consociativo del potere
partitocratico; un movimento che anzi è nato per superare
e abbattere un regime alla tutela ed alla difesa del quale
questa sera rischia di dare un contributo determinante .
Il ministro Treu ed il Governo si sono dichiarati
soddisfatti della risoluzione di maggioranza.
Quest'ultima, dopo lo scandalo di Affittopoli, è il nuovo
scandalo della giornata. Tutti chiedono trasparenza, ma se
andiamo a vedere la risoluzione della maggioranza, che
reca come prima firma quella del leghista Formenti,
seguita da quelle dei colleghi del PDS, dei comunisti
unitari e dei popolari, noteremo che essa impegna il
Governo a riferire in tempi brevi alla Camera circa i
risultati dell'indagine ministeriale avviata per
verificare il rispetto delle normative esistenti.
Vi accontentate quindi dell'indagine ministeriale, del
filtro del Governo, del filtro della commissione istituita
dal ministro Treu, che ha tra i suoi componenti persone
che risiedono negli alloggi degli enti di previdenza. Vi
fidate di questa commissione ministeriale e vi basta che
quella commissione ci faccia sapere se le normative
vigenti sono state rispettate, quindi se l'appartamento
dell'onorevole Veltroni è stato affittato nel rispetto
delle normative esistenti - e chi ne dubita? - e se
l'onorevole Veltroni paga -
non ne dubitiamo - la sua quota di equo canone. Tutto ciò
non sarà noto al Parlamento ed al paese, perché a voi
basta conoscere quali sono le situazioni che non
rispettano le normative esistenti.
Nella nostra mozione, Presidente e colleghi, avevamo
chiesto la trasparenza, cioè che il Governo, direttamente
alle Camere e senza il filtro della commissione
ministeriale, facesse conoscere tutti i dati; facesse cioè
sapere per ciascun ente previdenziale ogni unità data in
locazione, la sua superficie, il valore e la
classificazione catastale, l'ammontare del canone e la
scadenza del contratto, le somme spese negli ultimi dieci
anni per opere di ristrutturazione o di manutenzione
straordinaria, le generalità del locatario, le eventuali
situazioni di morosità e le iniziative legali intraprese
per risolverle, nonché le eventuali violazioni dei termini
contrattuali, in particolare verificando l'effettiva
residenza del locatario per identificare possibili casi di
subaffitto. Questa è la trasparenza che noi abbiamo
chiesto e che chiediamo al Governo ed agli enti
previdenziali! Questa è la nostra mozione. Non è vero che
non ci sono differenze e che tutti vogliono la stessa
cosa.
Noi chiediamo di conoscere direttamente tutto e che questi
dati siano resi finalmente disponibili per il Parlamento;
dati che non debbono più essere rincorsi, con le
difficoltà esistenti, dalle inchieste giornalistiche.
La maggioranza, invece, si accontenta dei risultati
dell'indagine ministeriale. Ed i colleghi della lega, di
cosa si accontentano? Qual è la concezione della
trasparenza dei colleghi della lega? I risultati
dell'indagine del ministro Treu, od invece la conoscenza
di tutti i dati relativi al patrimonio immobiliare degli
enti previdenziali?
Queste sono le differenze; quello che ho indicato è il
risultato che vogliamo conseguire dalla campagna di
Affittopoli, che è stata una inchiesta giornalistica e che
ora noi, come deputati e come Parlamento, abbiamo il
dovere di tradurre i risultati politici concreti, che
impegnino il Governo.
Che bisogno c'era, cari colleghi della maggioranza, di
presentare le mozioni se si trattava di verificare i
risultati della commissione ministeriale? Questa
commissione è
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stata già istituita e renderà noti i suoi risultati. Voi
avete presentato una risoluzione che al primo punto
impegna il Governo a rendere noto al Parlamento i
risultati a cui perverrà la commissione ministeriale. E'
una presa in giro! Ci mancherebbe altro che il Governo non
lo facesse! Siete soddisfatti dell'operato del Governo e
del ministro Treu. Vi basta sapere come opera la
commissione ministeriale!
E rifondazione comunista? Sembra che si asterrà,
un'astensione che dovrebbe essere determinante - come il
voto favorevole della lega - per far passare questa
risoluzione-presa in giro. Dico questo prima - sperando
che dopo ciò non accada e che vi siano deputati della lega
che votino diversamente.
Andiamo ancora a vedere: noi avevamo chiesto che vi
fossero criteri di gestione diversi, che garantissero la
redditività, l'economicità della gestione. La mozione di
maggioranza di centrosinistra ha la spudoratezza di
impegnare il Governo a riferire in tempi brevi alla Camera
gli indirizzi che si intendono dettare per il futuro in
ordine alla gestione del patrimonio immobilare. Dovevate
specificare "per il futuro", perché evidentemente quanto è
successo in passato e succede nel presente a voi non
interessa! Chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato! A
voi sta bene che quanto è accaduto nel passato non ahbia
conseguenze, non abbia sanzioni.
Occorre intervenire per modificare le cose per il futuro.
Per chi cioè gode adesso di una situazione di privilegio,
nulla deve essere cambiato. Mi scusi, Presidente, ho usato
un termine che non deve essere nominato; mi è sfuggita la
parola "privilegio". Noi avevamo avuto l'ingenuità di
pensare che questo dibattito sulle mozioni fosse nato per
denunciare e per risolvere una situazione di privilegio!
Ebbene, andatevi a leggere tutte le parole contenute nelle
cinque cartelle della risoluzione di maggioranza: non si
parla assolutamente di situazione di privilegio; non viene
dato alcun giudizio sulla situazione esistente nella
gestione del patrimonio immobiliare degli enti
previdenziali! Per nascondere l'imbarazzo si parla di
"vicenda degli enti di previdenza".
