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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127205
STA0247-0180
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.180 (che inizia a pag.15294 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
FRANCESCO ONNIS.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (ore 16,23).
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    FRANCESCO ONNIS.  Signor Presidente, colleghi deputati,
  intervengo - debbo dirlo - con qualche difficoltà, in una
  posizione che mi pare quasi di  deminutio capitis,
    perché un intervento discutibile - mi limito a
  definirlo così - del Presidente nel corso della seduta di
  ieri mi ha impedito di illustrare la mozione di cui sono
  primo firmatario.
 
                             Pag. 15295
 
    Voglio dire subito che ho la sensazione di aver assistito
  ad una sorta di discussione schizofrenica, quasi drogata,
  come se si trattasse di un poco edificante gioco delle
  parti o di una commedia degli inganni recitata, non sempre
  abilmente, dai colleghi di centrosinistra.  Ho questa
  fastidiosa impressione perché non mi sembra che le mozioni
  provenienti da quella parte dell'Assemblea, le rispettive
  illustrazioni e la risoluzione finale siano entrate nel
  cuore del problema.  Analogamente, non mi pare che sia
  entrato nel cuore del problema il Governo, con le sue
  circospette, attente, prudenti risposte e precisazioni.  E'
  un problema sanguinante, colleghi deputati; un problema
  morale, sociale, forse penale, che interessa e tocca
  moltissimi italiani, che ha scosso ed indisposto
  l'opinione pubblica ed ha messo a nudo un reticolo
  vergognoso di intrallazzi, favoritismi ed imbrogli che
  fanno apparire l'Italia come una nazione da basso impero.
  Ed è davvero singolare quello che si è tentato e si tenta
  di fare in quest'aula.  Voglio sottoporre alla vostra
  attenzione, colleghi, una semplicissima riflessione.  Tutte
  le mozioni hanno avuto certamente una comune scaturigine,
  una comune origine.  Tutte sono state indotte provocate,
  suggerite, necessitate (le forze politiche non potevano
  far finta di niente) dallo scandalo suscitato da puntuali
  e documentate notizie di stampa, anzi da una meritoria,
  responsabile, civile campagna giornalistica de  Il
  Giornale  di Feltri, che ha portato allo scoperto e
  bollato tante situazioni di poco nobile e indegno
  privilegio a favore di politici datati e inossidabili e di
  sindacalisti interessati più di sé che degli altri.
    Di questo tema si è parlato poco o nulla, o si è parlato
  soltanto di striscio, di sfuggita.  Si è tentato di eludere
  la questione, si è tentato di aggirarla, di nasconderla,
  di rimuoverla, ammantandola e diluendola all'interno di
  una problematica generale, spesso astratta e dispersiva,
  talvolta deviante.  Ci si è soffermati sull'assillante
  problema della casa, su quello dell'equo canone e dei
  patti in deroga, sul tema, trattato in modo quasi casuale,
  della gestione del patrimonio immobiliare degli enti
  pubblici assistenziali e assicurativi e sull'esigenza di
  perseguire i loro
  fini istituzionali anche attraverso una oculata ed
  economica amministrazione dei loro  beni.
    Ora è facile intuire ed è comprensibile che gli autori
  delle studiate mozioni del centrosinistra vogliano
  ritagliarsi uno spazio di terzietà, liberando in
  quest'aula cortine fumogene.  Sembra che abbiano il timore
  di incidere la piaga e di affondarvi il bisturi perché
  sanno che quella piaga è dei loro referenti politici, e
  loro soltanto di coloro, cioè, colleghi deputati, che sono
  stati e saranno imbrattati dal pus della vergogna,
  dell'immoralità, della poca limpidità civica.
    Ma il Governo perché non risponde su questa dimensione del
  problema?  Perché non tocca il tasto della immoralità?
  Perché non si preoccupa, perché non si cura di dire che
  cosa si intende fare, dove si intende intervenire,
  attraverso quali iniziative si intende porre fine alla
  vergognosa situazione nella quale ci troviamo?
    Certo, il problema della casa, insieme a quello del lavoro
  che manca, è uno dei più drammatici ed angoscianti fra
  quelli che attanagliano la vita di tanti nostri
  concittadini, specie dei più deboli e dei più sfortunati.
  Certo, le abitazioni che fanno parte del patrimonio degli
  enti pubblici debbono in primo luogo, preferenzialmente e
  obbligatoriamente, essere assegnate a chi ha necessità, a
  chi non ha mezzi, a chi non ha lavoro, alle fasce più
  deboli.  Certo, si deve intervenire senza indugi perché ai
  più bisognosi le abitazioni vengano concesse a canoni
  ridotti, di favore, sociali.
    Alleanza nazionale non ha necessità di invocare
  credenziali, di ribadire che ha sempre richiesto
  trasparenza, correttezza, onestà, pulizia, disinteresse
  nell'amministrazione degli enti pubblici e di quelli
  previdenziali in particolare, sollecitando in ogni sede
  l'utilizzo e l'impiego dei beni per il perseguimento degli
  scopi sociali e dei fini istituzionali e l'assegnazione di
  tali beni a chi ne avesse effettivo bisogno e, quanto ai
  beni di lusso, previo ricavo del giusto prezzo di
  mercato.
    Ma oggi, colleghi deputati, il nodo pressante e
  ineludibile è un altro, ed è più scottante, più acuto, più
  rovente.  E il Governo non lo ha affrontato.  Il problema è
 
                             Pag. 15296
 
  oggi in primo luogo politico, perché si è scoperchiata
  un'indegna, spregevole cloaca di malaffare e di
  favoritismo.  E' questo l'aspetto,  il capitolo dolente che
  oggi non può essere coperto o taciuto.  Le sinistre, il PDS
  e gli arbusti vari che gli stanno attorno non riusciranno
  con la loro zelante condotta cloroformizzante a nascondere
  o a sopire lo scandalo.  E il Governo non si può far
  complice di questa tattica di rimozione e di silenzio,
  perché la gente sa, ha saputo, è informata e deve ancora
  essere informata, anche attraverso questo dibattito.  La
  gente sa valuta.  Sa con quali criteri, anzi con quanto
  poco criterio siano avvenute le scelte dei beneficiari per
  le assegnazioni, conosce tali beneficiari, sa quale era la
  loro posizione preminente e quali suggestioni e
  condizionamenti sono stati esercitati per ottenere le
  assegnazioni di favore.  Sa che chi ha ottenuto, ha potuto
  ottenere perché ha chiesto spudoratamente, senza ritegno,
  senza senso morale, senza remore civiche, senza
  vergognarsi, anteponendo la propria utilità, il proprio
  benessere materiale, la propria sistemazione, la spocchia
  del proprio  status  ai bisogni, alle necessità, alle
  esigenze primarie degli operai, dei disoccupati, degli
  impiegati, dei pensionati.
    Ecco è questo, sta qui lo scandalo storico, signori
  deputati.  E siccome ho parlato di scandalo storico,
  consentitemi di citare (non lo faro in latino, perché
  un'Assemblea così poco attenta non mi pare particolarmente
  versata negli studi classici)...
 
DATA=950927 FASCID=STA12-247 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0247 TOTPAG=0150 TOTDOC=0400 NDOC=0180 TIPDOC=O DOCTIT=0017 COMM= DI PAGINIZ=0090 RIGINIZ=077 PAGFIN=0092 RIGFIN=029 UPAG=NO PAGEIN=15294 PAGEFIN=15296 SORTRES=9509273 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00247 SORTNAV=59509272 00247 200000 ZZSTA247 NDOC0180 TIPDOCO DOCTIT0017 NDOC0017



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