Ma che vicenda è questa degli enti di previdenza? E' una
vicenda di privilegi, di malcostume, di scorrettezza, di
cattiva gestione o no? Perché non esprimete un giudizio?
Perché non usate la parola privilegio quando parlate della
"vicenda degli enti di previdenza"?
Queste sono espressioni generiche, per noi assolutamente
inadeguate, che nascondono il vostro imbarazzo e la vostra
esigenza di assicurarvi che nulla cambi. Avete sofferto la
presentazione della nostra mozione, avete sofferto la
fissazione della data della sua discussione e ora pensate
di poterne uscire facendo votare questa risoluzione che
rappresenterebbe davvero lo scandalo nello scandalo!
Ma andiamo a vedere anche quali sono le soluzioni concrete
che vengono proposte per il futuro nella risoluzione di
maggioranza. Noi avevamo chiesto semplicemente che nella
gestione del patrimonio immobiliare degli enti
previdenziali fosse rispettato il pensionato, l'associato
a quell'ente previdenziale. E qual è la funzione degli
enti previdenziali? Quella di rispettare il diritto di un
cittadino che versa una certa quota per poter godere in
futuro di una prestazione previdenziale, di una
prestazione assicurativa; con quella quota l'ente investe
nel patrimonio immobiliare e ha il dovere di far rendere
al massimo quell'investimento, che non è suo, bensì del
pensionato, dell'associato all'ente!
Noi abbiamo chiesto la maggiore redditività possibile del
patrimonio immobiliare: questo significa tutelare i
diritti dei pensionati, i diritti degli associati agli
enti di previdenza! Gli enti non acquistano immobili per
poter favorire i potenti della prima Repubblica ma per
poter investire e tutelare i diritti dei pensionati;
naturalmente per far ciò noi avevamo chiesto che tutti gli
immobili inseriti in aree di pregio e di lusso dovessero
dare il maggior reddito possibile e che quella giusta
quota di immobili; da riservare alle situazioni di
effettivo bisogno - un bisogno da verificare anche
fiscalmente -, da riservare alle famiglie sfrattate, non
fosse invece ricompresa tra le abitazioni di lusso.
Guardate l'ipocrisia della risoluzione di
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maggioranza (che ci auguriamo che non sia davvero di
maggioranza su questo punto)! Dovendo rispondere alla
questione da noi posta sulla redditivita del patrimonio
immobiliare degli enti previdenziali la principale voce in
attivo di fronte al disavanzo di migliaia di miliardi
degli enti - nella risoluzione di maggioranza si impegna
il Governo a dettare nuove procedure per l'assegnazione
degli alloggi che garantiscano "la verifica dei criteri
per la determinazione dei canoni che (...) deve ricercare
un aumento della redditività soprattutto in relazione alle
unità abitative con caratteristiche "di pregio' abitate da
famiglie a reddito elevato".
Per voi, cioè, la redditività non va vista in base al
criterio oggettivo dell'immobile, della situazione
catastale (come deve essere); se l'alloggio è situato in
una zona di particolare pregio, se è di 200 metri quadri
ma è dato in affitto non alla famiglia Agnelli bensì al
povero sindacalista raccomandato, evidentemente in questo
caso - secondo la vostra risoluzione - non occorre
ricavare il maggior reddito possibile, perché non si
tratta di famiglie a reddito elevato. Noi sosteniamo che
occorre tutelare le famiglie che non hanno un reddito
elevato, senza però danneggiare il principio della
redditività e della economicità della gestione. La tutela,
cioè, deve riguardare appartamenti situati in zone non di
pregio. Per voi, invece, gli enti previdenziali devono
cercare di ricavare il massimo possibile solo se gli
affitti riguardano famiglie a reddito elevato; se la
famiglia non è a reddito elevato va bene l'equo canone
dato ad un sindacalista per un appartamento a piazza
Navona. Questo il contenuto della vostra risoluzione.
Vi sono altre questioni sulle quali potrei soffermarmi in
modo dettagliato, punto per punto; ma credo che la gravità
della risoluzione sia già sufficientemente testimoniata
dalla lettura dei due pasaggi cui ho fatto riferimento.
Devo peraltro dire un'altra cosa agli amici colleghi della
lega, che sicuramente non sono comunisti e che non hanno
nella formazione e cultura politica le radici del
collettivismo della società comunista. In più parti della
risoluzione si fa riferimento al necessario confronto con
le organizzazioni
sindacali degli inquilini, al ricorso alla libera
negoziazione nazionale e territoriale tra le
organizzazioni rappresentative degli inquilini e dei
proprietari. In questi casi, colleghi, la contrattazione o
è libera o non lo è; non stiamo parlando del rinnovo del
contratto nazionale dei metalmeccanici o dei chimici, per
i quali è giusto che vi sia una organizzazione sindacale
che tuteli i loro diritti. Qui stiamo parlando del ricorso
al mercato, della libera contrattazione privata tra una
proprietario e un locatario. Con la vostra mentalità di
stampo comunista (che evidentemente vige ancora; non è
un'offesa ma una constatazione) pretendete che nella
libera contrattazione privata tra il proprietario ed il
locatario entrino le organizzazioni nazionali di
categoria. Questa è la distorsione di fondo rispetto alla
quale non sarà mai sufficiente nessuna dichiarazione di
liberismo resa a Londra dall'onorevole D'Alema! Se la
rivoluzione liberale del PDS è quella che prevede che per
stipulare un contratto fra due persone occorre la presenza
e l'accordo con il sindacato nazionale degli inquilini, si
tratta di una rivoluzione illiberale, di una rivoluzione
da Stato comunista e non da paese democratico, liberale e
civile! (Applausi dei deputati dei gruppi di forza
Italia e di alleanza nazionale).
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